Mutuo e credito al consumo: come sospendere le rate

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L'accordo siglato tra l'ABI (Associazione Bancaria Italiana) e 15 Associazioni dei Consumatori è stato prorogato fino al 31 Luglio 2018. Questo significa che fino a questa data sarà possibile per le famiglie italiane chiedere alla propria banca, ricorrendo condizioni oggettive di difficoltà, la sospensione del pagamento della quota capitale del mutuo ipotecario o del credito al consumo. L'istanza di sospensione, tuttavia, potrà essere avanzata soltanto nei confronti di quegli istituti che hanno aderito all'accordo: questa la lista delle banche a cui oggi è possibile rivolgersi.

L'Abi in un suo comunicato ha reso noto che fino ad ottobre 2017 sono state 16.642 le famiglie che hanno sospeso le rate del proprio finanziamento - tra mutuo prima casa e credito al consumo - per un controvalore di 475 milioni di euro. Per quanto riguarda il credito al consumo, le maggiori richieste provengono dal Nord (35,7%), a seguire Centro (22,6%), Sud e Isole (41,7%); stesso dicasi per i mutui: Nord (49,3%), Centro (26,1%), Sud e Isole (24,6%).

Si tratta di uno strumento che si affianca ad un'altra opportunità offerta alle famiglie: ci riferiamo al "Fondo di solidarietà", promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e gestito dalla Consap. I due strumenti non si sovrappongono visto che l’Accordo Abi - Associazioni Consumatori affronta situazioni di difficoltà non gestibili con il "Fondo di solidarietà". In particolare il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa consente di beneficiare della sospensione fino a 18 mesi del pagamento dell’intera rata del mutuo (se non superiore a 250mila euro) per mutuatari con ISEE non superiore a 30.000 euro, in situazioni di temporanea difficoltà economica dovuta al decesso di uno dei titolari, ad un grave infortunio/handicap o alla perdita di lavoro.

Entrambi rappresentano comunque strumenti di grande aiuto a tutte quelle famiglie che attraversano un momento di grave difficoltà e che per questo non riescono a far fronte con regolarità al pagamento delle rate. E' importante sottolineare, comunque, che un'analoga possibilità è offerta anche alle piccole e medie imprese: anche per loro, infatti, l'ABI ha pensato di prorogare fino al prossimo 31 Luglio l'Accordo per il Credito 2015 (leggi "Moratoria mutui: continua la sospensione per le imprese").

Ma vediamo ora di analizzare nel dettaglio il contenuto del provvedimento rivolto alle famiglie.

Quali finanziamenti si possono sospendere

In pratica grazie a questo accordo è possibile chiedere la sospensione delle seguenti tipologie di finanziamenti:
- mutui garantiti da ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale, ma solo nel caso di sospensione del lavoro o di riduzione dell’orario per un periodo di almeno 30 giorni senza cassa integrazione. Sono inclusi i mutui cartolarizzati, rinegoziati, oggetto di operazioni di portabilità e accollati;
- credito al consumo di durata superiore a 24 mesi con piano di ammortamento “alla francese”, erogati a persone fisiche a prescindere dalla tipologia del tasso di interesse applicato. 

Sono invece esclusi:
- i finanziamenti per i quali sia stato accumulato un ritardo nei pagamenti superiore ai 90 giorni, ovvero sia intervenuta la risoluzione del contratto o sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato;
- i finanziamenti che hanno già fruito di misure di sospensione per un periodo di 12 mesi;
- i finanziamenti che fruiscono di agevolazioni pubbliche (nella forma di garanzia, contributi in conto capitale o in conto interessi, ecc.);
- i finanziamenti per i quali sia stata stipulata un’assicurazione a copertura del rischio di insolvenza, purché tale assicurazione copra almeno gli importi delle rate oggetto della sospensione e sia attiva nel periodo della sospensione;
- i finanziamenti assistiti dalla cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
- i finanziamenti strutturati con carta di credito revolving o come aperture di credito.

Caratteristiche della sospensione

L'intestatario del finanziamento può chiedere entro il 31 Luglio 2018 la sospensione della quota capitale del finanziamento per una durata massima di 12 mesi. La richiesta può essere presentata una sola volta e durante il periodo di sospensione la quota relativa agli interessi dovrà essere regolarmente corrisposta alle scadenze previste dal piano di ammortamento. Ricordiamo in proposito che il Fondo di Solidarietà consente di sospendere (per un periodo fino a 18 mesi) non solo la quota capitale della rata ma anche la quota interessi.

Per i soggetti che hanno già usufruito di una sospensione delle rate, per effetto ad esempio di altre iniziative, è possibile usufruire anche di questa attuale moratoria, purché la sospensione concessa non ecceda nel suo complesso i 12 mesi e purché siano trascorsi due anni dall’avvio dell’ultima sospensione ottenuta per lo stesso finanziamento.

L'intestatario del finanziamento può godere di questa possibilità anche se nei suoi confronti risultano rate scadute e non pagate fino ad un massimo di 90 giorni precedenti alla data di richiesta di sospensione.

La sospensione è operativa entro 30 giorni dall’accoglimento della richiesta da parte del soggetto gestore. Il termine è di 45 giorni nel caso di finanziamenti cartolarizzati.

E’ importante sottolineare che con la sospensione la banca non può applicare interessi di mora, commissioni o spese di istruttoria, a meno che l’intestatario del mutuo o del finanziamento non adempia al pagamento della quota interessi alle scadenze originariamente previste. Inoltre la banca non può chiedere garanzie aggiuntive.

L’intestatario del finanziamento può in qualsiasi momento richiedere il riavvio del piano di ammortamento. Tuttavia in questo caso non potrà più richiedere la sospensione per eventuali periodi residui.

Nel momento in cui il periodo di sospensione giunge a scadenza, il piano di ammortamento riprenderà il suo corso normale, chiaramente con un allungamento della durata pari al periodo della sospensione.

Eventi per i quali si può chiedere la sospensione della rata

Per poter presentare la domanda di sospensione per la convenzione, è necessario che l’intestatario o uno dei cointestatari del finanziamento sia stato interessato, negli ultimi due anni dalla presentazione della richiesta, da uno dei seguenti eventi:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età pensionabile, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;
  • cessazione del rapporto di lavoro configurato come: agenzia, rappresentanza commerciale, contratti di collaborazione continuativa e a progetto, ad esclusione del caso in cui la cessazione sia dovuta a risoluzione consensuale, recesso datoriale per giusta causa, recesso del lavoratore non per giusta causa;
  • sospensione del rapporto di lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (cassa integrazione, ammortizzatori sociali in deroga, fondi di solidarietà);
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza.

Come presentare la domanda di sospensione

Chi intende fruire della moratoria può compilare e presentare alla banca o alla società finanziaria questa Dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà sulle proprie personali condizioni. La dichiarazione sostitutiva dovrà essere sottoscritta da tutti i cointestatari del finanziamento ovvero dagli eredi, esclusi eredi minori, interdetti o inabilitati per i quali interviene il tutore.

Alla dichiarazione dovranno quindi essere allegati quei documenti che attestino i requisiti per la richiesta di sospensione ed in particolare:

  • documentazione comprovante la cessazione del rapporto di lavoro e le cause della stessa (ad es.: lettera di licenziamento; lettera di dimissioni; contratto di lavoro dal quale si evinca l’intervenuta scadenza del termine);
  • certificato di morte;
  • certificato rilasciato dall’apposita commissione istituita presso la ASL competente per territorio che qualifica il mutuatario quale portatore di handicap grave (art. 3 comma 3 legge 5 febbraio 1992, n. 104) ovvero invalido civile (dall’80% al 100%);
  • idonea documentazione dalla quale risulti la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro dell’interessato (ad es.: certificazione del datore di lavoro; richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno del reddito; provvedimento amministrativo di autorizzazione al trattamento di sostegno del reddito);
  • sottoscrizione dell’eventuale terzo garante a titolo personale di una dichiarazione di mantenimento della garanzia pure in presenza della sospensione; ovvero la sottoscrizione da parte di eventuali terzi soggetti datori di ipoteca o pegno di una dichiarazione relativa al consenso a mantenere la garanzia oltre il periodo originariamente pattuito;
  • documentazione comprovante l’ultimo reddito imponibile delle persone intestatarie del mutuo.

Adesione delle banche all'accordo ABI

L’iniziativa costituisce la misura minima alla quale le banche associate sono invitate ad aderire, ferma restando la piena libertà di ciascuna banca di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall’Accordo. Le banche che intendono aderire all’iniziativa inviano all'ABI questo modulo di adesione. L'elenco delle banche aderenti è pubblicato sul sito dell’ABI (www.abi.it).

Queste invece la lista delle banche che ad oggi hanno aderito all’Accordo.

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