Resto al Sud: un contributo a fondo perduto per le start up

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Si sa, noi italiani siamo un popolo di aspiranti imprenditori: circa due terzi dei giovani tra i 18 e i 35 anni si dichiara propenso a valutare la possibilità di aprire un'impresa. Del resto in un momento come quello che stiamo attraversando, avviare un'attività può rappresentare l’unica risposta possibile alla mancanza di opportunità lavorative. Ma c'è anche chi decide di avviare una start up perché il lavoro che ha non è in linea con i propri studi o con le proprie esperienze professionali o semplicemente perché intende raggiungere una maggiore indipendenza personale.

Molti hanno già le idee molto chiare su cosa fare: c'è chi decide di aprire un ristorante, un bed & breakfast o un coworking, al contrario di altri che invece preferiscono intraprendere un’attività legata alla produzione di energie alternative, alla coltivazione della canapa o al commercio elettronico (prendi spunto da "Finanzia la tua Idea"). Ma quante di queste imprese poi riescono effettivamente a decollare e a produrre profitti? Non molte a dire la verità, all'incirca una su due.

Purtroppo non basta la voglia di fare, il desiderio di realizzarsi per coronare il proprio sogno imprenditoriale. Oggi molte start up falliscono perchè non ci si concentra a sufficienza nello studio e nella realizzazione di qualcosa di cui il mercato ha effettivamente bisogno. Manca inoltre una pianificazione accurata di tutti gli aspetti del business, così come una scarsa attenzione viene dedicata alla qualità delle risorse umane. Ma queste non sono le uniche motivazioni che spiegano gli insuccessi di molte start up. C'è da sottolineare, infatti, che in Italia è sempre più difficile fare impresa: tassazione elevata, eccessiva burocrazia, alti costi delle materie prime (leggi "Perchè falliscono le start up").

Tra le altre numerose ragioni d’insuccesso di una start up possiamo inserire anche il mancato accesso alle risorse finanziarie, quanto mai utili per trasformare il sogno in realtà. Come dire, senza soldi non si va molto lontano. Da questo punto di vista dobbiamo dire che le istituzioni sono da sempre molto attive attraverso lo stanziamento di finanziamenti e agevolazioni di ogni tipo: il Fondo di Garanzia, il microcredito, i finanziamenti europei sono tutti strumenti che hanno come obiettivo quello di incoraggiare e promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Tra queste misure rientra anche "Resto al Sud", uno strumento messo in campo dal Governo e gestito da Invitalia col fine di incoraggiare la costituzione di nuove imprese nelle Regioni meno sviluppate della nostra penisola. In questo articolo vedremo esattamente cos'è, a chi è rivolto e come presentare la domanda.

Resto al Sud: un sostegno per le start up del mezzogiorno

"Resto al Sud" è una misura istituita dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze e il Ministro dello Sviluppo Economico col preciso intento di sostenere la nascita di start up giovanili nelle regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (Decreto Legge n. 91-2017, convertito nella Legge n. 123-2017). 

La gestione di questo strumento è stata affidata all’Agenzia Nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. - Invitalia.

Resto al Sud: cosa consente di fare

Con il contributo finanziario ottenibile attraverso questo strumento è possibile avviare start up per:

  • la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • la fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • l turismo. 

Non è possibile invece impiegare il contributo ottenuto per l’avvio di attività libero professionali (avvocato, architetto, commercialista, ecc.) e il commercio, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’ambito dell’attività d’impresa. I settori in cui è possibile avviare la start up sono molteplici: industria, turismo, audiovisivo, servizi; ICT, costruzioni, trasporti, energia, cultura, sanità, farmaceutico, alimentare.

Resto al Sud: a chi si rivolge

Le richieste di agevolazioni possono essere presentate dai soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che siano in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

- siano residenti nelle regioni del Mezzogiorno e più precisamente in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda. È possibile trasferire la residenza entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria;

- non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;

- non siano già titolari di altra attività di impresa attiva alla data del 21 giugno 2017. In altre parole non possono presentare domanda i titolari di  partita IVA movimentata o, nel caso di società, i loro legali  rappresentanti;

- non risultino già beneficiari nell’ultimo triennio di altre misure di incentivazione aventi l'obiettivo di sostenere la creazione di nuove start up.

Con questi requisiti possono presentare la domanda di finanziamento: le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dalla data di comunicazione del positivo esito dell’istruttoria.

Le start up che risultano beneficiarie del finanziamento devono mantenere, per la durata di 24 mesi dal provvedimento di concessione, la sede legale e operativa nelle regioni ammesse.

Il progetto imprenditoriale deve essere avviato successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione ovvero alla data  di costituzione della società nel caso in cui la domanda sia presentata da persone fisiche. La start up si considera avviata nel momento in cui viene emessa nei suoi confronti un documento di spesa (fattura o ricevuta) ammissibile alle agevolazioni.

Il progetto imprenditoriale deve, invece, essere portato a termine entro e non oltre 24 mesi dalla data riportata sul provvedimento  di  concessione, a meno che Invitalia non ritenga che il ritardo non sia imputabile al soggetto beneficiario del finanziamento. La data di conclusione del progetto coincide con quella riportata nell'ultimo documento di spesa ammissibile alle agevolazioni.

Resto al Sud: quanto finanzia

"Resto al Sud" è uno strumento che consente di finanziare al 100% le spese relative al progetto imprenditoriale. In particolare prevede:

- un contributo a fondo perduto fino al 35% erogato da Invitalia;

- un finanziamento bancario pari al 65% della spesa, concesso da un istituto di credito aderente alla convenzione tra Invitalia e ABI, garantito dal Fondo di garanzia per le PMI. Il finanziamento bancario deve essere restituito in 8 anni, ma praticamente non si pagano interessi. Infatti il prestito beneficia di un contributo che copre integralmente gli interessi del finanziamento. Sul sito www.invitalia.it è consultabile l’elenco delle banche aderenti alla convenzione Invitalia - ABI a cui rivolgersi per il finanziamento bancario.

Ogni soggetto può ricevere un finanziamento massimo di 50.000 euro. Qualora il progetto di start up sia presentato da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo di 50.000 euro va riferito ad ogni singolo socio fino ad un ammontare complessivo di 200.000 euro.

Facciamo un esempio: supponiamo che tre giovani abruzzesi intendano avviare una libreria indipendente nella città di Pescara, per la quale è previsto un investimento complessivo di 90.000 tra ristrutturazione dell’immobile, acquisto di scaffali, programma di gestione, sito Internet, ecc. Bene in questo caso i tre ragazzi potranno ricevere da Invitalia un contributo a fondo perduto di 31.500 euro e un finanziamento a tasso zero, contratto presso una delle banche aderenti alla convenzione, dell’importo di 58.500 euro.

Resto al Sud: cosa finanzia

Possono godere delle agevolazioni previste dalla misura “Resto al Sud” le spese sostenute per:

  • interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili nel limite massimo del 30%;
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici, connessioni adsl o fibra, reti telematiche, sviluppo di piattaforme e siti web, ecc.
  • altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) nel limite massimo del 20%. 

Non sono ammissibili le spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati; le spese notarili per la costituzione della società; le spese relative all'acquisto di automezzi, fatta eccezione per quelli strettamente necessari al ciclo di produzione; le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback; le spese relative al costo del personale. Non sono altresì ammissibili le spese di progettazione e le consulenze. Non sono ammissibili, infine, tutte quelle spese di importo unitario inferiore a euro 500 euro.

Resto al Sud: come presentare la domanda

La presentazione delle domande è già iniziata (il click-day c'è stato lo scorso 15 Gennaio). A tal proposito è bene precisare che Resto al Sud è un incentivo a "sportello", il che significa che le domande vengono esaminate senza graduatorie, in base all’ordine cronologico di arrivo. Ciò nonostante Invitalia raccomanda gli aspiranti imprenditori di non farsi prendere dalla fretta e di dedicare il tempo necessario all’elaborazione della mission e della strategia dell’impresa, descrivendo nei dettagli l'idea, gli obiettivi, il mercato, la concorrenza, ecc. Ciò anche in considerazione del fatto che la dotazione finanziaria complessiva è di 1.250 milioni di euro, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, una cifra sufficiente per accogliere e finanziare un numero consistente di domande.

Le domande di agevolazione devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione nel sito internet www.invitalia.it. Chiaramente occorre preventivamente registrarsi sulla piattaforma.

La domanda deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa o dalla persona fisica qualora si tratti di un’impresa non ancora costituita. Oltre alla firma digitale occorre disporre di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC).

Alla domanda occorre allegare il progetto imprenditoriale e tutta la documentazione prevista: dichiarazioni sostitutive, atto costitutivo, o documentazione equivalente in caso di ditta individuale, statuto, in caso di società, ecc. C'è da dire, in particolare, che i moduli per la presentazione della domanda variano a seconda che le imprese individuali o le società siano già state costituite o meno.

Questi i moduli per le imprese individuali/società costituite, mentre questi sono i moduli le imprese individuali o per le società non costituite.

Il  progetto imprenditoriale, invece, deve contenere:

a) dati e profilo del soggetto richiedente;
b) descrizione dell'attività proposta;
c) analisi del mercato e relative strategie;
d) aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi;
e) aspetti economico-finanziari.

Questo il format del business plan. Attenzione perchè si tratta di tratta di un modello meramente esemplificativo, visto che la sua compilazione va effettuata direttamente sulla piattaforma informatica.

Con l'invio telematico della domanda di agevolazione e dei relativi allegati, alla stessa viene assegnato un protocollo elettronico. Se la documentazione risulta illeggibile, errata e/o incompleta, Invitalia provvede a richiedere a mezzo PEC le necessarie integrazioni al soggetto richiedente. Quest'ultimo dovrà rispondere, sempre a mezzo PEC, entro e non oltre dieci giorni successivi. 

Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di presentazione.

In particolare c’è dapprima una verifica della sussistenza dei requisiti per l'accesso alle agevolazioni (residenza, età, titolarità di altre attività d’impresa, ecc.). A questa segue una valutazione di merito che si basa ad esempio sull’adeguatezza e coerenza delle competenze dei soci rispetto alla specifica attività che si intende avviare, sulla sostenibilità tecnico-economica del progetto imprenditoriale, sulle potenzialità del mercato di riferimento, sul vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza e così via.

Questa la griglia di valutazione adottata da Invitalia. Lo schema comprende l'aspetto valutato, i criteri e gli elementi di valutazione, l'attribuzione del punteggio e il punteggio massimo.

E' bene sapere che Invitalia potrà anche richiedere un colloquio con i richiedenti.

Se Invitalia ritiene meritevole di finanziamento il progetto imprenditoriale, trasmette al richiedente, mediante Posta Elettronica Certificata (PEC), il provvedimento di concessione. Quest’ultimo ha 10 giorni di tempo per controfirmare digitalmente il provvedimento e restituirlo sempre a mezzo PEC. Se lascia trascorre questo termine senza provvedere, il beneficiario decade dalle agevolazioni concesse. 

Resto al Sud: come ottenere il contributo

L'erogazione del contributo a fondo perduto da parte di Invitalia avviene su richiesta del soggetto beneficiario firmata digitalmente dal legale rappresentante, mediante presentazione di stati avanzamento lavori (SAL). Anche in questo caso le richieste di SAL, che non possono essere più di 2, devono essere trasmesse telematicamente attraverso la piattaforma resa disponibile sul sito di Invitalia.

La prima richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto, che deve riguardare almeno il 50% del programma di spesa, può avvenire solo dopo l’erogazione del finanziamento bancario da parte della banca finanziatrice. Chiaramente per ottenere il contributo occorre presentare i documenti di spesa (fatture, ricevute, ecc.) non necessariamente  quietanzati. Occorre, inoltre, allegare una dichiarazione attestante la presenza dei beni presso l'unità produttiva, la disponibilità dei locali idonei all'attività, l'avanzamento contabile del programma d'investimento e l’assenza di procedure esecutive, procedimenti cautelari o concorsuali a carico dell'impresa medesima.

La richiesta di saldo del contributo a fondo perduto deve essere presentata entro tre mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa (in pratica entro 3 mesi dalla data riportata sull'ultima fattura di acquisto). In questo caso in aggiunta alla documentazione prevista per l’acconto, il beneficiario deve produrre la documentazione attestante il pagamento di tutte le spese (estratti conto, ecc.), nonché un'autocertificazione attestante il possesso di licenze, permessi, autorizzazioni e quant’altro necessario per il regolare svolgimento dell'attività.

Resto al Sud: ulteriori informazioni

Oltre a consultare il sito ufficiale www.invitalia.it - Sezione “Resto al Sud” è possibile scrivere una mail all’indirizzo info@invitalia.it o chiamare il Numero azzurro 848.886.886 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00.

Mauro Vanni di - 18/01/2018
Mauro Vanni svolge attività di consulenza e formazione presso enti pubblici, imprese ed associazioni  nell'area dei finanziamenti europei: politiche comunitarie, accesso a programmi di finanziamento, sviluppo partnership, gestione e rendicontazione.

Tags: attività imprenditoriale aiuti economici lavoro
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