Bonus sicurezza: detrazione fiscale e Iva agevolata per le porte blindate

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Uno dei reati maggiormente temuti dalle famiglie italiane è il furto nella propria abitazione, un fenomeno purtroppo in costante aumento negli ultimi anni. Ciò nonostante sono ancora tante le famiglie che non fanno assolutamente nulla per prevenire il comportamento di atti illeciti (furti, aggressioni, ecc.), arrivando perfino ad ignorare, dopo tanti anni, l'esistenza di incentivi come il bonus per antifurto o le detrazioni porte blindate.

In che cosa consiste la detrazione porta blindata?

E' molto semplice. In pratica se decidi di dotare la tua abitazione di una porta blindata, lo Stato ti consente di scaricare dalle tasse una parte dei costi sostenuti per l'acquisto e la posa in opera. In particolare puoi beneficiare di una detrazione pari al 50% in un arco temporale di 10 anni. Facciamo un esempio: se acquisti una porta blindata per 3.800 euro, puoi portarti in detrazione dalle tasse una somma pari a 190 euro per 10 anni.

Posso spendere qualsiasi cifra?

Il tetto massimo di spesa su cui applicare la detrazione è di 96.000 euro per ogni immobile fino al 31 Dicembre 2019. La detrazione decorre fiscalmente dall’anno successivo a quello in cui la spesa è stata sostenuta.

Devo acquistare un particolare modello di porta blindata?

No. La detrazione non dipende dal tipo di porta blindata, dunque non influisce il modello o il livello di sicurezza garantito dal prodotto.

Ma il bonus sicurezza si applica solo alle porte blindate?

No. Tra i lavori eseguiti sugli edifici residenziali per i quali spetta il c.d. "bonus sicurezza", ossia la detrazione fiscale al 50%, vi rientrano oltre alle porte blindate:

  • l’installazione di cancelli;
  • l’installazione o la sostituzione di grate sulle finestre;
  • il rafforzamento, la sostituzione o l’installazioni di cancellate o recinzioni negli edifici;
  • la sostituzione o nuova installazione di citofoni, videocitofoni e telecamere di sicurezza, comprese le opere murarie eventualmente occorrenti per eseguire il lavoro;
  • l’installazione o la sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
  • l’installazione o la sostituzione di serrande;
  • l’installazione di tapparelle metalliche con bloccaggi (nuove installazioni o sostituzioni);
  • il montaggio di vetri antisfondamento;
  • l’installazione di casseforti a muro.
Attenzione: non è prevista alcuna agevolazione per interventi che siano eseguiti su nuove costruzioni.

Posso far rientrare nell'agevolazione anche altre spese?

Si. Possono essere detratte non solo le spese sostenute per l’acquisto dei materiali (la porta blindata o la telecamera), ma anche quelle sostenute per la progettazione degli interventi o per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti. Ai fini della detrazione è possibile considerare anche l’imposta sul valore aggiunto (IVA), l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori.

L'Iva è al 22 o al 10%?

E' possibile beneficiare dell'aliquota Iva al 10% sull'acquisto della porta blindata solo se quest'ultima viene ceduta nell'ambito di un contratto di appalto. In altri termini è necessario che tu abbia conferito mandato ad una ditta che si è occupata non solo della fornitura della porta, ma anche della sua posa in opera. Tuttavia in questo caso l'Iva ridotta si applica soltanto sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo sulla porta blindata ("bene significativo"). Facciamo un esempio: se il costo totale dell'intervento è di 5.200 euro, di cui costo della manodopera 800 euro e costo della porta 4.400 euro, l'Iva al 10% si applicherà sulla differenza 5.200 - 4.400 = 800. Sul valore residuo del bene (3.600) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

Chi può usufruire della detrazione porta blindata?

Possono usufruire di questa agevolazione fiscale, che ricordiamo è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo, tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF.

Devo necessariamente essere proprietario dell'immobile?

No. Oltre ai proprietari, possono beneficiare della detrazione anche l'affittuario, il comodatario, il familiare convivente e chiunque abbia un diritto di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie).

Quali sono adempimenti per avere diritto alle detrazioni?

Va detto innanzitutto che per la stragrande maggioranza di questi interventi non occorre richiedere al Comune il rilascio di particolari autorizzazioni. Costituiscono infatti interventi edilizi minori e suddivisi, a seconda della loro tipologia, in edilizia libera, per cui non è necessario presentare la comunicazione di inizio dei lavori, interventi soggetti alla sola Comunicazione di Inizio dei Lavori (CIL) ed interventi soggetti a Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA). 

Ad ogni modo in questi casi consigliamo sempre di affidarsi alla consulenza di un professionista (geometra, architetto) o di informarsi preventivamente presso il proprio Comune di residenza. Se non è previsto il rilascio di permessi o autorizzazioni, il contribuente deve predisporre una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui indica la data di inizio dei lavori e attesta che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili. La suddetta dichiarazione non va presentata ad alcun ufficio, ma semplicemente conservata ed esibita a richiesta degli uffici finanziari.

Come devo pagare le spese?

Per usufruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, cosiddetto “bonifico parlante”, nella cui causale risulti "Lavori edilizi ai sensi dell'art. 16-Bis DPR 917-1986 - Pagamento fattura n° ... del ..... a favore della Ditta .......... P.IVA ................".

Ogni banca ha predisposto un apposito modulo di bonifico da compilare e conservare. Moduli.it vi offre questo modello a titolo esemplificativo. Si raccomanda di compilare tutti i campi con molta attenzione, visto che il riscontro di eventuali errori formali rischiano di far perdere il diritto alla detrazione.

Ricordiamo che all’atto del bonifico, la banca applica una ritenuta fiscale dell’8% a carico del beneficiario.

Come beneficio della detrazione porta blindata?

Una volta effettuati i pagamento non resta che riportare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e la quota spettante della detrazione.

Ricordiamo che il bonifico così come la fattura di acquisto della porta blindata devono essere conservati per 10 anni ed eventualmente esibiti in caso di controllo.

La sostituzione della porta blindata consente di beneficare anche del bonus mobili?

Il fatto di installare sistemi volti al miglioramento della sicurezza degli edifici (allarmi, porte blindate, grate alle finestre, montaggio di vetri anti-sfondamento, sensori, spioncini, ecc.), non significa che si abbia diritto anche al “bonus mobili”. Infatti l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con un propria circolare, che tali interventi pur consentendo di fruire della detrazione del 50% per le spese sostenute, non consentono di per sé di fruire dell’ulteriore detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Infatti per accedere a questa ulteriore possibilità - chiarisce l'Agenzia delle Entrate - è necessario che tali interventi finalizzati alla prevenzione dei furti, siano inquadrabili tra quelli di carattere edilizio, dunque manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia o manutenzione ordinaria nel caso riguardino parti comuni di un edificio residenziale.

In estrema sintesi si può fruire del bonus mobili solo se è stato effettuato un vero e proprio intervento ristrutturazione o di manutenzione straordinaria dell’edificio. Ricordiamo, infatti, che la condizione essenziale per poter beneficiare di questo ulteriore bonus è che mobili ed elettrodomestici siano destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia che diano diritto alla detrazione del 50% (leggi "Detrazione mobili 2019: istruzioni per l'uso").

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