Soft Skills: cosa sono e come ti aiutano a trovare lavoro

soft skills, soft skill curriculum

Stando a quello che dicono i telegiornali ci sono i presupposti per una ripresa economica, che seppur lenta, sta generando occupazione. Gli ultimi dati diffusi qualche giorno fa ci dicono appunto che in Italia si registra un aumento dell'occupazione nel secondo trimestre dello 0,3%. In crescita anche l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro, anche se il tasso di occupazione femminile resta ancora sotto la soglia del 50%. Purtroppo chi è in cerca di lavoro non riesce a cogliere, nella realtà, le rosee sfumature delle notizie diffuse dalle reti nazionali.

A dirla tutta, per diplomati e neolaureati è piuttosto dura trovare un impiego, in quanto occorre misurarsi con una realtà molto diversa dall’ambiente scolastico e accademico, essere attivi su più fronti, sempre dinamici, propositivi ed efficienti. Talvolta, invece, quel “Ci prendiamo il tempo di valutare il suo profilo, le faremo sapere” pesa più di un macigno, sulle spalle di un giovane in cerca di lavoro. Se anche tu ti trovi in questa situazione, sappi che può esserti utile correggere il curriculum, analizzare il tuo atteggiamento durante il colloquio di lavoro, oppure concederti un po’ di svago per coltivare un hobby, fare un viaggio all’estero e migliorare le cosiddette soft skills. Ultimamente se ne fa un gran parlare, ma cosa sono, nello specifico, le soft skills? Scopriamolo insieme nei paragrafi che seguono, così da capire perché sono importanti e come possono aiutarti a rendere il tuo profilo assai più interessante.

Soft skills: cosa sono

In molti descrivono le soft skills come "competenze trasversali". In altre parole si tratta di tutto quel bagaglio di competenze che hai appreso e affinato durante il percorso di studi o durante le esperienze lavorative pregresse, ma non solo. Rientrano nelle soft skills anche tutte quelle sfaccettature del tuo carattere che emergono quando lavori, ti impegni su un progetto, ti confronti con gli altri e così via. Non sarebbe corretto chiamarle semplicemente “qualità”, in quanto alcune skills, come ad esempio la leadership, non sempre si configurano come un atteggiamento positivo. Chiaramente devono essere contestualizzate e modulate, in base all’ambiente nel quale ci si appresta a lavorare.

Soft skills: quali sono

Ma andiamo con ordine: quali sono le soft skills? Se sei alle prime armi nel mondo del lavoro, evita di formulare competenze a caso, solo per riempire il curriculum. “Sono ottimista”, “Imparo in fretta”, “Mi piace lavorare in gruppo” sono di per sé ottimi punti di partenza, ma non aiutano il tuo curriculum ad essere preso in considerazione (Leggi “10 elementi che rendono il curriculum inefficace”).

Per produrre un contenuto di qualità, è meglio affidarsi agli esperti del settore, come ad esempio Almalaurea, un consorzio fondato nel 1994, a cui aderiscono 74 atenei italiani oltre al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, che conduce studi e ricerche sul profilo e sui percorsi di studio degli studenti, sulla condizione occupazionale dei laureati, facilita l’incontro fra domanda e offerta di lavoro qualificato e così via. Tornando al nostro argomento, Almalaurea ha stilato un elenco di ben 14 soft skills. Eccole:

- Autonomia: è la capacità di svolgere i compiti assegnati senza il bisogno di una costante supervisione, facendo ricorso alle proprie risorse;
- Fiducia in se stessi: è la consapevolezza del proprio valore, delle proprie capacità e delle proprie idee al di là delle opinioni degli altri;
- Flessibilità/Adattabilità: significa sapersi adattare a contesti lavorativi mutevoli, essere aperti alle novità e disponibili a collaborare con persone con punti di vista anche diversi dal proprio;
- Resistenza allo stress: è la capacità di reagire positivamente alla pressione lavorativa mantenendo il controllo, rimanendo focalizzati sulle priorità e di non trasferire su altri le proprie eventuali tensioni;
- Capacità di pianificare ed organizzare: è la capacità di realizzare idee, identificando obiettivi e priorità e, tenendo conto del tempo a disposizione, pianificarne il processo, organizzandone le risorse;
- Precisione/Attenzione ai dettagli: è l’attitudine ad essere accurati, diligenti ed attenti a ciò che si fa, curandone i particolari ed i dettagli verso il risultato finale;
- Apprendere in maniera continuativa: è la capacità di riconoscere le proprie lacune ed aree di miglioramento, attivandosi per acquisire e migliorare sempre più le proprie conoscenze e competenze;
- Conseguire obiettivi: è l’impegno, la capacità, la determinazione che si mette nel conseguire gli obiettivi assegnati e, se possibile, superarli;
- Gestire le informazioni: abilità nell’acquisire, organizzare e riformulare efficacemente dati e conoscenze provenienti da fonti diverse, verso un obiettivo definito;
- Essere intraprendente/Avere spirito d’iniziativa: è la capacità di sviluppare idee e saperle organizzare in progetti per i quali si persegue la realizzazione, correndo anche rischi per riuscirci;
- Capacità comunicativa: è la capacità di trasmettere e condividere in modo chiaro e sintetico idee ed informazioni con tutti i propri interlocutori, di ascoltarli e di confrontarsi con loro efficacemente;
- Problem Solving: è un approccio al lavoro che, identificandone le priorità e le criticità, permette di individuare le possibili migliori soluzioni ai problemi;
- Team work: è la disponibilità a lavorare e collaborare con gli altri, avendo il desiderio di costruire relazioni positive tese al raggiungimento del compito assegnato;
- Leadership: è l’innata capacità di condurre, motivare e trascinare gli altri verso mete e obiettivi ambiziosi, creando consenso e fiducia. L’elenco è consultabile sul sito ufficiale www.almalaurea.it, sul quale potrai anche svolgere un esercizio molto stimolante, che ti aiuterà ad auto-valutarti correttamente.

Produrre informazioni veritiere, rispetto alle proprie competenze, alle esperienze pregresse e agli obiettivi scolastici e accademici raggiunti è di primaria importanza. Dichiarare il falso per “pompare” il proprio curriculum, infatti, equivale a tirarsi la zappa sui piedi. (Leggi anche “Curriculum vitae: gli errori da evitare”).

Gli addetti alle risorse umane e i migliori datori di lavoro, infatti, sanno riconoscere con estrema facilità i “falsi curriculari”. Come? Durante il colloquio, ovviamente. Basta poco per per mettere alla prova le tue soft skills e far emergere quel lato del tuo carattere che fa capolino solo in situazioni non convenzionali oppure sotto stress. Prepararsi al colloquio di lavoro non è semplice, per questo abbiamo pensato di dedicare un approfondimento al tema: “Come affrontare un colloquio di lavoro”.

Soft skills: esempi e classificazioni

Come avrai intuito, dietro alle soft skills c’è tutto un mondo e quel mondo sei tu. Le competenze che metti in risalto sul curriculum vitae sono, in poche parole, frammenti del tuo carattere, forme imprescindibili del tuo essere, atteggiamenti naturali o che hai sviluppato con il tempo e che, detta tra noi, ti sono costati molto impegno e fatica. Ci sono moltissime soft skills, ecco perché gli esperti del settore le hanno divise in 5 grandi categorie:

- le soft skills cognitive, ovvero quelle che descrivono il tuo modo di ragionare (visione sistemica, problem solving, analisi e sintesi, ecc.);

- le soft skills relazionali, ovvero quelle che descrivono il tuo modo di interagire con altri soggetti (collaborazione, teamwork, comunicazione, ecc.);

- le soft skills realizzative, ovvero quelle che descrivono il tuo modo di agire (iniziativa, pianificazione, organizzazione, gestione del tempo, ecc.);

- le soft skills per manager o manageriali, ovvero quelle che emergono quando vieni messo a capo di un gruppo di persone (leadership, motivazione dei collaboratori, ecc.);

- le soft skills – competenze trasversali che influiscono su più fronti e sono, ad esempio, la tolleranza allo stress, la flessibilità, la voglia di migliorarsi e così via.

Soft skills: ecco quali sono quelle più richieste

Attualmente le aziende puntano molto sulle soft skills, e ora ti spiegheremo perché. Come sai, con la crisi economica e il calo di occupazione, i datori di lavoro si sono trovati a dover rinunciare ad alcune figure professionali, riducendo l’organico e dedicando un’attenzione maggiore alla scelta dei candidati destinati a ricoprire le esigue posizioni aperte in azienda. Di questi ultimi, infatti, vengono valutate le esperienze pregresse e i titoli di studio conseguiti, come anche le competenze a livello generale, quelle che è possibile “sfruttare” in diverse situazioni e soprattutto, in molteplici ruoli all’interno dell’azienda stessa.

Spencer, infatti, ha affermato che “È possibile insegnare ad un tacchino ad arrampicarsi su un albero, ma è meglio assumere uno scoiattolo.” Un’affermazione tanto semplice quanto eloquente, che spiega bene l’obiettivo dell’azienda. Facciamo un esempio reale, lasciando stare per un attimo tacchini e scoiattoli: se hai intenzione di candidarti come sales assistant (commesso) è chiaro che le tue esperienze pregresse ti saranno utili, ma lo saranno anche competenze trasversali come una buona comunicazione, la gestione dei rapporti interpersonali e dello stress, l’orientamento al cliente e così via. Probabilmente ti verrà chiesto di dimostrarle in sede di colloquio o durante un periodo di prova, quindi preparati a dare il meglio di te.

Ora cerchiamo di valutare le soft skills in un ambito più generale: quali sono quelle più richieste dalle aziende? Una delle più gettonate è la flessibilità: ai candidati si chiede di svolgere più o meno ore, lavorare in ufficio o da casa, conoscere la contabilità ma avere anche delle conoscenze di marketing ecc. Un’altra competenza di cui si sente molto parlare è il problem solving: in pratica devi saper risolvere velocemente diversi problemi e imprevisti, senza lasciare che questi condizionino la tua resa; chiaramente in questo caso a fare la differenza è l’atteggiamento nei confronti della vita e del lavoro.

A concludere la top 3 c’è il cosiddetto multitasking, ovvero ai candidati si richiede di svolgere operazioni diverse contemporaneamente, contando su una ferrea organizzazione, una buona comunicazione e un atteggiamento dinamico e propositivo. Infine, fai in modo che queste parole non risultino scritte a caso, senza una logica, nel curriculum. Approfondiamo questo concetto nel prossimo paragrafo e nell’articolo: “Come scrivere un curriculum: 10 termini da evitare”.

Soft skills e curriculum: come farle emergere nel modo giusto

Veniamo ora ad un altro argomento interessante: dove e come posizionare le soft skills. Se utilizzi il modello Europass Curriculum vitae (che è quello più gettonato, al momento) puoi collocare le soft skills nella sezione dedicata alle “Competenze personali”. Ti viene chiesto di auto-valutarti, inserendo informazioni relative alla conoscenza delle lingue, alle capacità comunicative, organizzative, professionali e digitali. Chiaramente non si tratta solo di elencare le soft skills che abbiamo citato in precedenza, ma al contrario, ti viene chiesto di riassumere ai minimi termini le tue migliori competenze, spiegando a grandi linee come le hai apprese e in quali casi ti sono state utili.

Non dilungarti e non generalizzare, bensì scegli di dare risalto solo alle soft skills che ritieni essere più favorevoli per la posizione e l’azienda alla quale stai inviando la tua candidatura. Per dirla in breve: pensa a te stesso come ad un prodotto e fa in modo che l’azienda non possa fare a meno di acquistarti. Ti sembra un obiettivo fuori dalla tua portata? Leggi “Curriculum e colloquio: è tutta questione di marketing”.

Da quanto abbiamo appena scritto, puoi dedurre un’importante regola generale: se vuoi che il tuo curriculum sia preso in considerazione, adattalo volta per volta alla candidatura, non consegnare mai un curriculum generico. A questo proposito può esserti utile leggere un articolo che ti aiuterà ad analizzare il tuo curriculum con gli occhi del datore di lavoro. Si tratta di “Il curriculum letto dal selezionatore”.

Soft skills: come affinarle per migliorare l’intero curriculum

Se ritieni di dover ampliare la rosa delle tue competenze personali, così da rendere il tuo curriculum più interessante, sappi che è più facile di quanto pensi. Ti viene chiesta un’unica cosa: abbandonare la scrivania e vivere esperienze nuove. Puoi dedicarti ad uno sport: quelli di gruppo favoriscono la sinergia col team, mentre quelli in solitaria ti aiutano a misurarti con i tuoi stessi limiti. Ti facciamo un esempio: fare arrampicate oppure rafting ti aiuta a migliorare l’atteggiamento nei confronti delle difficoltà e degli imprevisti, inducendoti ad avere fiducia in te stesso e nelle persone con cui sei a contatto.

Lo sport non fa per te? Viaggia. Dedicati alla scoperta del mondo, non come turista, ma come esploratore. Se vai all’estero, cerca di fare un’esperienza lavorativa, in quanto verrà molto apprezzata nel curriculum. Integrati con la gente del posto, cerca di apprendere il loro punto di vista e le loro usanze, che oltre a darti dei fondamenti di antropologia, può esserti utile per capire i bisogni del cliente. (Leggi anche “Lavorare in Europa”).

Non hai modo di viaggiare? Dedicati al volontariato o ad un hobby che stimoli la tua creatività. Poniti un obiettivo e raggiungilo. Scommetti su te stesso e tendi al miglioramento. Supera le paure e le difficoltà. Queste sono capacità che nessun corso di studi può insegnarti, ecco perché valgono così tanto per le aziende e in generale, nel mondo del lavoro.

Documenti correlati
Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata