Denuncia per ingiuria: modello
Il fac simile di richiesta di risarcimento dei danni derivanti dall'ingiuria è un modello di lettera con cui la persona che ha subito un’offesa chiede direttamente all’autore dell’ingiuria il risarcimento dei danni subiti (lettera stragiudiziale).
Quando si commette un reato di ingiuria
Prima che il D.lgs. 15 gennaio 2016, n. 7 lo abrogasse, l'art. 594 del Codice penale stabiliva che chi offendeva l'onore e il decoro di una persona presente, commetteva il reato di ingiuria, punibile con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516.
Il sig. Rossi viene tamponato dal Sig. Bianchi. In evidente stato di agitazione il Sig. Rossi, dopo aver constatato i gravi danni provocati dal sinistro, proferisce nei confronti del Sig. Bianchi - alla presenza di altre persone presenti - frasi offensive del tipo "Sei uno str.... vaff.... guarda dove guidi bastardo!"
Perché si possa parlare di ingiuria è fondamentale la presenza della persona offesa. Diverso è il caso della diffamazione: quando l'offesa viene comunicata a più persone (anche in forma anonima) mentre la persona offesa è assente, il fatto può integrare il reato di diffamazione (art. 595 c.p.), perseguibile a querela della persona offesa, salvo specifiche ipotesi. Dal questo portale si può scaricare un fac simile di querela per diffamazione su Facebook.
Si distingue sia dall'ingiuria che dalla diffamazione la calunnia, che ci commette quando si accusa ingiustamente una persona, davanti a una pubblica autorità, di un fatto che non è vero.
Chiaramente quando si parla di presenza non ci si riferisce unicamente a quella fisica. Si commette il reato di ingiuria anche se le frasi vengono proferite a telefono oppure se l’offesa viene manifestata attraverso scritti o disegni diretti alla persona offesa, ma perfino se rivolgendosi ad una signora le si dice "Suo marito è un idiota", visto che la donna sicuramente lo riferirà al marito.
Esempi di ingiuria
Non esiste un elenco di parole automaticamente ingiuriose, ma la Cassazione ha individuato una categoria di espressioni che, per la loro intrinseca carica di disprezzo, dileggio o umiliazione, sono oggettivamente offensive, salvo che il contesto dimostri chiaramente un uso scherzoso o non offensivo.
In particolare la Cassazione ha precisato che "occorre distinguere tra le espressioni di per sé obiettivamente lesive dell'onore e del decoro" e quelle che acquistano carattere offensivo "in relazione a particolari circostanze".
Tra le espressioni che, per il loro significato e per la carica di disprezzo o mortificazione che possono esprimere, sono state ritenute offensive dalla giurisprudenza rientrano, a seconda dei casi, epiteti quali “stupido”, “imbecille”, “idiota”, “stronzo”, "bastardo", nonché espressioni come “poco di buono” o l'attribuzione di comportamenti gravemente disonorevoli. Anche l'attribuzione di condotte disoneste, moralmente riprovevoli o discriminatorie può assumere una rilevante valenza offensiva. Come detto, però, la valutazione, deve essere effettuata caso per caso, considerando il significato concretamente assunto dalle parole e il contesto nel quale sono state pronunciate.
Anche il gesto del dito medio può integrare una condotta ingiuriosa. La giurisprudenza ha infatti riconosciuto che l'offesa all'onore e al decoro può essere realizzata non soltanto attraverso parole o scritti, ma anche mediante gesti.
Al contrario, parolacce, espressioni volgari, imprecazioni o frasi di rabbia non sono automaticamente ingiuriose: ad esempio l'espressione "non rompermi le scatole" non ha carattere offensivo.
Lo stesso si può dire del classivo "Vaffa": si tratta di una volgarità/ingiuria verbale tipica, ma non significa che sia automaticamente illecita in qualsiasi circostanza. La giurisprudenza valuta il contesto, il tono, il rapporto tra le persone e le circostanze del diverbio.
Quali sono gli effetti della denuncia per ingiuria
Il reato è stato depenalizzato. In altri termini non è più considerato un reato penale, con la conseguenza che le disposizioni dell'articolo 594 del C.P. non si applicano più:
- reclusione fino a sei mesi o multa fino a 516 euro, oppure
- reclusione fino a un anno o multa fino a 1.032 euro se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.
Oggi l'ingiuria è un illecito civile, con la conseguenza che la persona offesa non può più querelare la controparte recandosi nel più vicino comando di Polizia o dei Carabinieri, ma deve affidarsi ad un avvocato di fiducia ed intraprendere una causa civile al fine di ottenere dal Giudice il risarcimento dei danni.
Per chi versa in particolari situazioni economiche è possibile avvalersi del gratuito patrocinio.
Risarcimento per ingiuria: vanno fornite le prove
Il risarcimento del danno derivante da ingiuria deve essere accertato e quantificato economicamente dal giudice. Naturalmente in sede di giudizio, per la persona offesa non è sufficiente riferire le frasi proferite dalla controparte, ma diventa fondamentale fornire elementi di prova come testimonianze, registrazioni, ecc.
Questo è un aspetto da non sottovalutare se non si vuole rischiare di perdere la causa, la qualcosa comporterebbe anche il sostenimento delle spese legali a carico della controparte.
Ricordiamo anche che per una richiesta di risarcimento derivante da un'ingiuria:
- fino a €1.100 -> in linea generale è possibile agire personalmente, senza avvocato, davanti al Giudice di Pace competente;
- oltre €1.100 -> l'assistenza dell'avvocato diventa normalmente necessaria. In questo caso per risarcimenti fino a 10.000 euro, la causa si discute comunque davanti al Giudice di Pace, oltre i 10.000 euro, la competenza passa al Tribunale ordinario.
Tuttavia anche se la quantificazione del danno spetta al giudice, nulla vieta alle parti di tentare una soluzione bonaria della faccenda prima di avviare la causa. In una simile ipotesi la parte offesa potrebbe inviare, anche senza l'assistenza di un legale, una lettera di diffida e messa in mora all'autore dell'ingiuria, con cui si quantifica una cifra a titolo di risarcimento per chiudere la vicenda. Se la controparte accetta e paga, si firma un accordo transattivo e si evita di passare per il tribunale.
Dunque il fac simile di richiesta risarcimento danni da ingiuria scaricabile da questa scheda non è un atto giudiziario, bensì una lettera stragiudiziale.
È doverso precisare, tuttavia, che la quantificazione del danno, proprio perché derivante da un'offesa all'onore e al decoro (danno non patrimoniale), non è sempre facile.
Fac simile risarcimento danni da ingiuria
[Mittente]
_________
_________
(nominativo e recapiti)
[Destinatario]
_________
_________
(nominativo e recapiti)
Raccomandata A/R - PEC
OGGETTO: Diffida e messa in mora, richiesta di risarcimento del danno per condotta lesiva dell'onore e della reputazione
Egregio/Gentile Sig./Sig.ra _________,
con la presente Le contesto formalmente quanto segue.
Il giorno _____, in presso ________ / a mezzo ______ (ad es. di persona / telefonicamente / via e-mail / via hatsApp / sui social network, ecc.), Lei ha rivolto nei miei confronti le seguenti espressioni ingiuriose: _____________ (riportare, possibilmente tra virgolette, le espressioni pronunciate, ad es. "decerebrato", "dici solo stronzate", "leccaculo di merda", "buona a nulla", ecc.) accompagnandole _______ (eventualmente descrivere altri comportamenti o gesti offensivi, ad es. "con il dito medio").
Tali espressioni e condotte, anche alla luce delle circostanze nelle quali sono state poste in essere, hanno arrecato un pregiudizio alla mia dignità, al mio onore e al mio decoro, provocandomi un danno che intendo far valere nelle competenti sedi.
Con la presente, pertanto, la DIFFIDO E COSTITUISCO FORMALMENTE IN MORA, ai sensi dell'art. 1219 c.c., affinché provveda al risarcimento dei danni da me subiti, che, in via stragiudiziale e al fine di definire bonariamente la vicenda, quantifico nella somma complessiva di € _______.
La somma dovrà essere corrisposta, entro e non oltre __ giorni dal ricevimento della presente, mediante bonifico sul conto intestato a _____, IBAN ______, causale "Risarcimento danni per ingiuria ai danni di ___ per vicenda del ___”.
La suddetta somma è richiesta a titolo di integrale risarcimento dei danni conseguenti alla condotta sopra descritta, senza che la presente possa intendersi quale rinuncia ad ulteriori diritti o pretese qualora la vicenda non venga definita nei termini indicati.
In difetto, mi vedrò costretto/a a tutelare i miei diritti nelle sedi competenti, con aggravio di spese, interessi e rivalutazione a Suo carico.
La presente richiesta è formulata con l'intento di definire bonariamente la vicenda ed evitare il ricorso all'autorità giudiziaria.
Qualora non dovessi ricevere il pagamento, oppure una Sua proposta concreta di definizione della controversia, entro il termine sopra indicato, mi vedrò costretto/a a tutelare i miei diritti nelle sedi competenti, con aggravio di spese, interessi e rivalutazione a Suo carico.
Distinti saluti.
[Firma]
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