Apertura di credito di conto corrente: scopri come funziona

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Sei un lavoratore autonomo e null’ultimo periodo gli ordinativi registrano una certa flessione. Nulla di preoccupante, ma se a questo si aggiunge il fatto che sempre più clienti onorano in ritardo le tue fatture, allora il rischio di ritrovarsi a fine mese nella condizione di non poter sostenere il pagamento di certe spese, seppure ordinarie, come bollette, assicurazione auto o spesa alimentare, è più che concreto. Oppure sei un lavoratore dipendente, ma il tuo stipendio è tale da non consentirti di far fronte ad una spesa imprevista come ad esempio quella per il ricorso al dentista o per la sostituzione della lavatrice. In situazioni del genere, ossia quando hai l’esigenza di una certa flessibilità nelle spese, potrebbe rivelarsi molto utile disporre di una liquidità aggiuntiva sul proprio conto corrente così da tamponare temporanee mancanze di liquidità. In pratica si tratta di chiedere alla propria banca la concessione di un'apertura di credito di conto corrente.

Si tratta in buona sostanza di una somma di denaro “extra”, utile per gestire le tue spese e quelle della tua famiglia, che la banca ti mette a disposizione e che tu puoi utilizzare ogni qualvolta la liquidità disponibile sul conto corrente si esaurisce. Una soluzione che potrebbe consentirti anche di evitare il rischio conseguente all’emissione di assegni .

Tra l'altro la disponibilità di questa anticipazione di conto corrente potrebbe anche consentirti di evitare le conseguenze che derivano dall’emissione di assegni senza provvista (o "a vuoto" o "scoperti"), che ricordiamo sono due: segnalazione di protesto e iscrizione in C.A.I. (Centrale Allarmi Interbancaria).

Nel prosieguo di questo articolo analizzeremo alcune caratteristiche di questo particolare strumento di fido.

Apertura di credito di conto corrente: cos’è

L’apertura di credito di conto corrente (o affidamento bancario o fido di cassa) è un’operazione con cui la banca ti mette a disposizione, a tempo determinato o indeterminato, una somma di denaro, concedendoti la facoltà di addebitare il conto corrente fino ad una cifra concordata, oltre l’effettiva disponibilità. In pratica con questo strumento la banca ti consente di spendere più soldi di quanto tu disponga effettivamente sul conto corrente, così da sopperire a momentanee crisi di liquidità.

La particolarità di questo strumento è che puoi utilizzare l’affidamento che ti è stato concesso in maniera costante, occasionalmente oppure mai. Comunque ogni qualvolta che ne ha bisogno. Chiaramente viene stabilita una soglia massima (5.000, 10.000 euro o altra cifra) oltre la quale non potrai andare.

L’apertura di credito di conto corrente che ti viene concessoa potrai utilizzarla mediante prelievo allo sportello o bancomat, emissione di bonifici o di assegni bancari. L’importante è che tu proceda periodicamente a ripristinare con successivi versamenti la disponibilità di credito che ti è stata concessa.

Occhio però. L'apertura di credito di conto corrente è da considerarsi potenzialmente rischiosa se non utilizzata nel modo corretto. Il pericolo, infatti, è che il cliente si trovi in difficoltà nel rientrare dalle somme utilizzate. In questi casi la giacenza di conto si mantiene costantemente negativa, facendo lievitare a dismisura gli interessi. In pratica il fido di fatto si trasforma da un finanziamento breve ad uno a lungo termine. La conseguenza è quella di caricarsi di un costo enormemente superiore rispetto a quello di un normale prestito.

In taluni casi il cliente potrebbe non solo non essere in grado di rientrare delle somme utilizzate, ma non riuscire neppure a contenere il debito entro il limite massimo concesso dalla banca, subendo in questo modo anche l’applicazione di penali. In una simile ipotesi, tuttavia, è bene rimarcare che la banca può legittimamente rifiutarsi di eseguire operazioni disposte dal cliente qualora esse comportino l’utilizzo dell’affidamento oltre l’importo concesso.

Apertura di credito di conto corrente: come si richiede

Per ottenere un'apertura di credito di conto corrente è sufficiente che tu ti rechi allo sportello della tua banca munito di tutta la documentazione necessaria. Già perché la banca prima di concederti l’affidamento, si riserva di effettuare una valutazione sulla tua solidità ed affidabilità economica e finanziaria. Si parla in questi casi di “merito creditizio”, inteso come capacità del soggetto (il debitore) di rimborsare all’ente erogante (la banca) la somma prestata.

Questo per dire che non sarà sufficiente compilare e sottoscrivere il modulo di richiesta (fac simile richiesta concessione fido bancario), ma a questo dovrai allegare tutta la documentazione reddituale che ti riguarda (modello unico o 730, busta paga, certificato pensionistico, ecc.). Se la richiesta di affidamento la fai a nome della tua azienda, dovrai munirti anche di bilanci, situazione economico patrimoniale aggiornata, visura camerale, ecc.

Ma la banca non si limiterà a raccogliere queste informazioni. Infatti vorrà verificare il tuo livello di indebitamento: potresti avere un prestito o un mutuo in corso presso un altro istituto, oppure aver fatto ricorso al credito al consumo per l’acquisto degli elettrodomestici di casa, o ancora aver utilizzato una carta di credito revolving o aver fatto richiesta di una cessione del quinto per pagare il tuo dentista.

Per la banca, altresì, è importante verificare l’eventuale presenza di precedenti situazioni d’insolvenza o di ritardo dei pagamenti. Per acquisire tutte le informazioni necessarie le banche hanno a disposizione due strumenti: i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) e la Centrale Rischi della Banca d'Italia.

E’ bene che tu sappia che pur in presenza di una valutazione positiva del merito creditizio e dei requisiti necessari alla concessione dell’apertura di credito di conto corrente, la banca potrebbe richiederti la canalizzazione dello stipendio, pensione o altre fonti reddituali e il relativo mantenimento per tutta la durata del rapporto. A garanzia delle somme messe a disposizione, la banca potrebbe perfino richiedere l’ipoteca su beni immobili. In questo caso si parla di apertura di credito di conto corrente con garanzia ipotecaria, con la conseguenza che l’insolvenza del cliente da diritto alla banca di alienare il bene oggetto di ipoteca.

La valutazione di tutti questi elementi serve anche alla banca per determinare la somma da affidarti. Una volta che ti è stato concesso l’affidamento di conto, potrai richiedere la modifica dell’importo, a cui seguirà una nuova valutazione del merito creditizio (in caso di richiesta in aumento), normalmente senza la sottoscrizione di un nuovo contratto. A tal riguardo ti segnaliamo che alcuni istituti di credito consentono di gestire l'importo accordato all’interno di un determinato range (ad esempio da 3.000 a 5.000) senza pre-valutazione e in maniera comoda e veloce, come ad esempio tramite l’home banking oppure il call center della banca.

Apertura di credito di conto corrente: quanto costa

Ma quali sono i costi che dovresti sostenere nel caso in cui la banca ti concedesse un’apertura di credito di conto corrente? I costi sono dati essenzialmente da interessi e commissioni.

Gli interessi vengono calcolati e applicati sulle somme utilizzate. Si tratta di tassi molto elevati che possono arrivare a sfiorare anche il 12% su base annua. Per quanto concerne le commissioni, possiamo dire che esistono due diverse tipologie di commissioni:

- commissione di gestione del fido. Si tratta di una commissione trimestrale dovuta alla banca per la messa a disposizione immediata di fondi. In pratica all’importo del fido accordato (ad esempio 10.000 euro) si applica una percentuale (0,5%) e la somma così ottenuta (50 euro) ti viene addebitata ogni tre mesi sul conto corrente unitamente agli interessi. Da sottolineare che questa commissione si paga comunque, ossia indipendentemente dal fatto che tu utilizzi o meno l’affidamento che ti è stato concesso dalla banca. Per questo motivo il consiglio è di non richiedere un’apertura di credito di conto corrente se pensi di non utilizzarla davvero;

- commissione di massimo scoperto. Si tratta di una commissione che la banca applica percentualmente sul massimo saldo negativo registrato durante il trimestre. La commissione di massimo scoperto viene applicata per tutto il trimestre, a patto che il cliente abbia avuto un saldo negativo per almeno 30 giorni consecutivi.

In definitiva mentre la commissione di gestione del fido ha il vantaggio della semplicità del calcolo e della certezza del costo, la commissione di massimo scoperto ha il vantaggio di essere addebitata solo se il cliente utilizza le somme che la banca gli ha messo a disposizione.

Per tutti questi motivi ti consigliamo di ponderare con molta cura l'effettiva convenienza di questa tipologia di fido. In taluni casi, infatti, potrebbe rivelarsi estremamente più conveniente la richiesta di un comune prestito bancario o di una cessione del quinto. Se invece pensi che possa rispondere in maniera efficace alle tue esigenze, visto che le banche applicano interessi e commissioni diversi, è buona regola raccogliere più proposte e valutare quella più conveniente. Per un confronto efficace tra le varie proposte è importante far riferimento all’Indicatore sintetico di costo (ISC), meglio conosciuto come Tasso annuo effettivo globale (TAEG), che include nel calcolo il tasso di interesse, le commissioni e tutti gli altri oneri relativi all’operazione.

Apertura di credito di conto corrente: cosa accade in caso di recesso

La banca può in qualsiasi momento comunicare la propria volontà di revocare l’apertura di credito di conto corrente, oppure ridurla o ancora sospenderla. Tali provvedimenti vengono comunicati con un preavviso di 5 giorni, ma possono avere anche un effetto immediato nel caso in cui ricorrano giustificati motivi (il cliente è stato licenziato, oppure non ripristina da mesi la disponibilità di credito che gli è stata concessa, ecc.).

In questi casi il cliente ha un lasso di tempo ristretto (5 giorni dalla ricezione della lettera raccomandata) per ottemperare al pagamento di quanto dovuto. In particolare il cliente è tenuto a costituire senza ritardo i fondi necessari per il pagamento degli assegni tratti prima del ricevimento della comunicazione di recesso.

Analoga facoltà di recesso ha il cliente, che a tale scopo deve provvedere ad inoltrare alla propria banca una specifica richiesta. Questo il fac simile di richiesta chiusura apertura di credito in conto corrente. La lettera va spedita mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Chiaramente la comunicazione di recesso ha l’effetto di sospendere immediatamente l’utilizzo del credito concesso.

Apertura di credito di conto corrente e prestito: differenze

Pur rappresentando entrambi tipologie di fido, tra un prestito e un apertura di credito di conto corrente esiste una sostanziale differenza. Infatti mentre con il prestito la somma viene erogata totalmente in una sola volta per poi essere rimborsata a rate sulla base di un piano di ammortamento prestabilito, con l’affidamento in conto la banca si impegna a tenere a disposizione del cliente una somma di denaro per un determinato periodo di tempo o a tempo indeterminato, lasciando libero quest'ultimo se servirsene o meno. Questo significa anche in questo secondo caso gli interessi si pagheranno solo sull’effettivo utilizzo.

Apertura di credito di conto corrente e sconfinamento: differenze

L’apertura di credito di conto corrente è una forma di fido che la banca concede al proprio cliente dopo un’attenta valutazione e la sottoscrizione di un regolare contratto. Lo sconfinamento di conto, invece, si ha quando il cliente va in rosso con il proprio corrente senza che la banca lo abbia autorizzato (tecnicamente si parla di “scoperto non autorizzato”).

In questo caso sull’importo utilizzato, la banca applica un tasso di interesse fino a che il saldo non viene ripristinato. Ma non è tutto perché in questi casi la banca addebita al cliente anche la cosiddetta commissioni di istruttoria veloce (CIV) che deve essere determinata in misura fissa e commisurata ai costi effettivi sostenuti dalla banca per svolgere una serie di attività interne (accesso alle banche dati, ricerche sul cliente, ecc.). Ricordiamo che la Civ però non sempre è dovuta dal cliente. In particolare non va corrisposta quando lo sconfinamento non supera i 500 euro a trimestre, per un massimo di 7 giorni, oppure quando lo sconfinamento si è creato per effettuare un pagamento a favore della stessa banca (ad es., pagamento mensile delle competenze), quando lo scoperto è di valuta e non di disponibilità o infine quando l’istituto non ha autorizzato alcuno sconfinamento. (leggi in proposito "Conto corrente in rosso: quando reclamare").

Apertura di credito di conto corrente: quando e come reclamare

Nel caso in cui ti vengano applicati tassi o commissioni in misura superiore a quanto definito contrattualmente o in presenza di qualsiasi altro problema, ti consigliamo di inviare immediatamente un reclamo scritto alla banca, la quale è tenuta a fornirti una risposta nel termine massimo di 30 giorni dal ricevimento della lettera. Questo il modulo di reclamo generico verso la banca che puoi facilmente adattare alla circostanza.

Se non ricevi risposta o se non ti ritieni soddisfatto della risposta ricevuta, rivolgiti all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Per sapere come procedere, consulta le informazioni contenute in questo articolo “Problemi con la tua banca? Rivolgiti all'Arbitro Bancario e Finanziario”.

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