Tabella assegno unico 2024 simulazione

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PDF   Tabella importi mensili 2024
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Con la tabella assegno unico 2024 è possibile effettuare una simulazione dell'importo mensile spettante a ciascun nucleo familiare, in funzione dei figli minorenni a carico, di figli non autosufficienti con età inferiore a 21 anni, di figli con disabilità (media o grave), di figli 18-20 anni disabili e così via. Alcuni degli importi dell'assegno riportati in tabella diminuiscono all'aumentare del valore ISEE.

Che cos'è l'Assegno Unico Inps

E' un contributo economico rivolto alle famiglie con figli a carico, per ogni figlio, dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni di età (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili.

Spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa (occupati e disoccupati) e senza limite massimo di reddito, tuttavia l'importo aumenta al diminuire dell'Isee.

Segnaliamo il sito www.auu.gov.it dedicato all'assegno unico e universale, dove è possibile reperire informazioni di vario genere oltre che consultare una sezione dedicata alle FAQ.

Chi ha diritto all'Assegno Unico Inps

Come detto l'assegno unico e universale (AUU) viene erogato a tutte le famiglie che hanno figli a carico, sia che questi risultino minorenni o maggiorenni. In quest'ultimo caso i figli non devono comunque superare l'età di 21 anni e devono 

  • essere impegnati in un percorso di studi, oppure
  • svolgere un tirocinio, oppure
  • svolgere un'attività lavorativa e possedere un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui, oppure
  • risultare disoccupati, oppure
  • svolgere il servizio civile universale.

Per i nuovi nati l'assegno decorre dal settimo mese di gravidanza. Invece per i figli disabili a carico non sussistono vicoli di età.

L’Assegno unico, inoltre, viene riconosciuto a qualsiasi categoria di soggetto: lavoratore dipendente (sia pubblico che privato), lavoratore autonomo, pensionato, disoccupato, inoccupato ecc.

Gli unici requisiti che il richiedente deve soddisfare sono questi:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure essere titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residente e domiciliato in Italia;
  • essere o essere stato residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

In definitiva possiamo dire che l'assegno unico, proprio perché ha l'obiettivo di sostenere la genitorialità e la natalità, viene riconosciuto praticamente a tutti, indipendentemente dalla condizione lavorativa ed economica. A variare, invece, è l'importo del sostegno economico.

A quanto ammonta l'assegno unico Inps

Come anticipato nel precedente paragrafo l'assegno viene erogato a tutte le famiglie in possesso di determinati requisiti e che ne fanno espressa richiesta.

L’assegno dell’Assegno unico e universale per i figli a carico va da un minimo di € 57/mese a un massimo di € 199,40/mese per ogni figlio minorenne a carico. Per i figli a carico di età tra i 18 e i 21 anni, gli importi variano da un minimo di € 28,50/mese a un massimo di € 96,90/mese.

Sono previste maggiorazioni in caso di figli ulteriori al secondo, figli non autosufficienti, figli con disabilità (media o grave), figli 18-20 anni disabili e via discorrendo.

L’importo esatto dell'assegno è determinato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, verificata tenendo conto dell’ISEE in corso di validità e varia in ragione del valore ISEE. In pratica l'assegno è progressivo: ciò significa che l'importo dell'assegno cresce al diminuire del valore dell'Isee. In buona sostanza

  • per ottenere l'importo massimo non occorre superare la soglia ISEE pari a 17.090,61 euro;
  • superata la soglia ISEE di 45.574,96 euro si beneficia dell’importo minimo.

Tuttavia ai fini della domanda non necessariamente occorre essere in possesso di un ISEE in corso di validità. Tuttavia disporre di un Isee consentirebbe al nucleo familiare di percepire un assegno di importo corrispondente alla propria condizione economica anziché un assegno di importo minimo. 

Coloro che presentano la domanda senza essere in possesso di ISEE, percepiranno si gli importi minimi previsti dalla legge, ma avranno diritto a tutti gli arretrati nel momento in cui saranno in grado di attestare la propria condizione economica.

Per richiedere l'ISEE ci si può rivolgere al CAF oppure si può utilizzare il servizio disponibile sul sito dell'INPS. In quest'ultimo caso occorre essere in possesso delle credenziali SPID, carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Ricordiamo anche che l'istituto offre il servizio ISEE Precompilato, grazie al quale è possibile ottenere l'attestazione in tempo reale.

Chi vuole fare una simulazione sull'importo mensile dell'assegno unico, può utilizzare il simulatore presente alla pagina dell'Inps https://servizi2.inps.it/servizi/AssegnoUnicoFigli/Simulatore. Chiaramente il valore che se ne ricava è puramente indicativo, visto che si basa sui dati inseriti dall'utente, che potrebbero anche divergere da quelli contenuti nella banca dati Inps. Per l'utilizzo del simulatore non è richiesta la SPID, CIE o CNS.

Assegno Unico Inps: quando fare domanda

Per tutti i nuovi nati e per chi non ha beneficiato dell’assegno nell'anno precedente, la domanda potrà essere presentata sul sito web Inps o tramite gli istituti di patronato.

A partire da marzo 2023, invece, per tutte le famiglie che hanno già usufruito dell'assegno non è più necessario ripresentare la domanda per continuare a percepire il benefico. L'assegno, infatti, viene corrisposto d'ufficio dall'Inps. Affinchè il rinnovo sia automatico la domanda presentata non deve essere stata respinta, revocata o deceduta. 

Se nel frattempo la situazione è mutata (è nato un nuovo figlio, oppure la condizione di disabilità assunta dal figlio, ecc.), il beneficiario dell'assegno deve provvedere ad una tempestiva segnalazione nei confronti dell'istituto previdenziale, presentando una dichiarazione sostitutiva unica (DSU) aggiornata.

Chi può presentare la domanda

La domanda può essere presentata da uno dei due genitori esercenti la responsabilità genitoriale a prescindere dalla convivenza con il figlio. La domanda può essere presentata anche mediante tutore del figlio ovvero del genitore.

In caso di affidamento esclusivo, l’assegno è corrisposto, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. In questo caso, tuttavia, occorrerà la conferma dell'altro genitore che accede alla domanda mediante le proprie credenziali. Diversamente l'assegno sarà corrisposto al genitore richiedente nella misura del 50%.

L’assegno viene erogato sul conto corrente di entrambi i genitori in pari misura o, previo accordo degli stessi, su un unico conto corrente. In alternativa può essere erogato tramite bonifico domiciliato.

Assegno unico Inps: come fare domanda

La domanda può essere presentata:

  • attraverso il sito ufficiale dell'Inps. Basta collegarsi a questa pagina https://servizi2.inps.it/servizi/AssegnoUnicoFigli/ e cliccare sul pulsante "Accedi al Servizio". Come detto occorre disporre dello SPID, Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • attraverso il Contact Center Integrato, ossia chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • tramite gli enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti gratuitamente dagli stessi.

Per vedere se la domanda per l'Assegno Unco risulta accolta, basta consultare il fascicolo previdenziale sul sito dell’Inps (sezione “Prestazioni”) con la propria identità digitale (Spid, Cie o Cns). Se lo stato è "accolta", appunto, significa che l'istruttoria ha avuto esito positivo e che le procedure per il pagamento dell'assegno sono in corso.

L’assegno è riconosciuto entro 60 giorni dalla domanda.

Nel caso di domande presentate entro il 30 giugno dell'anno in corso, l'assegno è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo del medesimo anno. Per le domande presentate dopo il 1° luglio, non si matura il diritto agli arretrati.

L'assegno è erogato mediante accredito su Iban oppure mediante bonifico domiciliato, tranne nel caso di beneficiari del reddito di cittadinanza per i quali, fino alla vigenza della misura, viene erogato sulla stessa carta dedicata al reddito.

Cosa sostituisce l'assegno unico Inps

Con l'introduzione dell'Assegno unico sono abrogate le seguenti prestazioni:

L’assegno unico non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido.

L’assegno unico è compatibile con eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.

L'assegno è inoltre compatibile con il reddito di cittadinanza, almeno fino a quando questa misura sarà operativa.  

L’Assegno unico e universale non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.

Tags:  sostegno economico sostegno alla genitorialità sostegno al reddito bonus famiglie

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