Indennizzo cessazione attività commerciale: in quali casi può essere richiesto

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Dopo due anni di stop la Legge di Bilancio 2019 ha rirpristinato il cosiddetto "indennizzo commercianti", ossia l'indennizzo che l'Inps corrisponde a quei commercianti che, colpiti dalla crisi, hanno deciso di chiudere bottega rottamando la propria licenza. L'indennizzo cessazione attività commerciale ammonta a 513 euro al mese, identico al trattamento minimo di pensione concesso dall’Inps ai commercianti, e viene corrisposto per 13 mensilità. Si tratta in definitiva di un ammortizzatore sociale che viene corrisposto per il periodo intercorrente tra la data di cessazione dell'attività e quella della pensione di vecchiaia (67 anni). Ma vediamo di capire meglio quali sono i requisiti da soddisfare, chi può fare domanda e con quali modalità.

Indennizzo commercianti: a chi spetta

Cominciamo col dire che possono beneficiare di questo assegno:

  • i titolari di attività commerciali al minuto in sede fissa o loro coadiutori;
  • i titolari di attività commerciali su aree pubbliche o loro coadiutori;
  • gli esercenti di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • gli agenti e rappresentanti di commercio.

Ciò premesso l'indennizzo commercianti può essere richiesto da colui o colei che risulti in possesso dei seguenti requisiti:

  • abbia compiuto 62 anni se uomo o 57 se donna, al momento della cessazione dell'attività;
  • sia iscritto/a, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5 anni, in qualità di titolari o coadiutori, nella Gestione Commercianti presso l’Inps.

Come detto in premessa l'indennizzo è pari al trattamento pensionistico minimo previsto dall'Inps per gli iscritti alla gestione commercianti. Per il 2019 è pari a 513,01 euro. La concessione dell’indennizzo viene finanziata dagli stessi commercianti in attività iscritti all’Inps, attraverso una maggiorazione dello 0,09% dell’aliquota contributiva a loro carico. L'Inps si riserva di aumentare tale percentuale nel caso in cui per un eccesso di domande si rendesse necessario il reperimento di maggiori risorse finanziarie. 

Attenzione: l'indennizzo commercianti è utile ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione, ma non incide sulla misura dell’assegno pensionistico. 

L'indennizzo solo ai commercianti che cessano l'attività

L'erogazione dell'indennizzo commercianti è, inoltre, subordinata:

  • alla cessazione definitiva dell’attività;
  • alla riconsegna dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale al minuto e/o per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • la cancellazione del titolare dell’attività dal Registro delle Imprese;
  • la cancellazione del titolare dal Registro degli Esercenti il Commercio per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • la cancellazione dal ruolo provinciale degli Agenti e Rappresentanti di Commercio.

Chi esercita un'attività di commercio al minuto non  ha l’obbligo di iscrizione al registro degli esercenti il commercio, conseguentemente ai fini del predetto indennizzo non è tenuto neppure alla cancellazione.

Come fare domanda

La domanda di indennizzo per cessazione commerciale potrà essere presentata presso la sede I.N.P.S. territorialmente competente, a partire da quest'anno e senza una data di scadenza (la misura è da considerarsi strutturale). La nuova domada non è stata ancora resa disponibile dall'Inps, per cui il modulo di domanda indennizzo per cessazione commerciale che si può scaricare dal nostro portale è da riferirsi agli anni passati. Nel momento in cui avremo notizia dall'Inps provvederemo al suo aggiornamento.

L'indennizzo verrà corrisposto dal 1° giorno del mese successivo alla data della domanda e fino all'età prevista per il diritto alla pensione di vecchiaia, ossia 67 anni.

Alla domanda occorre allegare tutta la documentazione comprovante la cessazione definitiva dell’attività, la riconsegna delle autorizzazioni richieste per l’esercizio dell’attività commerciale e la cancellazione del soggetto titolare dell’attività dal registro degli esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso la camera di commercio.

Se si ritiene di non essere in grado di fare da soli, ci si può rivolgere ad un patronato o ad un Caf i quali, gratuitamente, dopo un’attenta verifica dei requisiti, provvedono per conto della persona interessata alla predisposizione dell’apposita domanda e all’inoltro presso l’Inps.

Condizioni di incompatibilità

L’indennizzo commercianti è incompatibile con attività di lavoro autonomo o subordinato e la corresponsione del beneficio termina dal primo giorno del mese successivo a quello in cui sia stata ripresa l’attività lavorativa, dipendente o autonoma. Il beneficiario deve comunicare all’Inps la ripresa dell’attività entro 30 giorni dal suo verificarsi.

Non c'è invece incompatibilità tra l’indennizzo commercianti ed eventuali trattamenti pensionistici (assegno di invalidità, pensione di inabilità, assegno sociale) percepiti dal soggetto.

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