Risarcimento furto cassetta di sicurezza: modulo PDF, WORD

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Fac simile con cui l'intestatario del contratto può richiedere all'istituto di credito un risarcimento per furto cassetta di sicurezza. Il modello è disponibile anche in formato editabile.

A cosa servono le cassette di sicurezza

Sottoscrivere un contratto di concessione in uso di cassette di sicurezza significa sostanzialmente disporre di uno speciale contenitore, assolutamente sicuro perché dislocato nei locali della banca e protetto da sofisticati sistemi di allarme, nel quale il cliente può depositare, con la la massima segretezza e riservatezza, valori, documenti e oggetti, purché non pericolosi.

Il costo varia in funzione della tipo e formato delle cassette di sicurezza (classe, altezza, profondità, larghezza).

Ogni cassetta di sicurezza dispone di due differenti chiavi, una tenuta dalla banca ed una dal cliente. L’utente può autorizzare più soggetti all’apertura della cassetta, sia congiuntamente che disgiuntamente. Il cliente può accedere alla propria cassetta di sicurezza tutti i giorni lavorativi, durante il normale orario di sportello.

Il cliente può recedere dal contratto in qualunque momento compilando questo

Le cassette di sicurezza sono assicurate per un controvalore standard definito dalla banca (ad es. 10.000. 30.000, ecc.), ma il cliente può chiedere di aumentare il massimale pagando un premio maggiorato.

Cosa accade in caso di furto

Come detto il canone di locazione varia in relazione alle dimensioni della cassetta di sicurezza e viene addebitato annualmente o semestralmente direttamente sul conto corrente del cliente. Tanto che molti istituti riservano il servizio solo ai propri correntisti o comunque solo previa apertura del conto corrente.

Il canone include la copertura assicurativa delle cose custodite, per un valore massimo che varia da istituto ad istituto. E se il cliente deposita cose per un valore superiore? Fermo restando che il contratto generalmente prevede la custodia di cose fino ad un certo valore massimo (ad es. 100.000 euro), in situazioni di questo tipo il cliente dovrà stipulare una polizza assicurativa di copertura del rischio, con conseguente aumento del canone.

Ma cosa accade se la banca subisce una rapina? Secondo la giurisprudenza in caso di furto nelle cassette di sicurezza, la banca è da considerarsi sempre responsabile, come tale tenuta a risarcire il danno subito dal cliente.

La giurisprudenza prevalente ritiene che nel caso in cui sia accertata la “colpa grave” (es. negligenza nel sistema antifurto), la responsabilità delle banche debba essere estesa all’intero valore di quanto contenuto nelle cassette di sicurezza e che, pertanto, debbano ritenersi nulle, per violazione dell'art. 1229 c.c., le clausole con le quali le stesse limitano la propria responsabilità entro un determinato massimale.

Chiaramente il discorso cambia se il furto nella cassetta di sicurezza è stato causato da una precisa responsabilità del cliente che, ad esempio, ha smarrito la chiave e non ha avvertito tempestivamente la banca.

E' quanto mai opportuno che in caso di furto venga redatto, alla presenza di un incaricato della banca e di un notaio, un apposito verbale da cui risulti lo stato esteriore della cassetta, l'elenco dei beni contenuti e di quelli che a detta del cliente della banca risultano mancanti.

Reclamo per mancato risarcimento furto cassetta di sicurezza

Qualora sorga sorga una controversia con la banca in merito al risarcimento furto cassetta di sicurezza, il cliente può presentare un reclamo formale alla banca. Questo il

da cui prendere spunto.

La banca è tenuta a fornire un riscontro entro 60 giorni dal ricevimento della lettera. Se la risposta non c'è o il cliente non si ritiene soddisfatto, prima di ricorrere al giudice egli è tenuto a rivolgersi:

ad uno degli altri organismi di mediazione, specializzati in materia bancaria e finanziaria, iscritti nell’apposito registro tenuto dal Ministero di Giustizia. 

Rimane comunque impregiudicato il diritto del cliente a presentare un esposto alla Banca d’Italia.

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