Multa tutor: quando ci si può difendere e come

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Da quasi un paio di mesi Autostrade per l'Italia e Polizia Stradale avevano spento i 333 Tutor presenti sui tratti autostradali italiani e i "Vergelius" dislocati sui tratti stradali particolarmente pericolosi gestiti da Anas, apparecchiature che come sai hanno la funzione di rilevare la velocità media ed istantanea dei mezzi in transito. Questa decisione è stata la conseguenza della sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Roma del maggio scorso, che aveva rigettato la richiesta di Autostrade per l'Italia di sospendere l'esecuzione della sentenza che aveva sancito l'obbligo per quest'ultima di rimuovere tutti i sistemi di rilevazione di velocità installati. Il motivo? L'apertura di un contenzioso con un'azienda che vantava di detenere il brevetto sui tutor. Questa vicenda ha chiaramente indotto la società Autostrade a trovare un nuovo sistema per la rilevazione della velocità media. Dopo una serie di test il nuovo sistema è stato finalmente approvato dal Ministero dei Trasporti ed entrerà a giorni in funzione, seppure limitatamente alle tratte più trafficate. Si tratta di un tutor (SICVe-PM, Sistema informativo per il controllo della velocità con tecnologia PlateMatching) più sofisticato, sicuramente più preciso e veloce del precedente. Questo significa che per gli automobilisti la probabilità di ricevere una multa tutor in caso di superamento dei limiti di velocità è sicuramente più elevata. Questo naturalmente non significa che per l'automobilista non ci sia comunque la possibilità di chiedere l'annullamento del verbale in presenza di vizi formali o sostanziali. Ma vediamo di capire meglio come funziona il Tutor e soprattutto in quali casi è possibile proporre un ricorso contro un multa tutor.

Cos’è il Tutor

Il Tutor è un dispositivo che permette di rilevare la velocità media dei veicoli che viaggiano sulla rete autostradale italiana. Completamente gestito dalla Polizia Stradale, il tutor ha lo scopo di responsabilizzare gli automobilisti ad una guida più sicura e al rispetto dei limiti di velocità stabiliti dal Codice della Strada. Dal 2005 ad oggi, infatti, gli incidenti mortali e quelli causati dall’alta velocità si sono ridotti considerevolmente, mentre le aree coperte dal tutor si sono ampliate sempre di più, arrivando a coprire oltre 3.000 chilometri di rete autostradale.

Per una questione di trasparenza nei confronti degli automobilisti, la società Autostrade per l'Italia ha scelto di rendere pubblica la posizione di tutte lo postazioni fisse per la rilevazione della velocità installate lungo la propria rete e gestite dalla Polizia Stradale. In particolare la MAPPA DEI TUTOR è consultabile sul sito ufficiale all'indirizzo www.autostrade.it

Visto che ci siamo ricordiamo che, se non diversamente indicato, il limite di velocità in autostrada e' di 130Km/h, mentre in caso di pioggia il limite massimo scende a 110 Km/h.

Tutor: come funziona

Il Tutor SICVe-PM riesce a calcolare la velocità media dei veicoli su tratte autostradali di lunghezza variabile grazie a sensori e telecamere posizionate su strutture chiamate “portali”. Con i dati ottenuti dal passaggio del mezzo sotto il portale di entrata e quello di uscita, sarà possibile calcolare la velocità media del veicolo (rapporto tra spazio percorso e tempo impiegato).

Grazie ad uno speciale software, il Tutor riesce ad individuare possibili trasgressioni del codice della Strada confrontando la velocità media con la tipologia del veicolo. Quando le rilevazioni del tutor segnalano una trasgressione, il sistema accede ai dati della motorizzazione civile, riuscendo così ad identificare il proprietario del mezzo. Il nuovo Tutor SICVe-PM, come detto, fa uso di una tecnologia diversa che rende praticamente infallibile la scansione delle targhe (il vecchio sistema vantava uno scarto già molto basso del 4%).

I dati pervenuti al sistema che non segnalano alcun tipo di violazione saranno automaticamente cancellati dalla memoria.

Multe tutor dopo quanto arrivano

Dopo aver rilevato il superamento del limite di velocità e aver identificato il responsabile attraverso la lettura della targa, la Polizia di Stato svolge la procedura di accertamento e notifica della multa tutor nei confronti dell’automobilista. Per sapere se il verbale è stato notificato nei termini e se ci sono possibilità per un ricorso, è sufficiente calcolare i 90 giorni previsti dalla legge per la notifica multa. A tal proposito è bene ricordare che tale termine decorre dal giorno in cui è stata materialmente commessa l'infrazione e non dal momento in cui il trasgressore sia stato accertato dagli agenti. Delle deroghe possono comunque esserci, ad esempio quando si commette la violazione con un'auto a noleggio o in leasing (leggi "Notifica multa: come si calcolano i 90 giorni").

Se dopo aver effettuato gli opportuni calcoli, ci si accorge che la multa tutor è stata effettivamente notificata oltre il termine di 90 giorni, si può presentare ricorso e chiedere l'annullamento del verbale. A tal fine è possibile utilizzare questo modulo di ricorso contro multa notificata oltre i termini. Il ricorso va presentato al Prefetto del luogo in cui è stata rilevata l'infrazione oppure all'ufficio o al comando della Polizia Stradale che ha elevato la multa tutor.

In alternativa è possibile rivolgersi al Giudice di Pace competente per territorio, secondo le modalità che abbiamo descritto in questo articolo: “Multa: come presentare ricorso al Giudice di pace”. Così se l'infrazione viene rilevata attraverso il "portale di uscita" posizionato nei pressi di Pescara, il ricorso andrà presentato al Giudice di Pace del capoluogo abruzzese.  

Tutor multe seriali

Siamo sicuri che a questo punto ti starai chiedendo: ma se dovessi percorrere un lungo tratto di autostrada ad un velocità superiore a quella consentita e l'infrazione dovesse essere rilevata più volte, a distanza di pochi chilometri, in luoghi ricadenti su territori comunali differenti, potrei ricevere più di una multa?

La risposta è si purtroppo. Ma ci sono due elementi che possono in qualche modo giocare a tuo favore. Innanzitutto la possibilità di ricorrere - qualora ce ne siano i presupposti naturalmente - ad un unico Giudice di Pace, quello di competenza del comune in cui si è verificata la prima infrazione o addirittura quello del comune di residenza. Dunque è possibile un ricorso cumulativo, con tutti i vantaggi che ne conseguono in termini di tempo e spese. Lo ha stabilito anche la Cassazione con la sentenza numero 23881 depositata il 15 novembre 2011.

In secondo luogo la possibilità di far valere quanto previsto dall’articolo 198 del Codice della Strada, secondo cui "salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie, o commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave aumentata fino al triplo”. Come si applica concretamente questa disposizione nel caso di multe seriali elevate con il Tutor?

Te lo spieghiamo senza troppi giri di parole riportandoti un caso concreto di qualche anno fa. In pratica un imprenditore trevigiano per aver percorso la A4 in direzione di Milano ad una velocità media superiore al limite consentito, aveva ricevuto tre verbali da tre differenti corpi di Polizia (coinvolti i comuni di Bergamo, Castelli Calepino e Rovato). Ciascun verbale prevedeva una sanzione di 158,69 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente, mentre le infrazioni risultavano commesse rispettivamente alle ore 17.33, 17.41 e 17.46, dunque nell’arco di appena 13 minuti. Nel caso specifico l'imprenditore aveva fatto ricorso al Giudice di Bergamo, il luogo in cui si era verificata la prima infrazione.

Ebbene non solo il Giudice di Bergamo aveva accolto il ricorso dell'automobilista, ma aveva ritenuto applicabile anche l'art. 198 Codice della strada. In pratica secondo il Giudice l'infrazione era da considerarsi unica e non triplice. Ciò in quanto le violazioni erano scaturite da una stessa condotta, secondo un nesso di consequenzialità e contestualità. Si trattava in altri termini di multe seriali, per le quali era ravvisabile l’ipotesi del "cumulo giuridico" stabilito appunto dall'art. 198, comma 1 del C.d.S. In applicazione di questo principio e tenuto conto del numero delle violazioni discendenti dall'unica illecita azione posta in essere, il Giudice aveva stabilito che la sanzione venisse aumentata fino al doppio (e non fino al triplo): in pratica 296,00 di multa anziché 480,00 e 5 punti di decurtazione invece di 15.  

Multa Tutor ricorso

Nel caso in cui si voglia presentare ricorso contro la multa tutor, occorre una buona motivazione che possa giustificare la palese inosservanza dei limiti di velocità.

Al contrario dell’autovelox, che rileva la velocità istantanea del veicolo in corsa (leggi "Autovelox: cosa sapere e come difendersi"), il Tutor calcola la velocità media del mezzo in un tratto di strada compreso tra due stazioni di rilevamento, accertando se essa ha superato il limite massimo consentito in quello stesso tratto. Si tratta di un sistema particolarmente sofisticato che deve essere periodicamente tarato e certificato. Ad averlo detto non siamo stati noi, ma nientemeno che la Corte Costituzionale con la sentenza n° 113 del 2015.

Il motivo è semplice. Trattandosi di strumenti di misura elettronici, hanno caratteristiche che sono soggette a variazioni per cause legate ad esempio al semplice invecchiamento di talune componenti, oppure ad eventi come urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Queste alterazioni delle proprie caratteristiche possono chiaramente produrre variazioni dei valori misurati. Dunque è per questo motivo - sostiene la Corte - che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Una sentenza che ha colmato una lacuna importante del nostro ordinamento che non aveva mai previsto nulla a riguardo.

Tali verifiche devono essere effettuate con cadenza almeno annuale. La documentazione sulla taratura è in possesso dell'organo di polizia che ha proceduto al rilevamento dell'infrazione. Dunque se ti è stata elevata una multa tutor, la prima cosa che devi fare è verificare se tale informazione è stata riportata sul verbale. Se non è presente puoi metterti in contatto con l'autorità verbalizzante e chiedere informazioni in merito all’ultima data in cui l'apparecchio utilizzato è stato sottoposto a taratura. Se non ricevi informazioni a riguardo, puoi presentare ricorso ed essere sicuro di vederlo accolto.

Chiaramente se pensi di ricorrere al Giudice di Pace devi muoverti con una certa fretta visto che hai tempo 30 giorni dalla notifica per presentare la domanda; hai un mese in più, invece, se intendi proporre ricorso al Prefetto.

Ci sono poi altri casi in cui è possibile contestare una contravvenzione: ad esempio quando, in caso di pioggia, non si è osservato il limite di 110 km/h. In questo caso si può portare all’attenzione del Giudice una dichiarazione attestante che nel momento in cui è stato varcato il portale d’entrata del Tutor non pioveva e che le condizioni atmosferiche si sono modificate durante il tragitto, peggiorando solo in prossimità del portale d’uscita.

Un’altra motivazione valida per contestare la multa è la presenza di errori di forma nel verbale ricevuto dalla Polizia stradale (leggi "Multa: quando è nulla per un vizio di forma"). A tal fine ti consigliamo di controllare scrupolosamente il contenuto del verbale.

Molto importante, inoltre, controllare se il limite di tolleranza sia stato rispettato o meno. Il Tutor contempla il 5% di tolleranza oltre i limiti imposti dalla legge, prima di attivare la procedura di accertamento e notifica della violazione. Per le automobili, il cui limite massimo di velocità in condizioni climatiche standard si attesta a 130 km/h, la multa da tutor scatterà quando la velocità media calcolata dai dispositivi sarà superiore a 136,5 km/h; nei casi in cui questo limite di tolleranza non viene rispettato, la possibilità che il ricorso venga accolto aumenta in maniera esponenziale.

Infine abbiamo visto nel paragrafo precedente che è possibile presentare ricorso al Giudice di Pace quando siano state elevate più multe a distanza di poco tempo, appellandosi al fatto che le stesse sono riconducibili ad un'unica condotta e che per questo si ritiene applicabile il concetto del "cumulo giuridico" stabilito dall'art. 198, comma 1 del C.d.S. 

Tutor: se usato come autovelox la multa è nulla

Dal momento che il tutor è omologato per accertare la velocità media con cui un veicolo percorre un certo tratto di strada, è del tutto evidente che non può fungere anche da autovelox, strumento questo che misura la velocità istantanea di un mezzo in un punto ben preciso. In tal senso si sono espressi alcuni Giudice di Pace italiani che hanno accolto il ricorso presentato dagli automobilisti. In sintesi un eventuale utilizzo del tutor come autovelox è da ritenersi illegittimo se la società che gestisce il tratto autostradale non fornisce idonea informazione agli automobilisti, ad esempio attraverso l'avvertimento "Controllo elettronico della velocità: Tutor attivo". Ricordiamo, inoltre, che affinché il tutor possa eventualmente essere utilizzato come rilevatore della velocità istantanea, deve come tutti gli autovelox, essere tarato almeno una volta l'anno.

Multa tutor importo

L’importo delle multe elevate attraverso l'impiego del Tutor cambia a seconda del tipo di violazione registrata. Se i sensori hanno rilevato una velocità media superiore al limite consentito ma fino ad un massimo di 10 km/h, la multa va da € 41 a € 168. Se invece il superamento del limite di velocità è compreso tra 10 e 40 km/h, l'importo della multa varia da € 168 a € 674, a cui si aggiunge la decurtazione di 3 punti dalla patente. Qualora il superamento del limite è compreso tra i 40 e i 60 km/h, la multa va da € 527 a € 2.108 con decurtazione di 6 punti e sanzione accessoria di sospensione della patente da 1 a 3 mesi (in caso di recidiva in un biennio, da 8 a 18 mesi). Infine se si sconfina di oltre 60 km/h rispetto al limite consentito, la multa va da € 821 a € 3.287 con decurtazione di 10 punti dalla patente e sospensione della patente da 6 mesi ad 1 anno. In caso di recidiva nell’arco di un biennio, è prevista la revoca della patente.

Attenzione perchè come abbiamo detto i tutor funzionano anche di notte e in questo caso una eventuale multa peserebbe ancora di più, visto che è prevista la maggiorazione di un terzo (la fascia oraria va dalle 22.00 alle 7.00). Previste sanzioni più salate anche per i neopatentati, ossia per coloro che hanno la patente da meno di tre anni.

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