Multa per non aver comunicato dati conducente: quando si può ricorrere

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Può capitare di ricevere una multa per eccesso di velocità con conseguente decurtazione dei punti sulla patente e dopo qualche settimana di vedersi recapitare dal postino un secondo verbale per non aver comunicato i dati del trasgressore. La multa per mancata comunicazione dati conducente è purtroppo abbastanza frequente dal momento che molti ritengono - a torto - di doverla fare nel solo caso in cui alla guida ci sia stata una persona diversa dal proprietario. 

Comunicazione dati conducente: cosa prevede il CdS

Quando l'infrazione commessa per aver violato le norme del codice della strada non può essere immediatamente contestata (si pensi ad esempio al caso di una multa rilevata attraverso un autovelox), il verbale deve essere notificato al proprietario del mezzo entro 90 giorni dalla data in cui è stata commessa la violazione (leggi "Multe notificate oltre i 90 giorni: come contestarle").

Se la multa comporta anche la decurtazione dei punti patente, il proprietario del veicolo ha 60 giorni di tempo per comunicare all'autorità verbalizzante i dati dell’effettivo conducente (dati personali e della patente). Ciò al fine di consentire la sottrazione dei punti dalla patente nei confronti dell'effettivo responsabile dell'infrazione. Attenzione perchè si tratta di un obbligo e non di una mera facoltà: è quanto stabilisce l'articolo 126 bis del Codice della Strada.

Se il proprietario del veicolo risulta essere una persona giuridica, è il suo legale rappresentante o un suo delegato che è tenuto a fornire gli stessi dati entro lo stesso termine.

La comunicazione dati conducente deve preferibilmente essere effettuata mediante raccomandata con avviso di ricevimento. 

Attenzione, la comunicazione dei dati del conducente va trasmessa anche se è stata pagata la sanzione principale e anche se il proprietario si trovava personalmente alla guida del veicolo quando è stata commessa la violazione. L'organo accertatore, infatti, non può presumere che il proprietario fosse anche il conducente.

La modulistica da utilizzare per effettuare la comunicazione

Sul nostro portale è possibile scaricare, in formato editabile, il modulo comunicazione dati conducente. In particolare il modello è disponibile in due versioni, a seconda che la comunicazione venga effettuata dal proprietario o dal conducente. 

La dichiarazione sottoscritta dalla persona che si trovava effettivamente alla guida deve recare una firma autenticata.

In alternativa, deve essere unita ad una copia del documento di identità sulla quale riportare la frase:

Io sottoscritto ----- nato a ---- il --- e residente a ---- in via --- DICHIARO che la fotocopia del seguente documento è conforme all’originale in mio possesso.” La copia fotostatica deve essere firmata.

In mancanza di tali formalità, la dichiarazione, anche se sottoscritta dal soggetto (diverso dal proprietario intimato o da altro obbligato in solido) che era effettivamente alla guida del veicolo, non può ritenersi sufficiente ad attestare una reale manifestazione di volontà e, quindi, impone la rinnovazione della notificazione del verbale a carico di questa persona che avrà la possibilità di ricorrere nei tempi previsti.

Considerata la sanzione conseguente alla mancata comunicazione dati conducente, si consiglia di provvedere a consegnare la suddetta dichiarazione tramite

  • consegna a mano
  • raccomandata con ricevuta di ritorno
  • PEC (se prevista)

o comunque in modo da poter dimostrare l'avvenuto adempimento in caso ciò non risultasse agli atti dell'organo accertatore.

Cosa fare se proprietario e conducente coincidono

La comunicazione dati conducente deve essere effettuata anche quando il proprietario del mezzo coincide con il conducente e quindi con l'effettivo trasgressore: infatti l'organo accertatore non può assolutamente considerare il semplice pagamento del verbale come una implicita ammissione di colpa da parte del proprietario dell'auto ai fini della decurtazione dei punti.

Ciò anche in considerazione del fatto che una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 27 del 12/01/2005, ha stabilito che i punti della patente possono essere tolti solo a chi è stato effettivamente identificato nel commettere l'infrazione.

Multa pagata e omessa comunicazione dati conducente: conseguenze

Qualora, senza giustificato e documentato motivo, il proprietario del veicolo non effettua la comunicazione dati conducente, ossia non comunica i dati della persona che si trovava effettivamente alla guida del veicolo al momento dell'infrazione, a suo carico scatterà una ulteriore multa, ma non quella accessoria della decurtazione dei punti.

La sanzione in questo caso varia da un minimo di € 286 ad un massimo di € 1.143.

Multa per non aver comunicato dati conducente: termini di notifica

Il secondo verbale, quello cioè emesso in conseguenza della mancata comunicazione dati conducente, deve essere notificato al proprietario del veicolo entro tempi ristretti, ossia 90 giorni dalla violazione.

Si badi bene, il termine di 90 giorni decorre dalla scadenza dei 60 giorni previsti per la comunicazione e non dalla data in cui è stata commessa l'infrazione.

Se, dunque, si dovesse ricevere il secondo verbale oltre questo termine, questo è da considerarsi nullo e il proprietario può presentare ricorso. A tale scopo può servirsi di questo fac simile di ricorso contro multa notificata oltre i termini.

Mancata comunicazione dati conducente CdS: giustificazioni

Si può evitare la decurtazione punti patente se il proprietario del mezzo è in grado di fornire un giustificato motivo.

Questo significa che non potrà giustificarsi semplicemente sostenendo che a causa del lungo tempo trascorso o del gran numero di persone aventi la disponibilità della vettura (si pensi ad un'auto aziendale), non è in grado di ricordarsi chi era alla guida in quel momento.

Chiaramente la valutazione se un determinato motivo possa ritenersi "giustificato" o meno, spetta unicamente all'organo di polizia che ha emesso il verbale o al Giudice di Pace se è stato proposto un ricorso contro il secondo verbale. Dunque è facile pensare a casi in cui uno stesso motivo possa essere accolto da un determinato organo, ma rigettato dall'altro. Nel merito, infatti, non ci sono regolamenti e circolari interpretative alle quali poter far riferimento. E' chiaro, quindi, che il rischio di riscontrare delle disparità di trattamento è molto elevato.

Inoltre il motivo addotto deve essere documentato. Si pensi ad esempio ad una testimonianza scritta attraverso la quale più amici che si sono alternati alla guida nel corso di un viaggio, dichiarano di non ricordarsi chi era alla guida in quel preciso tratto stradale in cui è stata commessa l'infrazione.

La comunicazione dati conducente va fatta anche in caso di ricorso contro il verbale?

Una domanda che spesso i nostri utenti ci pongono è: se si fa ricorso contro la multa, è comunque necessario comunicare chi era alla guida al momento dell'infrazione?

Per anni gran parte della giurisprudenza si è espressa nel senso che una eventuale proposizione del ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace non faceva venire meno l’obbligo della comunicazione relativa ai dati del conducente (si veda in proposito la sentenza della Cassazione n. 22881/2010).

Poi una sentenza del Tribunale di Roma (n. 8354/2016) si è posta in netto contrasto con questa interpretazione. Secondo il Giudice, infatti, l’obbligo previsto per il proprietario del veicolo di comunicare i dati del conducente, è da intendersi automaticamente sospeso nel momento in cui lo stesso decide di proporre ricorso contro il verbale di contravvenzione. Questo perchè - secondo il Giudice di Roma - il proprietario non può essere chiamato a rivelare i dati personali del conducente se il Prefetto o il Giudice di Pace non si sono ancora espressi nel merito del ricorso. Il motivo? Se fosse costretto a farlo il suo diritto alla difesa sarebbe condizionato da quanto riportato nella comunicazione relativa ai dati del conducente.

Tutto sarebbe, dunque, rimandato all'esito del ricorso, per cui se il Giudice non accoglie il ricorso condannerà il proprietario del mezzo non solo al pagamento della sanzione, ma anche alla comunicazione dei dati del conducente o - in caso di rifiuto - al pagamento della sanzione supplementare.

Tuttavia una recentissima sentenza della Cassazione (n. 18027/2018 del 9.07.2018.) ha stabilito che chi presenta ricorso contro la multa è comunque tenuto, nel termine di 60 giorni dalla notifica del verbale, a comunicare i dati del conducente.

Come vedi ci sono pareri contrastanti in merito, per questo motivo il nostro consiglio è di comunicare i dati del conducente anche in caso di ricorso: in questo modo si eviterà il rischio di vedersi recapitare un secondo verbale. Così facendo il proprietario si vedrebbe decurtare i punti dalla propria patente, ma ne otterrebbe la riattribuzione qualora il ricorso contro il verbale dovesse essere accolto.

L'alternativa, sempre nel caso in cui venga presentato ricorso al Giudice di Pace contro il verbale di contravvenzione, consiste nel darne informazione al comando che ha elevato la multa (è sufficiente una semplice lettera), avvisando che si provvederà alla comunicazione dati conducente soltanto quando il ricorso sarà rigettato. 

Come ricorrere in caso di illegittima decurtazione dei punti

Sulla base di motivazioni documentate ed attendibili, il proprietario dell'auto ha la possibilità di giustificare la sua impossibilità a conoscere, e dunque a comunicare, i dati del conducente.

Pertanto nel caso in cui gli fosse stata comunque applicata la sanzione accessoria della perdita dei punti, il proprietario del veicolo può presentare istanza di riattribuzione dei punti sottratti dalla patente.

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53092 - Redazione
29/07/2019
Mareno, i 90 giorni vanno calcolati rispetti alla data della violazione, ossia alla data di scadenza entro cui la comunicazione dati del conducente sarebbe dovuta pervenire.

53020 - Mareno
17/07/2019
Sono stato multato per eccesso di velocità rilevata con autovelox, mi è arrivato il verbale che ho pagato entro i 5 gg per avere uno sconto del 30%, essendo io il proprietario ed io alla guida, non ho comunicato i dati per la decurtazione dei punti, leggevo che la seconda multa che mi è arrivata, per non aver comunicato i dati del conducente deve essere verbalizzata entro i 90 giorni, devo contare 90 gg. dal momento che ho pagato la prima multa? oppure altro? grazie Nel caso posso fare ricorso?

52975 - MARIO
05/07/2019
Sono stato fermato dalla Polizia Stradale e mi ha fatto il verbale, devo ugualmente comunicare i dati del conducente e la patente?

52960 - Redazione
29/06/2019
Elio, se il verbale non fa alcun cenno alla decurtazione dei punti, non occorre che lei compili ed invii il modulo di comunicazione dei suoi dati.

52954 - Elio
28/06/2019
Ho ricevuti un verbale per eccesso di velocità, ma sotto i 10 kmh di conseguenza solo con contravvenzione pecuniaria senza decurtazione di punti, nonostante questo all'interno del verbale c'era anche il modello da compilare per dichiarare il conducente, è solo un proforma? sono tenuto a compilarlo o essendo una multa senza decurtazione posso nn dichiarare nulla?

51561 - Redazione
17/02/2018
Franco, i dati del conducente vanno comunque comunicati alle autorità italiane se l'infrazione è stata commessa su suolo italiano. Tali dati vengono memorizzati in una banca dati istituita presso il Centro elaborazione dati (CED) del Dipartimento per i trasporti terrestri (alle autorità elvetiche non viene comunicato nulla). Se nell'arco di un anno il conducente commette violazioni per un totale di almeno venti punti, non potrà guidare sul territorio italiano per un periodo di due anni. Se i venti punti vengono cumulati nell'arco di due anni, l'inibizione alla guida è limitata ad un anno. Ove il totale di almeno venti punti sia raggiunto in un periodo di tempo compreso tra i due e i tre anni, l'inibizione alla guida è limitata a sei mesi

51547 - Franco
15/02/2018
Se si tratta di targa Svizzera, proprietario e conducente italiano con doppia cittadinanza e patente Svizzera senza sistema punti. Pagata la multa, se comunica i dati della sua patente, cosa succedera'? Verra' comunicato qualcosa alle autorita' Elvetiche? Limite 90Kmh velocita' rilevata 113Kmh. Infrazione Aprile 2017, notificata Febbraio 2018

51471 - Redazione
03/02/2018
Titti, se il verbale indicava una casella PEC come recapito a cui inviare i dati del conducente, è chiaro che avrebbe dovuto utilizzare anche lei una casella PEC. Se invece era indicata una casella di posta ordinaria può fare ricorso.

51453 - titti
31/01/2018
Ho pagato la multa per eccesso di velocità e inviato i dati del conducente tramite email normale non con la pec (ho la ricevuta della trasmissione) ho ricevuto il verbale per mancata comunicazione posso fare ricorso al prefetto?

50906 - Redazione
16/11/2017
Luigi, nella fattispecie non si potrà evidentemente comunicare i dati dell'effettivo trasgressore, con la conseguenza che il proprietario del mezzo si vedrà ricevere un secondo verbale di contravvenzione.


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