Detrazioni ristrutturazioni: tutto quello che devi sapere

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La legge di bilancio 2017 ha prorogato fino al 31 Dicembre 2017 la possibilità di fruire dellle detrazioni su ristrutturazioni edilizie. In pratica fino alla data indicata, i cittadini privati hanno la possibilità di detrarre dall'Irpef il 50% delle spese sostenute per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Prevista, inoltre, l'estensione della detrazione anche per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) destinati all'arredo dell'abitazione oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia (leggi "Bonus mobili 2017: in cosa consiste e come beneficiarne"). Il governo ha invece deciso di non rinnovare ai giovani under 35, coniugati o conviventi, il cosiddetto bonus mobili giovani coppie.

Detrazioni ristrutturazioni: come funziona

Va rimarcato innanzitutto che si tratta di una detrazione d'imposta. Le detrazioni consentono in pratica di ridurre l'imposta lorda, determinando in questo modo la somma che il contribuente deve effettivamente allo Stato. Le detrazioni sono dovute in relazione ai familiari a carico del contribuente, alle spese da questi sostenute per gli interessi passivi sul mutuo, per l'acquisto di medicinali o visite specialistiche e per l'appunto agli interventi di ristrutturazione edilizia.

Nel caso specifico i contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) il 50% delle spese sostenute per la manutenzione, il restauro o la ristrutturazione di edifici destinati ad uso abitazione. La detrazione ristrutturazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Va da se che qualora l'importo Irpef trattenuto dal sostituto d’imposta o da pagare in dichiarazione dei redditi, sia inferiore alla detrazione calcolata sulle spese di ristrutturazione edilizia, la differenza non potrà essere rimborsata dal fisco, nè essere conteggiata in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo. Ma facciamo un esempio per capire meglio: il nostro commercialista ci comunica che per il 2016 l'Irpef da pagare è pari a 800 euro. La quota annuale da portare in detrazione a seguito degli interventi di ristrutturazione dell'abitazione effettuati negli anni addietro è invece pari a 950 euro. Bene, in questo caso la differenza di 150 euro (950 - 800) non può essere recuperata in alcun modo, ossia non potrà essere chiesta a rimborso, né portata in detrazione per l'anno successivo.

Ma cosa succede se l'intervento di ristrutturazione edilizia si protrae negli anni? In questo caso per determinare se si ha ancora diritto alla detrazione, occorre sommare le spese sostenute nei vari anni, calcolare il 50% e scomputare le quote già portate in detrazione nelle dichiarazioni dei redditi relative agli anni passati.

Nel caso in cui i lavori di ristrutturazione vengano effettuati su immobili a uso promiscuo, situazione che ricorre quando c'è chi svolge l'attività in un luogo che è casa e anche studio (ad es. un avvocato, un amministratore condominiale, ecc.), la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.

Ricordiamo, infine, che dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali.

Detrazioni ristrutturazioni e criterio di cassa

L'agevolazione può essere richiesta per le spese effettivamente sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa.Pertanto, se ad esempio il pagamento delle spese per interventi di ristrutturazione eseguiti a fine 2016 è stato effettuato il 1° gennaio 2017, l’onere potrà essere detratto nella dichiarazione dei redditi 2017, da presentare nel 2018.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, la detrazione spetta con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio.

Detrazioni ristrutturazioni: quali beneficiari

Possono beneficiare della detrazione ristrutturazione non solo i proprietari degli immobili, ma anche il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), chi occupa l'immobile a titolo di locazione o comodato e perfino il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento, purché sostenga le spese, le fatture e i bonifici siano a lui intestati e la condizione di convivente o comodatario sussista al momento dell’invio della comunicazione di inizio lavori.

Ricordiamo che rientrano nella categoria dei "familiari" il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Cosa accade invece se marito e moglie sono comproprietari dello stesso immobile, sostengono insieme le spese ma solo uno dei due si intesta la fattura ed effettua il bonifico? L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che in questo caso la detrazione spetta anche all'altro coniuge a condizione che nella fattura sia inserita una nota con cui si specifica la percentuale di spesa a suo carico.

Nel caso in cui si stipuli un un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente ha diritto alla detrazione se
- il compromesso è stato registrato;
- è nel possesso dell’immobile;
- esegue gli interventi a proprio carico.

Chiaramente tutti contribuenti che beneficiano delle detrazioni ristrutturazioni devono essere assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Detrazioni ristrutturazioni: quali lavori vi rientrano

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali di qualsiasi categoria catastale (incluse le pertinenze) per i quali spettano le detrazioni, riguardano gli interventi di manutenzione straordinaria, gli interventi di ristrutturazione edilizia e le opere di restauro e risanamento conservativo.

Perchè siano classificati come manutenzione straordinaria, gli interventi non devono modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportare mutamenti delle destinazioni d'uso. Vi possono rientrare ad esempio gli interventi di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari, ma anche il rifacimento di un bagno (leggi "Ristrutturare il bagno: come fruire delle agevolazioni"), la costruzione di una scala interna, la realizzazione di un recinto esterno, la sostituzione di infissi, ecc.

Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia rientrano invece: la demolizione e fedele ricostruzione di un immobile (dunque senza alcun ampliamento), la modifica della facciata, la realizzazione di una mansarda o di un balcone o la trasformazione di una soffitta in mansarda o di un balcone in veranda, l'apertura di nuove porte e finestre, ecc.

Possono, inoltre, beneficiare della detrazione fiscale:
- gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
- gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
- i lavori finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche;
- gli interventi di bonifica dall'amianto;
- gli interventi di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici (es. installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, montaggio di vetri anti-infortunio, installazione del corrimano);
- gli interventi relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici, apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione, porte blindate o rinforzate, tapparelle metalliche con bloccaggi, casseforti a muro, ecc.) Leggi in proposito l'articolo "Bonus fiscali per porte blindate, inferriate e sistemi antifurto: ecco cosa fare".

Vi rientrano anche gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all'adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici. 

Detrazioni ristrutturazioni e manutenzione ordinaria

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all'agevolazione Irpef solo se riguardano determinate parti comuni di edifici residenziali (suolo su cui sorge l’edificio, fondazioni, muri maestri, tetti, scale, portoni d’ingresso, cortili, ascensori, fognature, etc.). In questo caso la detrazione spetta ad ogni condomino in proporzione delle rispettive quote millesimali.

Gli stessi interventi di manutenzione ordinaria sono eseguiti su un immobile di proprietà privata, non danno diritto ad alcuna agevolazione.Così non consentono di fruire dell'agevolazione la semplice tinteggiatura delle pareti, la sostituzione dei pavimenti, la verniciatura di porte e finestre, il rifacimento di intonaci interni, ecc.

In un solo caso queste spese possono beneficiare della detrazione, ossia quando sono da collocare nel quadro di un intervento più ampio che vede ad esempio la demolizione e realizzazione di nuove mura divisorie, lo spostamento dei servizi, ecc.

Detrazioni ristrutturazioni: quali spese sono ammesse

Sono ammesse all’agevolazione non solo le spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ma anche quelle relative ad esempio alla progettazione e alle altre prestazioni professionali, all’acquisto dei materiali, all’effettuazione di perizie e sopralluoghi, ai diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori, agli oneri di urbanizzazione, ecc.

La detrazione per le misure antisismiche

Con la legge di stabilità 2017 è stata introdotta una detrazione d'imposta per le ristrutturazioni antisismiche effettuate nel periodo tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 su abitazioni che ricadono in zone sismiche classificate ad alta pericolosità.

L’entità della detrazione varia dal 70 all’80%. In particolare il beneficio fiscale è pari al 70% se i lavori consentono il passaggio a una classe di rischio inferiore, e all’80% se permettono di saltare due classi di rischio. Se i lavori sono fatti sull’intero edificio condominiale, la detrazione è pari al 75% nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore e all’85% per un passaggio di due classi di rischio. In ogni caso il tetto massimo di spesa è di 96mila euro.

Detrazioni ristrutturazioni: IVA al 10%

Ma la detrazione Irpef non è l’unico beneficio di cui è possibile godere nel momento in cui si decide di effettuare interventi di ristrutturazione edilizia. Ad esso, infatti, si aggiunge l’applicazione di un’IVA ridotta al 10% per le prestazioni di servizi.

Tale aliquota ridotta può riguardare anche l'acquisto di beni (ad esempio il calorifero, la finestra, il citofono, i sanitari, ecc.), ma solo se la fornitura riguarda il contratto di appalto e l'appaltatore fornisce beni di valore significativo. Per intenderci il contribuente non può fruire dell'IVA ridotta se acquista personalmente i nuovi sanitari per il bagno e poi chiama il muratore e l'idraulico per eseguire i lavori.

I beni significativi, espressamente individuati dal decreto 29 dicembre 1999, sono:
- ascensori e montacarichi;
- infissi esterni e interni;
- caldaie;
- video citofoni;
- apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
- sanitari e rubinetteria da bagni;
- impianti di sicurezza.

Non solo. L’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

Anche in questo caso facciamo un esempio. Supponiamo di chiamare una ditta specializzata per il rifacimento di un bagno, la quale per l’intervento richiede il pagamento di un prezzo pari a 12.000 euro, di cui:
- 5.000 per lavori
- 7.000 per fornitura di rubinetteria, sanitari, box doccia e quant’altro.

In pratica l’IVA al 10% si applica sui 5.000 euro relativi alla prestazione lavorativa e su una quota parte del valore dei beni significativi, ossia su 5.000 euro, pari alla differenza tra 12.000 importo complessivo dell’intervento e 7.000 (importo dei beni significativi).

Cosa fare per fruire delle detrazione ristrutturazioni

Per fruire delle detrazioni sulle ristrutturazioni non sono previsti particolari adempimenti. E' infatti sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Ricordiamo tra l'altro che l'obbligo dell'invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara è stato soppresso.

Occorre invece conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti:
- le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). A tal proposito potrebbe risultarti utile la lettura dell'articolo "Come ristrutturare casa in maniera semplice e veloce". Se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, occorre predisporre una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili. La dichiarazione sostitutiva necessita l'apposizione di una data certa o l'autentica da parte di un pubblico ufficiale;
- domanda di accatastamento (se l'immobile non è ancora censito);
- ricevute di pagamento dell'ICI/IMU, se dovuta;
- delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
- dichiarazione di consenso del possessore dell'immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell'immobile, se diverso dai familiari conviventi.

In luogo di tutto questo, il contribuente può predisporre una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (senza bollo), in cui dichiara di essere in possesso della documentazione necessaria.

Naturalmente occorre conservare anche le fatture e le ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute unitamente ai bonifici di pagamento. A proposito di fatture va ricordato che non esiste più l'obbligo di evidenziare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall'impresa che esegue i lavori.

Non dimenticare, infine, la comunicazione preventiva alla ASL indicante la data di inizio dei lavori. Ricordiamo che tale comunicazione, ai sensi del decreto legislativo 81/2008 (il c.d. Testo Unico sulla Sicurezza), si rende necessaria quando si verifica almeno una delle seguenti condizioni:
1. nel cantiere si trovano a lavorare più imprese anche non contemporaneamente,
2. nei cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di comunicazione preliminare, ricadono nelle categorie di cui al numero 1 per effetto di varianti sopravvenute in corso d'opera,
3. nei cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.

E' importante ricordare che in caso di violazioni delle norme relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro e agli obblighi contributivi, il contribuente può decadere dal diritto alla detrazione. In questi casi meglio farsi rilasciare dalla ditta esecutrice dei lavori una dichiarazione di osservanza delle suddette disposizioni ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Detrazioni ristrutturazioni: pagamento tramite bonifico

Per fruire della detrazione è necessario che le spese oggetto di detrazione siano pagate tramite bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento ("Saldo/Acconto Fattura n° xx del xx/xx/xxxx per ..... ai sensi della legge 449/97 art.1 - sconto IRPEF per interventi sul patrimonio edilizio"), il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Di seguito un esempio di causale per il bonifico parlante in caso di ristrutturazione edilizia
"Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'art. 16-bis DPR 917/1986. Pagamento fattura n° ... del ..... a favore della Ditta .......... P.IVA ................ Beneficiario della detrazione ..... C.F. ................"
e di riqualificazione energetica
"Bonifico per pagamento lavori di riqualificazione energetica. Detrazione 65%, ai sensi dell’art. 1, commi 344-347, legge 27 dicembre 2006, n. 296. Pagamento fattura n° ... del ..... a favore della Ditta .......... P.IVA ................ Beneficiario della detrazione ..... C.F. ................".

Ogni banca naturalmente adotta un proprio modello standard per il bonifico, noi ve ne offriamo uno a titolo esemplificativo.

E' importante sottolineare che senza questi dati, le banche e le poste non possono effettuare la ritenuta dell'8% a titolo di acconto dell'imposta dovuta dall'impresa che effettua i lavori. Per questo motivo i bonifici incompleti - secondo l'Agenzia delle Entrate - fanno venire meno il diritto ad usufruire della detrazione fiscale.

Ricordiamo che i bonifici devono essere effettuati dalla medesima persona a cui sono intestate le fatture e che beneficerà della detrazione. Come si è già detto, qualora fattura e bonifico sono intestati a un solo comproprietario ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non risulti indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.

Se invece vi sono più soggetti che sostengono la spesa, e tutti intendono beneficiare della detrazione fiscale, sulla distinta di bonifico occorre riportare il codice fiscale di tutti le persone interessate.

Se si è fatto ricorso ad una società finanziaria che ha concesso un finanziamento al contribuente, quest’ultimo potrà beneficiare della detrazione a patto che la finanziaria paghi l’impresa che ha eseguito i lavori con le stesse modalità sopra descritte, ossia mediante bonifico. In questo caso è opportuno che il contribuente sia in possesso di una copia della ricevuta del bonifico.

Per gli interventi che riguardano le parti comuni del condominio, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere pagate con altre modalità.

Detrazioni ristrutturazioni e cambio di possesso

Cosa accade se dopo aver eseguito interventi di ristrutturazione edilizia e aver fruito per un certo periodo (ad es. 2 o 3 anni) delle detrazione, il contribuente decidesse di vendere l’immobile? In una simile ipotesi, il contribuente avrebbe la possibilità di scegliere se continuare a beneficare della detrazione per il periodo che resta (8 o 7 anni) o trasferire tale diritto al nuovo acquirente (persona fisica). Se questa sua volontà non viene specificata nell’atto di compravendita, l’agevolazione fiscale viene automaticamente trasferita all’acquirente dell’immobile.

E se il contribuente che non ha ancora beneficiato completamente della detrazione ristrutturazione ad un certo momento dovesse venire a mancare? In questo caso sarebbero gli eredi (il coniuge, i figli, ecc.) ad avere la possibilità di fruire del beneficio fiscale, ma a patto di conservare la “detenzione materiale e diretta dell’immobile ” per i rimanenti periodi d’imposta.

Come si può perdere la detrazione

La detrazione si può perdere nei casi in cui:
- non sia stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria;
- il pagamento non sia stato eseguito tramite bonifico bancario o postale;
- non siano state esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate;
- non sia stata esibita la ricevuta del bonifico o questa risulti intestata a persona diversa da
quella che richiede la detrazione;
- le opere edilizie eseguite non rispettino le norme urbanistiche ed edilizie comunali;
- siano state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi.

Detrazioni ristrutturazioni: cumulabilità con detrazione per il risparmio energetico

Se su uno stesso immobile o su diversi immobili di proprietà si eseguono interventi di ristrutturazione edilizia (detrazione 50%) e interventi di riqualificazione energetica (detrazione del 65%), non sarà possibile beneficiare comulativamente delle due forme di detrazione. Se gli interventi rientrano sia nell'una che nell'altra forma di agevolazione (ad esempio nel caso di sostituzione o riparazione di caldaia con innovazioni, sostituzione di infissi, ecc.), il contribuente dovrà scegliere se fruire, per le medesime spese, dell’uno o dell’altro beneficio fiscale.

Per eventuali dubbi su specifiche situazioni consigliamo la lettura di "Bonus mobili, ristrutturazioni ed ecobonus: domande e risposte".

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50124 - Redazione
30/08/2017
Lisa, come abbiamo precisato in questo articolo, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione edilizia, e non quella in cui si effettuano materialmente le spese, deve essere anteriore a quella in cui si acquistano mobili ed elettrodomestici.

50117 - Lisa
30/08/2017
Buongiorno, devo rifare i bagni e volevo usufruire del bonus mobili. Una volta vidimato in posta l'atto sostitutivo di notorietà attestante che oggi inizio i lavori posso acquistare dei mobili oppure per beneficiare del bonus devo aspettare di pagare con bonifico adeguato l'intervento dell'idraulico (tra 1 mese circa)? Grazie mille, gentili e competenti. Lisa

49524 - Redazione
31/05/2017
Luca, pur beneficiando delle detrazioni fiscali, la sostituzione dei sanitari e degli impianti del bagno non richiede il rilascio di alcun titolo abilitativo da parte del comune. Chieda nel caso conferma ad un architetto o geometra di sua fiducia.

49517 - Luca M.
29/05/2017
Buongiorno, abbiamo acquistato una casa e abbiamo fatto dei lavori di ristrutturazione edilizia. Nello specifico, abbiamo deciso di rifare completamente i bagni, cambiando e spostando gli attacchi dell'acqua oltre ai rubinetti. In corso d'opera, abbiamo scoperto che i tubi dell'acqua erano in ferro, quindi abbiamo rifatto completamente l'impianto sostituendolo con uno a norma con i tubi in plastica. Per tutti questi lavori, volevamo sfruttare la detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia. I lavori sono stati fatti solo da un idraulico e da un muratore, entrambi sono lavoratori autonomi. La dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio è sufficiente? Possiamo usufruire anche dell'IVA ridotta al 10? Ci sono delle pratiche da fare? Grazie Luca.

49454 - Roberta
24/05/2017
Buonasera, qualcuno sa indicarmi le % da indicare fattura in caso di sostituzione infissi a risparmio energetico? In un preventivo che mi hanno fatto hanno indicato la percentuale del 10% soltanto alla manodopera, mentre il materiale al 22%. Grazie

49393 - Redazione
19/05/2017
Lorenzo, perchè parla di Enea? Sono forse interventi di riqualificazione energetica?

49373 - Lorenzo
17/05/2017
Buondì. Ho iniziato la ristrutturazione nel 2016 ed è ancora in corso (quindi non ho la comunicazione di fine lavori all enea ecc), dovrò presentare qualche dichiarazione al caf o basta portare la documentazione di chiusura lavori il prossimo anno? Grazie

49366 - Redazione
16/05/2017
Giuseppe, non è un errore così grave da pregiudicare il beneficio della detrazione, specie se la fattura contiene il riferimento al numero d'ordine. Come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate ciò che è importante è che l'errore non pregiudichi da parte della banca o dell’ufficio postale presso cui si paga il bonifico, l’applicazione della ritenuta fiscale e si comprenda chiaramente la motivazione per cui è stato effettuato il pagamento.

49356 - Giuseppe
16/05/2017
Buongiorno, ho eseguito un bonifico per la detrazione del 50% e dopo aver scelto il bonifico per ristrutturazioni ho inserito nella causale del bonifico la legge prevista per le detrazioni (art. 15-bis del DPR 91 7/1986), ho poi citato il numeo d'ordine e non la fattura. Nella fattura e' comunque riportato il numero d'ordine. Potrebbe essere un problema il fatto di non aver citato la fattura e di aver citato l'ordine? Ovviamente il fornitore mi ha detto che non puo' stornare il bonifico in quanto a lui e' già stata trattenuta la ritenuta d'acconto. Cosa posso fare? Perdero' la detrazione? Grazie.

49160 - Redazione
24/04/2017
Maurizio, per l'acquisto di una stufa a pellet può fruire di una detrazione Irpef al 50% (ristrutturazione edilizia) o al 65% (efficienza energetica). Fermo restando che la procedura è diversa nell'uno e nell'altro caso, è importante che quantomeno abbia effettuato il pagamento mediante bonifico indicando in riferimenti del fornitore, il numero di fattura, ecc.

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