Requisiti e condizioni per fruire dell'anticipo pensionistico

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L'APE Sociale è una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019, introdotta dal Governo col preciso fine di accompagnare alla pensione di vecchiaia categorie di soggetti in particolari condizioni. Dunque anche quest'anno tutti coloro che matureranno i requisiti e le condizioni necessari per godere dell'anticipo pensionistico potranno presentare domanda. Altrettanto potranno fare quelli che hanno maturato gli stessi requisiti negli anni precedenti e che a tutt'oggi, stante il permanere degli stessi, non hanno ancora provveduto ad avanzare la relativa domanda. Ma cos'è esattamente l'APE sociale? Chi può richiederla e come?

Andare in pensioni in anticipo

Che le pensioni future saranno sempre più magre è ormai una certezza. A pagarne le conseguenze saranno in particolare coloro che oggi hanno un'età compresa tra 40 e 50 anni. Certo si può pensare di spuntare qualcosa in più riscattando la propria laurea o facendo valere il servizio militare o civile, ma attendersi risultati straordinari dal regime pubblico obbligatorio è decisamente utopistico. Se non l'hai ancora fatto, neppure per curiosità, puoi conoscere la tua età pensionabile e l'entità della tua pensione futura, accedendo all’estratto conto previdenziale disponibile sul sito dell'Inps (leggi in proposito "La busta arancione Inps: cos'è e perchè è utile"). Per fare questo dovrai però disporre del PIN rilasciato dall'istituto previdenziale oppure essere in possesso delle credenziali SPID.

Ma ti sei mai chiesto perché le pensioni stanno diventando via via sempre più basse? La principale causa va ricercata nel passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Fino al 1996 vigeva il sistema retributivo, in base al quale l’importo dell’assegno pensionistico veniva calcolato tenendo conto delle retribuzioni percepite dall’interessato negli ultimi anni della sua vita lavorativa; da quell’anno con la Riforma Dini prima e con la riforma Maroni (2004) e legge Fornero (2011) poi, si è gradualmente passati al sistema contributivo, per cui l’importo della pensione viene calcolato solo in rapporto ai contributi effettivamente versati durante l’intera vita lavorativa. In definitiva come accade con un comune piano di accantonamento, più contributi si versano più alto è l'importo dell'assegno pensionistico.

E' del tutto evidente che un sistema di questo tipo funziona molto bene se si inserisce in un contesto caratterizzato da un lavoro stabile e ben retribuito. Al contrario diventa estremamente penalizzante se lo stesso sistema si combina con una condizione lavorativa caratterizzata da incertezza, instabilità o provvisorietà e bassi salari, tipica dei nostri giorni.

Ma non è tutto. Perché oltre a ricevere un assegno più basso, andremo in pensione anche più tardi, ciò per effetto del progressivo innalzamento della speranza di vita sia per gli uomini che per le donne. Si pensi che nel 2018 l'età pensionabile era determinata in 66 anni e 7 mesi, che già nel 2019 è salita a 67 anni e che in futuro sarà destinata a crescere ulteriormente. Insomma andare in pensione potrebbe rivelarsi un’impresa assai ardua per molti di noi. Eppure per molti italiani c’è addirittura la possibilità di andare in pensione prima del previsto. Come? Attraverso l’APE. Ma vediamo in cosa consiste, a chi è rivolto, quali sono i requisiti e come si presenta la domanda.

APE: cos’è

APE è un acronimo che sta per Anticipo Pensionistico e consiste, come detto, in una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019. In poche parole grazie ad un prestito erogato da banche e assicurazioni, l’Inps riesce ad anticipare alla persona interessata un assegno mensile di importo pari alla pensione maturata, fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

La domanda che probabilmente ti starai ponendo in questo momento è: ma una volta finito il periodo di anticipo e di prestito e raggiunta l’età per ricevere effettivamente la pensione, il prestito dovrà essere restituito? La risposta chiaramente è si. Il prestito va restituito attraverso un piano di ammortamento ventennale. Non solo: chi richiede l’APE è tenuto a sottoscrivere anche una polizza assicurativa, al fine di evitare che in caso di premorienza del pensionato le banche possano rivalersi sui suoi eredi.

In realtà questo vale solo per il cosiddetto APE Volontario, richiesto da soggetti che:

  • abbiano raggiunto almeno i 63 anni di età;
  • non siano già titolari di un trattamento pensionistico diretto;
  • non siano lontani dalla pensione più di 3 anni e 7 mesi;
  • abbiano almeno 20 anni di contributi, così da aver maturato un importo di pensione lordo non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps (circa 700 euro al mese).

La seconda domanda che ti starai ponendo è: ma il prestito va restituito sempre e comunque? In realtà il prestito non va rimborsato solo se viene richiesto l’APE Sociale. Infatti in questo caso, a differenza di quanto accade con l’APE Volontario, l’anticipo pensionistico è a carico dello Stato, il che significa che non va restituito. Nel prossimo paragrafo approfondiremo in modo particolare condizioni e requisiti per la richiesta dell’APE sociale.

APE Sociale: a chi è rivolto

L’APE sociale è rivolta ad un'ampia platea, che include i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, gli autonomi e i parasubordinati, con esclusione dei liberi professionisti iscritti presso le casse professionali. I lavoratori devono avere almeno 63 anni e 30 anni di contributi versati, che diventano 36 anni per i lavoratori in mansioni gravose e 41 anni per i lavoratori precoci. C'è da precisare, tuttavia, che le lavoratrici madri possono accedere all'APE Sociale con uno sconto sugli anni di contribuzione pari al numero di figli posseduti, per un massimo di due. Questo significa che una madre con due figli, lavoratrice dipendente, potrà fare domanda anche con 28 anni di contributi o con 34 se ha svolto mansioni gravose.  

Chi richiede l'APE Sociale, inoltre, non deve già risultare titolare di pensione diretta in Italia o all’estero, ma al contempo non deve essere lontano dalla pensione più di 3 anni e 7 mesi.

Ma età e anni di contribuzione non sono gli unici requisiti previsti per accedere all'APE Sociale. Come vedremo, infatti, i lavoratori devono trovarsi in una condizione di particolare difficoltà e segnatamente: disoccupazione, invalidità, assistenza a parenti disabili, addetti a mansioni cd. gravose. Analizziamo queste condizioni nel dettaglio.

Premettendo che è stata ampliata la platea dei soggetti che possono usufruire di APe sociale, va detto che i lavoratori - oltre a soddisfare i requisiti di cui sopra - devono trovarsi in una delle seguenti condizioni:

A. risultare disoccupati e avere finito di percepire la NASpI o la Dis Coll da almeno tre mesi. Lo stato di disoccupazione deve essere la conseguenza di un licenziamento, di una dimissione per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo. Inizialmente lo stato di disoccupazione derivante dalla scadenza di un contratto a termine, non dava il diritto di accedere all’APE Sociale. Dal 1° gennaio 2018 questa restrizione è stata eliminata, a patto però che nei tre anni precedenti la cessazione del rapporto, il lavoratore sia stato occupato con rapporto dipendente per almeno 18 mesi.

Inoltre le disposizioni originarie prevedevano che il periodo di inoccupazione successivo alla fruizione della prestazione di disoccupazione non dovesse essere interrotto da rioccupazioni di qualsivoglia durata. Si trattava di una condizione fortemente restrittiva, tanto che delle 66mila domande presentate da lavoratrici e lavoratori per ottenere l'Ape sociale, ben 46 mila erano state respinte. Il motivo? I lavoratori al termine del periodo di disoccupazione avevano accettato lavoretti di brevissimo periodo, anche di pochi giorni, perdendo in questo modo lo status di disoccupati. Per porre rimedio alla questione è intervenuta l’Inps che, con Messaggio n. 4195 del 25.10.2017, ha stabilito che le richieste di Ape Sociale dovranno essere accolte anche se nel periodo successivo alla conclusione della prestazione di disoccupazione siano riscontrate prestazioni di lavoro occasionali (libretto famiglia o contratto di prestazione occasionale) o periodi di contribuzione correlati a rapporti di lavoro subordinato che singolarmente considerati non superino i 6 mesi. Questo significa che gli uffici dell’istituto dovranno necessariamente procedere ad un riesame d’ufficio delle domande finora presentate;

B. devono assistere, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave. Si parla in questo caso dei cosiddetti "caregivers", un termine anglosassone che sta ad indicare coloro che si prendono cura e assistono un proprio congiunto ammalato e/o disabile. Anche in questo caso la Legge di bilancio 2018 ha previsto una estensione delle condizioni, consentendo di fatto di presentare la domanda per l'Ape Sociale anche a coloro che assistono, un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

C. risultare invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale  al 74%;

D. essere lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative considerate "gravose", ossia particolarmente difficoltose e rischiose se svolte oltre una certa età. Tali attività e professioni sono ricomprese all’interno dell'Allegato A del D.P.C.M. 23 Maggio 2017 n° 87 e nell'Allegato A del D.P.C.M. 23 Maggio 2017 n° 88:

  1. Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici 
  2. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni 
  3. Conciatori di pelli e di pellicce 
  4. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante 
  5. Conduttori di mezzi pesanti e camion 
  6. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni 
  7. Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza 
  8. Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido 
  9. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati 
  10. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia 
  11. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
  12. Operai agricoli
  13. Lavoratori della pesca
  14. Marittimi
  15. Lavoratori degli impianti siderurgici

Da sottolineare che per effetto della Legge di Bilancio 2018, sono state previste - a partire dal 1° Gennaio 2018 - ulteriori categorie di lavori gravosi (sono quelle che vanno dalla 12 alla 15). Inoltre mentre prima il lavoratore doveva dimostrare di aver svolto l'attività gravosa per almeno sei anni negli ultimi sette, dal 1° gennaio 2018, può in alternativa dimostrare di aver svolto la stessa attività almeno sette anni negli ultimi dieci.

Tutti i lavoratori con queste caratteristiche, dunque, possono andare in pensione prima del termine, senza ulteriori oneri a carico. Lo Stato, infatti, si fa carico per loro dei costi derivanti dall'anticipo pensionistico.

APE Sociale: durata

L’APE Sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Per l’APE Sociale, così come per l'APE Volontaria, non è prevista la 13° mensilità.

L’APE sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, chiaramente se a quella data tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge risultano soddisfatti. In ogni caso, la decorrenza non può essere anteriore al primo febbraio 2019.

APE sociale: importo

L’importo dell’APE sociale non potrà in alcun caso essere superiore a 1.500 euro lordi al mese. In particolare è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1500 euro) o pari a 1500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato.

Inoltre con l’APE sociale non spetta la contribuzione figurativa. Infine l’erogazione dell’APE sociale in caso di decesso del beneficiario non è reversibile ai superstiti. Ai beneficiari non spettano gli assegni al nucleo familiare.

Quando e come richiedere l'APE sociale

Come già anticipato l'APE Sociale è corrisposto a domanda. Tuttavia coloro che matureranno i requisiti nel corso del 2019 dovranno in prima battuta presentare istanza di certificazione del diritto. Solo dopo averla ottenuta si potrà presentare la domanda vera e propria. Per quanto riguarda la certificazione del diritto all’APe sociale, la richiesta va presentata entro le seguenti date:

  • 31 Marzo (si riceverà risposta dall'Inps entro il 30 Giugno 2019) o 15 Luglio 2019;
  • 30 Novembre 2019 per coloro che matureranno i requisiti a fine anno.

Contestualmente o durante l'istruttoria della istanza di certificazione del diritto alla prestazione, il soggetto già in possesso di tutti i requisiti previsti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa, può presentare la domanda di accesso alla prestazione.

Possono presentare istanza di accesso all'Ape Sociale anche coloro che avevano maturato i requisiti lo scorso anno, ma che poi non avevano presentato domanda.

La domanda deve essere presentata online sul sito dell'INPS. Per far questo occorre essere in possesso del Pin dispositivo (leggi "PIN Inps: a cosa serve e come richiederlo"). Chi non è in possesso del Pin o comunque chi ritiene di non avere sufficiente dimestichezza con gli strumenti informatici, può rivolgersi a intermediari e patronati.

Alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale, la persona interessata deve allegare - in relazione alle proprie specifiche condizioni - la seguente documentazione:

a) lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato ai sensi dell’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604;

b) nell’ipotesi di assistenza a portatore di handicap grave, un’autodichiarazione in cui afferma di assistere e di convivere da almeno 6 mesi con un soggetto affetto da handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992 tra quelli indicati dalla legge;

c) nell’ipotesi in cui il richiedente sia in possesso di una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%, copia del verbale rilasciato dalle commissioni sanitarie competenti in materia di accertamento dell’invalidità civile;

d) nell’ipotesi in cui il richiedente abbia svolto lavori particolarmente difficoltosi o rischiosi, un’attestazione del datore di lavoro redatta su un apposito modello predisposto dall’INPS. I dati rilasciati dal datore di lavoro nella suddetta dichiarazione dovranno, poi, essere riportati dal richiedente nella domanda telematica di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE Sociale. Il richiedente dovrà, altresì, allegare alla domanda il contratto di lavoro o una busta paga.

Questi i modelli di dichiarazione predisposti dall'Inps:

Ricevute le domande di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale, l’Inps procede ad istruirle sulla base dei dati disponibili e di quelli riportati nelle dichiarazioni sostitutive e nelle altre documentazioni rilasciate dal richiedente. L'esito dell'istruttoria viene comunicato per iscritto alla persona interessata.

Contestualmente alla presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale oppure nel corso dell’istruttoria della stessa, la persona interessata già in possesso di tutti i requisiti previsti, può presentare la domanda di accesso all’APE sociale. In definitiva sono due le domande da fare: l'una per il riconoscimento delle condizioni e l'altro per l'accesso alla prestazione.

APE sociale: incompatibilità e decadenza

Abbiamo già detto che l’APE sociale non spetta a coloro che percepiscono già una pensione diretta. E’ possibile, invece, fare richiesta dell’APE Sociale se si percepisce una pensione indiretta o di invalidità civile. Ricordiamo che la pensione indiretta è la prestazione erogata in favore dei familiari di un lavoratore non pensionato nel caso in cui questi abbia maturato, alternativamente:

  • almeno 780 contributi settimanali;
  • almeno 260 contributi settimanali di cui almeno 156 nei cinque anni precedenti la morte.

L’APE sociale è incompatibile con la NASpI, la Dis Coll, nonché con l’indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale (peraltro non più fruibile).

Inoltre chi riceve l’Ape sociale può cumularlo con piccoli redditi da lavoro, purché non si guadagni più di 8.000 euro annui (se lavoro dipendente o parasubordinato) oppure 4.800 euro annui (se si tratta di lavoro autonomo). In una simile ipotesi si prendono in esame i redditi maturati successivamente alla data di decorrenza dell’indennità. Per fare un esempio, se l’APE sociale viene erogata a partire dal 1° Ottobre 2018, si decadrà dal diritto alla percezione dell’assegno se nel periodo compreso tra il 1 Ottobre 2018 e il 31 Dicembre 2019 si matureranno redditi superiori alle soglie previste di 8.000 o 4.800 euro lordi annui.

La decadenza dal beneficio si verifica anche nell’ipotesi in cui durante il periodo di percezione dell’APE Sociale, venga meno la residenza in Italia.

Per tutte queste ragioni coloro che percepiscono l’APE sociale sono tenuti a comunicare all’Inps qualsiasi evento o situazione che possa comportare una decadenza dal beneficio ed entro 5 giorni dal verificarsi dello stesso.

Ape sociale: perché è meglio sbrigarsi a farne richiesta

Stando ai primi dati registrati dall’Inps, l’APE sociale sta riscontrando un grande successo tra la popolazione. Si pensi che nel periodo Novembre 2017 - Luglio 2018 (9 mesi) sono state presentate dai lavoratori disoccupati 57.572 domande, pari al 65,8% del totale. A tal proposito è importante rimarcare il fatto che le domande saranno accolte entro i limiti annuali delle risorse finanziarie stanziate.

Ora proprio in considerazione del fatto che le risorse finanziarie sono limitate e che l'APE Sociale, a parità di requisito pensionistico, viene concesso prioritariamente a colui che per prima ha presentato la domanda, il nostro consiglio è di affrettarsi a farne richiesta.

Pubblicato il 01/03/2019
Tags: pensione
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