Pensione ai superstiti: cos'è, a chi spetta e come ottenerla

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Se un pensionato decede lasciando solo il coniuge, il figlio o altri familiari, questi potrebbero aver diritto alla pensione di reversibilità: una prestazione economica di natura previdenziale erogata dall’Inps a partire dal mese successivo a quello in cui il soggetto titolare della pensione viene a mancare. Leggendo questa guida scoprirai cos’è la pensione di reversibilità e quali sono i requisiti necessari per l’ottenimento. La domanda formale si inoltra tramite il portale ufficiale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale: per accedere ti serve il Pin Inps Dispositivo, le credenziali SPID o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Pensione di reversibilità: cos’è?

La pensione di reversibilità, altrimenti detta “pensione ai superstiti”, è una prestazione erogata dall’Inps per sostenere economicamente la famiglia del defunto.

Si parla di pensione di reversibilità di pensionato (o pensione di reversibilità diretta) se il dante causa era già titolare di pensione di vecchiaia o anticipata, di pensione di invalidità o di inabilità; mentre si fa riferimento alla pensione di reversibilità di assicurato (indiretta) quando il dante causa non era ancora andato in pensione, ma aveva versato almeno 15 anni di contributi in tutta la vita assicurativa o, in alternativa, almeno 5, di cui 3 nei cinque anni precedenti al decesso.

Il diritto alla pensione decorre dal mese successivo alla data del decesso del lavoratore/pensionato: qualora la richiesta venisse effettuata diversi mesi dopo, sarebbe comunque possibile ottenere la liquidazione degli arretrati, ossia delle somme di denaro maturate fino a quel momento. Attenzione perché questo diritto si perde se si lascia trascorrere un periodo superiore a 10 anni dal decesso. Per quanto riguarda il trattamento pensionistico privilegiato che afferisce alla gestione pubblica la richiesta va presentata non oltre i 5 anni dalla morte del pensionato.

E' bene precisa che una eventuale rinuncia all’eredità da parte degli eredi non preclude il diritto a percepire la pensione di reversibilità.

Pensione di reversibilità: a chi spetta?

La pensione di reversibilità spetta ai componenti del nucleo familiare del soggetto deceduto nel seguente ordine:

  1. Il coniuge
  2. Il coniuge separato
  3. Il coniuge divorziato
  4. I figli
  5. I nipoti
  6. I genitori
  7. I fratelli celibi e le sorelle nubili.

Tutti i soggetti qui elencati possono presentare la richiesta di ottenimento della pensione di reversibilità solo se dimostrano di avere i requisiti necessari per farlo. Quello comune a tutti i gradi di parentela è lo stato a carico del soggetto deceduto: nei prossimi paragrafi ne illustreremo il significato.

La pensione di reversibilità è dovuta al coniuge separato o divorziato?

La pensione di reversibilità spetta innanzitutto al coniuge del soggetto deceduto, anche se fra i coniugi è intervenuta una separazione. A tal fine è importante che il de cuius risulti iscritto all’Ente prima della sentenza di separazione e che la colpa della separazione non sia da ascrivere al coniuge superstite.

Ad essere precisi il superstite può aver diritto alla pensione di reversiblità anche nel caso in cui la causa della separazione sia da imputare a lui o lei, a patto però di risultare titolare di un assegno di mantenimento stabilito dal Tribunale. 

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge divorziato, ma solo se il soggetto deceduto risulta essersi iscritto all’Ente prima della sentenza di divorzio, ossia solo se l'inizio della copertura previdenziale della persona deceduta è antecedente la sentenza di divorzio. Inoltre il coniuge in vita ha diritto alla pensione dell’ex se risulta essere titolare di un assegno divorzile e non ha contratto un nuovo matrimonio.

Qualora si fosse risposato, lui o lei perderebbe il diritto alla pensione di reversibilità, tuttavia allo stesso verrebbe liquidata una somma di denaro una tantum. Tale somma sarebbe pari a due anni della pensione che gli sarebbe spettata, comprese le tredicesime (in sostanza 26 volte l’importo dell’ultimo assegno incassato).

Nel caso in cui fosse stato il soggetto deceduto a risposarsi dopo il divorzio, le quote della pensione da ripartire tra l’ex coniuge e l’attuale coniuge dovrebbero essere stabilite dall’autorità giudiziaria, previa presentazione di un’istanza da parte dei diretti interessati.

I figli quali requisiti devono soddisfare?

La pensione di reversibilità spetta ai figli del soggetto deceduto, siano essi legittimi, legittimati, adottivi, naturali o legalmente riconosciuti. Per poter beneficiare della prestazione erogata dall’Inps è necessario possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • avere meno di 18 anni;
  • essere uno studente di scuola media superiore con età compresa tra 18 e i 21 anni e al contempo essere a carico del soggetto deceduto (non si deve svolgere alcuna attività lavorativa)
  • essere uno studente universitario di età inferiore a 26 anni e al contempo essere a carico del soggetto deceduto;
  • essere inabile. In tal caso non c’è limite di età, ma occorre comunque essere a carico del soggetto deceduto.

Cosa significa essere "a carico" del defunto?

Abbiamo visto che, fatta eccezione per il coniuge e per i figli minori, la pensione di reversibilità viene concessa solo ai figli e in generale ai familiari che possono considerarsi “a carico del defunto”.

Si parla in proposito di “vivenza a carico”, un concetto diverso da quello utilizzato in ambito fiscale con riferimento alla dichiarazione dei redditi e all’applicazione delle detrazioni per familiari a carico così come previste dalla legge. In quest’ultimo caso un familiare è da considerarsi “fiscalmente a carico” se ha conseguito un reddito non superiore ai 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili (per i figli fino a 24 anni la soglia è stata innalzata a 4.000 euro).

Nel caso della pensione di reversibilità la condizione “a carico” si configura, invece, come uno stato di bisogno determinato dalla non autosufficienza economica e dal mantenimento abituale da parte del dante causa. Questa condizione si determina quando ad esempio il figlio maggiorenne superstite percepisce un reddito non superiore all’importo del trattamento minimo di pensione maggiorato del 30%. Tale importo varia di anno in anno e per il 2019 l’integrazione al trattamento minimo è pari a 513,01 euro mensili. Questo significa che la soglia è fissata a 666,91 euro.

Il figlio maggiorenne inabile, invece, perché possa considerarsi "a carico" del defunto, deve percepire un reddito non superiore al limite fissato annualmente per il diritto alla pensione di invalido civile totale (pari a 16.814,34 annui per il 2019).

Infine il figlio maggiorenne inabile che percepisce una pensione di accompagnamento è comnsiderato "a carico" se ha un reddito inferiore al reddito fissato per la concessione della pensione di invalidità civile aumentato dell’importo di indennità di accompagnamento.

Anche i nipoti possono beneficiare della pensione di reversibilità?

La Corte Costituzionale ha equiparato i nipoti del soggetto deceduto ai figli legittimati dello stesso: per questo motivo anche loro possono essere destinatari della pensione di reversibilità. Naturalmente è necessario possedere determinati requisiti: avere meno di 18 anni, non essere autosufficienti e "dipendere" totalmente dalla pensione del nonno, anche se non è necessario essere stati affidati allo stesso.

La pensione spetta anche a genitori, fratelli e sorelle?

In mancanza di coniuge e figli la pensione ai superstiti può essere assegnata anche i genitori del soggetto che è venuto a mancare. Occorre, però, che essi abbiano almeno 65 anni di età e non siano titolari di una pensione diretta o indiretta. Non è tutto: occorre anche che i genitori - alla data del decesso - risultimo formalmente a carico del figlio, in quanto non autosufficienti dal punto di vista economico.

Se il soggetto deceduto non aveva nessun altro se non il proprio fratello o la propria sorella, per giunta nubile/celibe, a costoro è concessa la pensione di reversibilità, purché siano formalmente a carico del lavoratore defunto e inabili al lavoro.

Cosa accade in caso di convivenze e unioni civili?

Con la convivenza di fatto se uno dei partner muore, il superstiste non ha purtroppo diritto alla pensione di reversibilità. Semmai potranno godere della pensione i figli del defunto a patto di soddisfare i requisiti di cui sopra. Invece c'è piena equiparazione tra marito e moglie e persone dello stesso sesso uniti civilmente. Dunque stessi diritti e stesi doveri, con la conseguenza che a questi ultimi è riconosciuto anche il diritto alla pensione di reversibilità. E' quanto ha stabilito la c.d. Legge Cirinnà (n.76/2016).

Quanto è la percentuale della pensione di reversibilità?

Per la determinazione dell’importo spettante si deve tener conto innanzitutto del numero e del grado di parentela dei soggetti aventi diritto. Così fissato il valore della pensione pagata al pensionato al momento del decesso

  • al solo coniuge spetterà il 60%
  • al solo figlio il 70%
  • al coniuge e al figlio oppure ai due figli senza coniuge l’80%
  • al coniuge e due figlio oppure ai tre figli (o più) senza coniuge il 100%

Ai nipoti spettano le stesse quote dei figli.

Agli altri familiari diversi dal coniuge, figli e nipoti, dunque genitori, fratelli celibi e sorelle nubili, spetta la pensione di reversibilità nella misura del 15%. Se i genitori o i fratelli/sorelle sono due la percentuale sale al 30%. Per ogni fratello in più è prevista una maggiorazione del 15% sino al massimo del 100%.

Ma l’importo della pensione di reversibilità è influenzata anche dal reddito eventualmente percepito dai superstiti, per cui al raggiungimento di determinate soglie la pensione potrebbe essere ridotta del 25, 40 o 50%. Le riduzioni non si applicano nel caso in cui il nucleo familiare si componga di figli di minore età, studenti o inabili.

Come fare la domanda di pensione ai superstiti?

La pensione di reversibilità non è una prestazione che viene concessa in automatico agli aventi diritto: occorre informarsi, accertarsi di poter fare richiesta, infine espletare formalmente la domanda.

Come si chiede la liquidazione della pensione di reversibilità del familiare deceduto? La procedura va svolta online, direttamente sul sito ufficiale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale: www.inps.it. Se non si dispone di un computer o non lo si utilizza con disinvoltura, non c’è problema: la procedura può essere svolta anche presso un Patronato o un intermediario autorizzato.

Chi non è registrato al portale deve attivarsi per ottenere prima il Pin Inps ordinario, quindi il PIN Inps dispositivo, che di fatto abilita allo svolgimento di tutti i servizi online disponibili sul portale. Se non sai come fare leggi l'articolo che abbiamo dedicato proprio alla richiesta Pin Inps. Se invece possedessi le credenziali SPID (Sistema pubblico d'identità digitale) o della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) potresti anche fare a meno di richiedere il Pin Inps.

Come detto la domanda potrà essere inoltrata direttamente dal sito ufficiale, in tutta autonomia, con l’assistenza di un patronato o di un intermediario abilitato. Per inoltrare la richiesta è sufficiente compilare questo modulo di domanda di pensione ai superstiti.

Al modulo deve essere allegata tutta la relativa documentazione. Beninteso, la procedura non verrà considerata completa qualora mancassero i seguenti documenti:

In alcuni casi la documentazione ivi citata non basta. Per definire correttamente una situazione di particolare complessità è altresì necessario aggiungere alla lista:

  • una dichiarazione relativa all’attività lavorativa svolta negli ultimi due anni, redatta del datore di lavoro (Solo in caso di pensione di reversibilità indiretta di assicurato);
  • una copia della sentenza di separazione legale (se la domanda di pensione di reversibilità viene presentata dal coniuge legalmente separato con addebito);
  • una copia della sentenza di divorzio (se la domanda di pensione di reversibilità viene presentata dal coniuge divorziato). NB: se è presente un coniuge superstite sarà necessario rivolgersi all’autorità giudiziaria per determinare la percentuale di ripartizione dell’importo della pensione;
  • la dichiarazione reddituale per verificare l’effettiva condizione “a carico” (necessaria se la richiesta viene effettuata dai figli maggiorenni studenti o inabili di qualsiasi età, nipoti, genitori, fratelli celibi o sorelle nubili).

Dopo aver inoltrato la domanda per l’ottenimento della pensione di reversibilità non occorre far altro che attendere la risposta da parte dell’Inps. 

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52579 - Elia
26/03/2019
Salve, percepisco una pensione di invalidita' civile del 75%. Posso avere diritto alla pensione di reversibilita' di mio padre nonostante viva ancora a casa con mia madre? Inoltre la mia percentuale di invalidita' rientra o deve essere obbligatoriamente al 100%? Grazie.

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