Sanità: come e dove presentare segnalazioni e reclami

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Se un cittadino si imbatte in ostacoli ed inefficienze che gli limitano o che gli impediscono di utilizzare al meglio l'assistenza sanitaria di cui necessita (malcomportamento di un medico o di un infermiere, interminabili liste d'attesa, sportelli chiusi, favoritismi a pazienti amici dei medici, ecc.), ha il diritto - dovere di effettuare la segnalazione all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) e/o alla direzione sanitaria della struttura. Se si desidera farlo per iscritto questo il fac simile che da utilizzare.

La segnalazione o il reclamo può riguardare diversi ambiti: sistema di prenotazione non idoneo, informazioni carenti o incomplete, carenze strutturali o di comfort, lunghi tempi di attesa per ottenere una prestazione, carenze nell’assistenza medica o infermieristica, comportamento scorretto del personale medico o del personale amministrativo, pagamento non dovuto o contestato, smarrimento radiografie o referti, diagnosi errata e contestata,  mancato rispetto della privacy, alimentazione degente inadeguata, negato accesso alla documentazione, medico non reperibile, mancato intervento chirurgico a paziente già preparato per intervento e così via.

Al cittadino dovrà essere fornita una risposta da parte dell'azienda sanitaria entro 30 giorni dalla data del ricevimento del reclamo. I reclami costituiscono per le strutture sanitarie sollecitazioni, stimoli e opportunità per il miglioramento dei servizi.

Per una maggiore efficacia dell’istruttoria, è necessario che il reclamo riporti la descrizione dell'episodio il più circostanziata possibile, ponendo chiaramente in evidenza la data e il luogo (reparto ospedaliero, unità operativa, servizio, sportello, ecc.) ove il fatto si è verificato, il personale coinvolto (medici, infermieri, segretari ...), cosa è successo esattamente e perchè, ecc.

Se il reclamo riguarda eventi riferiti o riferibili ad una terza persona, occorre che il reclamante produca anche una delega completa del consenso dell’interessato al trattamento dei propri dati personali, corredata da copia di un valido documento di identità.

Naturalmente il cittadino può anche esprimere un elogio, un ringraziamento per la qualità del servizio ricevuto sia di tipo sanitario che di tipo tecnico-amministrativo.

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49061 - Giovanna
16/04/2017
Sono le 2.31 di notte io con i miei fratelli siamo al pronto soccorso dell'ospedale San Paolo di Bari. Avendo chiamato il 118 dopo 3 elettrocardiogramma effettuati a mio padre avendo dimenticato di scrivere che è portatore di peacemaker, hanno deciso di portarlo in ospedale dove all'accettazione ci siamo imbattuti in una "professionista " che, pretendeva risposte da mio padre che, a malapena riusciva a respirare. La signora è maleducata e non adeguata ad un primo approccio con i pazienti. 16/04/2017

49032 - Rodolfo
12/04/2017
Buongiorno il 03/11 /2016 ho fatto una visita in chirurgia generale all'ospedalede torvergata di roma, dove mi è stata riscontrata una fistola al sedere lato sinistro. Dopo la visita una infermiera ha preso tutti i miei dati personali e mi ha comunicato che tempo 90 giorni mi avrebbero chiamato per una preospedalizzazione. Visto che non venivo contattato da nessuno, mi sono preoccupato ed ho chiamato l'ufficio ricoveri di torvergata: mi hanno detto che non ero sulla lista, allora ho mandato due email chiedendo spiegazioni, ho fatto pure diversi reclami, ma fino ad oggi senza risultato

48890 - Redazione
01/04/2017
Nicola, è a dir poco scandaloso il trattamento che è stato riservato a sua suocera. Un reclamo alla struttura ospedaliera è d'obbligo.

48864 - Nicola P.
29/03/2017
Buongiorno, mia suocera è stata ricoverata, per una frattura al femore, nell'Ospedale Vannini di Roma dove è dovuta rimanere in degenza per 5 giorni. Non potendo deambulare da sola ha dovuto espletare i suoi bisogni usando il pannolone. Il personale infermieristico per pulirla ha utilizzato i suoi effetti personali, nello specifico: i pacchi di salviettine igieniche comprate da noi parenti al supermercato per potersi rinfrescare il viso e le mani e le bottiglie d'acqua naturale che avevamo lasciato sul comodino per poter bere durante la notte poichè lo stesso ospedale non fornisce l'acqua da bere ai pazienti. Il giorno dopo, avendo terminato le salviettine igieniche, hanno usato i pacchetti di fazzoletti per il naso, sempre portati da noi. Dopo le lamentele di mia suocera, gli infermieri le hanno risposto "Signora perchè si lamenta? Noi avevamo avvertito i suoi parenti che le salviettine igieniche le aveva terminate". Vorrei sapere se è normale che l'igiene dei pazienti venga effettuata utilizzando ciò che i parenti portano da casa piuttosto che utilizzare strumenti messi a disposizione dall'ospedale. Grazie

47169 - F. Francesco
31/10/2016
Hò da tanto tempo la prostata ingrossata, avendo l'impegnativa del medico da mesi cerco una prenotazione decente agli ospedali, alle cliniche convenzionate. Mi rispondono minimo 6 mesi, però se a pagamento sono subito disponibili. Non credo che sia corretto, ho 67 anni, mia moglie 65 anni con esenzione E02. Anche mia moglie è malata e sono stato costretto a farla curare a pagamento con una stenosi epatica. Inoltre devo fare ancora una ecografia ecocolor-doppler più un test cardiovascolare da sforzo in pedana, ma in questo modo come posso curarmi se mi danno questi tempi? Io sono invalido civile 80% e si stanno mangiando le nostre pensioni di vecchiaia, possibile che non ci possiamo difendere?

47157 - ernesto c.
28/10/2016
Sono giorni che provo tramite CUP a prenotare una visita reumatologica con impegnativa al policlinico di tor vergata. La risposta è sempre la stessa "non ci sono liste aperte". Oggi 28/10/2016 ho chiamato la segreteria del reparto mi hanno risposto che c'è la possibilità di effettuare la visita ma a pagamento costo 300 euro. Mi chiedo perchè trovano il tempo per fare la visita a pagamento ma non lo trovano per farla con l'impegnativa? Quanta tristezza......

46979 - Stefania
18/10/2016
Buongiorno, dopo una settimana di antibiotici prescritti dal medico di base accusavo ancora un fortissimo male ad un orecchio, quindi un sabato sera mi sono recata in pronto soccorso a causa del dolore. Dopo 5 ore di attesa finalmente arriva il mio turno ed una dottoressa molto scocciata a mala pena mi guarda l'orecchio e mi congeda dopo un minuto prescrivendomi del cortisone e nemmeno una visita specialistica... in più mi fa passare come codice bianco e quindi pagare il ticket di 25€, dopo altri 6 giorni di dolore ritorno dal mio medico di base che finalmente mi prescrive una visita specialistica.. così finalmente mi diagnosticano un polipo e inizio così la cura...la domanda è "posso reclamare e non pagare il ticket?" è una questione di principio a questo punto

46547 - Redazione
08/09/2016
Jessica, le consigliamo di delegare un parente o un'amica.

46536 - Jessica
08/09/2016
Salve devo fare una visita urgente diabetologia (sono incita e mancano 13 giorni alla data presunta) mi serve l'impegnativa per l'appuntamento, ma il mio medico di base è in ferie e i sostituti mi rispondono che hanno troppi pazienti e di riprovare il giorno dopo. Cosa posso fare? Non mi sembra che per un pezzo di carta serva tutto il giorno, possibile che nelle mie condizioni non abbiano 2 minuti per un'impegnativa?

45174 - Redazione
15/04/2016
Nadia, l'ingolfamento del pronto soccorso purtroppo è un problema che affligge il 90% dei nostri ospedali. Carenza di personale e mancanza di sale appositamente attrezzate sono le principali cause. Potremmo suggerirle di presentare un reclamo alla direzione dell'Ospedale, ma con quali effetti?

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