Gli assegni di maternità: cosa sono e come farne richiesta

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L'assegno di maternità è un sostegno economico che la madre lavoratrice o disoccupata può chiedere all'Inps per la nascita del figlio oppure per l’adozione o l’affidamento preadottivo di un minore di età non superiore ai 6 anni (o ai 18 anni in caso di adozioni o affidamenti internazionali).

Tra le misure di sostegno alla genitorialità messe in campo dal Governo ricordiamo anche:
- il Bonus Bebè, un sussidio di 80 euro al mese per quelle famiglie con disagi economici che hanno avuto o avranno un figlio a partire dal 1° gennaio 2015 (leggi “Bonus Bebè 2016: a chi spetta e come richiederlo”);
- Contributi per baby sitter e asili nido, un bonus economico concesso alla lavoratrice madre per consentirle di riprendere quanto prima l'attività lavorativa (leggi “Voucher baby sitting e asili nido, ecco come richiederli”).

Assegno di maternità Stato e Comuni

Esistono due tipologie di assegno di maternità:
- l’assegno di maternità dello Stato, una prestazione previdenziale a carico dello Stato erogata e concessa direttamente dall’Inps;
- l’assegno di maternità dei Comuni, una prestazione assistenziale concessa dai Comuni ed erogata dall’Inps in presenza di determinati requisiti reddituali.

L'assegno di maternità dello Stato

A chi spetta

L’assegno spetta alla madre cittadina italiana, comunitaria o non comunitaria in possesso del permesso di soggiorno, residente in Italia al momento del parto o dell’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato, in possesso di determinati requisiti lavorativi e/o contributivi che sono differenti a seconda che si tratti di donna in attività di lavoro, donna che non svolge attualmente alcuna attività lavorativa ma che in precedenza aveva beneficiato di prestazioni economiche quali la mobilità, disoccupazione, cassa integrazione, ecc. oppure donna che durante la gravidanza ha cessato di lavorare per licenziamento o dimissioni.

L’assegno può essere chiesto anche dal padre ma unicamente al ricorrere delle seguenti situazioni:
- in caso di abbandono del figlio da parte della madre o di affidamento esclusivo del figlio al padre;
- se è affidatario preadottivo, nell'ipotesi di separazione dei coniugi intervenuta nel corso della procedura di affidamento preadottivo;
- se è padre adottante, nell'ipotesi di adozione senza affidamento quando intervenga la separazione dei coniugi;
- se è padre adottante non coniugato, nell'ipotesi di adozione pronunciata solo nei suoi confronti;
- se ha riconosciuto il neonato o è coniuge della donna adottante o affidataria preadottiva, in caso di decesso della madre naturale o di quella adottiva o affidataria preadottiva.

Come richiederlo

Per ottenere l’assegno di maternità dello Stato occorre presentare questa domanda all’Inps di competenza, personalmente, per il tramite di un patronato o tramite raccomandata con avviso di ricevimento (ricordarsi di allegare in questo caso una copia del documento di riconoscimento).

La domanda va presentata entro 6 mesi (termine perentorio) dalla nascita del bambino o dall'effettivo ingresso del minore in famiglia nel caso di adozione o affidamento.

Per quanto riguarda la documentazione da allegare si invita alla lettura di quanto riportato sul modulo stesso di domanda.

A quanto ammonta l'assegno

L’importo dell’assegno è di circa 2.082,08 euro. In caso di parto gemellare o di adozione/affidamenti plurimi, l’importo dell’assegno è moltiplicato per il numero di bambini nati o adottati/affidati. L’assegno spetta in misura intera se non si ha alcuna tutela economica per la maternità (indennità, retribuzione o altro).

L'assegno è erogato entro 120 giorni dalla richiesta e non è cumulabile con quello del Comune, ma è compatibile con altre forme di sostegno.

La domanda di assegno di maternità dello Stato, respinta per mancanza di requisiti, viene trasmessa d’ufficio al Comune di residenza del richiedente per essere esaminata come domanda di assegno di maternità del comune.

L'Assegno di maternità del Comune

Si tratta di un sussidio economico che possono richiedere le mamme disoccupate o casalinghe che non hanno alcuna copertura previdenziale.

A chi spetta

L'assegno spetta alle donne non occupate e a quelle occupate che siano:
- cittadine italiane;
- cittadine comunitarie;
- cittadine extracomunitarie in possesso della del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo purché residenti in Italia.

Il diritto all'assegno compete in presenza di determinati requisiti reddituali la cui verifica compete al Comune di residenza. Infatti il diritto all'assegno è subordinato al possesso di un indicatore della situazione economica (ISEE) per il proprio nucleo familiare non superiore a 16.954,95 euro.

La madre lavoratrice può chiedere l’assegno se non ha diritto all’indennità di maternità dell’Inps oppure alla retribuzione per il periodo di maternità. Se l’indennità di maternità dell’Inps oppure la retribuzione sono di importo inferiore rispetto all’importo dell’assegno, quest'ultimo viene pagato per la differenza (c.d. quota differenziale).

Come richiederlo

Per ottenere l'assegno di maternità del comune occorre compilare un modello specifico disponibile presso gli uffici del Comune di residenza (questo il fac-simile) e deve essere presentato entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dall'effettivo ingresso del minore in famiglia nel caso di adozione o affidamento.

A quanto ammonta l'assegno

L’importo dell’assegno del comune è pari a 338,89 € mensili per 5 mesi, per un totale di 1.694,45 € e, come detto, viene erogato dall'INps in un'unica soluzione.

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46363 - manuela
02/08/2016
Salve volevo sapere se ho diritto all'assegno di maternità dello stato io sono dipendente di una ditta, faccio l'operaia, ho usufruito della maternità anticipata e della maternità obbligatoria rientro al lavoro dopo i tre mesi del bimbo facendo l'allattamento. Mi spetta prendere l'assegno di maternità? Grazie mille della disponibilità.

45857 - Redazione
03/06/2016
Giusy, ci spiace purtroppo non c'è nulla che lei possa fare.

45842 - Giusy
01/06/2016
Salve mi serve un aiuto. Il mio reddito ISEE è di 296,64 ma ho avuto un problema con l'assegno maternità di 1694.00 euro visto che non sapevo che la domanda si facesse al proprio comune entro i sei mesi dalla nascita. Oggi 1/6/2016 tramite assistente sociale ho presentato la domanda all'inps ma niente da fare è stata rifiutata. C'è qualcosa che possa fare tipo ricorso o qualcos'altro.

44703 - tiziana
17/03/2016
E dopo quanto tempo arriva?

34566 - Redazione
19/12/2014
Natalia, in effetti al comune le hanno dato una risposta corretta. La "carta di soggiorno" non deve essere confusa con il permesso di soggiorno; essa, infatti, viene rilasciata dal questore allo straniero regolarmente soggiornante nel territorio italiano da almeno 5 anni e titolare del permesso di soggiorno. Il D.Lgs 3/2007 ha sostituito la "carta di soggiorno" con il "permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo", pertanto le cittadine non comunitarie che non sono in possesso di tale permesso o che non soddisfano gli altri requisiti previsti, non hanno diritto all'assegno di maternità concesso dai Comuni.

34547 - gorceag natalia
18/12/2014
Salve sono sono straniera e non ho la carta di soggiorno, non lavoro e ho partorito la bambina ad agosto di questo anno. Sono andata in comune a chiedere l'assegno di maternità e loro mi hanno detto che se non ho la carta di soggiorno non posso fare niente. Vorei sapere se e' vero? Finchè sono ancora in tempo. Aspetto la risposta grazie mille.

28672 - monica
31/01/2014
Io vorrei sapere se ho ancora diritto all'assegno per mia figlia che compie i diciotto anni ad agosto la sua autorizzazione scade a maggio posso richiederlo ancora grazie

28029 - Redazione
17/12/2013
Anna, in effetti l'informazione ricevuta non era corretta, così come è vero che purtroppo non può fare più nulla per rimediare alla situazione.

28002 - anna
16/12/2013
Salve. Sono una signora della provincia di Avellino e mi freme molto chiedervi una cortesia per quanto riguarda l'assegno di maternità e spero che qualcuno mi risponda. Nell'agosto 2010 ho partorito la mia seconda bambina e dopo otto giorni sono andata al comune per fare questa domanda. Ma il signore che era dietro allo sportello non mi fece nemmeno aprire bocca e mi disse che sia il comune e sia lo stato avevano tolto questo aiuto. Io avvilita andai via. Solo l'anno scorso ho scoperto da un'amica che questo aiuto c'è e c'è sempre stato. Allora io chiedo è possibile che io non possa fare ricorso per avere questo aiuto che mi spettava di diritto come tutte le donne? Tutti mi dicono che ormai è passato troppo tempo e non posso fare più nulla. Spero che qualcuno mi risponderà. Nell'attesa vi ringrazio di cuore

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