Cosa fare in caso di errori, ritardo o mancata trasmissione della Certificazione Unica

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Si avvicina la stagione della dichiarazione dei redditi e per molti contribuenti è fondamentale ricevere la Certificazione Unica dei redditi 2018. La Certificazione Unica 2019, che ricordiamo ha sostituito da diversi anni il vecchio CUD, è un documento che certifica i redditi percepiti da lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati, oltre che da lavoratori in disoccupazione , cassa integrazione e mobilità. Il modello Certificazione Unica viene elaborato e consegnato dal sostituto d’imposta, ossia da quel soggetto, pubblico o privato, che sostituisce appunto il contribuente nei rapporti con il fisco, trattenendo e versando imposte e contributi dovuti in relazione ai compensi, salari, pensioni o altri redditi erogati e successivamente versandole allo Stato.

Certificazione Unica: cos'è

La Certificazione Unica deve essere rilasciata dai sostituti d’imposta non solo ai dipendenti e ai pensionati, ma anche agli autonomi e a coloro che hanno percepito nel corso del 2018 provvigioni per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari. E' chiaro che questi ultimi riceveranno tanti modelli quanti sono i committenti per i quali hanno lavorato nel corso dell'anno. La Certificazione Unica contiene anche i dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi, le somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indennità e interessi nonché i dati relativi alle locazioni brevi.

In pratica con il modello Certificazione Unica il datore di lavoro o l'ente pensionistico attesta i redditi di lavoro autonomo, dipendente, da pensione e assimilati, nonchè le trattenute effettuate e versate allo Sato. In questo modo lavoratori e pensionati non devono far altro che inserire i dati riportati nella Certificazione Unica nella propria dichiarazione dei redditi. Se hai richiesto l'anticipo del Tfr con trattenuta in busta paga, nella certificazione unica troverai riportata anche la quota liquidata mese per mese (leggi "Anticipo TFR in busta paga: come funziona, chi può fare domanda e come").

Il sostituto d'imposta è tenuto a trasmettere la Certificazione Unica al percettore delle somme entro il 31 Marzo 2019 attraverso l'utilizzo della versione "sintetica" del modello Certificazione Unica. Tuttavia poichè il termine cade di Domenica, la scadenza è prorogata al primo giorno feriale successivo, dunque al 1 Aprile 2019.

Nel caso in cui il lavoratore sia stato licenziato o si sia dimesso, il datore di lavoro è tenuto al rilascio della Certificazione Unica entro 12 giorni dalla richiesta da parte del lavoratore stesso.

Invece entro il 7 marzo 2019 la Certificazione Unica deve essere trasmessa telematicamente dal sostituto d'imposta all’Agenzia delle Entrate, che a quel punto avrà i primi dati necessari per predisporre il Modello 730 o l’Unico PF precompilati. La scadenza è fissata al 31 Ottobre per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata.

Chi ha come sostituto d’imposta l'Inps (ad esempio il pensionato o chi percepisce la NASpI o la mobilità) può visualizzare e stampare la Certificazione Unica direttamente online sul sito INPS attraverso il servizio dedicato. Inutile dire che è necessario autenticarsi, dunque essere in possesso di un codice PIN rilasciato dall'Inps oppure di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o di una identità SPID. Per sapere come richiedere il PIN Inps leggi questo articolo “Come richiedere ed utilizzare il PIN Inps”.

Se non si ha troppa dimestichezza con gli strumenti informatici, è possibile utilizzare il Contact Center, al numero 803164 gratuito ma solo da rete fissa. Se si chiama con il cellulare il numero è lo 06164164. L'ultima soluzione è recarsi direttamente allo sportello Inps presente sul tuo territorio o farsi assistere da un intermediario autorizzato (Caf o commercialista). La Certificazione Unica può essere richiesta anche da una persona delegata o dall'erede del titolare deceduto. In quest'ultimo caso l'erede deve presentare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la sua qualità unitamente ad una copia del proprio documento di riconoscimento.

Le certificazioni dei pagamenti effettuati ai lavoratori autonomi e le Certificazioni Uniche devono essere allegate al Modello 770 dei sostituti di imposta.

Utilizzo della certificazione

Se nel corso del 2018 hai maturato solo redditi di lavoro dipendente attestati attraverso il modello Certificazione Unica, sei esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate, a patto naturalmente che le operazioni di conguaglio siano state effettuate correttamente. Tuttavia puoi sempre presentare la dichiarazione dei redditi se, ad esempio, nel corso dell’anno passato hai sostenuto oneri diversi da quelli eventualmente attestati nella Certificazione Unica 2019 e che intendi portare in deduzione dal reddito o in detrazione dall’imposta (spese mediche, spese di ristrutturazione, interessi sui mutui, ecc.).

La dichiarazione dei redditi deve invece essere presentata se, ad esempio, tra le detrazioni presenti nel modello Certificazione Unica sono ricomprese somme alle quali tu non hai più diritto e che, pertanto, debbono essere restituite (ad esempio, quando ti sono state attribuite detrazioni per familiari a carico che hanno superato il limite reddituale previsto per essere considerati tali).

Certificazione Unica: errori, ritardi e mancate trasmissioni

Abbiamo visto che ci sono termini ben precisi entro i quali il sostituto d'imposta è tenuto a trasmettere la Certificazione Unica all'Agenzia delle Entrate. Ma cosa accade in caso di ritardo, errata oppure omessa trasmissione? Queste le sanzioni previste dal Decreto Legislativo 158/2015:

  • 100,00 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, con limite massimo di 50.000 euro per anno e sostituto d’imposta;
  • 33,33 euro per ogni certificazione trasmessa entro il 7 Marzo e poi corretta entro 60 giorni, ossia entro il 7 maggio 2019. La sanzione massima è di 20.000 euro per anno e sostituto d’imposta;
  • nessuna sanzione per ogni certificazione trasmessa entro il 7 Marzo e poi corretta entro i 5 giorni successivi. ossia entro il 12 Marzo. 

Le sanzioni vanno corrisposte mediante il modello F24 indicando il codice tributo 8906 nella sezione Erario.

E se invece si tu, quale lavoratore, a non ricevere oppure a ricevere in ritardo o con errori la Certificazione Unica? Se la scadenza per la dichiarazione dei redditi si avvicina e il tuo datore di lavoro non ti ha ancora trasmesso la Certificazione Unica, ti consigliamo di intimarne la consegna con una raccomandata a/r o via PEC, precisando che, in caso contrario, procederai con la segnalazione alle Autorità competenti (Guardia di Finanza). Questo il fac simile richiesta certificazione unica che puoi utilizzare. In questo caso la legge non prevede sanzioni.

In attesa di ricevere la CU dal datore di lavoro, ti consigliamo comunque di verificare se i dati relativi al reddito sono comunque presenti sul tuo Modello 730 precompilato. Ciò naturalmente può verificarsi solo nel caso in cui il tuo datore abbiamo trasmesso quantomeno la CU all’Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui riscontrassi degli errori sulla tua Certificazione Unica 2019, non dovresti far altro che rivolgerti al tuo sostituto d’imposta e chiederne la correzione.

Certificazione Unica: scelta destinazione 8, 5 e 2 per mille dell’IRPEF

Se sei esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi puoi esprimere la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef utilizzando l'apposita scheda contenuta nel modello Certificazione Unica, che il tuo sostituto d’imposta è tenuto a rilasciarti debitamente compilata nella parte relativa al periodo d’imposta nonché ai dati del sostituto e del contribuente.

Le scelte della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef non sono in alcun modo alternative fra loro e possono pertanto essere tutte espresse. Attenzione: tali scelte non determinano maggiori imposte da pagare.

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