Modulo autocertificazione carichi pendenti

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DOC   (carichi pendenti e casellario giudiziale)
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Descrizione

L'autocertificazione carichi pendenti è una dichiarazione con cui una persona attesta l’esistenza o meno a proprio carico di procedimenti penali in corso (in primo grado, in appello, oppure in Cassazione). Si differenzia dall'autocertificazione casellario giudiziale per il fatto che con quest'ultimo si attesta l’esistenza o meno di condanne definitive o passate in giudicato.

Quando viene utilizzata l'autocertificazione carichi pendenti

Si è detto che con l'autocertificazione carichi pendenti il soggetto dichiara di non essere imputato in processi penali né di essere stato rinviato a giudizio da parte di un pubblico ministero. Si tratta di fatto di una dichiarazione che viene utilizzata in svariate occasioni: ad esempio quando si richiede il rilascio del permesso di soggiorno o del passaporto, per la definizione delle pratiche di adozione, quando si intende partecipare ad un concorso o ad una gara d’appalto, in caso di assunzione, ecc.

Quale autocertificazione può essere utilizzata nei rapporti con la pubblica amministrazione o con i gestori dei pubblici servizi, per restare agli esempi appena fatti se ci si reca in Questura per il passaporto o se si partecipa ad un concorso bandito dal Comune. Nel rapporto con un soggetto privato, invece, il ricorso all'autocertificazione è rimesso alla discrezionalità di quest'ultimo. Così se la ditta che deve procedere all'assunzione non accetta l'autocertificazione, il candidato dovrà recarsi all'ufficio della Procura della Repubblica presso il Tribunale in cui ha ad esempio la residenza e chiedere il rilascio del certificato dei carichi pendenti (questi il modulo richiesta carichi pendenti). Tale ufficio, dietro il pagamento di euro 3,87 per diritti di certificato e di euro 16 per bollo, rilascerà un documento su cui sono riportati tutti i procedimenti pendenti in quel luogo nonché quelli in corso presso le procure distrettuali antimafia ("DDA"), di cui ha ricevuto comunicazione.

E' bene sottolineare che tale certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai gestori di pubblici servizi (dovendo essere prodotta, invece, dall’interessato l'autocertificazione carichi pendenti). Se il funzionario ne imponesse la presentazione, commetterebbe una grava violazione dei propri doveri d’ufficio e la sua condotta sarebbe penalmente perseguibile.

Come scrivere un'autocertificazione carichi pendenti

In questa scheda sono disponibili per il download alcuni fac simile, in formato "doc" e "pdf editabile". Possono essere scaricati ed utilizzati da cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari in possesso di un regolare permesso di soggiorno.

La compilazione è pressoché immediata dovendo in pratica riportare i dati relativi al solo dichiarante. I modelli, infatti, sono tutti provvisti nella seconda parte della dichiarazione circa la non sussistenza di carichi pendenti a proprio carico.

La firma non va autenticata. Ricordiamo che l'autentica di firma consiste nell'attestazione, resa dal funzionario incaricato, che la sottoscrizione in calce all'autocertificazione carichi pendenti è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive.

E se il dichiarante per qualche motivo non sapesse o non potesse firmare? In questo caso il funzionario dell'ente che riceve l'autocertificazione deve come prima verificare chi ha di fronte richiedendo al soggetto di esibire un valido documento di riconoscimento, quindi accertarsi della effettiva incapacità dello stesso a firmare, infine attestare in calce al modulo che la dichiarazione è stata resa in sua presenza.

Con la consegna allegare una fotocopia del documento di riconoscimento del dichiarante.

E' essenziale che il soggetto, col solo fine di essere ammesso ad un concorso pubblico o di ottenere un'assunzione, non arrivi a dichiarare il falso, in quanto le conseguenze potrebbero essere molti pesanti. Infatti qualora l'ente accertasse che le informazioni riportate sull'autocertificazione carichi pendenti non sono corrette (da verifica operata in Procura il soggetto risulta indagato in un processo penale), potrebbe non solo escludere la persona dal concorso o revocare seduta stante l'assunzione, ma denunciarla per aver reso una falsa attestazione. Si tratta di un reato che l'articolo 495 del Codice Penale punisce con la reclusione da 1 a 6 anni.

L’autocertificazione dei carichi pendenti ha una validità di sei mesi.

Tags:  fedina penale

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