Sfratti per fine locazione: mini-sospensione per tre mesi

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Dal 1 Marzo 2015 il giudice competente, su richiesta della parte interessata, può disporre la sospensione dell’esecuzione fino al 28 giugno 2015 delle procedure esecutive di rilascio per finita locazione. Da questa opportunità restano esclusi gli inquilini alle prese con sfratti per morosità, così come coloro che si ritrovano ad essere "morosi incolpevoli" a causa della perdita del posto di lavoro per licanziamento, della riduzione dell'orario di lavoro, del mancato rinnovo di contratti a termine, ecc..

Niente tasse per l'affitto sospeso

L'aspetto interessente per i proprietari delle abitazioni è che per tutto il periodo di sospensione concesso i canoni incassati non confluiranno nel reddito imponibile e, dunque, ad essi non si applicherà l'imposta dovuta per il 2015, così come non saranno presi in considerazione per il calcolo dell'acconto d'imposta del 2016.

Chi può richiedere la sospensione

Possono chiedere la sospensione gli inquilini che hanno usufruito della proroga nel blocco sfratti stabilito nel 2007 e
successive proroghe, con:
- un “reddito annuo lordo complessivo familiare” inferiore a 27.000 euro;
- nel proprio nucleo familiare: persone ultrasessantacinquenni, malati terminali, portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento;
- il requisito di non essere “in possesso” di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza.

Alle stesse condizioni di reddito e di non possidenza, la sospensione si applica per nuclei familiari con figli fiscalmente a carico.

Inoltre gli inquilini devo risiedere in:
- Comuni capoluogo di provincia;
- Comuni, confinanti con i capoluoghi di provincia, con popolazione superiore a 10.000 abitanti;
- Comuni ad alta tensione abitativa (Delibera Cipe n. 87/03).

Come richiedere la sospensione

Per chiedere la sospensione dell'esecuzione occorre presentare alla cancelleria del Giudice procedente o all’Ufficiale giudiziario procedente apposita istanza redatta con le modalità di cui a gli artt. 21 e 38 del d.p.r. n. 445/2000 attestante la sussistenza dei singoli requisiti richiesti e sufficienti. Questo il fac simile.

Per tutto il periodo della sospensione, il conduttore deve corrispondere al locatore, oltre all'Istat e agli oneri accessori, un canone aumentato del 20%, e decade dalla sospensione in caso di morosità, salvo sanatoria avanti il Giudice.

Opposizione del proprietario

Il proprietario può evitare la sospensione contestando la sussistenza in capo al conduttore dei requisiti richiesti per la sospensione dell'esecuzione, oppure dimostrando di trovarsi nelle stesse condizioni dell'inquilino o nelle condizioni di necessità sopraggiunta dell'abitazione.

In entrambi i casi deve proporre un ricorso specifico al competente Giudice dell'esecuzione, che deciderà con decreto contro il quale potrà proporre opposizione al Tribunale collegiale.

Una ulteriore soluzione per gli inquilini

Ricordiamo che qualora l’inquilino dovesse trovarsi in una situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone in conseguenza della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare (perdita del lavoro per licenziamento, consistente riduzione dell'orario di lavoro, cassa integrazione, mancato rinnovo di contratti a termine, malattia grave, ecc.), può presentare istanza di accesso al Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli (leggi “Un fondo per aiutare gli inquilini "morosi incolpevoli”).

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