Fermo amministrativo: cosa comporta e come difendersi

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Qualche mese fa hai ricevuto una cartella esattoriale dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). La cifra era consistente, il lavoro era in una fase di stanca, mentre la famiglia doveva sostenere spese mediche urgenti e non procrastinabili. Ti eri reso immediatamente conto che in quel momento sarebbe stato impossibile pagare quella cartella, così hai pensato di riporla nel cassetto in attesa di tempi migliori. E pensare che avresti potuto chiedere la rateizzazione o addirittura beneficiare della rottamazione (leggi "Rottamazione cartelle 2017: i moduli per aderire e le scadenze"). Ma non l'hai fatto. Purtroppo comportamenti del genere non portano nulla di buono, anzi. Il rischio in questi casi è di subire il fermo amministrativo dell'auto, con tutte le conseguenze che puoi facilmente immaginare per la tua famiglia e il tuo lavoro. Nei prossimi paragrafi ti diremo esattamente in cosa consiste, quando puoi chiedere la sospensione o l'annullamento e con quali modalità puoi ottenere la sua cancellazione dal PRA.

Fermo amministrativo: cos’è

Dal momento in cui il postino ti notifica una cartella esattoriale, hai 60 giorni di tempo per pagarla, a meno che tu non presenti un'istanza di rateizzazione oppure non intervenga un provvedimento di sospensione o annullamento del debito. Se non paghi la cartella, l’Agente della Riscossione attiva le procedure previste dalla legge per salvaguardare gli interessi di quegli enti (Comuni, Inps, Regioni, Stato, ecc.) che le hanno affidato l’incarico di recuperare i propri crediti. Crediti che possono riferirsi a tributi o tasse (mancato pagamento dell'Irpef o dell'IVA, della Tari, del canone Rai o del bollo auto) ma anche a contravvenzioni.

Tuttavia la legge consente all’Agente della Riscossione la possibilità di attivare delle procedure cautelari prima di ricorrere a quelle esecutive (pignoramento ed espropriazione di beni mobili e immobili). Tali misure cautelari sono fondamentalmente due: il fermo amministrativo e l’ipoteca. In questo articolo ci occuperemo essenzialmente del primo.

Il fermo amministrativo, noto anche come "ganasce fiscali" o "blocco dell'auto", è un atto con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dispone il blocco dei veicoli intestati al debitore (auto, moto, scooter, macchine agricole, ecc.) tramite l'iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). La ratio di questo provvedimento è chiara: creare forti disagi al contribuente che ha ad esempio un debito con l’Inps piuttosto che con il Comune, così da indurlo a pagare quanto prima tutto ciò che deve.

Va sottolineato che il fermo amministrativo del veicolo può essere richiesto:

- solo per debiti maturati nei confronti di enti pubblici a causa del mancato pagamento di multe, tributi, imposte, ecc. Dunque se hai un debito con il tuo fornitore piuttosto che con la banca o la società di credito al consumo non rischi il fermo amministrativo;

- per qualsiasi importo del debito (è sufficiente che sia superiore a 50 euro). Chiaramente il provvedimento proprio perché particolarmente invasivo, dovrebbe essere proporzionato al debito del contribuente. L’uso del condizionale deriva dal fatto che la legge - contrariamente a quanto accade con l’ipoteca, possibile solo per debito superiori a 20.000 euro - non stabilisce del valori minimi di applicazione del fermo amministrativo. Cosicché un fermo amministrativo per un debito di 1.000 euro potrebbe apparire ai più un provvedimento cautelare eccessivo, tuttavia è nella facoltà dell’Agente della Riscossione disporlo. Si tratta in altri termini di un provvedimento amministrativo del tutto discrezionale;

- solo se l’auto è intestata ad una sola persona (fisica o giuridica). In presenza, dunque, di un’auto cointestata a due persone di cui solo una è da considerarsi debitrice, il fermo amministrativo è da considerarsi è illegittimo. Lo stesso discorso non vale nel caso in cui l’Agenzia debba procedere al sequestro e alla conseguente confisca del veicolo;

- solo se la cartella esattoriale è stata a suo tempo regolarmente notificata. Come vedremo meglio in seguito, perché il blocco del mezzo possa considerarsi legittimo, è necessario che al contribuente venga anche notificata una comunicazione di preavviso di fermo amministrativo.

Fermo amministrativo: quali conseguenze

Ma quali sono gli effetti del fermo amministrativo? Una prima conseguenza è che non hai la possibilità di circolare per strada con quel mezzo (vedremo in seguito che ci sono delle eccezioni). In particolare il veicolo deve essere custodito in un luogo non soggetto a pubblico passaggio. Se circoli per strada e vieni fermato da una pattuglia, rischi una multa compresa tra 714 euro e 2.859 euro, oltre alla confisca del mezzo: in pratica rischi di perdere non solo il possesso, ma anche la proprietà del bene.

Ma circolare con un mezzo sottoposto a fermo amministrativo ti espone anche ad un altro rischio: in caso di incidente stradale, la compagnia assicurativa potrebbe escludere la copertura dei danni.

Con il fermo amministrativo potresti perfino essere tenuto al pagamento del bollo auto. Se vuoi esserne esentato devi presentare formale istanza alla tua Regione, facendo presente che non sei più in possesso del veicolo per effetto appunto dell’avvenuta iscrizione del fermo amministrativo al PRA. Questo il fac simile di autodichiarazione di perdita possesso del veicolo.

Potrebbe sembrarti paradossale, ma con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, sei tenuto perfino al pagamento dell'rc auto (leggi "Auto senza assicurazione? Ecco le conseguenze"). Si può essere esentati dal pagamento solo nel caso in cui il mezzo risulti parcheggiato in un’area privata, come ad esempio un garage, un cortile, uno spazio condominiale o una qualsiasi area chiusa alla circolazione.

Con un fermo amministrativo, inoltre, non puoi radiare il veicolo dal Pra con la demolizione o l’esportazione.

Puoi però vendere un veicolo sottoposto a fermo, informando l'acquirente del gravame sul veicolo. Se non lo fai sappi che l'acquirente può pretendere che il contratto di vendita venga annullato e che le somme che ha versato gli vengano restituite. In ogni caso è bene che tu sappia che con la vendita del veicolo sottoposto a fermo amministrativo, non ti liberi del debito e l'obbligo di pagare la cartella esattoriale resta sempre in capo a te. Per l'acquirente del veicolo, invece, continua ad essere valido il divieto di circolazione, ma solo se l’atto di vendita ha data certa successiva all'iscrizione del fermo. Se al contrario l’atto di vendita ha data certa anteriore all'iscrizione del fermo, dopo la trascrizione al PRA del passaggio di proprietà, l’Agenzia della Riscossione provvede a cancellare gratuitamente il fermo amministrativo dagli archivi del PRA, con la conseguenza che il veicolo può essere liberamente utilizzato dal nuovo proprietario.

Fermo amministrativo: obbligo di preavviso

La legge prevede che tu, quale debitore, devi essere messo al corrente dell’imminente iscrizione del fermo amministrativo. Questo significa che l'Agente della Riscossione deve inviarti una comunicazione di preavviso di fermo amministrativo. Considera comunque che per i debiti fino a 1.000 euro tutta la procedura non inizia prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito iscritto a tuo carico.

Con la comunicazione di preavviso di fermo amministrativo, l’Agenzia delle Riscossione ti invita sostanzialmente a metterti in regola nei successivi 30 giorni e ti informa che, in caso di mancato pagamento, scatterà il fermo amministrativo sul tuo veicolo. Nella lettera viene specificata la targa dell’auto che verrà sottoposta a fermo. Se dovessi essere proprietario di due auto e il fermo essere iscritto solo su una delle due, con l’altra potresti tranquillamente circolare.

A questo tu hai due possibilità: regolarizzare il pagamento dell’importo iscritto a ruolo in un’unica soluzione oppure chiederne la rateizzazione. Se non fai nulla di tutto questo e nel frattempo non interviene un provvedimento di sgravio o di sospensione del debito, l’Agenzia della Riscossione procede con l’iscrizione del fermo amministrativo al PRA.

Devi sapere che dell’annotazione al PRA non riceverai alcuna comunicazione di conferma, per questo motivo ti consigliamo prima di metterti in macchina di verificare se effettivamente è stato disposto sulla tua auto o sulla tua moto il blocco alla circolazione. Come? Te le diciamo nel paragrafo che segue.

Come verificare se c'è un fermo amministrativo su un veicolo

Devi sapere che il Pubblico Registro Automobilistico è gestito dall'Automobile Club d'Italia, dunque se vuoi sapere se sulla tua auto vige un fermo amministrativo non devi far altro che rivolgerti all’ufficio provinciale ACI o ad una delegazione ACI presente sul territorio nazionale (qui l’elenco) e richiedere una visura della targa del mezzo (il costo è di appena 6,00 euro).

Se non hai tempo e modo di recarti di persona allo sportello, puoi utilizzare il servizio online. Il costo in questo caso è leggermente superiore (8,83 euro) e può essere corrisposto tramite carta di credito o carta prepagata, inclusa PostePay. Se decidi di affidarti ad una agenzia di pratiche auto a questo costi devi sommare quelli relativi al servizio di intermediazione.

È del tutto evidente che se disponi di un’auto in leasing o con noleggio a lungo termine, l’Agenzia della Riscossione non può disporre alcun fermo amministrativo su di essa per il semplice fatto che il veicolo non è di tua proprietà.

Fermo amministrativo: quando è possibile chiedere la sospensione

Se il divieto di circolazione con la tua auto ti crea più di un disagio, hai due possibili soluzioni:

1 - pagare il debito in un’unica soluzione entro il termine previsto di 30 giorni. Se effettui il pagamento oltre questo termine, dovrai chiedere la cancellazione del fermo amministrativo (nel prosieguo ti diremo come farla);

2 - presentare istanza di rateizzazione di tutte le somme dovute. Se lo fai prima che sia decorso il termine dei 30 giorni, puoi evitare anche l’iscrizione del fermo (chiaramente se l’Agenzia si pronuncia in senso positivo). In caso contrario pagando la prima rata, puoi chiedere all’Agenzia della Riscossione la sospensione del fermo amministrativo. A tal fine occorre compilare questa Istanza di sospensione del fermo amministrativo. A quel punto ti verrà rilasciato un documento contenente il consenso dell’Agenzia della Riscossione all’annotazione della sospensione del fermo, che tu dovrai presentare ad un qualsiasi ufficio provinciale del PRA. Attenzione perché la sospensione può essere revocata in qualunque momento nel caso in cui tu non ottemperassi al pagamento delle rate successive.

Se nonostante la buona volontà messa in campo non riesci proprio ad onorare il tuo debito, l’Agenzia della Riscossione con tutta probabilità farà ricorso alla procedura esecutiva che prende avvio con il pignoramento e si conclude con la vendita all’asta del veicolo.

Fermo amministrativo: quando è possibile chiedere l'annullamento

Fai il rappresentante e senza auto non riusciresti a svolgere efficacemente il tuo lavoro. Cosa fare in questi casi? Per fortuna in situazioni del genere la legge (art. 86, comma 2, DPR n. 602/73) ti viene incontro consentendoti di chiedere l’annullamento della comunicazione di preavviso di iscrizione del fermo amministrativo che hai ricevuto e, in questo modo, di impedire la sua annotazione al PRA.

L’importante è che dimostri che il mezzo è strumentale all’attività di impresa o all’esercizio della professione: ad esempio allegando il certificato di partita Iva o della camera di commercio da cui risulti il tipo di attività svolta, oppure producendo una copia della carta di circolazione da cui risulti la destinazione d'uso del mezzo, ecc. Il mezzo deve essere chiaramente di proprietà tua o comunque della ditta o società di cui tu sei il legale rappresentante.

Per beneficiare di questa opportunità devi, entro 30 giorni dal ricevimento del preavviso di iscrizione questa, presentare agli sportelli dell’Agenzia della Riscossione (oppure inviare tramite raccomandata A/R) il modello F2 “Istanza di annullamento fermo amministrativo su veicolo strumentale, allegando la documentazione necessaria per attestare la strumentalità del veicolo.

Ma c'è un’altra circostanza in cui puoi chiedere l’annullamento dell’iscrizione del fermo amministrativo: quando il mezzo è adibito o destinato ad uso di persone diversamente abili. Anche in questo caso occorre presentare allo sportello dell’Agenzia della Riscossione o spedire tramite raccomandata con avviso di ricevimento il modello F3 “Istanza di annullamento fermo amministrativo su veicolo ad uso di persone diversamente abili, allegando la documentazione necessaria per attestare l’utilizzo del veicolo per il trasporto di persone diversamente abili.

Fermo amministrativo: quando fare ricorso

Puoi proporre ricorso contro il preavviso di fermo amministrativo quando ad esempio sei certo di non aver ricevuto la notifica della cartella esattoriale, oppure quando la stessa fa riferimento a crediti tributari ormai prescritti o quando puoi facilmente dimostrare che il debito è stato regolarmente saldato.

Puoi ricorrere altresì contro l'annotazione del fermo amministrativo al PRA se non hai ricevuto la comunicazione di preavviso o se questa non specificava le motivazioni e i presupposti che stanno alla base del procedimento. In teoria potresti ricorrere anche nel caso in cui il provvedimento di fermo risultasse sproporzionato rispetto alla pretesa tributaria, ma in questo caso il percorso potrebbe farsi più impervio.

Il ricorso contro il fermo amministrativo va proposto al giudice competente in funzione della natura dei debiti:
- alla Commissione Tributaria Provinciale per tributi e tasse (Irpef, IVA; IMU, ecc.);
- al Tribunale del lavoro per contributi Inps o Inail;
- al Giudice di Pace per questioni relative ad esempio alle violazioni del Codice della strada.

Cancellazione del fermo amministrativo

Il fermo amministrativo resta iscritto al PRA fino a che il debito non risulta integralmente saldato. A quel punto l’Agenzia della Riscossione ti rilascerà il provvedimento di revoca del fermo che tu dovrai da presentare ad un qualsiasi ufficio provinciale del PRA unitamente a:

- certificato di proprietà (CdP) o Certificato di Proprietà Digitale (CDPD), sul cui retro compilare la nota di richiesta, o il foglio complementare;
- il modello NP-3 (se non si utilizza il CdP o il CDPD come nota di richiesta).

Per la cancellazione del fermo amministrativo dovrai anche pagare l’imposta di bollo, pari a euro 32,00 (se si utilizza il retro del CdP o il CDPD come nota di richiesta) oppure a euro 48,00 (se si utilizza il modello NP-3 come nota di richiesta).

Se tutto è regolare, il fermo amministrativo verrà cancellato dal PRA e ti sarà rilasciato un nuovo Certificato di Proprietà Digitale (CDPD).

In caso di sgravio del debito da parte dell’ente creditore (ad es. Inps, Comune o Agenzia delle Entrate), ad esempio perché le somme iscritte a ruolo in realtà non erano dovute dal contribuente, la revoca del fermo amministrativo viene disposta d’ufficio.

Fermo amministrativo e Codice della Strada

Devi sapere che il fermo amministrativo può essere disposto non solo per effetto del mancato pagamento di tasse e tributi (Irpef, IMU, Tassa sui rifiuti, canone Rai, IVA; ecc.), ma anche a seguito di una violazione del Codice della Strada. Le infrazioni stradali, infatti, possono comportare oltre che delle sanzioni pecuniarie anche delle sanzioni accessorie. Così chi supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 532 a euro 2.127 e alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi (leggi "Multa per eccesso di velocità: cosa è importante sapere").

Ma le sanzioni accessorie possono consistere anche nella decurtazione dei punti dalla patente, nel ritiro di taluni documenti (patente di guida, carta di circolazione, targa) e così via. Tra le sanzioni accessorie previste dalla legge per le violazioni del Codice della Strada c'è anche il fermo amministrativo.

In questo caso la durata del fermo amministrativo varia in funzione del tipo di violazione commessa: ad esempio per la guida senza patente è previsto, oltre alla multa, il fermo amministrativo del mezzo per tre mesi; se invece guidando in stato di ebbrezza rimani coinvolto in un incidente stradale, rischi oltre alla multa e alla sospensione della patente, anche il fermo amministrativo del veicolo per un periodo di 180 giorni.

In tutti questi casi il proprietario del mezzo o, in sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido, deve provvedere a collocare il mezzo in un luogo di cui abbia la disponibilità (ad esempio un box o un garage) o comunque a trasportarlo a proprie spese e custodirlo in un luogo non soggetto a pubblico passaggio (art. 214 del CdS). In caso di rifiuto il soggetto responsabile subisce una sanzione amministrativa da euro 770 a euro 3.086, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.

Chiaramente anche in questo caso è possibile proporre ricorso contro il verbale di contravvenzione e chiedere al Prefetto o al Giudice di Pace l'annullamento sia della sanzione pecuniaria che della sanzione accessoria (fermo amministrativo).

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