Aumento dei costi del conto corrente: come difendersi

costo conto corrente, rincari conto corrente

I costi dei conti correnti sono sempre più sotto i riflettori: ancora una volta - come rivela una indagine condotta da Sostariffe.it su 17 istituti di credito - assistiamo ad un aumento generalizzato dei costi. Dal 2013 ad oggi l'aumento medio è di 36 euro, ma trattandosi appunto di una media ci sono situazioni in cui i rincari sono ben superiori: ci riferiamo ad esempio a coloro che posseggono sia un conto in filiale che online (+52,8%) o peggio ancora alle famiglie che continuano a disporre di un conto tradizionale. I meno colpiti in assoluto sono i conti esclusivamente online, che pure registrano aumenti di 15-30 euro negli ultimi 4 anni. I motivi? Diciamo che per i poveri consumatori ogni volta ce n'è una: la necessità per le banche di rientrare dalle somme versate per salvare le banche in dissesto, per coprire i costi introdotti da taluni interventi legislativi, per sopperire alla politica dei tassi negativi applicata dalla Bce sui depositi e chi più ne ha più ne metta. Sta di fatto che per il consumatore c'è la necessità di reagire e scovare soluzioni che possano limitare l'impatto che il maggior costo del conto corrente ha sul bilancio familiare. L'obiettivo di questo articolo è proprio quello di fornirti qualche consiglio in tal senso.

Aumento costo conto corrente: contrattare le condizioni con il direttore di banca

Di fronte ad un aumento del costo del conto corrente potrebbe essere una buona mossa chiedere un appuntamento al direttore di banca e contrattare direttamente con lui quelle condizioni economiche che col passare dei mesi sono diventate peggiorative: ad esempio le commissioni per lo scoperto se sei solito andare in rosso, oppure il costo per i bonifici se utilizzi frequentemente questo servizio per i tuoi pagamenti e così via.

Nella “trattativa” potrebbe essere utile comunicare al direttore di essere a conoscenza dell’esistenza di altri conti decisamente più convenienti rispetto a quello attuale; come in ogni ambito dimostrare di essere bene informati accresce il potere negoziale.

Se ritieni l’aumento del costo del conto corrente decisamente ingiustificato o comunque se, dopo esserti rivolto al personale della banca, non ti ritieni per nulla o solo in parte soddisfatto delle soluzioni prospettate, puoi anche formalizzare un reclamo scritto nei confronti dell’istituto. Sul nostro portale puoi scaricare questo modulo di reclamo generico verso la banca. Se la risposta dell'istituto non arriva entro i successivi 30 giorni o se la risposta non la ritieni soddisfacente, puoi fare ricorso all'Arbitro Bancario e Finanziario, un organismo attraverso il quale puoi in maniera agevole, rapida ed economica far valere i tuoi diritti nei confronti dell'intermediario finanziario. Ti forniamo tutte le istruzioni su come fare nell’articolo “L'Arbitro Bancario Finanziario: quando e come fare ricorso”.

Aumento costo conto corrente: rivolgersi ad un altro istituto

Una cosa è certa: la fedeltà con la propria banca non sempre paga, anzi la Banca d’Italia in una relazione dello scorso anno ha tenuto a sottolineare che i conti aperti da più tempo sono quelli che presentano i maggiori costi. In particolare la Banca d'Italia faceva notare che da una indagine del novembre 2016 emergeva che la spesa di gestione di un conto aperto da non più di un anno era all’incirca di 49 euro, contro i 93 euro di media per i conti aperti da più di 10 anni. Insomma restare a lungo con la propria banca potrebbe tutto sommato non essere così conveniente.

Dunque se la contrattazione con il direttore della filiale non sortisce alcun effetto, potresti prendere in seria considerazione l'idea di chiudere il conto e trasferire il tutto presso un istituto di credito che offre migliori condizioni. Questa il fac simile di richiesta chiusura conto corrente bancario, mentre questo è il modulo di richiesta chiusura conto corrente BancoPosta.

Ne approfittiamo per ricordarti che la Legge n. 248 del 2006 (meglio conosciuta come “Legge Bersani”) riconosce al correntista il diritto di trasferire il conto corrente senza penalità e senza spese di estinzione. Dunque ricorda, nessuno dei due istituti (vecchio e nuovo) può addebitarti costi o penali per il servizio di trasferimento del conto corrente.

La nuova banca, inoltre, ti deve assicurare la disponibilità del saldo presente sul vecchio conto e la fruizione dei servizi di pagamento che hai chiesto di trasferire a partire dalla data che hai indicato (questa deve seguire di almeno 12 giorni lavorativi la data in cui hai presentato la richiesta).

Ricorda anche che il trasferimento del conto da un istituto all’altro deve essere completato in un tempo massimo di 12 giorni lavorativi. Se la banca fa orecchie da mercante o comunque ritarda a completare la procedura di trasferimento, è tenuta per legge a corrisponderti un indennizzo fisso di 40 euro, a cui si aggiunge, dal 13esimo giorno in poi, un importo ulteriore determinato applicando alla giacenza media del conto corrente un tasso annuo pari a quello in assoluto più elevato del limite stabilito per l'usura. Ecco pronto da scaricare il modulo richiesta indennizzo per ritardo trasferimento conto corrente.  Ogni altra informazione sull'argomento puoi reperirla leggendo l'articolo "Trasferimento conto corrente: un indennizzo in caso di ritardo".

Come scegliere un nuovo conto corrente: profilo di operatività e ISC

Ma come scegliere un conto corrente? Prima di indirizzarti su una proposta piuttosto che su un'altra, sarebbe opportuno che tu definissi meglio il tuo “profilo di operatività”. Poniti dunque delle domande: ho bisogno del carnet di assegni? E della carta di credito? Ho la necessità di domiciliare le bollette? Quanti bonifici posso fare nel corso di un anno? Ho bisogno di un conto titoli? Quale potrà essere la giacenza media del mio conto corrente? Mi è sufficiente disporre del solo conto online oppure sarà necessario ricorrere anche allo sportello?

Rispondendo a queste e ad altre domande sarai in grado di definire il tuo profilo di operatività. A tal riguardo devi sapere che la Banca d’Italia, ha individuato sette profili di operatività per i conti correnti cosiddetti "a pacchetto" e per quelli "ordinari", ossia con un sistema di tariffazione a consumo. Ciascun profilo si caratterizza per il numero e la tipologia di operazioni svolte annualmente e la presenza (o meno) di prodotti e/o servizi aggiuntivi (ad esempio, la carta di credito).

In particolare per la tipologia di conto "a pacchetto" sono previsti 6 profili di operatività:

1- giovani: sono previsti l’operatività corrente di gestione della liquidità ed i servizi di pagamento (carta di credito esclusa), un maggior utilizzo dei canali alternativi e la carta prepagata, con un totale di 164 operazioni l’anno;

2- famiglie con operatività bassa: oltre all’operatività corrente di gestione della liquidità ed ai servizi di pagamento (carta di credito esclusa), è previsto l’accesso ai servizi di finanziamento (mutui e altri finanziamenti), con un totale di 201 operazioni l’anno;

3- famiglie con operatività media: oltre all’operatività corrente di gestione della liquidità ed ai servizi di pagamento (carta di credito inclusa), è previsto l’accesso ai servizi di finanziamento (mutui), con un totale di 228 operazioni l’anno;

4- famiglie con operatività elevata: oltre all’operatività corrente di gestione della liquidità ed ai servizi di pagamento (carta di credito inclusa), sono previsti l’accesso ai servizi di finanziamento (mutui) e l’utilizzo dei servizi di investimento (deposito titoli), con un totale di 253 operazioni l’anno;

5- pensionati con operatività bassa: sono previsti l’operatività corrente di gestione della liquidità ed i servizi di pagamento (carta di credito esclusa), con un totale di 124 operazioni l’anno;

6- pensionati con operatività media: oltre all’operatività corrente di gestione della liquidità ed ai servizi di pagamento (carta di credito inclusa), è previsto l’utilizzo dei servizi di investimento (deposito titoli), con un totale di 189 operazioni l’anno.

Per la tipologia di conto "ordinario" è previsto solo un profilo di operatività "basso", ossia ad un’operatività particolarmente bassa, per un cliente che utilizza il conto per esigenze molto specifiche, come tali non riconducibili a nessuno dei profili di operatività di cui sopra (ad esempio, conto usato in via occasionale o discontinua in quanto il cliente è titolare di un altro conto corrente, conto per l’addebito delle rate del mutuo oppure conto di appoggio del dossier titoli), con un totale di 112 operazioni l’anno.

Ora per i conti correnti destinati ai consumatori le banche sono tenute a calcolare e indicare l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo), per ciascuno dei diversi profili sopra indicati. L'ISC rappresenta una misura sintetica del costo totale del conto corrente e viene indicato dalla banca nel foglio informativo e nell’estratto conto periodico di fine anno. Così la banca “X” può stabilire ad esempio che l'ISC sia per:

  • i giovani (164 operazioni all'anno) di 60 euro;
  • le famiglie con operatività bassa (201 operazioni all'anno) di 23 euro;
  • le famiglie con operatività media (228 operazioni all'anno) di 38 euro;
  • le famiglie con operatività elevata (253 operazioni all'anno) di 42 euro;
  • i pensionati con operatività bassa (124 operazioni all'anno) di 20 euro;
  • i pensionati con operatività media (189 operazioni all'anno) di 45 euro.

Oltre a questi costi vanno considerati l’imposta di bollo (34,20 euro) obbligatoria per legge, gli eventuali interessi attivi e /o passivi maturati sul conto e le spese per l’apertura del conto.

In definitiva l’ISC rappresenta uno strumento che essendo calibrato sulla base dei profili di operatività definiti dalla Banca d’Italia, può esserti molto utile per:

- confrontare il totale delle spese sostenute nell’anno, ed evidenziate nell’estratto conto al 31 dicembre, con i costi orientativi per i profili di operatività riportati nel riquadro “Indicatore Sintetico di Costo (ISC)” presente sempre sull’estratto conto di fine anno. In buona sostanza quando ricevi l'estratto conto di fine anno ti consigliamo di rintracciare sempre questa informazione e confrontarla con il totale delle spese che ti sono state addebitate. Se dovessi rilevare una differenza significativa le spiegazioni potrebbero essere due:

  1. la banca ti ha applicato dei costi maggiori oppure ha introdotto delle commissioni che all’inizio del rapporto non erano previste (magari hai anche ricevuto delle lettere dalla banca ma non hai prestato più di tanto attenzione a ciò che ti veniva comunicato);
  2. la tipologia di conto a cui hai aderito con tutta probabilità non è la più adatta alle tue esigenze.

- confrontare in maniera più efficace i costi relativi alle proposte dei diversi istituti di credito.

Come scegliere un nuovo conto corrente: comparatori online

Segnaliamo anche che nella scelta del miglior conto corrente potrebbe rivelarsi molto utile l'impiego dei tanti "comparatori online" presenti sulla rete. Ci riferiamo in particolare a Sostariffe.it, Facile.it, Altroconsumo, Confrontaconti.it, Segugio.it ed altri (leggi "Siti confronta prezzi: ecco quali sono i migliori"). Sono portali che consentono in maniera semplice e veloce, oltre che gratuita, di mettere a confronto le proposte di decine di istituti di credito.

Per scoprire qual è il miglior conto corrente per te, in base all'uso che ne fai e ai costi che ti vengono proposti, non devi far altro che inserire una serie di informazioni. Tali informazioni variano naturalmente a seconda del comparatore che utilizzi: ad esempio ti viene chiesto se prediligi solo un conto online oppure anche allo sportello, qual è la giacenza media del conto, qual è la tua età, quante operazioni pensi di fare mediamente in un anno, se hai bisogno di accreditare la pensione o lo stipendio, se domicili le bollette, se hai in corso un mutuo che paghi col conto, se ti occorre carta di credito e/o bancomat, se intendi associare al conto corrente un conto titoli e così via.

Aumento costo conto corrente: rifugiarsi nel conto base

Se tutto sommato pensi di avere una operatività limitata, per intenderci non hai bisogno del carnet di assegni, della carta di credito, del fido o del conto titoli, potresti valutare l'apertura di un conto base invece del classico conto corrente. Uno strumento introdotto da tempo, ma non semplice da aprire perchè scarsamente reclamizzato dalle banche italiane.

Le spese di tenuta conto in questo caso sono molto contenute, a patto di rispettare il numero di operazioni annue previste dalla banca per questo tipo di conto. Si continuano a pagare invece i bolli statali. Con il conto base non puoi avere un saldo disponibile negativo, così come non puoi beneficiare di un tasso di interesse creditore.

Inoltre se sei titolare di trattamenti pensionistici netti mensili di 1.500 euro oppure netti annui di 18.000 euro, non sei tenuto neppure al pagamento del canone base. Se invece hai un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 8.000 euro, non devi pagare né il canone né i bolli. Se ritieni che questa tipologia di conto possa fare al caso tuo e desideri saperne di più, non ti resta che leggere "Conto corrente base: cos’è, come funziona e quanto costa".

Aumento costo conto corrente: ultimi consigli utili

Concludiamo con alcuni brevi consigli che potrebbero rilevarsi comunque utili per contenere i costi del conto corrente: ad esempio privilegiare sportelli automatici, affidarsi a conti correnti solo online (Fineco, Mediolanum, Hallo Bank, Webank, Ing, Widiba, ecc.), utilizzare il bancomat e non la carta di credito per i prelievi di contante, evitare possibilmente di andare in rosso.

Documenti correlati
Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata