Annunci di lavoro: 5 modi per capire se sono una truffa

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A volte, visitando i portali che pubblicano annunci di lavoro, si rimane disorientati. Come ci si spiega il problema della disoccupazione in Italia, se ci sono così tante offerte di lavoro? La risposta è molto semplice: gli annunci “seri” ci sono, ma è come cercare un ago in un pagliaio. È esorbitante il numero di annunci di lavoro, online e non, che promettono impieghi e contratti di lavoro da sogno per poi rivelarsi dei grandi, enormi bluff. Dietro un annuncio potrebbe esserci di tutto: da un posto come venditore porta a porta ad un furto d’identità informatica, dal riciclaggio di denaro sporco all'induzione alla prostituzione. Ora ti sembrerà che stiamo esagerando, ma purtroppo non è così. Sono tantissimi i casi di giovani e meno giovani che sperimentano ogni giorno delusioni di questo tipo. Moduli.it vuole solo aiutarti ad evitarle, ecco perché abbiamo deciso di scrivere questo articolo.

Nei paragrafi che seguono ti illustreremo come dovrebbero essere impostati gli annunci di lavoro e dunque come riconoscere quelli truffaldini; infine ti daremo 5 preziosi consigli da tenere a mente per evitare raggiri, truffe e bidoni.

Annunci di lavoro da privati: ecco cosa devono contenere

Nell’articolo “Annunci lavoro: come scriverli se offri o cerchi lavoro” ci sono tutta una serie di consigli sia per chi cerca lavoro e si appresta a scrivere un annuncio, sia per chi cerca personale e deve redigere l’annuncio per un’offerta di lavoro. È utile dedicare 5 minuti alla lettura di questo pezzo, in quanto contiene delle indicazioni utili anche per riconoscere un annuncio a regola d’arte, da uno che invece può nascondere una truffa.

Quali sono gli elementi che caratterizzano un buon annuncio? Innanzitutto leggi il titolo: deve essere chiaro, specificando chi offre e soprattutto cosa. Un’attività che cerca personale e offre un impiego reale, non teme di presentarsi al pubblico, dunque offrirà una breve e chiara descrizione di sé, specificando a chiare lettere il suo nome. Come il nome dell’azienda, anche la posizione offerta deve avere una descrizione chiara e inequivocabile, così da essere comprensibile ai diretti interessati, ovvero i disoccupati o gli inoccupati in cerca di un impiego. È chiaro che un annuncio come “Ristorante Il Pescatore a Rimini offre contratto full time a n.2 camerieri” susciti più fiducia rispetto a “Noto locale in centro a Rimini cerca personale”; dunque prediligi le offerte chiare e scarta subito gli annunci anonimi. Desideri avere qualche esempio in più? Su questo portale troverai alcuni modelli di annunci offro lavoro che ti saranno sicuramente utili.

Annunci di lavoro: consulta quelli presenti su portali affidabili

Nell’era in cui tutto si sta digitalizzando e sta diventando virtuale, dove cercare lavoro, se non in rete? Per aiutarti a farti largo tra le impervie maree del web e navigare sicuro in cerca del tuo prossimo impiego abbiamo redatto l’articolo “Dove e come cercare lavoro”, suggerendoti tutta una serie di siti che abbiamo consultato personalmente. Infojobs (www.infojobs.it), Jobrapido (it.jobrapido.com), Trovolavoro (lavoro.corriere.it) e Oggilavoro (www.oggilavoro.eu) sono solo alcuni dei portali che ti consigliamo di visitare, oltre che Moduli.it, chiaramente, che aggrega diversi annunci di lavoro e conta ogni giorno nuove offerte. Per usufruire del nostro servizio fai così: collegati alla pagina lavoro.moduli.it e inserisci le informazioni utili alla ricerca, ovvero la posizione desiderata (l’impiego che vorresti svolgere) e il luogo (ovvero la città o la provincia in cui ti piacerebbe lavorare). Fatto ciò non ti resta che cliccare sul pulsante con la lente di ingrandimento e osservare i risultati ottenuti.

Annunci di lavoro falsi: ecco quali sono le caratteristiche da tenere a mente

Se un annuncio non riporta le caratteristiche di cui ti abbiamo fatto cenno è giusto dubitare. Nello specifico, ecco quali sono le cose a cui devi prestare attenzione, quando navighi tra gli annunci di lavoro:

- Gli annunci anonimi. Secondo l’articolo 9 comma 1 del Decreto Legislativo 276/2003 è illegale pubblicare annunci di lavoro senza specificare chi sia il mittente. Infatti il testo stesso del decreto sancisce che “Sono vietate comunicazioni, a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione, in qualunque forma effettuate, relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocamento professionale, intermediazione o somministrazione effettuate in forma anonima e comunque da soggetti, pubblici o privati, non autorizzati o accreditati all'incontro tra domanda e offerta di lavoro eccezion fatta per quelle comunicazioni che facciano esplicito riferimento ai soggetti in questione, o entità ad essi collegate perché facenti parte dello stesso gruppo di imprese o in quanto controllati o controllanti, in quanto potenziali datori di lavoro”. Dunque se il nome di chi offre lavoro non compare o non è chiaro, se invece di un numero fisso compare solo un numero di cellulare o un account skype, se invece dell'email con domino aziendale figura una casella di tipo generico, allora è il caso di porsi qualche domanda;

- Non ci sono riferimenti concreti al tipo di impiego offerto, ma si chiede agli interessati di inviare curriculum, documenti e informazioni personali (carta di identità, codice fiscale, dati bancari, ecc.) o certificati (certificato del casellario giudiziale), presentarsi ad un colloquio o chiamare numeri di telefono (talvolta anche a pagamento) per ricevere maggiori informazioni;

- L’annuncio di lavoro arriva all’interno di un messaggio di posta elettronica o tramite sms e chiede agli interessati di cliccare su un link, rispondere al numero presente nel testo oppure effettuare una chiamata ad un numero a pagamento (o numeri a tariffa speciale o premium che iniziano per 892, 899, 894, ecc.) con l'obiettivo di avere maggiori informazioni in merito all'opportunità di lavoro prospettata. In realtà a trarre vantaggio dalla telefonata  sono quasi sempre le società che gestiscono simili servizi. La posta elettronica è un terreno fertile per hackers e truffatori: fai dunque molta attenzione ai messaggi che ricevi, evita di aprirli se non conosci il mittente e leggi l'articolo che abbiamo dedicato alla email-truffa;

- L’annuncio anticipa agli interessati che per ottenere il posto è necessario acquistare il kit di benvenuto, partecipare ad un corso di formazione, sottoscrivere un abbonamento o comprare un qualcosa a condizioni agevolate;

- Non ci sono riferimenti al tipo di contratto, né tantomeno alla retribuzione, ma al contrario viene indicato un range di guadagno, ad esempio da 600 a 1500 euro mensili;

- Non si richiede né un titolo di studio, né esperienze pregresse, né tantomeno competenze particolari (soft skills), ma solo “tanto impegno” o una “propensione all’imprenditorialità”. Insomma lauti guadagni senza neppure muoversi da casa;

- Ai candidati si chiede di inviare il curriculum vitae ed eventualmente la lettera di presentazione ad una casella di posta elettronica generica e non ad una di tipo aziendale (xxxx@nomeazienda.it) oppure ad una PEC (posta elettronica certificata).

Annunci di lavoro falsi o truffaldini: 5 modi per riconoscerli e difendersi

Se ti trovi davanti ad un annuncio che potrebbe interessarti, ma di cui dubiti, poiché contiene i campanelli d’allarme descritti sopra, prenditi 5 minuti per fare ricerche e capirci qualcosa in più. Quando decidi di rispondere impulsivamente agli annunci di lavoro senza avere le idee chiare su cosa l’azienda (sempre che esista) ti sta offrendo, potresti, nel migliore dei casi, perdere del tempo prezioso, mentre nel peggiore dei casi, affidare dati e informazioni personali a veri e propri delinquenti informatici. Forse non lo sai, ma il target di disoccupati in cerca di lavoro è uno dei preferiti di chi commette atti illeciti, in quanto se da una parte i giovani possono peccare di ingenuità, dall’altra i meno giovani farebbero di tutto per reintrodursi nel mondo del lavoro, anche accettare delle offerte senza aver ben capito cosa ci sia sotto. Occhi aperti, dunque: nelle prossime righe capirai come evitare le truffe che si nascondono dietro agli annunci di lavoro falsi.

- Regola n.1: Cercare informazioni sull’inserzionista. Che sia lo studio di un avvocato, una boutique microscopica o una grande azienda, non importa: se esiste e se lavora onestamente, comparirà sicuramente tra i risultati di un qualsiasi motore di ricerca. Googla il nome dell’attività o del professionista: se “Il Pescatore” a Rimini esiste davvero, sicuramente avrà un sito internet, oppure una pagina Facebook, un profilo Instagram, comparirà in Tripadvisor o almeno nelle Pagine Bianche.

Le ricerche online puoi condurle anche sul sito del Registro Imprese della Camera di Commercio (www.registroimprese.it): è sufficiente digitare il nome della ditta/società che figura sull'annuncio e la relativa provincia. Se l'azienda è presente in archivio, ti verrà mostrato - oltre al nome - l'indirizzo, la forma giuridica e il settore di attività. Registrandoti potrai ricevere informazioni anagrafiche complete come Numero REA, Codice Fiscale e descrizione estesa dell'attività.

In alternativa puoi servirti del sito dell'Agenzia dell'Entrate. In questo caso basta inserire il numero di partita Iva e premere sul pulsante Invia. Il software ti restituirà informazioni su:
- stato - attiva, sospesa (in caso di affitto d'azienda), cessata
- denominazione o il cognome e nome del titolare
- data di inizio attività e le eventuali date di sospensione/cessazione.
Anche in questo caso occorre prestare molta attenzione perchè in molti annunci sono stati riscontrati numeri di partite IVA false o rubate ad altre aziende. In simili circostanze potrebbe essere utile fare su questa pagina una verifica e corrispondenza tra la partita Iva e la denominazione della ditta/società che ti propone il lavoro.

Se in rete non c’è nulla, chiedi ad amici e parenti se conoscono l’attività, se hanno visto o ascoltato una pubblicità alla radio: percorri qualsiasi tragitto che potrebbe portarti a sapere qualcosa in più del tuo papabile datore di lavoro.

- Regola n.2: Se senti nell’aria puzza di truffa, allora Googla il nome dell’azienda e scrivi accanto la parola raggiro, truffa, fregatura, imbroglio o altro termine simile. Nel caso in cui qualcuno abbia risposto all’annuncio prima di te e abbia voluto comunicare ad altri ignari utenti ciò che si nascondeva dietro la falsa offerta di lavoro, probabilmente comparirà tra i risultati della ricerca. Qualora emergano parole come “Multi-level marketing”, “Network marketing” oppure “Marketing piramidale” dovresti sapere che in Italia questo tipo di attività sono state ritenute illegali dalla legge 173/2005, art. 5. Si tratta, infatti, di società che basano il proprio profitto non tanto sulla vendita di prodotti o servizi, quanto sull’ingaggio di nuovi soggetti, portando avanti un sistema che avvantaggia solo chi è in cima alla piramide.

- Regola n.3: Pretendi informazioni dettagliate. Non temere di sembrare un pesantone agli occhi del tuo (potenziale) datore di lavoro: rivolgigli tutte le domande e i dubbi riguardo la posizione lavorativa descritta nell’annuncio, chiedi i dettagli sul tipo di contratto e sulla retribuzione. Se l’azienda ha davvero intenzione di assumere qualcuno, sicuramente si è fatta due conti e ha individuato una cifra da offrire ai candidati. Chiedere delucidazioni sul contratto o sul salario non è né maleducato, né inopportuno; dopotutto si lavora per essere pagati, non per la gloria. Se nell’annuncio trovi dei riferimenti telefonici (evita di chiamare quelli a pagamento) e desideri ricevere informazioni, chiedi sempre al tuo interlocutore di lasciarti un nominativo e un numero di telefono o un indirizzo email aziendale. Nel caso in cui, invece, l’annuncio contenga un indirizzo email a cui è possibile inviare un curriculum o semplicemente delle domande in merito all’annuncio, allora assicurati che provenga da una casella aziendale o una PEC. Gli indirizzi generici di Gmail, Yahoo, Alice, Libero ecc. non hanno alcuna parvenza di professionalità, dunque è probabile che dietro l’annuncio non ci sia alcuna realtà stabile.

- Regola n.4: Occhio alla privacy. Se per inviare la tua candidatura online ti viene chiesto di compilare un modulo online, ricorda che prima di premere sul pulsante di invio e concludere la procedura devi prendere visione dell’informativa sulla privacy. Tutelare dati sensibili e informazioni personali è un tuo diritto, ma al tempo stesso anche un tuo dovere. Cosa vuol dire? Fondamentalmente, due cose. La prima è che devi svolgere un ruolo attivo nella difesa dei tuoi diritti, informandoti circa la normativa attualmente in vigore (a tal proposito ti consigliamo di leggere “Diritto alla privacy: cos'è e come esercitarlo”). La seconda consiste nell’assicurarti che i titolari del trattamento dei tuoi dati (in questo caso l’azienda a cui invii il curriculum) agiscano nel rispetto della tua privacy e della legge italiana.

- Regola n.5: Senza contratto non se ne fa nulla. Se l’azienda ti propone un impiego, anche se prima di assumerti chiede un periodo di prova, assicurati che la tua posizione sia in regola, dunque pretendi che ci sia accordo scritto tra le parti. Prima di firmare il contratto, prenditi il tempo di leggerlo e comprendere il significato delle varie clausole. Se non hai mai firmato un contratto, potrebbe esserti utile, ad esempio, scaricare gratuitamente il modello di contratto subordinato a tempo determinato o dare un'occhiata al contratto di lavoro intermittente o a chiamata piuttosto che al contratto di collaborazione occasionale, oppure consultare altri documenti simili presenti su questo portale. Chi ti propone di partecipare a corsi di formazione, tirocini formativi, o addirittura dei master prima di stipulare un contratto, molto probabilmente ha solo intenzione di estorcerti dei soldi per una ulteriore formazione che a te non serve. Le aziende serie, infatti, offrono la formazione ai dipendenti dopo averli assunti, spesso remunerando anche le ore relative al corso. Queste realtà esistono, devi solo avere la pazienza di cercare e un pizzico di fortuna nel trovarle.

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