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Il premio alla nascita assorbito dall'Assegno unico e universale

Il "bonus mamma domani", noto anche come "premio alla nascita", un contributo di 800 euro riconosciuto alle donne in gravidanza e alle neomamme per la nascita o l'adozione di un minore, dal 2022 è stato sostituito dall'Assegno unico Inps per i figli a carico. Anche questo premio era corrisposto dall'INPS in unica soluzione, su domanda della futura madre, al compimento del settimo mese di gravidanza oppure alla nascita o adozione o affido avvenuti nel corso del 2021. 

Bonus mamma domani 2021: di cosa si trattava

Il Bonus mamma domani era un premio dedicato alle donne, nello specifico a coloro che si apprestavano a diventare madri, biologiche o adottive non importava, e a coloro che lo erano già e affrontavano con coraggio questo felice evento.

Si trattava di un contributo una tantum che veniva elargito direttamente dall’Inps e che non concorreva alla formazione del reddito complessivo.

L’indennità di 800 euro era concessa in un’unica soluzione ed in relazione ad ogni figlio nato, adottato o affidato: un parto gemellare o l'affido di due minori, dunque, dava diritto a 1.600 euro.

La concessione del bonus dipendeva dal reddito?

Questo beneficio veniva concesso a tutte le donne in possesso di determinati requisiti, che tuttavia non dipendevano in alcuna misura dal reddito.

In pratica non era necessario rientrare in determinate soglie di reddito o richiedere l’attestazione Isee al Caf, al Patronato o direttamente all’Inps, sperando di rientrare nei limiti disposti dal Governo.

Allo stesso tempo, il bonus di 800 euro non doveva essere in alcun modo conteggiato nella dichiarazione dei redditi.

Chi poteva fare domanda

Il bonus mamma domani spettava a tutte le donne che erano entrate nel 7° mese di gravidanza, oppure che avevano appena partorito, o ancora che stavano completando la procedura di affidamento o adozione. Più in particolare potevano chiedere l’ottenimento del Bonus mamma domani:

  • le donne residenti in Italia;
  • le donne di cittadinanza italiana o comunitaria.

Per le donne non comunitarie era richiesto il possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria così da poter essere equiparate alle cittadine italiane per effetto dell’art. 27 del Decreto Legislativo n. 251/2007;
  • possesso del permesso di soggiorno di breve durata o stagionale. Inizialmente la Circolare Inps n° 78 del 28/04/2017 aveva circoscritto la possibilità di richiedere il bonus mamma domani unicamente alle donne straniere in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Contro questa indicazione si sono poi espressi due Tribunali italiani (Bergamo e Milano).

Quali requisiti occorreva soddisfare

Affinché potessero percepire l’indennità di 800 euro, le categorie di donne sopra citate dovevano dimostrare di possedere i requisiti determinati dalla legge. Tali requisiti altro non erano che una serie di eventi, i quali dovevano essere soddisfatti a partire dal 1 gennaio 2021:

  • aver compiuto il 7° mese di gravidanza;
  • aver partorito, anche prima dell’8° mese di gravidanza;
  • aver adottato un minore rispettando la procedura di adozione nazionale o internazionale (è necessario possedere la sentenza definitiva del tribunale ai sensi della legge n. 184/1983;
  • aver ottenuto affidamento preadottivo nazionale o internazionale, ai sensi delle rispettive ordinanze (art.22 comma 6 legge 1840/1983 e art. 34 legge 184/1983).

La domanda online per il bonus mamma domani

Come abbiamo anticipato, per richiedere il bonus mamma domani la donna gestante o la madre doveva inoltrare la domanda direttamente all'Inps. Come al solito le procedure che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale mette a disposizione degli utenti sono diverse:

  • si può utilizzare quella telematica, nel qual caso è necessario possedere il Pin Inps Dispositivo oppure le credenziali SPID - Sistema Pubblico di Identità Digitale). Questo il percorso: www.inps.it > Servizi on line > servizi per il cittadino > autenticazione con il PIN dispositivo > domanda di prestazioni a sostegno del reddito > premio alla nascita;
  • si può far ricorso al Contact center integrato, al numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell'utenza chiamante);
  • si può chiedere un sostegno ad un intermediario abilitato, ad un patronato o ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF).

La domanda per il bonus mamma domani andava presentata improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell'evento nascita, adozione o affidamento.

Una domanda per ogni figlio

Occorreva presentare una domanda per ogni minore, nato, adottato o affidato. Per cui in caso di parto gemellare o nel caso di affido di due minori, dovevano presentate altrettante domande.

Diversamente se il premio veniva richiesto per l'affido di un minore, non essere poi possibile fare domanda per l'adozione dello stesso. Così come se era stata già presentata la domanda in occasione del compimento del 7° mese di gravidanza, non si poteva ripresentare la domanda al verificarsi della nascita.

Se invece veniva presentata la domanda al compimento del 7° mese di gravidanza e poi si verificava un parto plurimo, la richiesta poteva essere integrata tenendo conto del numero dei nati.

Bonus mamma domani: documenti da allegare alla domanda

Il bonus mamma domani offriva un sostegno alla genitorialità a diverse categorie di donne. Proprio in virtù di questa diversità, le richiedenti dovevano fornire una documentazione specifica, in funzione della situazione nella quale si trovano. Per dirla in parole povere, le gestanti dovevano allegare il documento "x", le neomamme il documento "y" e così via.

Vediamo nello specifico quali erano i diversi allegati da produrre ed allegare alla domanda di accesso al beneficio.

DONNE IN GRAVIDANZA

Come detto era possibile presentare la domanda solo dopo il compimento del 7° mese di gravidanza. In tale circostanza la futura mamma doveva presentare allo sportello il certificato di gravidanza in originale o in copia autentica, rilasciato dal medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale (dunque non dal ginecologo privato), nella quale veniva specificata la presunta data del parto. Se non ci si voleva recare alla sede Inps si poteva spedire il tutto a mezzo raccomandata, avendo cura di inserire il certificato in una busta chiusa sulla quale veniva riportato il numero di protocollo e la dicitura “Documentazione domanda di Premio alla Nascita - certificazione medico sanitaria”.

In alternativa al certificato di gravidanza, ma esclusivamente per le future madri non lavoratrici, era possibile indicare il numero identificativo a 15 cifre di una prescrizione medica emessa da un medico del SSN o con esso convenzionato, con indicazione del codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso.

E se maturati i 7 mesi, la gravidanza non fosse stata portata a termine per una interruzione della stessa? In tale ipotesi la domanda veniva comunque acquisita dal sistema, ma doveva essere poi corredata della documentazione necessaria a comprovare l’evento.

DOPO LA NASCITA

Se l’avente diritto compilava la domanda per l’ottenimento del premio dopo aver partorito, poteva allegare alla richiesta una semplice autocertificazione nascita figlio, nella quale dichiarare la data del parto e le generalità del neonato, incluso il codice fiscale.

ADOZIONE O AFFIDAMENTO PREADOTTIVO

In questo specifico caso si richiedeva alla neo mamma di allegare una copia del provvedimento giudiziario (sentenza definitiva di adozione o provvedimento di affidamento preadottivo) abbreviando così la tempistica utile alla definizione della domanda.

Al contempo occorreva che la domanda contenesse tutti i riferimenti formali (sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria ed il relativo numero), di ausilio all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale che doveva verificarli prima di disporre il premio a beneficio del genitore adottivo.

CITTADINE NON COMUNITARIE

Se a presentare la domanda era una donna di cittadinanza non italiana né tantomeno comunitaria, allora era necessario possedere il permesso di soggiorno.

Nella fattispecie le richiedenti dovevano autocertificare il possesso di tale titolo inserendone gli estremi nella domanda telematica (numero identificativo attestazione, autorità che lo ha rilasciata, data di rilascio, termine di validità). Le verifiche venivano prese in carico dall’Inps che aveva accesso alle banche dati del Ministero degli Interni e di altre Amministrazioni.

Come si otteneva il bonus mamma domani

Come si riceveva il bonus mamma domani? Si poteva scegliere tra:

  • bonifico domiciliato
  • accredito su conto corrente bancario o postale
  • libretto postale
  • carta prepagata con IBAN.

A tal fine era sufficiente specificare una di queste modalità sul modello di domanda. Era importante che il mezzo di pagamento scelto, ad esempio il conto corrente o il libretto postale, risultasse intestato al richiedente il premio.

Se la mamma o futura mamma era minorenne o incapace di agire, la richiesta doveva essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto dell’avente diritto. Tuttavia anche in questo caso il mezzo di pagamento che si sceglieva, doveva essere intestato a chi percepiva materialmente il premio, dunque al minorenne o all’incapace di agire.

Se si sceglieva l’accredito su conto corrente o su carta prepagata con IBAN, era necessario presentare anche il modello SR163, a meno che lo stesso modello non fosse già stato presentato all’INPS in occasione di altre domande.

La presentazione del modello SR163 serviva per verificare la corrispondenza tra l’IBAN indicato nella domanda per il bonus mamma domani e la titolarità del conto a cui l’IBAN stesso si riferiva.

Bonus mamma domani, bonus bebè e bonus nido

Il Bonus mamma domani era il tassello di un piccolo puzzle, quello relativo alle agevolazioni per il sostegno dei neonati e delle loro famiglie. Un'altro  dei benefici di cui avrai sicuramente sentito parlare era il bonus bebè, che si traduceva in un assegno mensile di 80 euro per ciascun figlio nato, adottato (se minorenne) o in affido preadottivo nel corso del 2021. Anche il bonus bebè come il bonus mamma domani è stato sostituito dall'Assegno unico Inps.

La stessa sorte, tuttavia, non è toccata al cosiddetto Bonus Nido. Si tratta di un beneficio che può arrivare fino a 3.000 euro l'anno ed è pensato per le famiglie che iscrivono i figli agli asili nido pubblici o privati o che richiedono assistenza presso la propria abitazione in conseguenza del fatto che il proprio figlio, affetto da una grave patologia cronica, non è nelle condizioni di frequentare l’asilo nido.

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