Petizione popolare: fac simile WORD

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In questa scheda si rendono disponibili un paio di fac simile con cui i promotori dell'iniziativa possono presentare all’Amministrazione Comunale una petizione popolare. Entrambi i moduli petizione al Comune sono scaricabili in WORD, dunque editabili. Va detto che sul nostro portale si possono scaricare anche modelli più specifici come il fac simile petizione per installazione dissuasori di velocità.

Petizione popolare: quando proporla

Ritieni che il tuo comune debba fare di più per garantire la sicurezza in un determinato quartiere? Sei dell’idea che una certa opera pubblica possa rappresentare un pericolo per l’ambiente? Che debbano essere adottati provvedimenti urgenti per ridurre il traffico o fare manutenzione su certe strade o nei parchi cittadini ?

Esiste uno strumento, la petizione appunto, che consente ad ogni cittadino di rivolgersi in forma collettiva agli organi dell'amministrazione comunale (sindaco, presidente del consiglio comunale …) per sollecitarne l'intervento su questioni di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva.

Generalmente l’amministrazione comune predispone un regolamento sulle modalità procedurali per petizioni d’iniziativa popolare, dunque se l’intento è quello di promuovere una petizione nella tua città, ti invitiamo innanzitutto a prendere possesso di una copia del regolamento comunale.

Chiaramente la petizione deve

  • riguardare materie di esclusiva competenza locale
  • ricoprire un interesse generale
  • essere adeguatamente motivata.

Infatti il Comune non prenderà mai in considerazione una petizione con contenuto generico, priva di motivazioni o che verte su argomenti sui quali la stessa si è già espressa.

Esempi di petizione popolare

A Viganò circa 200 cittadini hanno sottoscritto una petizione che si proponeva di salvare un palazzo storico che sorge nel cuore del paese. Così come a Cuneo è stata lanciata una petizione online contro l'ordinanza comunale che regolamentava la movida cuneese imponendo uno stop alla musica alle 00.30 nel weekend.

A Sassuolo, invece, i cittadini hanno indetto una petizione per chiedere il ripristino del senso di marcia di una delle strade che conducono in centro, mentre ad Aosta hanno lanciato una raccolta firme con l'obiettivo di revocare il bando per la gestione dei servizi sociali del Comune.

In tutti questi casi i cittadini che hanno inteso far valere le proprie richieste si sono avvalsi di uno strumento molto semplice: la petizione popolare

Come fare una petizione al Comune

Per la raccolta delle adesioni non occorre seguire particolari formalità. E’ sufficiente predisporre in carta libera un testo con cui si espone in maniera chiara e concisa la situazione di fatto, si identifica il problema o la questione da portare all'attenzione dell'amministrazione e si indicano eventuali proposte di soluzione. A tal fine è possibile utilizzare uno dei due fac simile disponibili in questa scheda.

Di ciascun sottoscrittore occorre indicare

  • nome e cognome
  • luogo e data di nascita
  • comune di residenza e indirizzo
  • estremi del documento di identità.

E’ molto importante specificare nel modulo utilizzato per la petizione che il trattamento dei dati personali è finalizzato unicamente all’esame della petizione e che sarà effettuato da soggetti incaricati, con l’utilizzo di procedure anche informatizzate, in grado di tutelare e garantire la riservatezza dei dati, secondo quanto previsto dal Regolamento UE 2016/679 e dal D.Lgs. 196/2003 come novellato dal D.Lgs. 101/2018. Importante anche rimarcare che i dati stessi non saranno in alcun modo comunicati a terzi.

Le petizioni indirizzate al Sindaco e/o, al Presidente del Consiglio Comunale devono essere consegnate direttamente all'Ufficio Protocollo generale del Comune o all’Urp. Il regolamento può anche prevedere l’invio a mezzo del servizio postale, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Quante firme servono per una petizione

Normalmente le Amministrazioni Comunali adottano un "Regolamento sulle modalità procedurali per petizioni d’iniziativa popolare" che, tra le altre cose, definisce il numero di firme ed eventuale il quorum necessario. Ad esempio il Regolamento del Comune di Lecce prescrive che le petizioni rivolte al Sindaco e/o al Presidente del Consiglio Comunale, secondo le rispettive competenze, devono essere sottoscritte da almeno 500 cittadini.

Il comune di Torino, invece, prevede che le petizioni al Consiglio Comunale debbano essere sottoscritte da almeno 300 titolari dei diritti di partecipazione che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età.

Nei comuni medio-piccoli tale regolamento raramente esiste. In assenza di esso, si può fare riferimento a quello di un comune più grande, tenendo conto che il numero di firme andrebbe rapportato alle minori dimensioni di quel comune rispetto a quello di riferimento.

Le firme vanno autenticate?

L'autentica di firma del singolo sottoscrittore non nè necessaria se in corrispondenza del suo nome vengono annotati anche gli estremi di un documento di riconoscimento (documento di identità, patente, passaporto, ecc.). Ciò fa si che abbiano pieno valore legale anche le petizioni effettuate online senza firma digitale.

I promotori della petizione, invece, devono produrre una dichiarazione con cui gli stessi si assumono la responsabilità dell’autenticità delle firme da parte dei sottoscrittori dell'iniziativa popolare.

Sono necessarie autorizzazioni?

Innanzitutto è necessaria la vidimazione dei moduli, che può essere effettuata solo dalle Cancellerie delle Corti d’Appello e dei Tribunali o in alternativa dalle segreterie dei Comuni. 

Quindi se la petizione avviene per le strade cittadine o in pubblica piazza occorre: 

  • fornire un preavviso alla Questura almeno 3 giorni prima dell'inizio della raccolta firme;
  • chiedere l’occupazione del suolo pubblico.

Petizione popolare: la risposta del Sindaco

Una volta ricevuta la petizione, l’ufficio anagrafe del comune provvede alla verifica del possesso dei requisiti da parte dei sottoscrittori, mentre un’apposita “Commissione di valutazione”, normalmente composta dal Segretario comunale, dal Responsabile della Trasparenza e da un Dirigente nominato dal Sindaco, si pronuncia sull’ammissibilità o meno della petizione.

Quindi la Commissione comunica le sue valutazioni al Sindaco e/o al Presidente del Consiglio Comunale, secondo le rispettive competenze, e questi ultimi entro un certo termine (solitamente 60 giorni dalla data di acquisizione della petizione al protocollo generale) trasmettono la risposta ai promotori della petizione.

Se la petizione è giudicata ammissibile, il Presidente del Consiglio Comunale ne invia una copia ai Capogruppo Consiliari e al Presidente della Commissione Consiliare competente, i quali possono richiedere un’audizione dei promotori dell’iniziativa allo scopo di approfondire la questione. Sta di fatto che nel termine massimo di 60 giorni dalla data di acquisizione al protocollo generale, la questione oggetto della petizione deve essere discussa in Consiglio Comunale. Della convocazione del Consiglio Comunale devono essere adeguatamente informati i promotori della petizione.

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