Dichiarazione sostitutiva atto di notorietà eredi: moduli editabili

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Con l’autocertificazione eredi il cittadino dichiara, ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 28/12/2000 N. 445, i nomi degli eredi del defunto, legittimi o riservatari, aventi diritto per legge alla successione. Questa particolare dichiarazione può essere presentata o inoltrata alle Pubbliche Amministrazioni e alle società che gestiscono i servizi pubblici. I soggetti privati, invece, sono liberi di decidere se accettarla o se pretendere i relativi certificati.

Segnaliamo che sullo stesso tema è possibile scaricare dal nostro portale due utlteriori modelli:

Gli utilizzi più comuni dell’autocertificazione eredi

Questa autocertificazione può essere presentata all’Agenzia delle Entrate allo scopo di indicare per ogni erede avente diritto alla successione cognome, nome, data e luogo di nascita, codice fiscale e relazione di parentela. Il modello, insieme alla restante necessaria documentazione, va allegato al modello 4 (utilizzabile fino al 31 dicembre 2018) per presentare la dichiarazione di successione.

L'autocertificazione degli eredi può anche essere presentata in banca o alle Poste per ricostruire i rapporti finanziari intestati al defunto e procedere successivamente allo svincolo delle somme a lui intestate. 

In proposito è doveroso precisare che, con la modifica apportata dall'art. 30 bis, D.L. n. 76/2020, convertito con Legge n. 120/2020 (cd. "Decreto Semplificazioni"), in base all'art. 2 del DPR n. 445/2000 (in vigore dal 15 settembre 2020) anche i privati (banche, assicurazioni, datori di lavoro, notai, avvocati, ecc.) sono tenuti ad accettare le autocertificazioni, con la conseguente possibilità di ottenere l’accesso ai dati, in modalità semplificata, per la verifica delle dichiarazioni rese dai cittadini. Ma non è tutto perché anche le dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà non sono più soggette all’autenticazione della sottoscrizione.

Ricordiamo che l'autenticazione della firma consiste nell'attestazione, resa da un funzionario incaricato (sindaco o funzionario da questi incaricato, notaio, cancelliere o segretario comunale), che la firma è stata apposta in calce al modulo in sua presenza, dopo aver accertato l’identità del dichiarante.

In pratica, così facendo, si accerta che quella firma è autentica. E' bene precisare che la procedura serve a provare l'autenticità della sola firma e non anche del contenuto della dichiarazione (autenticità amministrativa). E' per questo che il più delle volte banche e poste condizionano il rilascio di informazioni sui rapporti finanziari del de cuius alla produzione del certificato di morte e degli atti dello stato civile, dai quali è dato desumere il rapporto di parentela con il de cuius. 

Come compilare l’autocertificazione eredi

In questa pagina sono presenti tre differenti documenti, entrambi disponibili in formato "doc". Due di essi non presentano lo spazio riservato all'autenticazione di firma. In questo caso l'autocertificazione degli eredi è sottoscritta dall’interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritta e inviata unitamente a copia fotostatica, non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore, all’ufficio competente via fax, tramite un incaricato, oppure a mezzo posta.

Per il resto i fac simile si compilano in maniera molto simile. I primi dati a dover essere inseriti sono quelli anagrafici del soggetto dichiarante, il quale dovrà altresì specificare anche le generalità del defunto e naturalmente indicare i nomi degli eredi o dichiararsi l’unico a godere dei diritti di successione. Naturalmente occorre altresì specificare che al momento del decesso non risultavano disposizioni testamentarie o al contrario, che il defunto aveva redatto il testamento n.XXX e che all'infuori dei suddetti non vi sono altri eredi legittimi o riservatari aventi diritto per legge alla successione e che fra gli aventi diritto non vi sono incapaci o cause di indegnità a succedere.

Tags:  successione eredità

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