Fake news: cosa sono, come riconoscerle e denunciarle

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Negli anni a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, molti teorici ipotizzavano la morte del giornalismo su carta stampata, in favore di quello digitale, più economico e più facilmente reperibile. Diciassette anni dopo fortunatamente i giornali sono ancora sul mercato, anche se grazie ad internet e ai social, sono sempre più le persone che attingono le notizie di attualità dal pc, dal tablet o dal telefono , piuttosto che recarsi in edicola a comprare quotidiani e riviste. Certo, la tecnologia ci aiuta ad ottenere “tutto e subito”, ma quante delle notizie che compaiono tra i risultati elaborati dai motori di ricerca sono vere? Spesso, per individuare una fonte attendibile, è opportuno fare uno slalom tra siti e blog di dubbia affidabilità. Uno dei grandi punti a sfavore del giornalismo online è proprio la presenza di fake news, ovvero notizie false e tendenziose, che provengono da fonti non accreditate e hanno come obiettivo solo quello di diffondere disinformazione. Moduli.it, con questo articolo, si propone di illustrarti brevemente cosa sono le fake news, come riconoscerle, evitare gli effetti dannosi e segnalarle eventualmente alle autorità.

Fake news: traduzione del termine

Fake news è un termine inglese che è possibile tradurre in italiano con “notizie false”. Sul web ce ne sono milioni, alcune rappresentano delle vere e proprie storielle, inventate di sana pianta, altre invece riportano fatti inventanti ancorati, però, ad episodi reali. In Italia siamo soliti chiamarle “bufale”.

Fake news: cosa sono

Scrivere che le fake news sono notizie false non basta, non è abbastanza. In realtà, diversi esperti in comunicazione digitale e giornalismo 3.0 assimilano alle fake news anche tutta quella serie di notizie dai contenuti tendenziosi e ingannevoli, che si basano sull’interpretazione distorta della realtà e di quanto accaduto. Ti sembrerà banale, ma la stessa notizia può essere scritta in un migliaio di modi differenti e dunque generare altrettante interpretazioni, da parte di chi legge. Talvolta, basta alzare un poco i toni e scrivere qualche titolo sensazionalistico per distorcere il contenuto originale che sta alla base della notizia.

Le fake news sono sempre esistite. Nel 1500 a Roma c’era l’usanza di diffondere notizie (per lo più false) sui personaggi politici del tempo, scrivendole su foglietti poi diffusi tra la folla o affissi sulle statue della città. Si chiamavano “Pasquinate” ed avevano il medesimo scopo di oggi: quello di generare scompiglio e manipolare le coscienze dei soggetti più deboli. Se un tempo l’interesse generale di chi formulava tali notizie era per lo più politico e ideologico, oggi la pubblicazione di contenuti falsi e tendenziosi è approdata in rete, si è estesa a macchia d’olio ed è stata aggravata dal mercato dei click.

Chi diffonde fake news, infatti, il più delle volte lo fa per ottenere visualizzazioni, dalle quali ricava un guadagno, non di certo per condividere informazioni e generare conoscenza mediante la diffusione delle notizie di attualità. Ora capisci a cosa servono quei titoli altisonanti, scritti in stampatello e accompagnati da fotografie esplicite? L’obiettivo è quello di farti cliccare sul link e leggere l’articolo, poco importa se al suo interno manchi una reale notizia oppure se quanto scritto provenga dalla più fervida delle fantasie.

Ma le fake news vengono diffuse anche con il preciso intento di generare terrore o indignazione, di incitare all’odio razziale, religioso e sessuale.

Fake news: ecco alcuni esempi

E’ fake news il messaggio che ti arriva sul cellulare e che ti avvisa che PostePay deve verificare la tua identità, altrimenti il tuo account verrà sospeso. E’ una bufala la notizia ricevuta su WhatsApp o letta su Facebook secondo cui Nutella, per festeggiare il suo 50esimo compleanno, regala a tutti un barattolo da 5 kg. Così come è una bufala il messaggio, che probabilmente sarà apparso come pop up anche sul tuo pc, secondo cui  il tuo accesso a internet sarebbe limitato a causa di violazioni di legge, le tue azioni registrate, i tuoi file criptati. Per risolvere il tutto basta pagare una multa di 100 euro. E’ fake news la frase attribuita all'ex Premier Matteo Renzi "Chi vota oggi al referendum per l'autonomia del Veneto è un po' scemo".

Altri esempi di fake news? Quella delle 16 donne tedesche picchiate da immigrati e ritratte col volto tumefatto in diversi modi, o quella delle palline “magiche” da inserire nel cestello della lavatrice per lavare tutto e meglio, oppure quella dell’obbligo vaccinale cancellato.

Sono storie false anche le tante leggende metropolitane che si propagano in maniera esponenziale sul web grazie a strumenti come WhatssApp, la posta elettronica o i social network: chi non conosce la storia degli alligatori che vivono nelle fogne di New York, della gomma da masticare che se ingoiata impiega 7 anni per essere digerita, dei poteri miracolosi della Coca Cola, della donna che partorisce a 101 anni o dei terremoti e tsunami provocati dalla Luna.

Il fenomeno si è talmente esteso negli ultimi anni che parallelamente sono nati portali che hanno come preciso intento quello di smascherare le bufale online. Uno di questi è Bufale.net (www.bufale.net), un blog che ha come obiettivo quello di "capire se una notizia è alterata, falsa, presentata in maniera diversa...insomma una BUFALA". In particolare sul blog è presente la sezione "The Black List", la lista nera dei siti che hanno pubblicato bufale o fatto disinformazione. Si contano decine e decine di siti, raggruppati per:
- False testate giornalistiche “satiriche”
- Siti di bufale e disinformazione medica e scientifica
- Siti di disinformazione politica
- Siti di disinformazione a sfondo religioso e/o razziale
- Siti di bufale scandalistiche
- Siti di bufale a sfondo politico e razziale
- Siti clickbait (aggregatori di notizie)
- I siti e le pagine Facebook dei complottisti
- Testate giornalistiche

Un altro blog specializzato nello smascherare siti che diffondono notizie volutamente gonfiate, alterate, inventate o diffamatorie è Butac.it (www.butac.it). Anche in questo blog è presente la Black list del web.

Come puoi difenderti dalle fake news? È semplice: devi solo imparare a riconoscerle. Ti spiegheremo come fare nel prossimo paragrafo.

Fake news online: come riconoscerle

Quello delle fake news è diventato un fenomeno tanto rilevante, che l’invito alla sensibilizzazione e alla segnalazione di tali notizie arriva direttamente dalle più alte cariche dello Stato e dagli organi di Polizia. Non dimentichiamo che pubblicare e diffondere, online o su qualsiasi altro mezzo di comunicazione, una notizia falsa è un reato penale, disciplinato dall’articolo 656 del Codice Penale “Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico”. Nello specifico, la legge stabilisce che chi pubblica notizie false, tendenziose o estremizzate, tali da poter destabilizzare l’ordine pubblico, può essere punito con una sanzione fino a 309 euro e con l’arresto fino a 3 mesi.

Ora veniamo a noi: come è possibile riconoscere una notizia falsa da una vera? Facebook, il social network più famoso del mondo, ha già elaborato un sistema di segnalazione per gli utenti, che in pratica assegna un bollino rosso sulle notizie che vengono in qualche modo contestate dagli utenti e dagli esperti del settore. Il bollino rosso applicato sull’etichetta virtuale del post è un modo inequivocabile per invitarti alla prudenza, qualora volessi leggere l’articolo, dal momento che le informazioni in esso contenute potrebbero non essere affatto attendibili.

Non è finita qui: Facebook ha anche elaborato una guida (puoi reperirla facilmente nel centro assistenza) che contiene consigli ed avvertimenti per tutti coloro che navigando in rete attingono a notizie da diverse pagine e profili, senza sapere se reali, distorte o inventate di sana pianta. Ecco quali sono le 10 regole anti-bufala di Facebook:

1. Non ti fidare dei titoli: le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.

2. Guarda bene l'URL: un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l'URL con quello della fonte attendibile.

3. Fai ricerche sulla fonte: assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un'organizzazione che non conosci, controlla la sezione "Informazioni" della sua Pagina per scoprire di più.

4. Fai attenzione alla formattazione: su molti siti di notizie false, l'impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.

5. Fai attenzione alle foto: le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte, le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell'immagine o della foto per verificarne l'origine.

6. Controlla le date: le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.

7. Verifica le testimonianze: controlla le fonti dell'autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti o opinion leader di cui non vengono fatti i nomi potrebbe indicare che la notizia è falsa.

8. Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia: se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun'altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Viceversa se la notizia viene proposta anche da altre fonti, magari che ritieni più attendibili, è più probabile che sia vera.

9. La notizia potrebbe essere uno scherzo: a volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rivelano lo scopo umoristico.

10. Alcune notizie sono intenzionalmente false: usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.

Sebbene la guida redatta da Facebook contenga già tutte le possibili cautele che è opportuno prendere, quando ci si trova di fronte ad una notizia potenzialmente falsa, Moduli.it vorrebbe arricchirla di qualche altro utile consiglio. Il primo consiste nell’arte di usare internet per capovolgere la situazione a tuo favore: non subire gli effetti della notizia passivamente, ma al contrario esegui nuove ricerche per capire se quel dato, quella fotografia o quella news diffusa in rete oppure la dichiarazione di quel personaggio illustre corrispondono per filo e per segno alla realtà.

La stessa verifica puoi farla anche rispetto ai fatti descritti. Sebbene ci siano una marea di articoli online sul medesimo argomento, ognuno dei quali è scritto in modo diverso, se un particolare rilevante è stato omesso dalle fonti più autorevoli, molto probabilmente è stato inserito per aumentare la condivisione del post e ottenere più visualizzazioni. Per farla breve, estrapola un qualunque particolare che ti sembra esagerato e distorto, copialo e incollalo sulla barra di ricerca di Google. Dai risultati che otterrai riuscirai facilmente a capire se la notizia è falsa o meno.

Il secondo consiglio, invece, è quello di analizzare con cura il sito da cui proviene la notizia: potrebbe essere una brutta copia dell’originale (come sottolineato anche in precedenza) o essere una sorta di “specchietto per allodole”. Cosa vuol dire? In pratica, se il sito tratta notizie di attualità, toccando temi anche molto seri, come la politica internazionale, l’economia o la salute, ma li affronta con la leggerezza di un sito di gossip, allora probabilmente non è affidabile. È inevitabile arrivare alla medesima conclusione anche nel caso in cui gli articoli siano scritti in un italiano non proprio forbito, magari riportando errori di grammatica anche piuttosto grossolani o un lessico scadente.

Lo stesso vale anche per i portali che sembrano occuparsi solo di satira, ingigantendo particolari di una notizia fino a distorcerne completamente il senso. Imparare a riconoscere le fake news è il primo passo per evitare di farsi coinvolgere e peggiorare la situazione condividendola con amici, parenti e conoscenti, online e offline.

Ricorda, dunque, di verificare l’affidabilità del portale e qualora continuassi ad avere dubbi e incertezze, visita il sito delle più grandi testate giornalistiche italiane, oppure direttamente le agenzie di stampa, come l’Ansa ad esempio, che vanta nel suo archivio notizie provenienti da tutto il mondo.

Fake news Italia: come segnalarle

Quando si parla di fake news, sia le autorità politiche, sia i più alti esponenti delle forze dell’ordine, invitano gli utenti a segnalare la notizia o il portale che l’ha diffusa, con lo scopo di sanzionare chi utilizza informazioni false per scopo di lucro, generando disordini e caos in rete. Se la notizia falsa o tendenziosa è stata pubblicata su un social network, puoi segnalarla tramite le apposite impostazioni, presenti nella pagina relativa al centro assistenza, oppure cliccando sulla voce “Segnala” presente solitamente ai margini dello stesso post.

In alternativa puoi servirti dei blog che ti abbiamo segnalato in precedenza, ossia Bufale.net (puoi scrivere a bufaleweb@gmail.com) e Butac.it (questo l'indirizzo per le segnalazioni: redazione@butac.it).

La diffusione di fake news possono essere legate non solo a ragioni di tipo economico, ma anche a fenomeni pericolosi come l’hate speech (linguaggio dell’odio), il cyberstalking, la diffamazione, l'odio razziale e religioso, adescamento di minori a fini sessuali e il cyberbullismo. In questi casi il consiglio è quello di rivolgerti direttamente alla Polizia Postale e delle Comunicazioni. In particolare nell’articolo “Cyberbullismo: ecco come difendersi” ti spieghiamo come fare.

Non è finita, hai un’altra possibilità: puoi collegarti allo Sportello per la sicurezza degli utenti del web, www.commissariatodips.it, gestito dalla Polizia di Stato, per ricevere le ultime notizie circa le campagne per la sicurezza online, chiedere informazioni ed esporre dubbi circa la navigazione sicura e i pericoli della rete, oppure collaborare con la Polizia, segnalando contenuti inappropriati e denunciando i reati informatici.

Navigando nel sito, scoprirai diverse sezioni dedicate alle maggiori truffe informatiche, come il phishing e lo spamming, le frodi connesse all’utilizzo delle carte di credito, i reati di cyberstalking (Leggi “Stalking: come chiedere l'ammonimento al Questore ”) e cyberbullismo, le dinamiche connesse al diritto d’autore, alla difesa della reputazione online e all’utilizzo dei social network.

Fake news: come difendersi se riguardano la tua persona

Se la notizia falsa o la diffamazione riguarda la tua persona, la tua famiglia o la tua azienda puoi tutelarti semplicemente inoltrando all'autore dell'articolo su Internet o del posto su Facebook una lettera di diffida e messa in mora alla immediata rettifica o rimozione della fake news.

Se la lettera non dovesse sortire alcun effetto, allora non ti resta che sporgere querela nei confronti di chi ha diffuso la "fake news". La diffamazione è un reato punito dall'art. 595 del Codice Penale. In particolare se l'offesa è recata a mezzo stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero con atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516,00 euro. Sul nostro portale puoi scaricare un fac-simile di querela per diffamazione. Ti ricordiamo che la querela va proposta entro tre mesi dal giorno in cui hai avuto conoscenza della notizia.

Chiaramente devi fare attenzione a non confondere idee e opinioni con notizie false: se ti sei candidato alle amministrative della tua città e un militante dell'opposizione scrive sul proprio blog che il voto non ti va dato perchè secondo lui sei incapace di amministrare la città, non puoi querelarlo per diffamazione o diffusione di fake news. Caso diverso è se il militante diffondesse ad arte con l'unico obiettivo di screditarti, notizie circa una tua presunta relazione con una amante o una tangente che avresti intascato in occasione di una tua precedente esperienza politica.

Fake news: le proposte dell’Agcom e di Google

In un incontro tenutosi a Palermo questa estate, Angelo Marcello Cardani, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è intervenuto per esporre la proposta dell’authority volta ad arginare il più possibile la diffusione di fake news online. Detta in parole povere, la strategia dell’Agcom punta a “chiudere i rubinetti” dei siti che veicolano informazioni false, impedendo loro di pubblicare annunci pubblicitari e quindi di guadagnare tramite essi.

Anche Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, porta avanti la propria lotta contro le fake news. Negli ultimi mesi, infatti, il colosso statunitense ha elaborato un nuovo algoritmo capace di inibire la visualizzazione delle pagine e dei portali che veicolano notizie non attendibili, privilegiando le fonti cosiddette “autorevoli”.

I feedback e le segnalazioni degli utenti avranno un peso sempre maggiore nella selezione delle notizie e nella loro indicizzazione, dunque ti invitiamo ancora una volta a non sottovalutare quanto sia importante denunciare le notizie false o ingannevoli, valutare ciò che leggi e rivestire un ruolo attivo nella comunità virtuale di cui, volontariamente o involontariamente, fai parte.

Pubblicato il 24/10/2017
Tags: bufala
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