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Quando e come rinunciare all'eredità

Un soggetto che intende accettare l’eredità, secondo la legge italiana, deve farsi carico non solo di acquisire i beni, ma anche di rispondere delle situazioni debitorie che facevano capo alla persona deceduta.

Per questi motivi nel caso in cui l’eredità risulti particolarmente gravata da debiti può essere opportuno valutare l’ipotesi di rinunciare all’eredità.

Quali sono i termini

La rinuncia all'eredità presuppone la morte della persona della cui eredità si tratta, cioè l’apertura della successione. I termini della rinuncia sono di 3 mesi dalla data del decesso se il chiamato è nel possesso o utilizza i beni oggetto di successione; di 10 anni dalla data del decesso se il chiamato non è nel possesso dei beni o non li utilizza.

È opportuno effettuare la rinuncia prima della presentazione della denuncia di successione o comunque prima di dividere l’eredità.

Come si effettua la rinuncia all'eredità

La rinuncia , ai sensi dell'art. 519 c.c., deve farsi per atto pubblico (questo il modello di dichiarazione di rinuncia all'eredità) o con atto ricevuto dal cancelliere del Tribunale (questo il fac simile di rinuncia).

Il tribunale o la sezione distaccata di tribunale competente per territorio è quello dell’ultimo domicilio del defunto.

Al verbale occorre allegare:
- il certificato di morte in carta libera;
- la copia del codice fiscale del rinunciante e del de cuius;
- il documento di identità valido del rinunciante;
- la copia autentica dell’eventuale testamento;
- la copia autentica dell’autorizzazione del giudice tutelare, se tra gli accettanti vi sono minorenni o interdetti.

Nel caso di successione del figlio minore al familiare defunto, i genitori che vogliano rinunciare all'eredità per il minore devono presentare ricorso al Giudice tutelare per ottenere l'autorizzazione in nome e per conto del figlio alla rinuncia. Va presentato, in tal caso, un ricorso per autorizzazione a rinunciare all'eredità per conto di minore.

Non è possibile apporre termini e condizioni e non è ammessa una rinuncia parziale.

Quando può essere impugnata

La rinuncia all'eredità, ove comprometta le ragioni dei creditori del rinunciante, potrà essere impugnata dai creditori medesimi che potranno farsi autorizzare dal Tribunale ad accettare l'eredità in vece del chiamato esclusivamente al fine di soddisfare le proprie ragioni di credito.

La rinuncia all'eredità può essere impugnata per violenza e dolo (non per errore) entro il termine di cinque anni dal momento in cui è cessata la violenza o è stato scoperto il dolo ai sensi dell'art. 526 c.c.

Quali sono i costi

Per quanto attiene ai costi, se si sceglie di non ricorrere al notaio, occorre effettuare un versamento di € 168,00 con il Modello F23 ai fini della registrazione all’Ufficio delle Entrate e una marca da bollo da € 16,00 da applicare all’originale dell’atto.

Dopo circa dieci giorni dalla firma dell’atto si potrà ritirare copia conforme all’originale della rinunzia presentando allo sportello della cancelleria:
- una marca da bollo da € 16,00
- una marca da bollo da € 6,20 (diritti di segreteria).

Pubblicato il 28/05/2014    731 Commenti
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36377 - Redazione
02/03/2015 09:11
Anna Maria, ai sensi dell’art. 521 del Codice civile, la rinuncia all’eredità è retroattiva, il che significa che è opponibile a qualsiasi pretesa di eventuali creditori, a meno che l’ente creditore - l’Inps in questo caso - non provi che suo marito abbia accettato in qualche modo l’eredità, anche in maniera tacita (ad esempio prelevando dal conto di suo padre o vendendo la sua auto). Ad ogni modo se l’ente continua a manifestare le sue pretese, non ha altra strada che ricorrere allo strumento dell’autotutela. In altri termini deve trasmettere all’Inps un ricorso in carta libera chiedendo l’annullamento dell’atto. Nella lettera di ricorso dovrà esporre sinteticamente i fatti e allegare una copia delle cartelle ricevute, i certificati di morte di entrambi i genitori e una copia dell’atto attestante la rinuncia all’eredità. Le consigliamo di farsi assistere da un professionista di fiducia (avvocato, commercialista…).

36345 - Anna Maria
26/02/2015 11:31
Mia suocera e' morta e dopo solo 5 mesi anche mio suocero. Mio marito non ha ereditato nulla in quanto erano in affitto in una casa Ater. Si e' visto recapitare dall'Inps diverse cartelle a nome di mia suocera per degli errori che loro stessi hanno compiuto. In sostanza adesso vogliono indietro i soldi. Mio marito ha fatto l'atto di rinuncia all'eredità per entrambi i genitori in quanto non ha preso né soldi né proprietà. Ma nonostante le ns. raccomandate in risposta alle loro lettere continuano a tormentarlo e adesso lui è preoccupato perché nell'ultima lettera parlano di diffida entro 30 gg. Dobbiamo rivolgerci ad un legale ? O bastano le ns. raccomandate . Ogni volta alleghiamo sempre l'atto di rinuncia. Sta cadendo in depressione per queste continue lettere che hanno tutta l'aria di essere persecutorie. Grazie per la risposta.

36316 - Redazione
25/02/2015 16:01
Delia, dopo aver rinunciato all'eredità, può decidere di accettarla a condizione che non siano trascorsi 10 anni dall’apertura della successione e purchè non sia intervenuta l’accettazione di un altro chiamato.

36281 - delia cossu
24/02/2015 18:40
Buona sera, io e le mie sorelle abbiamo rinunciato alla eredità di mia sorella deceduta senza testamento, in favore di due fratelli. Ora noi vorremmo rinunciare alla rinuncia per ovi motivi cosa dobbiamo fare e dove dobbiamo andare grazie aspetto una risposta

36020 - Redazione
20/02/2015 10:12
Luciano, nelle successioni legittime se vi sono altri coeredi legittimi (nel suo caso le sorelle), la parte di colui che rinuncia (lei) viene suddivisa equamente fra questi coeredi. Tuttavia avendo lei un figlio, si applica il cosiddetto principio della "rappresentazione", per effetto del quale subentrano i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente; quindi i suoi figli subentreranno a lei.

36017 - Luciano
20/02/2015 07:28
Salve, un mese fa è deceduto mio padre non lasciando alcun testamento. Le proprietà così sono ripartite fra mia madre, le mie sorelle e me. Posso rinunciare alla mia parte a favore dei miei figli maggiorenni o con la mia rinuncia ci rientrano anche la mamma e le sorelle? Grazie.

35937 - Redazione
17/02/2015 20:00
Melania, in assegna di un testamento, nella successione legittima accade che se il defunto lascia due o più figli, al coniuge spetta 1/3 dell’eredità, mentre i restanti 2/3 vengono divisi equamente tra i figli (art. 581 cod. civ.).

35899 - Melania
16/02/2015 19:44
Buonasera, per favore vorrei sapere se si può fare: è deceduta mia madre che era in possesso di un immobile e di un magazzino in separazione dei beni, possiamo assegnare la nuda proprietà a noi tre figli e l'usufrutto al 100% a mio padre? Cosa dobbiamo fare?

35580 - Redazione
05/02/2015 10:57
Matteo, nelle successioni legittime, se vi è un altro coerede legittimo (come in questo caso la madre), la parte di colui che rinuncia (il figlio) viene devoluta al coerede, salvo il diritto di rappresentazione, che fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente (in questo caso il figlio del figlio).

35576 - Matteo
05/02/2015 10:32
Salve, possono i figli rinunciare all'eredità legittima (immobile di residenza) a favore della madre? Grazie.


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