Fac simile ricorso TARI: moduli editabili

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In questa scheda proponiamo un paio di fac simile ricorso TARI, vale a dire modelli che il contribuente può utilizzare, nel caso in cui sussistano fondati motivi, per proporre un ricorso in autotutela nei confronti dell'amministrazione comunale per un avviso di pagamento TARI che ritiene illegittimo o comunque non corretto.

Ricorso tassa rifiuti per prescrizione

Contro un avviso notificato dal Comune o dalla società che gestisce le entrate e i tributi dell'amministrazione per omesso o parziale versamento della tassa sui rifiuti è possibile fare ricorso per svariati motivi. Uno di questi si fonda sulla prescrizione.

La prescrizione Tari è stabilita in 5 anni. Dunque se il contribuente non ha versato il tributo relativo all'anno 2016, il comune potrà legittimamente pretenderne il pagamento fino al 31 Dicembre 2021 (la prescrizione decorre dal 1 Gennaio 2017). Nel caso in cui l'avviso fosse notificato soltanto a Gennaio 2022, il contribuente potrebbe proporre un ricorso tassa rifiuti per avvenuta prescrizione.

Ma attenzione: se nel periodo compreso tra il 1° Gennaio 2017 e il 31 Dicembre 2021, il contribuente riceve una qualsiasi comunicazione con raccomandata a.r. da parte del Comune (un sollecito, una diffida, ecc.), la prescrizione si interrompe e il termine di 5 anni comincia nuovamente a decorrere.

Ai fini della prescrizione Tari è fondamentale che il ricorso venga proposto entro 60 giorni dalla notifica davanti alla Commissione Tributaria (meglio farsi assistere dal proprio commercialista in questi casi). Come accennato in premessa l'alternativa potrebbe essere quella di presentare un'istanza di autotutela direttamente al Comune.

Ma attenzione perché in questo caso i termini per l’impugnazione dinanzi al giudice (60 giorni) non si sospendono.

Rircoso Tari: versamento effettuato

Il pagamento in realtà è stato regolarmente effettuato e fortunatamente il contribuente è in possesso di una copia del modello F24. In questi casi ci si chiede a cosa potrebbe essere dovuto il problema. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di un errore del cosiddetto "Codice Belfiore", il codice amministrativo catastale assegnato a ogni Comune italiano. Per il Comune di Pescara, ad esempio, il codice è G482.

Se il contribuente o l'operatore di sportello distrattamente inserisce un codice diverso, capita che l'importo relativo al tributo viene accreditato ad un comune diverso da Pescara. In questo caso il contribuente dovrà richiedere il rimborso TARI e successivamente riversare l'importo al proprio comune. Ad ogni modo consigliamo sempre di accertarsi presso l'ufficio Tributi del proprio comune sulle modalità di riversamento delle somme pagate.

Ricordiamo che l'opposizione alla cartella dovrà essere proposta entro il termine di 5 anni dalla data in cui è stato eseguito l'errato versamento.

E se il contribuente non ritrova la copia del modello F24? In questo caso se il pagamento non è stato eseguito attraverso l'home banking, è sufficiente richiedere il pin di accesso al "cassetto fiscale" (Fisconline) dove è presente una sezione versamenti con gli F24 presentati allo sportello.

Ricorso tassa rifiuti per altri motivi

Il ricorso Tari potrebbe essere avanzato anche per altri motivi, ne citiamo alcuni.

DISDETTA TARI PER DECESSO

Il contribuente aveva regolarmente provveduto a comunicare la disdetta Tari per decesso, ma evidentemente qualcosa è andato storto. In questi casi occorre armarsi di pazienza, reperire la copia della comunicazione inoltrata a suo tempo e recarsi presso l'ufficio tributi per cercare di sbrogliare la matassa.

ESENZIONE TARI

Il contribuente aveva regolarmente richiesto l'esenzione Tari per il semplice motivo che l'immobile in questione era privo di tutte le utenze e in oggettive condizioni di non utilizzo (assenza di arredi). Ma evidentemente anche in questo caso non tutto è filato liscio.

RIDUZIONE TARI

Il tributo relativo ad una certa annualità effettivamente non risulta versato, tuttavia l'importo non tiene conto della richiesta di riduzione TARI avanzata dal contribuente tempo addietro per il fatto, ad esempio, di risiedere per più di sei mesi all'anno all'estero.

In questo caso raccolta tutta la documentazione, il contribuente dovrà chiedere all'amministrazione l'annullamento dell'atto e lo sgravio del maggior importo indebitamente richiesto.

Altri motivi su cui basare un ricorso Tari:

  • il contribuente in quel determinato anno non era più proprietario dell'immobile perché venduto/donato;
  • la tariffa non è stata correttamente applicata;
  • risulta una errata indicazione della superficie in mq dell’immobile;
  • risulta una erronea indicazione del periodo di occupazione;
  • l'immobile dichiarato presenta estremi catastali diversi da quelli effettivi;
  • ecc.

Tags:  tassa sui rifiuti

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