Come denunciare i programmi televisivi non adatti ai minori

tv e bambini, programmi non adatti ai bambini

Prova ad accendere la televisione ad una qualsiasi ora del giorno. Fai zapping e cerca qualche bel programma educativo da far vedere a tuo figlio, supponendo che sia un bambino di 8 anni. Cosa c’è, a parte i canali tematici del digitale terrestre dedicati ai bambini? La risposta è semplice: ben poco. A meno che tu non abbia sottoscritto un contratto di abbonamento ad una pay tv o a qualche piattaforma online, tuo figlio potrebbe doversi accontentare di programmi che di educativo hanno ben poco. Qualcuno potrebbe sostenere che in realtà la funzione educativa spetta in primo luogo alla famiglia, quindi alla scuola, e come non essere d'accordo, ma non v'è dubbio che anche la televisione può svolgere un ruolo importante nel processo formativo-educativo dei minori. Ma cosa accade se la televisione non trasmette solo cultura, sport e quanto di più educativo ci possa essere per i bambini, ma propone programmi dal contenuto ambiguo, spesso volgare e violento, comunque non adatti ai minori? Per fortuna c'è una soluzione al dilemma tv e bambini: la denuncia al Comitato Media e Minori attraverso la compilazione del modulo segnalazione programmi non adatti ai bambini.

La Tv e i bambini: Codice di Autoregolamentazione

Il Codice di Autoregolamentazione Tv e Minori è un atto che nasce dalla volontà delle emittenti televisive pubbliche e private, nazionali e locali, e che ha l'unica finalità di migliorare la qualità dei programmi televisivi e sostenere genitori e minori verso un uso corretto ed appropriato delle trasmissioni televisive, dunque prive di violenze, di espressioni volgari e in generale di contenuti che possano minare l'equilibrio e la personalità dei minori o addirittura costituire fonte di pericolo fisico o morale per gli stessi. 

Questo in linea generale. Per entrare un po' più nello specifico, il Codice impone alle emittenti televisive il rispetto di tutta una serie di norme di comportamento: così non possono trasmettere immagini di minori che si rendono autori, testimoni o vittime di reati, non possono utilizzare minori con gravi patologie o disabili, non possono intervistare minori vittime, ad esempio, del bullismo, oppure della prostituzione o che abbiano genitori che si siano macchiati di omicidio o comunque di atti di criminalità, non possono invitare minori a trasmissioni in cui si discute di separazione e divorzi tra genitori, problemi di affidamento e così via.

Anche i notiziari e in generali i programmi di informazione devono evitare, per quanto possibile, di diffondere immagini crude e violente o di sesso che non siano effettivamente necessarie alla comprensione delle notizie e che abbiano come unico effetto quello di nuocere alla integrità psichica o morale dei minori.

Tutte queste precauzioni devono essere adottate anche nella messa in onda di film, fiction e spettacoli di intrattenimento. Chiaramente poiché si deve tener conto delle esigenze di tutti i telespettatori, dunque anche degli adulti, così come delle aziende che operano in questo settore, se l'emittente ritiene che taluni programmi mandati in onda, specie nella fascia 07.00-22.30, siano destinati ad un pubblico adulto, ha il dovere di informare il telespettatore che la trasmissione non è adatta al pubblico dei minori. In ogni caso le emittenti si impegnano ad assicurare, nell'ambito della loro programmazione, una fascia “protetta” di programmazione, tra le ore 16.00 e le ore 19.00.

Le stesse prescrizioni tese a tutelare l'integrità psicologica e morale dei minori, devono riguardare naturalmente anche la pubblicità, i trailer e i promo dei programmi. In particolare gli spot pubblicitari non devono mostrare bambini con atteggiamento violento e aggressivo, alle prese con situazioni di pericolo, intenti al consumo di alcol, tabacco o droga, così come non devono indurre i minori ad errate percezioni sulla natura e sulle prestazioni di un determinato giocattolo. Ma è importante altresì che la pubblicità non spinga il bambino a ritenere, ad esempio, che l'acquisto di quel giocattolo sia un dovere per il suo papà o la sua mamma e che il mancato possesso significhi inferiorità rispetto agli amici.

Tutte queste protezioni vanno rafforzate in modo particolare nella fascia “protetta” di programmazione, tra le ore 16.00 e le ore 19.00, quando si presume che il pubblico di minori all’ascolto sia più numeroso. In questo caso il Codice vieta espressamente che le emittenti televisive mandino in onda, all’interno dei programmi direttamente rivolti ai minori e nelle interruzioni immediatamente precedenti e successive, pubblicità di bevande superalcoliche e alcoliche, di servizi telefonici a valore aggiunto e di profilattici e contraccettivi.

Il Codice che disciplina il delicato rapporto tv e bambini, qualche anno dopo la sua sottoscrizione, è stato recepito dalla legge 112/2004 e poi dal Testo Unico della radiotelevisione. In pratica, al momento, il Codice fa parte di un pacchetto normativo che tutte le emittenti sono tenute a rispettare, a prescindere dal tipo di contratto e dal tipo di piattaforma utilizzata (digitale, pay tv, tv streaming on demand, ecc.).

L’introduzione del Codice di Autoregolamentazione Tv e Minori ha finito per determinare diversi cambiamenti nel palinsesto televisivo italiano, primo fra tutti il sistema delle fasce orarie. Per farla breve, la programmazione delle reti deve rispettare i limiti imposti dalle fasce orarie, adattando il contenuto dei format, dei film o delle fiction al target dei telespettatori, di modo che la sensibilità dei più piccoli non venga mai urtata.

Non è tutto, di recente l’AGCOM - Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni ha introdotto un nuovo regolamento, che riguarda in particolar modo le piattaforme che offrono il servizio di tv on demand. Con la delibera n. 51/13/CSP, infatti, è stata sottolineata la necessità di intervenire sull’apparato tecnico al fine di impedire ai più piccoli di accedere a contenuti non adatti ai minori di 14 o 18 anni. Risultato? Le società devono implementare sulle proprie piattaforme il servizio di parental control. Si tratta di una funzione che consente ai genitori di impedire al proprio figlio minore la visione di determinati contenuti (siti pornografici, siti per giochi e scommesse, video dal contenuto volgare o violento, ecc.), di monitorare le loro scelte e di impostare perfino il tempo di utilizzo dello strumento, che sia tv, computer, smartphone o tablet. Inutile dire che sarebbe utile affiancare a questi filtri un dialogo costruttivo con il proprio figlio, per aiutarlo a fargli comprendere esattamente quali pericoli per il suo benessere si celano dietro contenuti di questo genere.

Violenza in tv e bambini: il Comitato Media e Minori

Di recente è stato reintrodotto il Comitato Media e Minori, un organo importantissimo per il controllo sulla qualità dei programmi televisivi e la tutela dei telespettatori più piccoli. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha messo a capo del Comitato la sociologa Donatella Pacelli affinché si riprendano, dopo due lunghi anni, le operazioni di verifica sull’operato degli operatori e delle emittenti televisive. Inutile dire che i primi a manifestare approvazione ed orgoglio per questa ricostituzione sono stati i membri del Consiglio Nazionale degli Utenti presso l’AGCOM, ai quali si restituisce un’ulteriore garanzia sul controllo dei programmi e dei contenuti trasmessi in tv.

L’importanza del Comitato

Perché quest’organo è così importante? Te lo spieghiamo subito: il Comitato Media e Minori nasce proprio con l’intento di controllare i contenuti che vengono diffusi attraverso il piccolo schermo, tutelando l’integrità fisica e morale dei soggetti più deboli e sanzionando, quando è necessario, le emittenti o i soggetti che ignorano le disposizioni contenute nel Codice di Autoregolamentazione.

Da chi è composto il comitato

Il Comitato Media e Minori è composto da 15 membri in rappresentanza delle emittenti televisive che hanno firmato il Codice, delle istituzioni e degli utenti. A capo del Comitato c’è un Presidente che viene nominato tra i rappresentanti delle istituzioni, il quale viene affiancato da due Vicepresidenti. Per garantire l’equilibrio tra i vari poteri rappresentati, i membri sono eletti in parti uguali. Tutti i componenti del Comitato devono sempre e comunque fare riferimento al Codice di Autoregolamentazione e alle leggi attualmente in vigore.

Competenze e poteri

Sul sito ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico si legge che, in virtù dell’articolo 6.2 del Codice di Autoregolamentazione, il Comitato ha il compito di verificare che i contenuti diffusi dai palinsesti televisivi non violino le disposizioni di legge sulla tutela dei minori. Qualora emerga un’irregolarità, a seguito di una azione ispettiva o di una denuncia effettuata da un terzo, il Comitato ne prende atto, adotta una risoluzione e stabilisce - sulla base della gravità dell'illecito e della eventuale reiterazione di certi comportamenti, le modalità con le quali ne debba essere data notizia.

Il Comitato può anche:

  • sollecitare l’emittente affinché il singolo contenuto venga modificato o il programma venga sospeso, indicando i tempi e le modalità di attuazione;
  • sollecitare l’emittente alla correzione dell’illecito e all’adeguamento dei contenuti alle prescrizioni del Codice indicando i tempi e le modalità di attuazione.

Ogni decisione presa dal Comitato viene comunicata all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in più qualora si verificasse una violazione grave, il Comitato potrebbe denunciarla direttamente, fornendo all’AGCOM una dettagliata documentazione. Per legge il Comitato può altresì sanzionare chi non rispetta le disposizioni di legge con una semplice multa, con la sospensione del programma o addirittura con la revoca dell’autorizzazione alla trasmissione di programmi televisivi.

Televisione e bambini piccoli: come segnalare illeciti e violazioni

Se guardando la televisione alle 16 del pomeriggio noti un programma televisivo dai contenuti non adatti ai bambini oppure se ti accorgi che un dato telefilm trasmesso in fascia protetta è davvero troppo crudo per essere visto dai minori, puoi segnalarlo al Comitato e lasciare che si proceda alla verifica.

In generale, puoi porre all’attenzione dell’organismo di controllo un qualsiasi contenuto che non si attenga alle disposizioni contenute nel Codice di autoregolazione Tv e Minori. Per conoscere a fondo l’argomento ed evitare di inviare una segnalazione a vuoto, ti consigliamo di consultare il testo originale del Codice disponibile sul sito ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico all'indirizzo www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/mise_extra/codice-tv-minori-pdf.pdf disponibile.

Solo dopo che ci si è accertati dell'effettiva inosservanza alla legge si può procedere alla segnalazione presso l’autorità competente e chiedere che vengano adottate le dovute misure per la tutela dei minori.

Ora passiamo dalla teoria alla pratica. Come si invia una segnalazione al Comitato Media e Minori? Hai due opzioni:

  • puoi compilare il modulo di segnalazione infrazione online, disponibile sul sito ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico all'indirizzo http://questionari.mise.gov.it/index.php/175977;
  • puoi scaricare questo modulo segnalazione programmi non adatti ai bambini, compilarlo in ogni sua parte, poi spedirlo tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento a questo recapito: Comitato Media e Minori presso Ministero dello Sviluppo Economico - Viale America, 201 - 00144 Roma;
  • puoi compilare lo stesso modulo e trasmetterlo come allegato di un messaggio di posta elettronica (in questo caso l'indirizzo email è comitato.minori@mise.gov.it) o via fax, al numero (+39) 06.5444.7515;
  • puoi segnalare la violazione telefonicamente, contattando i numeri (+39) 06.5444.7513/14/16/17.

Presta attenzione alla tempistica: la segnalazione dovrà essere recapitata al Comitato entro e non oltre i 40 giorni successivi alla messa in onda del contenuto oggetto di contestazione.

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51281 - Laura
10/01/2018
Vorrei segnalare il film spy su rai 2 stasera, andato in onda alle 21.30 e con contenuti violenti, volgari, nudo e sesso, decisamente inadatto a minori

50707 - F. Lorenza
26/10/2017
Vorrei denunciare un fatto increscioso accaduto ieri 24/10/2017 quando su Rai 2 in orario fascia protetta e senza bollino rosso (ore 21.30 circa) è andato in onda il film Suburra. Film dal contenuto inadatto a pubblico di minori e con scene al limite del pornografico!!!

33672 - PIETRO
18/11/2014
E' insopportabile che i T.G. trasmettano immagini truculente e si soffermino su particolari agghiaccianti in orari in cui i bambini guardano la TV. Mi riferisco in particolare al TG 3 nell'edizione delle 19 di oggi 18 novembre 2014, nel servizio relativo all'attentato alla sinagoga di Gerusalemme. Le notizie si possono dare anche senza quelle orribili visioni! Non c'è nessuno che controlla i programmi prima della messa in onda?