Rinuncia all'eredità

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Non sempre ricevere un'eredità costituisce un vantaggio. Infatti secondo la legge italiana chi accetta l'eredità entra si in possesso del patrimonio del defunto, ma risponde anche dei debiti contratti dallo stesso. Per questi motivi nel caso in cui l'eredità risulti particolarmente gravata da debiti può essere opportuno valutare la rinuncia all'eredità.

Si tratta di una semplice dichiarazione con cui il chiamato all'eredità manifesta la propria intenzione di non voler accettare il patrimonio lasciato dal defunto, con testamento o senza, perchè appunto i debiti risultano superiori ai crediti.

Rinuncia all'eredità termine

Chi alla data di apertura della successione non è ancora nel possesso dei beni ereditari, ha 10 anni di tempo dal giorno della morte per esprimere la propria rinuncia all'eredità. Lo stesso termine decennale è previsto nel caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario.

Se invece il chiamato all'eredità è nel possesso dei beni del defunto, ad esempio occupa la sua abitazione e più in generale ha la disponibilità anche di un solo oggetto del defunto, anche di minimo valore economico, il termine per la rinuncia all'eredità diventa di soli tre mesi. Scaduto questo termine, l’eredità si considera accettata puramente e semplicemente.

Attenzione però perchè il termine di 10 anni può essere anticipato. Un creditore del chiamato all'eredità, infatti, può chiedere al Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione di fissare un termine entro il quale il chiamato appunto dichiari se accetta o rinuncia all’eredità.

La rinuncia all'eredità ha valore retroattivo, ciò vuol dire chi rinuncia all’eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato.

Rinuncia all'eredità: come si fa

Chi decide di esprimere la propria rinuncia all'eredità deve fare una dichiarazione espressa e formale. Ci sono due alternative. La rinuncia all'eredità si può fare per atto pubblico (questo il modello di dichiarazione) o con atto ricevuto dal cancelliere del Tribunale (questo il modulo). Il Tribunale o la sezione distaccata del Tribunale competente per territorio è quello dell’ultimo domicilio del defunto.

Per poter fissare l'appuntamento in Tribunale occorre:
- il certificato di morte in carta libera o dichiarazione sostitutiva di certificazione di morte;
- il certificato ove risulta l’ultima residenza o domicilio del defunto;
- la copia del codice fiscale del rinunciante e del de cuius;
- il documento di identità valido del rinunciante;
- la copia autentica dell’eventuale testamento;
- la copia autentica dell’autorizzazione del giudice tutelare, se trattasi di minorenni o persone dichiarate interdette o inabilitate.

Il giorno dell’atto occorre presentare una marca da bollo da € 16,00 da applicare all’originale dell’atto e la ricevuta di versamento effettuata.

E’ possibile presentare una domanda unica di rinuncia per ogni grado di parentela (es. tutti i fratelli insieme). Tutti i chiamati all'eredità che intendono rinunciare, devono comparire personalmente; in caso di impossibilità, può essere conferita procura notarile ad uno dei rinuncianti.

Nel caso di successione del figlio minore al familiare defunto, i genitori che vogliano rinunciare all'eredità per il minore devono presentare ricorso al Giudice tutelare per ottenere l'autorizzazione in nome e per conto del figlio alla rinuncia. Va presentato, in tal caso, un ricorso per autorizzazione a rinunciare all'eredità per conto di minore.

La dichiarazione di rinuncia all'eredità deve essere inserita nel Registro delle successioni conservato nello stesso Tribunale.

Condizioni e termini della rinuncia all'eredità

La dichiarazione di rinuncia all'eredità non può essere:
- parziale (ad es. "rinuncio all'autovettura del defunto ma accetto la sua casa");
- sottoposta ad alcuna condizione ("rinuncio all’eredità a condizione che anche Tizio rinunci”)
- sottoposta ad alcun termine ("rinuncio all’eredità fino al 30 Dicembre 2016").

Altresì la rinuncia all'eredità non è valida se viene fatta dietro il pagamento di un corrispettivo oppure per favorire solo uno o alcuni degli altri soggetti chiamati all’eredità.

E’ inoltre importante che chi intenda rinunciare non abbia ad esempio impiegato anche solo una parte dei risparmi del de cuius, fatto uso della sua auto o disposto cioè venduto o donato qualsiasi cosa che gli appartenesse. È, inoltre, opportuno effettuare la rinuncia prima della presentazione della dichiarazione di successione o comunque prima di dividere l’eredità.

Rinuncia all'eredità effetti

Se il chiamato rinuncia all'eredità si possono presentare queste situazioni:

  • vi è un testamento con cui il de cuius ha già disposto chi debba essere il sostituto. Se tale disposizione manca, l’eredità viene suddivisa equamente fra i coeredi testamentari; se questi mancano l’eredità passa agli eredi legittimi;
  • non vi è un testamento. In questo caso l’ulteriore chiamato all’eredità viene individuato attraverso il cosiddetto principio della “rappresentazione”. Tale principio in particolare si applica se il rinunciante era un discendente, anche figlio adottivo, del de cuius oppure era un suo fratello o una sorella. Solo in questi casi, infatti, i discendenti del primo chiamato all’eredità ("rappresentanti") subentrano nel luogo e nel grado del loro ascendente ("rappresentato") che non ha voluto o potuto accettare l'eredità.
    Questo significa che se colui che rinuncia all’eredità ha un figlio, è opportuno che la dichiarazione di rinuncia sia fatta anche da quest’ultimo se vuole che i debiti non si trasferiscano in capo a lui.

Se colui che rinuncia all’eredità non ha discendenti ma solo ascendenti, la quota si devolve a questi ultimi. Se invece non ha né discendenti né ascendenti è previsto l'accrescimento della quota ereditaria di colui che rinuncia a favore degli altri coeredi legittimi.

Se invece non vi sono altri coeredi legittimi, l'eredità si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso che egli mancasse.

Rinuncia all'eredità: quando può essere impugnata

La rinuncia all'eredità, qualora dovesse compromettere le ragioni dei creditori del rinunciante, potrà essere impugnata dai creditori medesimi, i quali potranno farsi autorizzare dal Tribunale ad accettare l'eredità in vece del chiamato esclusivamente al fine di soddisfare le proprie ragioni di credito sui beni ereditari. In questo caso il diritto dei creditori si prescrive in cinque anni che decorrono dalla data della dichiarazione di rinuncia.

La rinuncia all'eredità può essere impugnata anche dallo stesso rinunciante per violenza e dolo (non per errore) entro il termine di cinque anni dal momento in cui è cessata la violenza o è stato scoperto il dolo ai sensi dell'art. 526 c.c.

Costo rinuncia all'eredità

Per quanto attiene ai costi, se si sceglie di non ricorrere al notaio, occorre effettuare un versamento di € 168,00 (per ogni rinunziante) con il Modello F23 (imposta di registro) e acquistare una marca da bollo da € 16,00 da applicare all’originale dell’atto.

La ricevuta del pagamento dovrà poi essere consegnata in Agenzia delle Entrate che provvederà alla registrazione della rinuncia. Dopo circa dieci giorni dalla firma dell’atto si potrà ritirare copia conforme all’originale dell’atto di rinuncia presentando allo sportello della cancelleria:
- una marca da bollo da € 16,00
- una marca da bollo da € 6,20 (diritti di segreteria).

Revoca della rinuncia all'eredità

La rinuncia, a differenza dell'accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare se l’eredità non è nel frattempo già stata acquistata da qualcun altro dei soggetti chiamati in seguito al suo rifiuto.

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46374 - Redazione
04/08/2016 09:56
Angelo, la risposta è no.

46364 - Angelo
02/08/2016 19:25
Vorrei porre una domanda. Mia madre è morta poco più di 3 mesi fa e siamo 4 figli, se rinuncio all'eredità (non vi è nessun testamento) prima che facciamo la successione dovrò sostenere proquota comunque le tasse di successione e le imposte ipotecarie e catastali? O avendo fatto la rinuncia non sono tenuto al pagamento di queste imposte? Grazie

46281 - Bruno
22/07/2016 22:20
A giugno è morta mia madre proprietaria al 50% di un immobile con mio fratello. Io ho già avuto la mia eredità quando morì mio padre. Mio fratello ha un'azienda con dei debiti e vuole rinunciare dell'eredità a favore della figlia maggiorenne. Entro quando fare pubblicazione testamento olografico, rinuncia e accettazione da parte della figlia? Ci sono sanzioni se si fa in ritardo, perché mio fratello non sa decidersi. La pubblicazione e l'accettazione verrà pagata con i soldi di mia madre, ma la rinuncia la deve pagare mio fratello?

46277 - Redazione
22/07/2016 18:33
Federica, sua figlia è ancora in tempo.

46270 - Federica B.
21/07/2016 23:55
Nel 2012 è mancato mio zio pieno di debiti. Noi eredi fino a mio figlio allora già maggiorenne abbiamo subito provveduto alla rinuncia di eredità davanti al notaio. Da circa un mese sono avanzati verso mio padre e altro mio zio dei creditori e il mio pensiero è andato subito su mia figlia che ha compiuto 18 anni 3 mesi fa. Ovviamente voglio provvedere a far effettuare anche a lei la rinuncia presso la cancelleria del Tribunale, ma la mia domanda è quanto tempo ha? Ringrazio anticipatamente per l'attenzione. Cordiali saluti. Federica B.

46227 - Redazione
15/07/2016 15:54
Marika, i figli se non vogliono avere nulla a che fare con l'appartamento, devono esprimere la loro rinuncia all'eredità nelle forme che abbiamo descritto nell'articolo.

46219 - Marika
14/07/2016 16:30
Salve volevo porvi un quesito: circa un mese fa è venuta a mancare la sorella di mia madre, lei sposò un vedovo con 3 figli, ma dal loro matrimonio (in comunione dei beni) ci sono figli. Mia madre insieme alla compianta e ad un'altra sorella ed un fratello sono rimasti eredi di un appartamento lasciato dai loro genitori. La quota della defunta a chi passa? I figli del marito dicono che non vogliono niente a che fare con questa casa, che per loro è giusto rimanga alla famiglia della defunta, ma la legge cosa prevede? Il coniuge non si è espresso e i rapporti non sono dei migliori. Vorremmo un consiglio sul da farsi e soprattutto capire i tempi da non far trascorrere.

46106 - Redazione
01/07/2016 09:58
Pasquale, nel caso della successione legittima, la parte di coloro che rinunciano viene suddivisa equamente fra coeredi legittimi (nel caso specifico suo padre), salvo il diritto di rappresentazione, che fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in pratica i figli suoi e dei suoi fratelli (se ce ne sono). Per la rinuncia all'eredità può rivolgersi ad un Notaio o direttamente alla Cancelleria del Tribunale. Legga in proposito quanto riportato nell'articolo.

46099 - pasquale
30/06/2016 12:02
Deceduta mia madre,che era comproprietaria della casa principale e di una seconda abitazione, io e i miei due fratelli vorremmo rinunciare alla nostra quota legittima a favore di nostro padre che e' proprietario dell'altra meta' dei suddetti immobili. E' possibile e cosa fare? Grazie

46029 - Redazione
23/06/2016 10:48
Tonino, è previsto un unico pagamento anche in caso di più rinuncianti.