Sanità: come e dove presentare segnalazioni e reclami

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Se un cittadino si imbatte in ostacoli ed inefficienze che gli limitano o che gli impediscono di utilizzare al meglio l'assistenza sanitaria di cui necessita (malcomportamento di un medico o di un infermiere, interminabili liste d'attesa, sportelli chiusi, favoritismi a pazienti amici dei medici, ecc.), ha il diritto - dovere di effettuare la segnalazione all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) e/o alla direzione sanitaria della struttura. Se si desidera farlo per iscritto questo il fac simile che da utilizzare.

La segnalazione o il reclamo può riguardare diversi ambiti: sistema di prenotazione non idoneo, informazioni carenti o incomplete, carenze strutturali o di comfort, lunghi tempi di attesa per ottenere una prestazione, carenze nell’assistenza medica o infermieristica, comportamento scorretto del personale medico o del personale amministrativo, pagamento non dovuto o contestato, smarrimento radiografie o referti, diagnosi errata e contestata,  mancato rispetto della privacy, alimentazione degente inadeguata, negato accesso alla documentazione, medico non reperibile, mancato intervento chirurgico a paziente già preparato per intervento e così via.

Al cittadino dovrà essere fornita una risposta da parte dell'azienda sanitaria entro 30 giorni dalla data del ricevimento del reclamo. I reclami costituiscono per le strutture sanitarie sollecitazioni, stimoli e opportunità per il miglioramento dei servizi.

Per una maggiore efficacia dell’istruttoria, è necessario che il reclamo riporti la descrizione dell'episodio il più circostanziata possibile, ponendo chiaramente in evidenza la data e il luogo (reparto ospedaliero, unità operativa, servizio, sportello, ecc.) ove il fatto si è verificato, il personale coinvolto (medici, infermieri, segretari ...), cosa è successo esattamente e perchè, ecc.

Se il reclamo riguarda eventi riferiti o riferibili ad una terza persona, occorre che il reclamante produca anche una delega completa del consenso dell’interessato al trattamento dei propri dati personali, corredata da copia di un valido documento di identità.

Naturalmente il cittadino può anche esprimere un elogio, un ringraziamento per la qualità del servizio ricevuto sia di tipo sanitario che di tipo tecnico-amministrativo.

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52795 - Redazione
22/05/2019
Monica, condividiamo appieno la sua decisione di sostituire il medico di base.

52781 - Monica
18/05/2019
Buonasera, sono una donna transessuale di 48 anni, ho iniziato il mio percorso di transizione a 17 anni, percorso ormonale e non solo, non ho mai avuto problemi in nessuna città in cui ho vissuto né con nessun medico di base nel farmi prescrivere gli ormoni femminili che la mia condizione richiede. Ovviamente un percorso di così tanti anni include prescrizioni per altrettanti anni. Da circa un anno ho un medico di base qui a Perugia, che inizialmente mi ha prescritto gli stessi farmaci che mi prescriveva senza problemi il medico di base nella città in cui vivevo precedentemente. Improvvisamente un giorno vado a farmi prescrivere i miei soliti farmaci ma, essendo assente il mio medico mi ritrovo davanti il marito della suddetta, che si rifiuta di prescrivermi alcunché, usando toni e modi a dir poco offensivi, intimidatori e discriminatori, interrompendo così i miei cicli ormonali come niente fosse. Quando sono tornata dalla dottoressa, anche lei ha avuto lo stesso atteggiamento del marito, confermandomi di non essere più minimamente intenzionata a prescrivermi nulla, a meno che io non portassi un qualche foglio che attestasse la mia condizione che, dopo 31 anni è più che evidente. Se ciò non bastasse, la dottoressa ha preso la simpatica abitudine di rivolgersi a me con parole e toni sempre più discriminatori. Aggiungo che la dottoressa è specializzata in cardiologia, e avendo recentemente io avuto problemi cardiaci, non visualizza i referti che le porto, non si interessa al mio caso, in nessun senso a questo punto, non mi fa impegnative per questo problema e quando si è decisa, mi ha mandata nel posto sbagliato dove i medici mi hanno riferito che io lì non c'entravo nulla. All'informazione dell'errore commesso, la dottoressa risolveva con un'alzata di spalle. A questo punto vorrei cambiare medico, perché oltre a sentirmi discriminata e insultata, non mi fido di chi non dimostra il minimo interesse per una paziente, mettendo avanti i propri pregiudizi, la propria ignoranza, un livore che non ha spiegazioni. Non credo che il giuramento di Ippocrate preveda pazienti di serie A o B, perché io mi sento una grossa B.

52628 - Redazione
10/04/2019
Lamberto, riteniamo che in questa fase la soluzione più efficace sia quella di indirizzare il reclamo alla direzione dell'ospedale, anche per il tramite dell'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (URP).

52620 - Lamberto
08/04/2019
Salve a chi posso rivolgermi per fare un esposto? Sono un dializzato e presso l'ospedale dove faccio dialisi 3 volte a settimana, sito in Palestrina, non funziona nulla. Sia i medici che gli infermieri non sono competenti, fanno schiamazzi e stanno al cellulare continuamente per telefonate personali, Vivo questo disagio perché non mi sento seguito e tutelato come paziente. Chiedo cortesemente a chi rivolgermi ...siamo un numero purtroppo.

52064 - Redazione
03/05/2018
Raffaella, concordiamo con lei.

52033 - Raffaella
03/05/2018
Buonasera, stamattina mi sono recata all'ospedale di Chiari per una visita otorinolaringoiatria perché soffro da mesi di mal di gola. La struttura era sprovvista di un sondino sterilizzato. La soluzione tornare a prenotare la visita e ripagare il ticket e attendere ancora. È una vergogna che in un ospedale non abbiano a disposizione dei sondini sterilizzati.

52017 - Redazione
27/04/2018
Mario, o ci dice il nome dell'ospedale e proviamo a fare una ricerca o si rivolge all'ufficio per le relazioni col pubblico della struttura partenopea.

52007 - Mario
27/04/2018
Buongiorno, le sarei molto grato se potesse consigliarmi a quale indirizzo email inviare delle lamentele per disservizi ricevuti in un ospedale di Napoli. Grazie Distinti Saluti Mario S.

51558 - Carla D.L.
17/02/2018
Un ginecologo (ho acquistato una visita di controllo su groupon.it) mi ha diagnosticato un polipo al canale della cervice. Proposto (telefonicamente) intervento in clinica privata per un importo pari a 1700 € (chiedendomi se avevo assicurazione, che non ho). Non avendo ricevuto da parte mia risposta, dopo alcuni giorni, mi contatta su whatsapp, dicendo che gli sono arrivate delle sonde e che poteva asportare il mio polipo nel suo ambulatorio, senza anestesia, nel giro di mezz'ora, a soli 300 €. Più o meno certa dell'incongruenza sia nelle modalità che nel prezzo delle due "proposte", ho mandato un messaggio nel quale gli ho chiesto di sciogliere i forti dubbi che mi aveva fatto sorgere il suo comportamento. Scioccamente ha confermato per iscritto quello che mi aveva detto solo a voce, in modo seccato, in quanto io gli avevo detto che avrei fatto un consulto da un altro specialista e che mi sarei rivolta al migliore. Oggi sono andata a farli e, come immaginavo, NON HO NESSUN POLIPO! La superficialità, la mancanza di deontologia e la maleducazione di questo individuo che si fa chiamare dottore, mi hanno causato danni psicologici (infatti mi ha messo in allarme per molte altre cose). Inoltre mi ha danneggiato in vari modi economicamente. Dopo la sua seccata risposta, deve avermi "bloccato" su whatsapp. Non risponde al telefono e neanche ai messaggi che gli ho inoltrato per informarlo che ho intenzione di denunciare l'accaduto all'Ordine dei Medici e all'Agenzia delle Entrate, dato che non mi ha neppure rilasciato la RICEVUTA FISCALE che io esigo sempre. Vorrei fare in modo che altre donne non vivano un'esperienza del genere. Mi potete aiutare?

51549 - Massimiliano C.
17/02/2018
Nel caso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) non fa alcun che, cosa bisogna fare? Ho avuto e sto avendo problemi con il servizio farmaceutico di Cagliari ho spedito un reclamo all'URP, ma sembra non si curino di niente.


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