Quando e come proporre ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo

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La Corte europea è un tribunale internazionale con sede a Strasburgo, a cui privati cittadini e non solo possono ricorrere qualora ritengano che taluni diritti sanciti dalla “Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo” siano stati violati: diritto alla vita, diritto ad un equo processo, diritto al rispetto della vita privata e familiare, libertà di espressione, libertà di pensiero, coscienza e religione, diritto a disporre di un ricorso effettivo, diritto al rispetto dei propri beni, diritto di votare e di presentarsi come candidati.

Negli ultimi cinquant’anni la Corte si è occupata di molte problematiche, come l'aborto, il suicidio assistito, le perquisizioni personali, i casi di schiavitù domestica, lo sfruttamento nel lavoro, la questione del velo islamico nelle scuole e nelle università, la tutela della libertà di stampa, la
discriminazione contro i Rom, le questioni che riguardano l’ambiente.

Chi può ricorrere alla Corte europea

Possono presentare ricorso alla Corte:
- singole persone, un gruppo di persone, società o organizzazioni non governative, che intendano denuciare la violazione dei propri diritti;
- il singolo Stato contro un altro.

In realtà la maggior parte dei ricorsi in questi anni è stato presentato dagli individui contro gli Stati membri.

Contro chi si può ricorrere

Si può ricorrere solo contro uno o più Stati che abbiano ratificato la Convenzione, mentre sono inammissibili i ricorsi contro i singoli individui o contro le istituzioni di diritto privato, come le società commerciali. In particolare l'atto o gli atti contestati devono emanare da un’autorità pubblica dello Stato, come ad esempio da un tribunale o da una qualsiasi amministrazione pubblica.

Come si presenta un ricorso

Il ricorrente può adire la Corte compilando questo formulario e inviandolo per posta ordinaria. Queste invece le istruzioni per la compilazione del formulario. L’istruzione della pratica è gratuita. In questa fase non è necessaria l'assistenza di un legale, cosa che tuttavia diventa necessaria quando la Corte comunica il caso al Governo convenuto per le sue osservazioni.

La lettera o il formulario di ricorso devono essere inviati al seguente indirizzo:
The Registrar
European Court of Human Rights
Council of Europe
F-67075 Strasbourg cedex

Requisiti per l'ammissibilità del ricorso

Affinchè un ricorso possa essere dichiarato ammissibile dalla Corte è necessario che:

- il caso sia stato sottoposto all'esame della Corte solo dopo che siano state esperite tutte le vie di ricorso interne previste dall’ordinamento del proprio Stato fino al più alto grado di giudizio (nel caso dell'Italia fino alla Corte di Cassazione). In questo modo si da allo Stato stesso la possibilità di intervenire, ponendo rimedio alla questione, a livello interno;

- le violazioni lamentate dall'individuo devono riferirsi esclusivamente a uno o più dei diritti sanciti nella Convenzione;

- il ricorso deve essere presentato alla Corte entro i sei mesi successivi all'ultima decisione, che solitamente corrisponde a una sentenza emanata dalla Corte di Cassazione;

- il ricorrente deve essere, personalmente e direttamente, vittima di una violazione ai sensi della Convenzione e deve aver subito un danno rilevante. Dunque non ci si può lamentare di una legge o di un altro atto in termini generali, ad esempio perché lo si ritiene ingiusto.

Come si svolge la procedura

Ricevuto il formulario la Corte come prima cosa valuta se il ricorso è fondato nel merito. Se non lo è informa il cittadino che il ricorso è irricevibile. Questa decisione non può essere impugnata. In caso contrario informerà le parti dell’apertura a proprio nome di un fascicolo di ricorso il cui numero di riferimento dovrà essere citato in tutta la corrispondenza successiva.

È possibile che in seguito vengano richiesti documenti, informazioni o spiegazioni complementari relativi al ricorso. La Corte può anche decidere di raccogliere testimonianze ed effettuare indagini sul luogo dove si sono verificati i fatti in causa.

I procedimento innanzi alla Corte si svolgono essenzialmente per iscritto ma, in casi specifici, la Corte può decidere di tenere udienze pubbliche presso il Palazzo dei Diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo.

C'è da dire che la Corte europea cerca sempre di favorire l'accordo fra le parti e, dunque, una composizione amichevole della controversia. Tuttavia qualora non si giungesse ad alcun tipo di accordo, la Corte procederà ad una valutazione di merito. A questo punto la Corte emette una sentenza, che diverrà definitiva una volta decorsi tre mesi dalla sua pubblicazione. In questo lasso di tempo le parti possono richiedere un riesame del caso per una nuova valutazione.

Quanto dura la procedura davanti alla Corte

Non è possibile stimare a priori la durata di una procedura, molto dipende dal carico di lavoro degli uffici, dalla complessità del caso, dalle informazioni disponibili e da molti altri fattori. Così ci sono casi che possono essere esaminati e risolti molto rapidamente, mentre ce ne sono altri la cui valutazione può richiedere maggior tempo.

Sentenze vincolanti per gli Stati

Le sentenze di condanna, che accertano una violazione della Convenzione, sono vincolanti per lo Stato, che ha l'obbligo di eseguirle.
In particolare è il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa vigila sull’esecuzione delle sentenze, che spesso consistono nel pagamento di somme assegnate dalla Corte ai ricorrenti come risarcimento per i danni subiti.

Attenzione: le sentenze sono definitive e non possono essere appellate dalle parti. Se è lo Stato ad essere condannato, questi ha l'obbligo di evitare che tali violazioni si ripetano in futuro, eventualmente anche modificando il proprio ordinamento interno.

Violazioni maggiormente accertate

Si consideri che ogni anno vengono presentati alla Corte più di 50.000 ricorsi. Più della metà delle sentenze di condanna emanate dalla Corte hanno riguardato il diritto ad un giusto processo, a seguire il diritto alla vita, il diritto a non subire torture e trattamenti inumani e degradanti, il diritto alla libertà di espressione, il diritto alla privacy, ecc.

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49774 - Cristian
29/06/2017
Salve non voglio farla troppo lunga cerco di essere chiaro e sintetico. Nel maggio 2010 vengo sottoposto a sorveglianza e mi viene revocata la patente per tre anni, a settembre 2010 vengo arrestato per spaccio a settembre 2012 esco in affidamento in prova, a maggio 2013 mi iscrivo a scuola guida faccio la teoria faccio la pratica riprendo la patente a dicembre 2013 mi viene revocata per altri tre anni dicendo che non avevo i requisiti morali. Incasso il colpo e vado avanti dal 2012 che sono uscito ad oggi che scrivo sul vostro forum non ho preso una multa, adesso grazie a Dio ho un lavoro fisso. Lavoro dieci ore al giorno tutto in regola e dimostrabile, ho una moglie una bimba e un mutuo. A dicembre 2016 mi iscrivo a scuola guida autorizzato dalla motorizzazione, a febbraio do la teoria passo la teoria faccio le guide tre giorni prima dell'esame di guida mi bloccano la patente perché mi mancano i requisiti morali stessi articoli e mi manca la riabilitazione cose che non mi è stato mai detto. Aspetto il tribunale per la riabilitazione, sollecito con urgenza ma non abbiamo ottenuto ancora risposte se entro luglio non mi fissano la Camera di consiglio perdo l'esame di teoria e 950 euro di scuola guida persi, devo iniziare tutto da capo in pratica. Penso che sto pagando una pena accessoria in più senza aver commesso nulla. Ricordo che chi uccise mio padre con la macchina era ubriaco e prese sei mesi di sospensione di patente vi ringrazio anticipatamente per la risposta e chiedo scusa per i miei errori ortografici

49632 - Monica B.
13/06/2017
Buongiorno, mio marito è stato deteneuto ingiustamente per 2 anni, dopo di che assolto perchè non sussisteva il fatto , abbiamo richiesto il risarcimento ma ovviamente negato. Con la sua detenzione ha il perso lavoro, essendo libero professionista, io non ho avuto più modo di pagare il mutuo di casa...e ieri ho ricevuto la fantastica notizia che la mia casa andrà all'asta, poichè la banca quando mio marito è tornato, non ha voluto saperne di trattare con noi etichettandoci come "famiglia persa". Faccio presente che mio marito un soggetto incensurato......io a questo punto non so più dove sbattere la testa, avendo anche due minori a carico....E nessun avvocato ha voluto prendere in mano questa causa poichè non avevamo denaro.....vorrei un consiglio un conforto....praticamente cerco di lottare da sola ...poichè l'esperienza del carcere per mio marito è stata destabilizzante ..calandolo in profonda depressione...oltre a non aver commesso il fatto si è veduto sbattere in faccia tutte le porte ......e non avendo un lavoro....il carcere dicono che sia riabilitativo...ma per chi? Sia umanamente che processualmente sono state violate parecchie regole......Vi ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto

49394 - Redazione
19/05/2017
Diego, non conoscendo nei dettagli la vicenda non possiamo eprimere alcun parere nel merito, certo è che in questa fase non può presentare ricorso alla Corte europea.

49377 - Diego
17/05/2017
Salve io sono un ex caporalmaggiore vfb dell'esercito italiano congedato per un errata valutazione medica e solo nel 2016 mi hanno dato ragione in autotutela. Vi chiedo: ho provato a fare ricorso e non mi è stato accettato, il ministero fa finta di niente. Mi hanno bloccato dall'età di 23 anni tutti i concorsi, ora ne ho 33 e non vogliono accettare il loro errore. Ho diritto di poter indossare la mia amata uniforme, ho fatto anche missioni.

49307 - giuliop
12/05/2017
Potreste spiegarmi quando bisogna presentare ricorso al Tribunale Europeo e quando alla Corte? Cioè all'art 256 tfue mi dice che il Tribunale è competente a pronunciarsi in 1 grado sui ricorsi ex 263, 265, 268 270 e 272, ma in tutti questi casi è espressamente scritto di adire la Corte di Giustizia. Poi specifica che però le decisioni del Tribunale sono impugnabili di fronte alla corte e possono essere da questa riesaminate... una sorta di navetta?

48936 - Redazione
05/04/2017
Antonio, nel caso in cui marito e moglie non trovino un accordo sull'assegnazione dell'abitazione, sarà il Giudice a stabilire chi sarà il “coniuge assegnatario” della casa coniugale. Nel fare questo il Giudice tiene conto primariamente degli interessi dei figli, per cui assegnerà la casa al coniuge a cui sono affidati i figli. Il Giudice tiene conto anche dei rapporti patrimoniali tra gli ex coniugi. Se i figli non ci sono la casa andrà di diritto al legittimo proprietario. Dichiarazione universale dei diritti umani e Corte Europea nel caso specifico non trovano applicazione.

48915 - Z. ANTONIO
04/04/2017
Egregi signori, sono in fase di separazione, la mia ex vuole farmi uscire a tutti i costi dall'abitazione per la quale ho dovuto fare più di quarant'anni di sacrifici per acquistarla. Ha chiesto al suo legale di farmi uscire, pur sapendo di non avere un posto dove andare, mentre lei ha dei familiari con degli immobili liberi. A questo punto vi chiedo cortesemente cosa prevede la costituzione dei diritti umani al riguardo, visto che le leggi vigenti in Italia, a mio modesto parere, vengono fatte senza scrupoli di coscienza, in attesa di una eventuale risposta, le porgo i miei più distinti saluti.

48450 - Redazione
18/02/2017
Margherita, se ritiene che sussistano precise responsabilità dei medici coinvolti nell'intervento, deve avviare una causa nei loro confronti, sia in sede civile che penale, ma non può rivolgersi direttamente alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

48425 - Margherita B.
16/02/2017
Buongiorno mio marito è stato operato alla retina nel 2014, il giorno dopo nn vedeva più: ha perso l'occhio dx completamente e ora glielo devono asportare, specifico anche che mio marito è un esodato dell'amianto e ancora adesso nn prende pensione grazie per la gentilezza.

48239 - Redazione
31/01/2017
Barbara, premesso che non comprendiamo il motivo per cui ha pubblicato il suo post in calce all'articolo dedicato alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, le suggeriamo come prima cosa di sollecitare per iscritto l'intervento dell'amministratore di condominio.

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