Assegno nucleo familiare numeroso: al suo posto l'Assegno Unico Inps

Il bonus terzo figlio era un assegno concesso dai Comuni, ma pagato dall'Inps, a beneficio di quelle famiglie che avevano dei figli minori (naturali, adottivi o in affido preadottivo) a carico e che disponevano di patrimoni e redditi non consistenti. A partire dal 1° Gennaio 2022 la misura è stato sostituita dall'Assegno unico Inps per i figli a carico. 

Cos'era bonus terzo figlio

Il bonus terzo figlio o assegno nucleo familiare numeroso costituiva una delle tante misure di sostegno che lo Stato riservava alle famiglie che si trovavano in condizioni di disagio economico e che avevano almeno 3 figli minori.

L'assegno aveva importi e requisiti di accesso diversi da quelli previsti per l'assegno per il nucleo familiare concesso e pagato direttamente dall'Inps (conosciuto anche con la sigla ANF) e riservato alle famiglie di lavoratori dipendenti o di pensionati da lavoro dipendente.

Chi poteva richiedere l'assegno nucleo familiare numeroso

Avevano diritto all’assegno nucleo familiare concesso dal Comune:

  • i nuclei familiari composti da cittadini italiani e dell’Unione europea residenti in Italia;
  • i cittadini extracomunitari soggiornanti di lungo periodo;
  • i cittadini stranieri titolari dello status di rifugiato e di protezione sussidiaria.

Quali requisiti occorreva soddisfare

Poteva presentare istanza bonus terzo figlio il nucleo familiare
  • composto almeno da un genitore e tre figli minori (appartenenti alla stessa famiglia anagrafica). Questi potevano essere figli del richiedente medesimo o del coniuge o ricevuti in affidamento preadottivo. Il requisito della composizione del nucleo non si considerava soddisfatto se uno dei tre figli minori, quantunque risultante nella famiglia anagrafica del richiedente, era in affidamento presso terzi;
  • che aveva un ISEE al di sotto di certe soglie previste dalla legge. Nel 2021 la soglia minima era fissata a 8.788,99 euro.

I requisiti dovevano essere posseduti dal richiedente al momento della presentazione della domanda.

Se la domanda veniva presentata nel mese di gennaio dell’anno successivo a quello per il quale era richiesto l’assegno, il richiedente doveva fare riferimento ai requisiti posseduti il 31 dicembre immediatamente precedente.

A quanto ammontava l'assegno familiare Comune

L’importo dell’assegno nucleo familiare Comune era annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT. Nel 2021 l’importo mensile era pari a 145,14 euro e veniva pagato per 13 mensilità, per un importo annuale, dunque, di 1.886,82 euro

L'assegno nucleo familiare numeroso veniva corrisposto mensilmente?

No. L'assegno veniva corrisposto dall'Inps con cadenza semestrale posticipata (entro il 15 luglio e il 15 gennaio). Il beneficiario riceveva il mandato di pagamento almeno 45 giorni prima della scadenza del semestre, dunque tra fine Maggio/primi di Giugno e tra fine Novembre/primi di Dicembre.

Da quando decorreva l'assegno?

L’assegno decorreva dal 1° gennaio dell’anno in cui si verificano le condizioni prescritte.

Se il requisito costituito dalla presenza di almeno tre figli minori si verificato successivamente, ad esempio il 20 Maggio, l'assegno decorreva dal primo giorno del mese in cui il requisito è stato soddisfatto, dunque dal 1 Maggio.

Quando cessava il diritto agli assegni familiari del Comune

L'assegno familiare Comune non veniva più corrisposto:

  • dal 1° di gennaio dell’anno in cui veniva a mancare il requisito del valore dell'indicatore ISEE. Dunque se nel 2021 si superava la soglia ISEE di 8.788,99 euro, il diritto cessava dal 1° Gennaio 2021.
  • dal primo giorno del mese successivo a quello in cui veniva a mancare il requisito della composizione del nucleo. Se ad esempio uno dei figli raggiungeva la maggiore età il 20 Aprile, il diritto a percepire l'assegno decadeva dal 1° Maggio.

Era cumulabile con l'assegno familiare concesso dall'Inps?

L'assegno nucleo familiare concesso dal Comune era cumulabile con quello concesso dall'Inps (ANF) nella misura in cui venivano soddisfatti i requisiti dell'uno e dell'altro.

L'assegno nucleo familiare concesso dal Comune era cumulabile anche con altri trattamenti di famiglia e non costituiva reddito ai fini fiscali e previdenziali.

Come si richiedeva l'assegno familiare Comune

Occorreva fare domanda al Comune di residenza entro il termine perentorio del 31 gennaio dell’anno successivo a quello per il quale era richiesto l'assegno. Dunque se l'assegno veniva richiesto per l'annualità 2020, la domanda doveva essere presentata entro e non oltre il 31 Gennaio 2021.

Per quei nuclei che, nel corso dell'anno precedente all'effettuazione della domanda erano destinati a perdere il requisito della presenza dei tre figli minori nella famiglia anagrafica, il tempo utile per la presentazione della domanda era limitato al periodo di permanenza di tutti i requisiti e quindi prima del compimento del 18° anno di età del minore.

Se i coniugi avevano residenze diverse?

Se i genitori erano residenti in Comuni diversi, la domanda deve essere presentata dal genitore che aveva nel proprio stato di famiglia i figli minorenni.

Esisteva un modulo di domanda?

Si, ma ogni Comune adottava un proprio modello. Per capire come era strutturato, basta scaricare uno dei seguenti fac simile di

In teoria si poteva utilizzare anche uno di questi modelli, ma occorreva tener presente che le Amministrazioni  avrebbero potuto far dipendere la validità della domanda dalla presentazione del modello da loro stessi predisposto.

Cosa occorreva allegare alla domanda?

Alla domanda era necessario allegare in copia i seguenti documenti:

  • attestazione ISEE valido per agevolazioni rivolte a minorenni;
  • coordinate bancarie per pagamento tramite bonifico;
  • copia di documento di identità valido;
  • fotocopia della carta di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o titolo di soggiorno che attesti il diritto permanente al soggiorno in Italia.

Cosa accadeva dopo la presentazione della domanda

Il Comune verificava la sussistenza di tutti i requisiti e nel termine di 30 giorni inviava una comunicazione alla persona interessata sull’esito della domanda. Se la domanda veniva accolta, la stessa amministrazione comunicava all’Inps di procedere al pagamento.

Come vaniva incassato il bonus terzo figlio?

L'Inps provvedeva al pagamento inviando con cadenza semestrale al domicilio del richiedente una comunicazione con la quale lo stesso poteva incassare la somma spettante presso gli uffici postali.

In alternativa era possibile chiedere l'accredito su conto corrente bancario o postale, se intestato al richiedente. Anche in questo caso il pagamento avveniva con scadenza semestrale posticipata, sulla base dei dati trasmessi dal comune almeno 45 giorni prima della scadenza del semestre.

Se nel corso dell'anno la residenza cambiava?

Ogni variazione nel nucleo familiare verificatosi dopo la presentazione della domanda doveva essere tempestivamente comunicato al Comune, incluso il cambio di residenza.

In particolare qualora la residenza veniva trasferita in un'altro comune, si interrompeva il procedimento presso il Comune che aveva erogato il beneficio e l'interessato doveva presentare una nuova domanda presso il nuovo Comune di residenza. In ogni caso era il Comune che aveva concesso il beneficio ad essere competente per i controlli e per gli eventuali provvedimenti di revoca.

Documenti correlati


43128 - Redazione
09/12/2015
Maria Teresa, trova un fac simile a questo indirizzo.

43072 - maria teresa
07/12/2015
Buongiorno, dove trovo il seguente documento? - dichiarazione /autocertificazione dell'altro genitore che non ha fatto richiesta e ne percepisce assegni fam. sto procedendo a fare la domanda relativa agli assegni famigliari ma questo documento che mi viene richiesto online non lo trovo.


Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio