Il Difensore Civico: competenze e modalità di ricorso

ricorso al difensore civico

Il Difensore Civico non è un avvocato, né un giudice di pace, né un organo politico, né un ufficio amministrativo dell’Ente, ma un'autorità indipendente di garanzia al quale il cittadino può rivolgersi qualora si ritenga danneggiato nei suoi diritti e interessi da comportamenti ed atti di un amministrazione pubblica o di un servizio pubblico.

L'intervento del Difensore Civico a favore dei cittadini è gratuito.

Possono rivolgersi al Difensore Civico:
- cittadini, enti, associazioni, comitati, società e istituzioni che abbiamo avanzato una richiesta agli uffici o servizi di un’amministrazione pubblica, sia centrali che periferici, o di enti o aziende da essa dipendenti, e non abbiamo ricevuto risposta o abbiano ricevuto una risposta non soddisfacente;
- chiunque abbia notizia certa che si verifichino ritardi, disfunzioni, abusi, anomalie o carenze nell’operato della pubblica amministrazione tali da incidere negativamente sulla qualità e regolarità dell’azione amministrativa nei confronti dei cittadini.

L'intervento del Difensore civico può avvenire:
- su richiesta del cittadino che abbia una pratica in corso presso una pubblica amministrazione (Provincia, Comune…);
- d'ufficio, vale a dire senza bisogno di sollecitazione da parte di altri soggetti.

Il Difensore Civico può accedere agli atti d’ufficio concernenti le questioni sottopostegli, può convocare direttamente il responsabile del settore interessato, può attivarsi anche di propria iniziativa.

Il Difensore Civico, nello svolgimento delle proprie funzioni, non può:
- annullare, revocare, modificare atti della P. A. o imporre alla P.A. determinati provvedimenti o comportamenti;
- emettere sentenze al posto del giudice amministrativo, del giudice civile o del giudice penale;
- comminare sanzioni;
- rappresentare o difendere il cittadino in giudizio;
- intervenire in questioni fra privati cittadini (es.: questioni condominiali, questioni attinenti al risarcimento danni nei confronti di compagnie di assicurazione).

Per esporre le proprie lamentele o denunce, si consiglia di compilare un apposito modulo, stamparlo e consegnarlo, a mano o via posta, al Difensore Civico presente sul tuo territorio. Vi offriamo alcuni moduli per ricorso al Difensore Civico da cui prendere spunto.

La Legge 11 febbraio 2005, n. 15 – il cui articolo 17 sostituisce il comma 4 dell’art. 25 della L. 241/1990 – attribuisce al Difensore Civico competenza specifica per la tutela del diritto del cittadini all’accesso dei documenti amministrativi. In particolare stabilisce che, decorsi inutilmente 30 giorni dalla richiesta di accesso agli atti, questa si intende respinta.

In caso di diniego dell'accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso, il richiedente può presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale entro 30 giorni, ovvero chiedere, nello stesso termine e nei confronti degli atti dell'amministrazione,  al difensore civico che sia riesaminata la suddetta determinazione.

Qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza è attribuita al difensore civico competente per l'ambito territoriale immediatamente superiore.

Il difensore civico si pronuncia entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico ritiene illegittimo il diniego o il differimento, ne informa il richiedente e lo comunica all'autorità disponente.

Se questa non emana il provvedimento confermativo motivato entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico, l'accesso è consentito.

Qualora il richiedente l'accesso si sia rivolto al difensore civico, il termine di 30 giorni decorrono dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua istanza al difensore civico.

Per richiedere al Difensore Civico di riesaminare il diniego/differimento dell'accesso agli atti è possibile utilizzare questo modello.

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