Targhe auto oscurate o manomesse: ecco cosa si rischia

targa auto, targhe auto rovinate

Quante volte, dopo una nevicata, hai ritrovato l’automobile completamente ricoperta dalla fredda coltre bianca? Se ti sei preoccupato di pulire i vetri per assicurarti una buona visuale, ma non hai pensato alla pulizia della targa auto, allora lasciati dire che hai rischiato di prendere una multa. Già, perché con la visibilità delle targhe non si scherza.

Sai già che la targa auto è l’elemento che identifica la tua vettura quando circola in strada, perciò deve essere sempre visibile, pulita e immacolata: ciò vuol dire che non può essere nemmeno parzialmente occultata con timbri, bollini o adesivi di vario genere. Allo stesso modo non può essere oscurata né contraffatta. Imbrattarla con il fango, cospargerla di lacca, acquistare degli adesivi appositi, utilizzare il pennarello indelebile per modificare i numeri o le lettere: sembra proprio che questi siano i metodi che vanno per la maggiore.

A cosa serve occultare la targa? È semplice: la maggior parte degli automobilisti che imbrattano la targa auto hanno come scopo principale quello di sfuggire all’occhio elettronico delle forze dell’ordine. C’è chi è passato con il semaforo rosso e teme di essere multato nuovamente, subendo le sanzioni aggiuntive previste per la recidiva; c’è chi vuol fare il furbo con le telecamere delle ZTL cittadine; c’è chi imprudentemente schiaccia sull’acceleratore e tenta di sfuggire agli autovelox o ai nuovi dispositivi elettronici per il rilevamento delle infrazioni utilizzati dalla Polizia. C'è infine chi cerca di sottrarsi alle scansioni di Targa System: si tratta di un dispositivo - installato su sistemi fissi di videosorveglianza o su auto in movimento - con cui le Polizie Municipali di mezza Italia ormai, possono facilmente verificare se un mezzo risulta rubato, ha la revisione regolare oppure se è dotato di regolare copertura assicurativa (leggi "Targa System: ecco cos’è e come funziona").

Ci sono migliaia di modi e altrettante motivazioni per manomettere una targa auto, tuttavia il rischio è quello di essere scoperti, magari durante un posto di blocco, e dover pagare (caro) questo gesto irresponsabile. Nel testo che segue scriveremo quali sono le sanzioni previste se, volontariamente o meno, circolassi con la targa auto parzialmente o totalmente occultata.

Targa auto: ecco cosa prevede il Codice della Strada

L’articolo 100 del Codice della Strada è dedicato alle “Targhe di immatricolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi”. I primi 9 commi stabiliscono che qualsiasi veicolo, per poter circolare, deve esporre la targa auto con i dati dell’immatricolazione, sia nella parte anteriore, sia nella parte posteriore. Se si utilizza un rimorchio, anche quest’ultimo deve essere provvisto di targa.

Rispettare tali disposizioni è essenziale, se si vogliono evitare problemi con la legge. La targa auto, infatti, è il codice univoco che permette alle Forze di Polizia di identificare il veicolo, risalire al proprietario, verificare la copertura assicurativa, la revisione del mezzo e così via. Senza questo codice, le automobili sarebbero pressoché anonime: un bel guaio, qualora si volesse segnalare un’infrazione o si rimanesse coinvolti in un sinistro stradale.

Il problema è che un numero sempre più alto di automobilisti circola con la targa sporca, manomessa oppure falsificata volontariamente, con l’intento di impedire alle telecamere degli autovelox, quelle poste in prossimità dei semafori e quelle presenti nelle ZTL (zona a traffico limitato) di decifrare la targa e verbalizzare la violazione.

C’è chi imbratta di fango una parte della targa, chi modifica il codice con il nastro adesivo e chi, invece, acquista delle pellicole che, pur essendo praticamente invisibili, rendono la targa illeggibile all’occhio elettronico dei dispositivi di controllo stradale. Queste vengono messe in vendita per coloro che vogliono vendere la propria automobile, magari online su portali come eBay o Subito.it, ma vogliono oscurare la targa di modo da proteggere la propria privacy. Inutile dire che questo tipo di prodotto è molto utile, ma deve essere applicato per scattare le foto del veicolo e subito dopo deve essere rimosso. Chi si dimentica di aver applicato la pellicola oppure finge astutamente di dimenticarsene rischia una bella multa, così come rischia grosso chi falsifica la targa modificando “artisticamente” alcune leggere o numeri.

Scopriamo insieme, nello specifico, quali sono le sanzioni previste dal Codice della Strada per questo tipo di infrazioni.

Targhe auto rovinate o imbrattate: multe fino a 99 euro

Lo sancisce il Codice della Strada, nel comma 10 dell’articolo 100: “Sugli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi è vietato apporre iscrizioni, distintivi o sigle che possano creare equivoco nella identificazione del veicolo”. Ciò vuol dire che, volendo, potresti imbrattare la tua automobile di adesivi, ma non devi in alcun modo posizionarli sulla targa, in quanto potrebbero creare confusione rendendola poco leggibile.

Se venisse ritenuta tale dalle Forze di Polizia, infatti, rischieresti il pagamento di una sanzione amministrativa di importo variabile dai 25 ai 99 euro. Attenzione, perché questo tipo si sanzione scatta anche nel caso in cui la targa fosse semplicemente scolorita o usurata. In altri termini se, ad esempio, la targa auto non presentasse alcuna manomissione, ma con il tempo le lettere si fossero scolorite, mentre il retro si fosse scurito e non fosse più rifrangente, la targa potrebbe essere considerata troppo usurata per essere ancora idonea. In questo caso l’unica cosa da fare è richiedere la reimmatricolazione e la reiscrizione al PRA del veicolo. Ti spieghiamo tutto in questo articolo: "Cosa fare in caso di deterioramento della targa".

Targa automobilistica inesistente: multe fino a 335 euro

Se, a causa di un incidente, di un atto vandalico o per puro caso il tuo veicolo o il tuo rimorchio perdesse la targa, rimanendone, così, sprovvisto, le cose si complicherebbero. Chi viola, volontariamente o meno, le disposizione contenute nei commi 1, 2, 3, 4 e 9, lettera B dell’articolo 100 del Codice della Strada, infatti, rischia una multa che parte da 84 e arriva fino a 335 euro.

Targa auto contraffatta: le sanzioni sfiorano gli 8000 euro

Se la targa risulta essere contraffatta o non corrisponde a quella originale del veicolo, l’automobilista rischia di dover pagare una sanzione amministrativa che parte da 1.988 euro ed arriva a 7.953 euro. Non finisce qui, poiché chi altera le targhe automobilistiche commette un reato punibile non solo civilmente, ma anche penalmente. Lo stabilisce il comma 14 dell'art. 100 del CdS.

Targa auto usurata, illeggibile, inesistente o contraffatta: si rischia la confisca amministrativa del veicolo

Il comma 15 dell’articolo 100 CDS precisa che chi non rispetta le disposizioni del Codice, relative all’uso della targa su autoveicoli, motoveicoli e rimorchi rischia, oltre la multa, il ritiro della targa non rispondente ai requisiti indicati. Nello specifico, chi altera la targa, la manomette o la falsifica, oppure circola con veicolo sprovvisto di targa nella parte anteriore o posteriore, rischia il fermo amministrativo del veicolo.

Qualora la violazione venisse commessa per più di una volta nell’arco di due anni, scatterebbe la recidiva: ciò significa che oltre alla multa verrebbe applicata anche la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo.

Ma che differenza c'è fra fermo amministrativo e confisca? Diciamo che il fermo amministrativo consiste nel sottrarre temporaneamente (ad es. 30 o 60 gg.) il veicolo dalla disponibilità del proprietario (in pratica esso viene custodito a spesa del proprietario in un deposito delle forze dell'ordine o presso una autocarrozzeria autorizzata). Con la confisca, invece, si sottrae definitivamente il veicolo al suo proprietario, che pertanto ne perde la proprietà. In caso di provvedimento di confisca amministrativa l'organo di polizia accertatore provvede al sequestro e al deposito del veicolo. Il proprietario del mezzo ha 30 giorni per proporre un eventuale ricorso al Prefetto contro il prevvedimento di sequestro (questo il modello per il ricorso diretto al Prefetto); se non lo fa il provvedimento di confisca diviene definitivo.

Multa per targa auto oscurata o manomessa: ecco come ottenere uno sconto

Se hai preso una multa per aver manomesso la targa della tua auto applicando una pellicola, degli adesivi o intervenendo su di essa mediante l’utilizzo di altri strumenti, sappi che non hai molte opportunità per chiedere l’annullamento della multa. L’unico modo per “alleggerire” il fardello della sanzione è quello di pagarla entro 5 giorni, di modo da ottenere uno sconto pari al 30% dell’importo. Per saperne di più ti invitiamo a leggere l’articolo che abbiamo dedicato all’argomento “Sconto multe a chi paga subito”.

Qualora la sanzione fosse insostenibilmente onerosa (considerando che per legge le multe possono superare i 7000 euro, non facciamo fatica ad immaginarlo) sarebbe possibile chiedere la rateazione della multa. In questo caso, però, è necessario che l’importo superi i 200 euro e che il reddito del soggetto multato non sia superiore ad una certa soglia. Ti spieghiamo tutto nei particolari nell’articolo “Pagare una multa a rate: si può, ecco come”. Ad ogni modo ti forniamo anche il modulo di richiesta per rateazione multa che puoi scaricare gratuitamente da Moduli.it, compilare in maniera corretta e poi spedire tramite posta raccomandata oppure presentare di persona all’organo accertatore che ha emesso la sanzione.

Multa per targhe auto rovinate, sporche o mancanti: verifica l’esattezza delle informazioni

Prima di pagare la multa che hai ricevuto per aver manomesso la targa, controlla che tutti i dati contenuti nel verbale corrispondano a realtà. L’agente che ti ha fermato al posto di blocco potrebbe aver riportato in maniera errata il tuo nome o aver scritto male la targa, così come potrebbe aver omesso altri dati importanti o commesso errori che pregiudicherebbero la validità della multa. In questo caso potresti avere la possibilità di rivolgerti al Prefetto della Provincia nella quale è stata verbalizzata la violazione e fare ricorso per la presenza di vizi di forma. Questo è il modulo di ricorso diretto al Prefetto, mentre questo è il modulo di ricorso al Prefetto tramite l’organo accertatore. Puoi scaricare gratuitamente entrambi e poi presentarli di persona presso gli uffici della Prefettura o dell’organo accertatore, oppure spedire il tutto tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento.

È molto importante rispettare i tempi utili all’avvio del procedimento: nello specifico il modulo di ricorso deve essere inoltrato entro il 60° giorno dalla data di notifica o di ricevimento del verbale di contravvenzione. Se il tempo rimasto a tua disposizione è poco, puoi chiedere alla Prefettura se accettano le richieste di ricorso tramite PEC – Posta Elettronica Certificata. In alternativa puoi inviare una Raccomandata1 che ha un costo leggermente più alto rispetto alla classica raccomandata, ma arriva in tempi molto rapidi, solitamente in 1 o 2 giorni lavorativi dopo l’invio. Per conoscere i dettagli sul procedimento, ti invitiamo ad approfondire l’argomento leggendo “Multa: come presentare ricorso al Prefetto”.

Qualora riscontrassi una palese illegittimità del verbale (ad es. c'è un chiaro errore di persona), potresti optare per il ricorso in autotutela, con cui sostanzialmente chiedi all’ente che ha comminato la multa di riesaminare il proprio atto al fine di procedere alla sua revoca o annullamento.
Attenzione però: la presentazione dell'istanza di autotutela non sospende automaticamente il termine di pagamento dell'atto nè quello per proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace (leggi "Multe: come proporre il ricorso in autotutela").

Documenti correlati
Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata