Ape Sociale: come funziona

L'APE Sociale è una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 e prorogata fino al 31 Dicembre 2021 col preciso fine di accompagnare alla pensione di vecchiaia categorie di soggetti in particolari condizioni. Dunque fino a fine anno tutti coloro che soddisfano requisiti e condizioni necessari per godere dell'anticipo pensionistico potranno presentare domanda. Ma cos'è esattamente l'APE sociale? Chi può richiederla e come?

Andare in pensioni in anticipo

Che le pensioni future saranno sempre più magre è ormai una certezza. A pagarne le conseguenze saranno in particolare coloro che oggi hanno un'età compresa tra 40 e 50 anni. Certo si può pensare di spuntare qualcosa in più riscattando la propria laurea o facendo valere il servizio militare o civile, ma attendersi risultati straordinari dal regime pubblico obbligatorio è decisamente utopistico.

Se non l'hai ancora fatto, neppure per curiosità, puoi conoscere la tua età pensionabile e l'entità della tua pensione futura, accedendo all’estratto conto previdenziale disponibile sul sito dell'Inps. Per fare questo dovrai però disporre delle credenziali SPID o in alternativa della CIE o CNS.

Ma ti sei mai chiesto perché le pensioni stanno diventando via via sempre più basse? La principale causa va ricercata nel passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Fino al 1996 vigeva il sistema retributivo, in base al quale l’importo dell’assegno pensionistico veniva calcolato tenendo conto delle retribuzioni percepite dall’interessato negli ultimi anni della sua vita lavorativa; da quell’anno con la Riforma Dini prima e con la riforma Maroni (2004) e legge Fornero (2011) poi, si è gradualmente passati al sistema contributivo, per cui l’importo della pensione viene calcolato solo in rapporto ai contributi effettivamente versati durante l’intera vita lavorativa. In definitiva come accade con un comune piano di accantonamento, più contributi si versano più alto è l'importo dell'assegno pensionistico.

E' del tutto evidente che un sistema di questo tipo funziona molto bene se si inserisce in un contesto caratterizzato da un lavoro stabile e ben retribuito. Al contrario diventa estremamente penalizzante se lo stesso sistema si combina con una condizione lavorativa caratterizzata da incertezza, instabilità o provvisorietà e bassi salari, tipica dei nostri giorni.

Ma non è tutto. Perché oltre a ricevere un assegno più basso, andremo in pensione anche più tardi, ciò per effetto del progressivo innalzamento della speranza di vita sia per gli uomini che per le donne. Si pensi che nel 2018 l'età pensionabile era determinata in 66 anni e 7 mesi, che già nel 2019 è salita a 67 anni e che in futuro sarà destinata a crescere ulteriormente. Insomma andare in pensione potrebbe rivelarsi un’impresa assai ardua per molti di noi. Eppure per molti italiani c’è addirittura la possibilità di andare in pensione prima del previsto. Come? Attraverso l’APE. Ma vediamo in cosa consiste, a chi è rivolto, quali sono i requisiti e come si presenta la domanda.

APE sociale: cos’è

APE è un acronimo che sta per Anticipo Pensionistico e consiste, come detto, in una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2021.

Si tratta in particolare di una indennità a carico dello Stato ed erogata dall'INPS in favore di quei lavoratori che si trovano in determinate condizioni previste dalla legge, che 

  • abbiano compiuto almeno 63 anni di età;
  • abbiano almeno 30 anni di anzianità contributiva; per i lavoratori che svolgono le attività  cd. gravose l'anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni. Ai fini del riconoscimento dell'indennità, i requisiti contributivi richiesti sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni;
  • non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all'estero.

L'indennità viene erogata fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata, ed è:

  • di importo pari alla rata mensile di pensione, calcolata al momento dell'accesso alla prestazione se la pensione è inferiore a 1500 euro oppure
  • pari a 1500 euro, se il calcolo della pensione risulta pari o superiore a 1500 euro.

APE Sociale: a chi è rivolto

L’APE sociale è rivolta ad un'ampia platea, che include i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, gli autonomi e i lavoratori iscritti alla gestione separata, con esclusione dei liberi professionisti iscritti presso le casse professionali. In particolare i lavoratori devono trovarsi in una delle seguenti condizioni:

A. disoccupati a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, a condizione che abbiano finito di percepire, da almeno tre mesi, la NASpI o la Dis Coll e abbiano un'anzianità contributiva di almeno 30 anni, inclusi i lavoratori con a contratto a tempo determinato, a condizione che nei tre anni precedenti la cessazione abbiano svolto lavoro dipendente per almeno 18 mesi;

B. lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;

C. risultare invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale  al 74%; e con 30 anni di contributi versati;

D. essere lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative considerate "gravose", ossia particolarmente difficoltose e rischiose se svolte oltre una certa età. Tali attività e professioni sono ricomprese all’interno dell'Allegato A del D.P.C.M. 23 Maggio 2017 n° 87 e nell'Allegato A del D.P.C.M. 23 Maggio 2017 n° 88:

  1. Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici 
  2. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni 
  3. Conciatori di pelli e di pellicce 
  4. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante 
  5. Conduttori di mezzi pesanti e camion 
  6. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni 
  7. Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza 
  8. Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido 
  9. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati 
  10. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia 
  11. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
  12. Operai agricoli
  13. Lavoratori della pesca
  14. Marittimi
  15. Lavoratori degli impianti siderurgici

Chi richiede l'APE Sociale, inoltre, non deve già risultare titolare di pensione diretta in Italia o all’estero.

Dunque i lavoratori in possesso di questi requisiti possono andare in pensione prima del termine, senza ulteriori oneri a carico. Lo Stato, infatti, si fa carico per loro dei costi derivanti dall'anticipo pensionistico.

APE Sociale: durata

L’APE Sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Per l’APE Sociale non è prevista la 13° mensilità.

L’APE sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, chiaramente se a quella data tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge risultano soddisfatti.

APE sociale: importo

L’importo dell’APE sociale non potrà in alcun caso essere superiore a 1.500 euro lordi al mese. In particolare è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1500 euro) o pari a 1500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato.

Inoltre con l’APE sociale non spetta la contribuzione figurativa. Infine l’erogazione dell’APE sociale in caso di decesso del beneficiario non è reversibile ai superstiti. Ai beneficiari non spettano gli assegni al nucleo familiare.

Quando e come richiedere l'APE sociale

Come già anticipato l'APE Sociale è corrisposto a domanda.

La domanda deve essere presentata online sul sito dell'INPS. Per far questo occorre - dopo l'addio al PIN Inps - essere in possesso dele credenziali SPID. Chi non ne è in possesso o comunque chi ritiene di non avere sufficiente dimestichezza con gli strumenti informatici, può rivolgersi a intermediari e patronati.

Preliminarmente alla domanda di prestazione, occorre presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio, allegando la seguente documentazione:

a) lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato ai sensi dell’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604;

b) nell’ipotesi di assistenza a portatore di handicap grave, un’autodichiarazione in cui afferma di assistere e di convivere da almeno 6 mesi con un soggetto affetto da handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992 tra quelli indicati dalla legge;

c) nell’ipotesi in cui il richiedente sia in possesso di una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%, copia del verbale rilasciato dalle commissioni sanitarie competenti in materia di accertamento dell’invalidità civile;

d) nell’ipotesi in cui il richiedente abbia svolto lavori particolarmente difficoltosi o rischiosi, un’attestazione del datore di lavoro redatta su un apposito modello predisposto dall’INPS. I dati rilasciati dal datore di lavoro nella suddetta dichiarazione dovranno, poi, essere riportati dal richiedente nella domanda telematica di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE Sociale. Il richiedente dovrà, altresì, allegare alla domanda il contratto di lavoro o una busta paga.

Questi i modelli di dichiarazione predisposti dall'Inps:

Ricevute le domande di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale, l’Inps procede ad istruirle sulla base dei dati disponibili e di quelli riportati nelle dichiarazioni sostitutive e nelle altre documentazioni rilasciate dal richiedente. L'esito dell'istruttoria viene comunicato per iscritto alla persona interessata.

Contestualmente alla presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale oppure nel corso dell’istruttoria della stessa, la persona interessata già in possesso di tutti i requisiti previsti, può presentare la domanda di accesso all’APE sociale. In definitiva sono due le domande da fare: l'una per il riconoscimento delle condizioni e l'altro per l'accesso alla prestazione.

APE sociale: incompatibilità e decadenza

Abbiamo già detto che l’APE sociale non spetta a coloro che percepiscono già una pensione diretta. E’ possibile, invece, fare richiesta dell’APE Sociale se si percepisce una pensione indiretta o di invalidità civile. Ricordiamo che la pensione indiretta è la prestazione erogata in favore dei familiari di un lavoratore non pensionato nel caso in cui questi abbia maturato, alternativamente:

  • almeno 780 contributi settimanali;
  • almeno 260 contributi settimanali di cui almeno 156 nei cinque anni precedenti la morte.

L’APE sociale è incompatibile con la NASpI, la Dis Coll, nonché con l’indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale (peraltro non più fruibile).

Inoltre chi riceve l’Ape sociale può cumularlo con piccoli redditi da lavoro, purché non si guadagni più di 8.000 euro annui (se lavoro dipendente o parasubordinato) oppure 4.800 euro annui (se si tratta di lavoro autonomo). In una simile ipotesi si prendono in esame i redditi maturati successivamente alla data di decorrenza dell’indennità. Per fare un esempio, se l’APE sociale viene erogata a partire dal 1° Ottobre 2018, si decadrà dal diritto alla percezione dell’assegno se nel periodo compreso tra il 1 Ottobre 2018 e il 31 Dicembre 2019 si matureranno redditi superiori alle soglie previste di 8.000 o 4.800 euro lordi annui.

La decadenza dal beneficio si verifica anche nell’ipotesi in cui durante il periodo di percezione dell’APE Sociale, venga meno la residenza in Italia.

Per tutte queste ragioni coloro che percepiscono l’APE sociale sono tenuti a comunicare all’Inps qualsiasi evento o situazione che possa comportare una decadenza dal beneficio ed entro 5 giorni dal verificarsi dello stesso.

Pubblicato il 02/12/2021
Tags: pensione
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