Cartella di pagamento: ecco come cambia

cartella di pagamento

Al fine di assicurare una maggiore chiarezza dei dati contenuti e una migliore fruibilità delle informazioni fornite, sia con riferimento agli importi che alle modalità di pagamento del debito, l'Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di cartella di pagamento che sarà notificata al contribuente e che sostituisce il modello approvato con provvedimento prot. n. 27036 del 19 febbraio 2016. In particolare l'adozione del nuovo modello è obbligatorio per le cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati agli Agenti della riscossione a decorrere dal 1 Luglio 2017. Ma vediamo insieme quali sono le principali novità.

Cartella di pagamento: ente creditore

Il nuovo modello di cartella di pagamento ha l'obiettivo di rendere più chiare e fruibili per il contribuente le informazioni riportate sulla stessa. Come prima cosa nel frontespizio della nuova cartella è stato evidenziato con chiarezza la denominazione dell'ente creditore (Agenzia delle Entrate, Comune, Inps, Inail, ecc.), ossia del soggetto nei confronti del quale il contribuente risulta debitore di certe somme, e la causale da cui è scaturita l'iscrizione a ruolo: Irpef non versata anno "x", multa per infrazione al codice della strada, ecc. Appare evidente che il fine è quello di rimarcare con chiarezza e immediatezza chi sia l'ente che pretende le somme e per quale motivo evitando così che il contribuente manifesti le lamentele nei confronti dell'Agente per la riscossione e contribuendo in definitiva a stemperare il clima di ostilità che si è creato nell’opinione pubblica nei confronti di quest'ultimo.

Qualora nella cartella di pagamento siano presenti importi iscritti a ruolo spettanti ad enti diversi, è possibile che si utilizzino colori diversi per indicare la tipologia di ciascun ente creditore: ad esempio, arancione per le iscrizioni a ruolo delle Agenzie fiscali; verde per le iscrizioni a ruolo di
Comuni, Regioni e così via. Lo stesso colore lo si ritrova nelle pagine a seguire e in particolare nella sezione dedicata alle informazioni di competenza di quel particolare ente.

Cartella di pagamento: importi iscritti a ruolo

Sempre nel frontespizio sono poi riportati due prospetti evidenziati da una fascia blu che riassumono le somme spettanti rispettivamente all’Ente creditore e all’Agente della riscossione. In particolare nel prospetto posto alla sinistra sono indicati gli importi che l'Ente creditore ha posto a carico del debitore e che l'Agente della riscossione deve riscuotere. A tali somme si giungono gli interessi di mora, dovuti dal contribuente nel caso in cui il pagamento sia effettuato oltre la scadenza (60 giorni). Gli interessi di mora si applicano sugli importi iscritti a ruolo, escluse sanzioni e interessi, e vanno calcolati per ogni giorno di ritardo a partire dalla data di notifica della cartella fino al giorno dell'effettivo pagamento. Gli interessi di mora vengono riscossi dall'Agente della riscossione e versati agli Enti creditori.

Nel prospetto posto sulla destra, invece, sono indicati i diritti di notifica, ossia le somme dovute all'Agente della riscossione per l'attività di notifica della cartella di pagamento fissate dalla legge, e gli oneri di riscossione, ossia le somme dovute per il funzionamento del servizio nazionale di riscossione. Tali oneri sono pari al 3% dell'importo totale dovuto dal contribuente (dunque anche sugli interessi di mora) se il pagamento è eseguito entro 60 giorni dalla notifica e al 6% se successivo. L'agente della riscossione per l’Agenzia delle Entrate è l'Ente Agenzia delle Entrate - Riscossione, che dal 1°Luglio 2017 ha sostituito Equitalia .

Successivamente per ogni ente che ha emesso il ruolo (viene indicato nome ed indirizzo), la cartella riporta nel dettaglio le somme iscritte a ruolo, gli importi forniti dall'ente che ha emesso il ruolo con descrizioni, anni e codici tributo, il nome relativo al responsabile del procedimento ed altre informazioni utili. In questa sezione sono indicati anche i responsabili in solido (coobbligati) del pagamento della cartella.

Ricordiamo che le somme si dicono "iscritte a ruolo" quando la loro riscossione è appunto demandata all'Agente della Riscossione; questo accade dopo che l'Ente creditore ha già trasmesso un avviso cosiddetto “bonario” al contribuente inadempiente, senza tuttavia riuscire a recuperare le somme dovute. In buona sostanza con l’iscrizione a ruolo, l’ente creditore affida l'attività di riscossione del proprio credito all’Agente della Riscossione, il quale provvede immediatamente a notificare la cartella di pagamento o cartella esattoriale.

Cartella di pagamento: quanto e quando pagare

In seconda pagina è posta una tabella con gli importi complessivi da corrispondere nel caso in cui si effettui il pagamento entro oppure oltre i 60 giorni dalla notifica della cartella.

Subito dopo sono riportate le informazioni relative alle modalità di pagamento, alla rateizzazione del debito, alla richiesta di sospensione, alle modalità di presentazione del ricorso nei confronti dell'Agente della riscossione ed altre informazioni.

Giova ricordare che la cartella di pagamento va pagata entro 60 giornidalla data di notifica. Se il giorno di scadenza è Sabato o festivo, la scadenza è spostata al primo giorno lavorativo successivo. In caso di pagamento in ritardo sono dovuti gli interessi di mora, calcolati sulle somme iscritte a ruolo, ma non su sanzioni e interessi. Dunque in caso di pagamento in ritardo, l'importo dovuto dovrà essere ricalcolato, aggiornandolo alla data del versamento.

Cartella di pagamento: dove e come pagare

Il versamento dell'importo indicato sulla cartella di pagamento può essere effettuato, utilizzando il bollettivo RAV allegato alla cartella. Si tratta di un bollettino precompilato che contiene l’importo esatto da pagare entro la scadenza indicata e un codice (serie numerica). Chiaramente, come si è già detto, l’importo stampato sul bollettino è valido solo se si effettua il pagamento entro la scadenza prefissata. Superato il termine previsto occorre ricalcolare l'importo.

Il bollettino RAV, oltre che agli uffici postali, può essere pagato anche on-line e in particolare:
- attraverso il servizio di home banking messo a disposizione dagli istituti di credito che offrono il servizio CBILL;
- sul sito dell'Agenzia delle entrate-Riscossione attraverso la piattaforma pagoPA.

Diversamente ci si può recare presso gli sportelli dell'Agenzia delle entrate-Riscossione oppure rivolgersi ai Tabaccai convenzionati con Banca 5 SpA (istituto che nasce dall'integrazione di Banca ITB S.p.A. nel Gruppo Intesa Sanpaolo S.p.A.), Sisal e Lottomatica.

Nel caso in cui ci si trovi all'estero, è possibile far ricorso al bonifico bancario (l'elenco dei codici Iban è disponibile sul sito dell'Agenzia delle entrate-Riscossione). Nell'effettuare il bonifico si raccomanda di riportare nella causale del versamento il numero della cartella di pagamento e il proprio codice fiscale.

Se per mancanza di disponibilità si decide di pagare solo una parte del debito iscritto a ruolo, si può utilizzare il modello F35 sia allo sportello che presso gli uffici postali. Attenzione: il pagamento parziale non sospende l'attività esecutiva dell'agente di riscossione.

Cartella di pagamento: cosa accade in caso di mancato pagamento

Se il debitore non dovesse pagare la cartella, l'Agente della riscossione può acquisire, anche con richieste a terzi, notizie sul reddito e sul patrimonio del debitore e può procedere, sulla base del ruolo che costituisce titolo esecutivo, a: fermo amministrativo di beni mobili registrati (veicoli, natanti, aeromobili), iscrizione di ipoteca sugli immobili, esecuzione forzata di beni immobili, mobili e crediti (per esempio, stipendio, parcelle, fatture, titoli, somme disponibili sui conti correnti e depositi).

A tal riguardo è importante sottolineare che dal 1° Luglio 2017, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha la possibilità di pignorare direttamente il conto corrente del contribuente, senza che a tal fine sia necessaria l’approvazione di un giudice. Ciò in quanto la notifica della cartella di pagamento è equiparata all'atto di precetto nel procedimento ordinario, dunque costituisce di per sé il titolo esecutivo. Naturalmente il prelievo delle somme non è immediato: la cartella viene prima notificata alla banca, che provvede al congelamento delle somme, e poi al debitore. Qualora, decorsi 60 giorni dalla notifica, il debitore continua a non pagare, la banca è tenuta a versare le somme direttamente al Fisco.

Va anche detto che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha la possibilità di consultare la banca dati Inps e acquisire le informazioni necessarie per procedere al pignoramento dello stipendio, della pensione o di altre indennità.

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50054 - Redazione
26/07/2017
Marcello, purtroppo non c'è altro che il contribuente possa fare, ossia presentare al concessionario domanda di sgravio della cartella, con ottenimento dell'immediata sospensione della stessa.

50048 - Marcello
25/07/2017
Cosa deve fare un contribuente quando gli vengono notificate cartelle di tasse pagate regolarmente? Solo il fatto che deve adoperarsi per dimostrare d'aver pagato e con l'ansia di non trovare le ricevute si rischia anche l'infarto, a questo punto chi deve pagare lo scomodo?

50047 - pietro 46
25/07/2017
1) Ma le amministrazioni regionali non avevano l'obbligo di notificare il mancato pagamento del bollo fino al 2016 onde aderire al condono recente? Grazie, comunque 2) Non è più valida dunque la direttiva che non permette il pignoramento del conto corrente se inferiore ai 600 euro come precedentemente stabilito? Grazie ancora

25889 - Redazione
19/08/2013
Claudia, si può rateizzare il pagamento del bollo auto solo in seguito di iscrizione a ruolo coattivo da parte dell'amministrazione. In altri termini solo se ha ricevuto un avviso da Equitalia.

25879 - claudia
19/08/2013
Dove bisogna prendere il modulo x rateizzare la tassa auto?

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