Autocertificazione per lutto: esempi di modelli

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Da questa scheda si possono scaricare alcuni fac simile di autocertificazione decesso, vale a dire modelli con cui un privato cittadino autocertifica il decesso di una persona (coniuge, parente, convivente ecc.) in un determinato giorno e luogo. Sostituisce il certificato di morte rilasciato dall’amministrazione comunale.

Autocertificazione decesso: sostituisce il certificato di morte

Come anticipato l’autocertificazione di morte sostituisce il relativo certificato rilasciato dal Comune di residenza del defunto.

Quest'ultimo è un documento sul quale vengono trascritte le informazioni essenziali relative all'evento, come nome, cognome e stato civile del defunto, data e luogo nel quale è avvenuto il decesso. Queste informazioni sono presenti nel Registro dello Stato Civile, a seguito della denuncia di morte effettuata dai parenti del defunto all’Ufficiale di Stato Civile.

In quali occasioni si utilizza l'autocertificazione decesso

Cominciamo col dire che sono tante le occasioni in cui c'è l'esigenza di attestare il decesso di una determinata persona. Ad esempio in occasione di:

  • una dichiarazione di successione
  • una richiesta di voltura delle utenze (telefono, luce e gas, pay tv, ecc.)
  • una comunicazione di cessazione dei servizi previdenziali e pensionistici
  • una richiesta di permesso da indirizzare al datore di lavoro

Fortunatamente in tutte queste situazioni si può ricorrere all'autocertificazione decesso, evitando così di rivolgersi al comune per il rilascio del certificato di morte, con conseguente risparmio di tempo e costi.

Il certificato di morte può essere utilizzato unicamente nei confronti dei privati (banche, agenzie di servizi, compagnie assicurative, studi professionali, ecc.), ma non può essere mai imposto al cittadino. Infatti anche nei confronti di questi ultimi, oltre che della Pubblica Amministrazione e dei Gestori di Pubblici Servizi, il cittadino ha sempre il diritto di ricorrere all'autocertificazione.

Questo per effetto del Decreto Semplificazioni 76/2020 che ha appunto "semplificato" l'autocertificazione, imponendo anche ai privati l'obbligo di accettare l'autocertificazione se i loro clienti chiedono di utilizzarla.

Questo significa che non può rifiutarsi di accettare l'autocertificazione di decesso non solo l'Inps (il funzionario responsabile rischia di essere punito penalmente per omissione o rifiuto di atti d’ufficio), tanto per fare un esempio, ma neppure l'azienda privata a cui il coniuge ha richiesto il permesso di assentarsi causa lutto.

Gli stessi privati potranno verificare le informazioni contenute nell'autocertificazione decesso, rivolgendosi direttamente all'Amministrazione comunale competente, ai sensi dell'art. 71 comma 4 del DPR 445/2000. Quest'ultima dovrà obbligatoriamente (e gratuitamente) rispondere alle richieste di verifica se corredate dal nulla osta del dichiarante. Questo il 

Fac simile autocertificazione per lutto

In questa scheda sono disponibili modelli in formato editabile (DOC) e in formato PDF. 

In particolare il fac simile (a) contiene la previsione di tutti i soggetti per i quali è possibile autocertificarne il decesso: padre/madre, suocero/suocera, nonno/nonna, marito/moglie, fratello/sorella ecc. Tra questi è presente anche il:

  • convivente, purché la stabile convivenza con il dichiarante risulti da certificazione anagrafica
  • familiare per il quale non è possibile utilizzare il permesso per lutto. Ci si riferisce in particolare al lutto per decesso di parenti di terzo grado, affini di secondo grado e del coniuge legalmente separato.

Il fac simile (b), invece, contiene anche una sezione riservata alla compilazione del funzionario pubblico nel caso in cui il dichiarante non sappia o non possa firmare.

Il fac simile (c), infine, è stato predisposto dall'Agenzia delle Entrate. Si tratta di un modello con cui il contribuente, in caso di successione, può presentare la dichiarazione sostitutiva del certificato di morte relativa al coniuge, all’ascendente, al discendente o ad altro soggetto. Il modello è utilizzabile anche per cittadini deceduti all’estero, purché il decesso sia stato registrato in un Comune italiano.

La firma non va autenticata, nè deve necessariamente avvenire alla presenza dell'impiegato dell'ente che ha richiesto il certificato.

Tags:  disdetta per decesso successione eredità decesso

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