Aria condizionata in auto: occhio alle multe

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Quando fa molto caldo, in estate, accendere l’aria condizionata nella propria automobile è un gesto naturale, quasi automatico. Il climatizzatore, infatti, è entrato di diritto tra gli accessori da avere assolutamente in auto, poiché ti permette di guidare in condizioni piacevoli, sia d’estate, quando il sole picchia, sia d’inverno, quando le temperature si fanno più rigide. Certo è che, mentre si pensa a difendersi dalle temperature pazze, si trascura l’ambiente e i danni che involontariamente, si arreca alla salute. Volendo sorvolare, infatti, sul discorso “consumi” (si stima un 5-10% in più dovuto al fatto che l'uso del climatizzatore toglie potenza al motore, cosicché per andare alla stessa velocità occorre pigiare di più sull'acceleratore), non si può fare lo stesso con le emissioni prodotte dal veicolo che rimane acceso, pur essendo in sosta.

L’inquinamento generato dai gas di scarico delle automobili e i terribili effetti sull’uomo e sull’ambiente circostante sono temi di estrema attualità, che in Europa almeno due nazioni hanno affrontato prima di noi: la Spagna e l’Inghilterra. Entrambe, infatti, con l’inizio del nuovo millennio, hanno introdotto una serie di norme e di rispettive sanzioni, con la finalità di sensibilizzare la coscienza ecologica di ciascun individuo, quando si mette alla guida del proprio veicolo. Tenere l’automobile accesa più del dovuto è sanzionabile da una decina d’anni anche in Italia, che nel 2007 ha visto l’introduzione di una multa da 41 ai 168 euro per chi sosta con il motore acceso.

Aria condizionata in macchina: ecco cosa sancisce il CDS

L’aria condizionata deve essere spenta quando l’auto è in sosta: questo è quanto stabilito dal Codice della Strada nell’articolo 157, relativo all’arresto, alla fermata e alla sosta dei veicoli. Chi non rispetta la normativa vigente e viene sorpreso dagli agenti, può essere multato, e come avrai potuto intuire, gli importi sono davvero molto onerosi. Ma procediamo con ordine.

Per correttezza, ci teniamo a riportare la fonte della notizia, ovvero il comma 7 dell’articolo 157 CDS, il quale sancisce che: “È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 216 a euro 432”.

Come puoi facilmente intuire dal testo, il Codice della Strada fa riferimento all’intero impianto di condizionamento d’aria. Ciò vuol dire che si può essere sanzionati sia d’estate, quando si accende l’aria condizionata, sia d’inverno, quando il climatizzatore viene utilizzato per riscaldare l’abitacolo.

Se non eri a conoscenza di questa norma, sappi che non sei il solo: essa viene ignorata dalla stragrande maggioranza delle persone, per 2 motivi fondamentali. Il primo è legato alla stagionalità della violazione. Se il passaggio al semaforo rosso è un’infrazione che viene commessa tutto l’anno, l’uso improprio del climatizzatore in auto rappresenta una violazione prettamente estiva e invernale. Inoltre la particolare conformazione dello stivale espone alle contravvenzioni solo quella fetta di automobilisti impegnata a difendersi dalle temperature eccessivamente calde o fredde. Il secondo motivo riguarda la scarsa attenzione che la maggior parte degli agenti hanno dedicato all’osservanza dell’articolo 157, almeno fino a qualche tempo fa. Nel 2015, infatti, la Giurisprudenza è tornata ad interessarsi di questa norma, poiché un 25enne di Como è stato multato per aver tenuto l’aria condizionata accesa, mentre faceva una telefonata, dopo aver accostato e fermato la vettura.

Dobbiamo dunque temere una multa superiore ai 200 euro per un’innocua telefonata? La risposta non è né sì, né no. In linea generale, possiamo scrivere che dipende da quanto è lunga la telefonata e la relativa sosta del veicolo.

Aria condizionata: funzionamento consentito solo durante la fermata

L’uso dell’aria condizionata auto non rappresenta una violazione al Codice della Strada se l’automobilista arresta la vettura (dunque quando si ferma a causa del traffico, è in coda ad un semaforo o ad un passaggio a livello) oppure effettua una fermata, che è cosa ben diversa dalla sosta. L’articolo 157 del codice della Strada, infatti, specifica che per "fermata si intende la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata” mentre “per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente”.

Facciamo degli esempi pratici, così da eludere qualsiasi dubbio. Effettui una fermata quando accosti al lato destro della carreggiata per far scendere il passeggero, per far sì che qualcuno salga a bordo, per fare una veloce telefonata, cercare qualcosa in borsa o per impostare il navigatore. Effettui una sosta, invece, quando accosti o più un generale sospendi la marcia del veicolo e abbandoni il posto di guida, anche se solo per svolgere una banalissima commissione: comprare le sigarette, lasciare la documentazione contabile al commercialista, acquistare un mazzo di fiori per il compleanno di tua moglie, discutere a telefono con il tuo cliente del preventivo che gli hai formulato. Ecco se facendo ciò lasci la macchina accesa, per evitare che l’abitacolo si surriscaldi e i passeggeri soffrano il caldo, stai violando il Codice della Strada e, dunque, devi solo sperare di non essere beccato dagli agenti di polizia.

Tutto questo lo stabilisce nel 2010 una Circolare - 12/08/2010 - Prot. n. 300/A/11310/10/101/3/3/9 del Ministero dell'Interno, nella quale si specifica che il divieto di utilizzo dell’aria condizionata è "limitato alla sosta del veicolo e non più anche alla fermata del veicolo". Leggi anche “Automobilisti e multe: 10 cose che devi sapere”.

Aria condizionata e multe: come far valere le proprie ragioni

Nel malaugurato caso in cui, durante una torrida giornata estiva, incontrassi un agente mentre hai la macchina in sosta con l’aria condizionata accesa, e prendessi una multa per uso improprio del climatizzatore d’aria, sappi che potrebbero esserci buone probabilità per fare ricorso e chiedere l’annullamento. Ora ti spieghiamo come fare.

Partiamo dal presupposto che se lasci il climatizzatore e, dunque, il veicolo acceso, anche se in sosta, non puoi essere andato lontano. Se ti accorgi per tempo della presenza del vigile, il consiglio è di intervenire prontamente per cercare di negoziare con lui e convincerlo a non proseguire nella stesura del verbale di contravvenzione. Potresti imbatterti con un agente comprensivo, che ti intima semplicemente di riprendere la marcia, oppure con un vigile particolarmente zelante che non vuole sentire ragioni e che si limita a chiederti "patente e libretto!"

Se l’agente ha redatto il verbale in tua assenza, oppure nel momento esatto in cui ti accingevi a tornare alla macchina, è possibile che abbia commesso qualche errore nella compilazione del verbale. Controllala con calma: i campi devono essere tutti compilati e i dati inseriti devono corrispondere a realtà. Se, ad esempio, la norma citata fosse errata, non ci fossero riferimenti all’agente, non fosse chiaramente indicato il lugo dell'infrazione, se la targa o il modello non corrispondessero alla tua auto o più in generale ravvisassi un vizio di forma, il verbale potrebbe essere ritenuto nullo. Qualora volessi approfondire l’argomento ti consigliamo di leggere: “Multa: quando è nulla per un vizio di forma”.

In questi casi è possibile rivolgersi all’organo accertatore, ossia alla Polizia Muncipale, Polizia Stradale o Carabinieri (questo il fac simile da utilizzare), oppure direttamente al Prefetto della Provincia (ecco il modello per il ricorso) nella quale è stata elevata la sanzione e chiedere l’annullamento della multa espletando la procedura di ricorso. Tutti i passaggi da eseguire, le indicazioni e la modulistica utile sono stati riportati nell’articolo “Multa: come presentare ricorso al Prefetto”.

Se poi il verbale risulta completamente illegittimo o palesemente errato, è altresì possibile cercare di ottenere l’annullamento d'ufficio della multa. A questo proposito, è opportuno servirsi dell’istituto dell’autotutela, inviando un ricorso scritto (questo il fac simile che puoi scaricare gratuitamente da Moduli.it) tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento, direttamente all'ufficio che ha emesso il verbale. Se opti per il ricorso in autotutela, ricorda: l’avvio della procedura non interrompe il decorrere dei giorni utili per effettuare il ricorso al Giudice di pace (30 giorni dalla data di ricevimento o notifica del verbale) o il ricorso al Prefetto (60 giorni dalla data di ricevimento o notifica del verbale). Qualora volessi approfondire l’argomento, ti consigliamo di leggere l’articolo “Multe: come proporre il ricorso in autotutela

Non finisce qui: c’è altro da considerare, prima di arrendersi al pagamento dell’ingente sanzione. Come ti abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti, la violazione del Codice si concretizza solo nel caso in cui la macchina sia in sosta. Ciò vuol dire che se vieni multato dalle forze di Polizia mentre sei seduto al posto di guida, potresti contestare il verbale, dichiarando che il tuo veicolo era fermo ma non in sosta. In questo caso e per tutte le altre dinamiche più delicate, ti consigliamo di fare ricorso al Giudice di pace. Questo è il modulo da utilizzare per avviare la procedura, mentre tutte le indicazioni utili al suo svolgimento sono state riportate nella guida “Multa: come presentare ricorso al Giudice di pace”.

Qualora non ci fossero i presupposti per un ricorso al Prefetto o al Giudice di pace, ti consigliamo di non lasciar scadere la multa, in quanto le conseguenze di questa banale dimenticanza sarebbero a dir poco deleteree per le tue finanze (leggi “Multe non pagate? Ecco quali sono le conseguenze”). Al contrario, ti consigliamo di pagare la sanzione entro 5 giorni, così da poter beneficiare dello sconto riservato a chi paga subito le multe. Si tratta di una percentuale di sconto pari al 30% dell’importo totale, dunque vale la pena approfittarne.

Nel caso in cui, invece, avessi qualche problema con il pagamento della contravvenzione, dovuto per lo più ad una situazione economica attualmente complicata, sappi che è possibile chiedere la rateazione dell’importo. Pagare una multa a rate è molto più semplice di quanto immagini. Le condizioni da rispettare sono solo due: la prima è dimostrare, attraverso la dichiarazione dei redditi, di essere titolare di un reddito non superiore a 10.628,16 euro; la seconda è presentare il verbale di contravvenzione e questo modulo di richiesta rateazione pagamento multa al Prefetto della Provincia in cui è stata riscontrata l'infrazione, entro 30 giorni dalla data di contestazione o di notificazione della violazione.

Nel periodo estivo ad dire il vero è facile incappare in altre violazioni come ad esempio quella per guida con il braccio fuori dal finestrino o con utilizzo di infradito o sandali, per mancato uso delle cinture di sicurezza o per errata sistemazione dei bagagli. Per questo motivo ti raccomandiamo ti effettuare tutte le verifiche necessarie prima di partire per le vacanze, incluso un controllo sulla validità della patente, dell'assicurazione e della revisione (leggi "Estate: ecco quali sono le infrazioni più comuni").

Pubblicato il 11/07/2017    2 Commenti
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49993 - Redazione
21/07/2017
Antonio, sono queste le frasi che ci danno la spinta di cui abbiamo bisogno per andare avanti e fare sempre meglio. Grazie nonno Antonio.

49964 - Antonio S.
18/07/2017
Carissimo Direttore, sono iscritto a questo servizio davvero da molo tempo. Sono Antonio S. da Francavilla al Mare. Nonno, molto nonno, sei volte. Di conseguenza sono obsoleto e fuori produzione. Non sono in grado di utilizzare quanto apprendo dalla lettura del sito. Non sono autonomo. Ciò nonostante, i consigli sono espressi così bene, realizzati talmente bene da un punto di vista tecnico, che mi piace leggerli tutti. La loro lettura procura in me un effetto davvero strano, atipico scriverei. Mi fanno sentire ancora valido.

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