Fac simile per annullare assegno bancario

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In questa scheda proproniamo un paio di fac simile con cui è possibile comunicare alla propria banca che si è provveduto ad annullare un assegno precedentemente emesso. Il modello è disponibile nei formati WORD e PDF.

Annullare un assegno: quando è possibile

Annullare un assegno emesso è sempre possibile quando c'è il consenso del beneficiario (o prenditore). Potrebbe accadere, ad esempio, che Rossi per la prestazione ricevuta da Bianchi emetta in favore di quest'ultimo un assegno dell'importo di 500 euro. Al momento della consegna, tuttavia, Bianchi rifiuta di accettare l'assegno, motivando la sua decisione con il fatto che la sua prestazione è da intendersi a titolo gratuito in considerazione dei rapporti di amicizia intercorrenti.

In casi del genere è sufficiente che il traente strappi l'assegno o vi scriva sopra "ANNULLATO".

Ogni altra soluzione non è francamente consigliabile. Ad esempio una scrittura privata o un nuovo contratto in cui si evidenza chiaramente che la prestazione è resa a titolo gratuito e che l'assegno emesso è privo di ogni valore, non mette al riparo il traente da una eventuale azione scorretta del creditore che decide di presentarsi allo sportello per incassare l'assegno. In questo caso, infatti, la banca non potrebbe in alcun modo esimersi dal pagare l'assegno.

Annullare assegno bancario senza il consenso del beneficiario

Rossi emette un assegno in favore di Verdi per dei lavori di tinteggiatura eseguiti presso la propria abitazione. Successivamente scopre che i lavori non sono stati eseguiti a regola d'arte e decide di revocare il pagamento appena effettuato.

Tuttavia in questo caso Rossi non può chiedere alla propria banca di annullare l'assegno bancario. Ciò in quanto l'assegno è un titolo pagabile “a vista”, dunque deve essere pagato al beneficiario al momento della presentazione allo sportello della banca d’emissione senza che quest'ultima sia tenuta a verificare l'esistenza o meno del debito, la presenza o meno di contestazioni, ecc.

Questo ci porta a dire che annullare un assegno senza il consenso del creditore è possibile in due soli casi:

  1. quando sono decorsi i termini per il versamento dell'assegno da parte del creditore (7 o 15 giorni a seconda che l’assegno sia “su piazza” o “fuori piazza”). Questo chiaramente non significa annullare anche il debito;
  2. quando il titolo risulta smarrito o rubato. In questo caso occorre allegare alla richiesta di annullamento (o revoca) dell'assegno una copia della denuncia fatta alle autorità di pubblica sicurezza o in alternativa dichiarare che si invierà quanto prima copia della denuncia.

La banca può annullare un assegno?

La banca può autonomamente annullare un assegno e rifiutarsi di pagarlo? Si se riscontra una mancata corrispondenza tra la firma depositata in banca e quella apposta sull'assegno.

Tanto che nel caso in cui l'istituto pagasse ugualmente il titolo, il traente avrebbe la possibilità di richiedere il rimborso per assegno con firma falsa

In tutti gli altri casi la banca non può in alcun modo rifiutarsi di pagare l'assegno, neppure nel caso in cui il traente comunicasse all'istituto di aver riportato sull'assegno un importo errato o di averlo intestato ad una persona sbagliata.

La banca, infatti, è tenuta unicamente ad adottare ogni cautela utile ad evitare che l'assegno venga incassato da persona diversa da quella riportata sull'assegno.

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