Bollette telefoniche non pagate: quali rischi?

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Dopo l’acquisto del cellulare, sono stati in molti a rinunciare alla linea fissa. Il motivo è esattamente quello che immagini: dare un taglio alle spese fisse, dire addio al telefono di casa, al canone e alle bollette telefoniche. Dopotutto, se si dispone di una linea mobile e se si passa sempre più tempo fuori casa, che senso ha continuare a pagare i costi della linea fissa? Ma il risparmio non è l'unico fattore che spinge sempre più italiani a rinunciare alla utenza fissa. Con la diffusione di Internet e degli smartphone, sempre più persone ricorrono oggi alla tecnologia Voip, ad esempio utilizzando Skype o Whatsapp. La qualità delle chiamate, infatti, è decisamente migliorata negli anni e questa soluzione consente anche di effettuare videochiamate, molto utili per chi ha figli, parenti o amici in parti lontane del mondo. C'è poi da aggiungere che oggi la stragrande maggioranza delle compagnie telefoniche offrono sul mobile pacchetti che includono minuti illimitati per chiamare chiunque in Italia ed Europa. Che farsene dunque di una linea fissa?

Nonostante ciò ci sono ancora oggi milioni di italiani che dispongono di una linea telefonica fissa. Perchè lo fanno? Certo il discorso riguarda principalmente il consumatore visto che per le aziende la linea fissa è uno strumento di comunicazione fondamentale nei rapporti con clienti e fornitori.

Diciamo innanzitutto che la gran parte dei consumatori finisce quasi inconsapevolmente per aderire a quei pacchetti che prevedono telefonia fissa + connessione Internet (adsl o fibra che sia), pur non avendo una concreta necessità di disporre dell'apparecchio fisso. In realtà oggi sono molte le opzioni per navigare su Internet senza la linea telefonica fissa. C'è la possibilità, infatti, di aderire a quelle offerte commerciali (Fastweb, Linkem, ecc.) che prevedono internet senza linea telefonica fissa, ma anche di utilizzare soluzioni alternative come la classica internet key, la tecnologia che sfrutta le onde radio per trasmettere dati a banda larga o la tecnologia satellitare.

Poi chiaramente c'è la categoria dei "meno giovani",  incapace o poco incline all'uso di cellulari e internet, che non può fare a meno del vecchio caro telefono. Infine ci sono coloro che per particolari esigenze effettuano unicamente chiamate verso numeri fissi e nazionali. Insomma, a conti fatti chi decide di tenere attiva la linea telefonica domestica avrà le sue buone ragioni. A costoro e a tutti quelli che continuano a pagare le fatture telefoniche dedichiamo questo articolo, nel quale illustreremo quali sono le novità approvate dal Governo e cosa succede se, volontariamente o meno, non venissero pagate le bollette telefoniche.

Bollette telefoniche: si torna alla cadenza mensile

Prima di tutto, le buone notizie. Il 7 novembre 2017 l’emendamento proposto dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda è stato inserito nella Legge di Bilancio 2018. Per farla breve, l’emendamento obbliga le compagnie telefoniche a fatturare i costi su base mensile, bimestrale, o plurimestrale. A fare eccezione sono solo delle eventuali promozioni, che possono avere durata inferiore ad un mese, ma non devono essere rinnovabili. Cosa significa tutto ciò? È molto semplice: con il divieto alla fatturazione ogni 28 giorni, le compagnie telefoniche non avranno più modo di addebitarti una tredicesima bolletta, cosa che aveva determinato uno incremento dei costi su base annua pari all'8,6%. Compagnie telefoniche e pay tv si sono dichiarate disponibili ad accettare le nuove disposizioni della Legge 172/2017 e in tal senso hanno già provveduto ad informare i propri clienti.

Tuttavia come spesso accade in Italia, le norme sembrano avere sempre una scucitura utile per poter essere aggirate. Già perchè la gran parte di loro, pur adeguandosi, ha mantenuto in realtà inalterato il costo delle bollette telefoniche. In buona sostanza l'aumento che si era determinato con il ciclo di fatturazione a 28 giorni è stato mantenuto e distribuito su 12 mensilità anziché 13. Chiaramente trattandosi di una modifica unilaterale di contratto hanno necessariamente dovuto informare la propria clientela della possibilità di recedere senza costi dal contratto di abbonamento. In questo articolo trovi riassunti, compagnia per compagnia, modalità e termini per la disdetta.

Ma la faccenda non è ancora chiusa (specie per la questione rimborsi), per cui ti invitiamo a seguirci per conoscere tutte le evoluzioni e le novità.

Bollette telefoniche non pagate: cosa succede

Dopo aver intravisto quali sono le modifiche apportate alle nuove bollette telefoniche, entriamo nel vivo di questo articolo, andando a scoprire cosa succede se non per qualche motivo non paghi le bollette telefoniche.

In primo luogo, il consiglio che ti diamo è quello di non accumulare debiti di nessun tipo; per questo può essere utile conservare in un unico luogo (magari in una cartellina o in un fascicolo) tutte le fatture telefoniche ricevute dall’azienda. Può capitare, infatti, che ci si dimentichi di pagare una fattura, perché magari è rimasta in una borsa che non hai più utilizzato, nel cruscotto dell’auto, addirittura della cassetta delle lettere nella casa in campagna e così via. Puoi fare la stessa cosa se ricevi le bollette telefoniche in formato digitale (è una soluzione comoda che ti garantisce pure un risparmio): in questo caso puoi archiviarle nel tuo pc all'interno di cartelle (anni) e sottocartelle (mesi). Dopo di che puoi scaricarti sul tuo smartphone una di quelle App che consentono di gestire le scadenze per tutta la famiglia in maniera semplice e immediata: bollette telefoniche, bollette luce, bollette gas, rate del fisco, bollo auto, revisione, assicurazione auto, ecc. Con un preavviso che puoi impostare tu stesso, la App ti invia una notifica sul tuo smartphone o tablet per ricordarti che hai 2, 3 o 5 giorni per pagare la bolletta telefonica.

Ci sono altri casi, in cui semplicemente la bolletta non arriva. Ciò può essere dovuto ad un errore organizzativo da parte dell’azienda, ad un’anomalia nel servizio postale o ad un semplice disservizio. Come tutelarsi? Inviando una comunicazione di reclamo alla società col fine di ottenere l'immediato ripristino della regolare periodicità di emissione e invio delle bollette telefoniche. Questo il modulo di costituzione in mora per mancato recapito delle bollette da inoltrare con raccomandata a.r. alla società. Chiaramente si potrebbe prevenire o rimediare a queste problematiche eseguendo la domiciliazione bancaria delle bollette, ma c'è da dire che non tutti preferiscono addebitarle sul proprio conto corrente.

Problemi e ritardi a parte, c’è una grossa fetta di consumatori che non paga le bollette telefoniche. Secondo i dati emersi dalla valutazione effettuata dal portale Facile.it, il 5% degli intestatari di utenze telefoniche non paga le fatture del telefono. Non farti ingannare dalla percentuale: si tratta di ben 1 milione di italiani, un numero elevatissimo per credere che si tratti di semplici dimenticanze. A questo punto la domanda è: questi utenti sanno a cosa vanno incontro? Noi sì, e te lo spieghiamo subito.

Solitamente se dimentichi di pagare la bolletta telefonica è la compagnia stessa ad avvertirti, tramite una semplice comunicazione: il sollecito di pagamento. In pratica l’azienda ti invia una lettera (a volte la comunicazione è contenuta nella stessa fattura) nella quale ti scrive che la o le fatture precedenti non risultano pagate, per questo motivo ti raccomanda di provvedere al più presto al loro saldo onde evitare la sospensione del servizio. Già perchè nel caso in cui non ottemperassi all'invito, la compagnia (senza perdere altro tempo) interverrebbe immediatamente sulla linea telefonica, mettendo un blocco alle telefonate in entrata e in uscita. Poi, se ti ostinassi ancora a non pagare, rischieresti di subire il distacco della linea telefonica e l’interruzione immediata del servizio.

Chiaramente prima di intervenire materialmente col distacco per morosità, l’azienda è solita inviarti un’altra comunicazione di modo da invitarti, con le buone, a risanare il debito. Tuttavia non credere che questo provvedimento rappresenti sempre “l’ultima spiaggia” per le compagnie telefoniche, visto che in talune circostanze potrebbero ricorrervi già dopo qualche settimana di inadempienza.

Ma vediamo adesso cosa accade se tu continui ad ignorare le comunicazioni di sollecito dell'azienda e non ti curi neppure del distacco della linea telefonica.

Bollette telefoniche non pagate: cosa ti aspetta in caso di morosità

Qualora le bollette telefoniche non pagate si accumulassero fino a determinare un debito rilevante nei confronti della compagnia, quest’ultima potrebbe intraprendere due vie: una legale, mediante il ricorso al decreto ingiuntivo e una stragiudiziale tramite il ricorso alla Conciliazione. Vediamo nello specifico cosa accade.

Nel caso in cui l’azienda decidesse di emettere un decreto ingiuntivo, sappi che la situazione è più grave di quanto immagini. Pensavi che si risolvesse tutto con il distacco della linea? Purtroppo non è così. Ma cos'è il decreto ingiuntivo? Con questo termine intendiamo riferirci ad un procedimento con cui il creditore (la compagnia telefonica), mediante la presentazione di un ricorso al giudice civile, chiede di ottenere un provvedimento giudiziario (decreto ingiuntivo) con il quale si ingiunge al debitore di adempiere la propria obbligazione (in questo caso il pagamento delle bollette telefoniche arretrate) entro quaranta giorni dalla notifica. Nel medesimo lasso di tempo - ossia 40 giorni - il debitore può proporre opposizione motivando il mancato pagamento delle bollette telefoniche con una sospensione del servizio che ha subito, oppure con una mancata applicazione del recesso dal contratto da parte dell'azienda e così via.

Se il debitore non presenta ricorso, ma non procedere neppure al pagamento delle somme dovute, si procede con l'esecuzione forzata. Hai capito bene: se non paghi le bollette telefoniche rischi che i tuoi beni personali diventino oggetto di pignoramento. Certo, le procedure da attivare sono molto complesse ed onerose anche per l’azienda stessa, dunque viene riservata solo alle morosità davvero ingenti. Inoltre prima di poter ricorrere al Giudice per il decreto ingiuntivo è necessario - per legge - aver esperito un tentativo di conciliazione. 

In realtà nella stragrande maggioranza dei casi la compagnia gestisce le bollette telefoniche non pagate affidandole ad una società di recupero crediti. Sul comportamento spesso aggressivo di queste società ci siamo già soffermati qualche tempo fa (leggi "Come difendersi dalle società di recupero crediti"), ti ricordiamo soltanto che, in presenza di un atteggiamento minaccioso e persecutorio, è meglio difendersi inviando alla società di recupero crediti  questa lettera di diffida.

Bollette telefoniche non pagate: e se fossero prescritte?

Occhio prima di pagare le bollette telefoniche arretrate perché potrebbero essere prescritte. Cosa significa questo? Semplicemente che la compagnia telefonica non ha più alcun diritto di richiederti il loro pagamento. Probabilmente ti starai chiedendo: ma per le bollette telefoniche quando scatta la prescrizione? La risposta è: 5 anni dalla data di scadenza della bolletta.

Ma attenzione: se successivamente alla ricezione della fattura - supponiamo dopo 3 mesi - ricevessi un sollecito di pagamento o una qualsiasi altra comunicazione dalla compagnia o dalla società di recupero crediti, la prescrizione si interromperebbe e il termine di 5 anni inizierebbe nuovamente a decorrere. Chiaramente non basta una semplice lettera ai fini dell'interruzione della prescrizione, ma occorre una raccomandata con avviso di ricevimento oppure un messaggio di posta elettronica certificata.

Ti ricordiamo, infine, che il termine di 5 potrebbe salire a 10 se tu, dopo aver intentato una causa all'azienda, la perdessi. I 10 anni, tra l'altro, decorrono dalla data di pubblicazione della sentenza.

Bollette telefoniche non pagate: registrazione nella black list dei cattivi pagatori

Le conseguenze per chi non paga le bollette telefoniche non sono finite. Dal punto di vista burocratico, infatti, l’utente moroso viene registrato alla S.I.Mo.Tel, una banca dati relativa a morosità intenzionali della clientela del settore telefonico costituita formalmente il giorno 8 ottobre 2015. In pratica, questa funziona come una black list: al suo interno vengono registrate tutte le morosità telefoniche, ovvero i dati di tutti gli utenti che non hanno pagato le bollette del telefono fino ad accumulare un consistente debito nei confronti dell’azienda.

Quando avviene l’iscrizione del profilo utente nella S.I.Mo.Tel? La registrazione avviene in un momento ben preciso: a 3 mesi dalla cessazione del contratto telefonico, qualora avessi ancora un debito nei confronti dell’azienda di importo superiore a 100 euro. Anche in questo caso, per correttezza, la compagnia telefonica ti invierà una comunicazione scritta per avvertirti circa l’imminente iscrizione e per darti l’opportunità di sanare il debito prima della trascrizione vera e propria. Se ignorerai la comunicazione, verrai formalmente registrato nella black list, ciò vuol dire che per 36 mesi i tuoi dati resteranno visibili a tutte le compagnie telefoniche e verrai segnalato come “cattivo pagatore”.

Tieni in considerazione un particolare rilevante: i tuoi dati saranno visibili a tutti gli operatori del settore, di qualunque compagnia, il che significa che, molto probabilmente, nessuno accetterà di attivarti un nuovo contratto per la fornitura telefonica. Un bel problema al quale però puoi ovviare. Come? Semplicemente estinguendo il debito. Se pagherai tutte le bollette arretrate più gli interessi di mora, potrai ottenere la cancellazione dalla S.I.Mo.Tel. Fondamentalmente i profili iscritti in questo registro rimarranno visibili per un tempo massimo di 36 mesi, poi verranno automaticamente cancellati. Qualora si estinguesse il debito, invece, la cancellazione avverrà nei successivi 7 giorni lavorativi.

Considera che queste sono le regole della S.I.Mo.Tel, ma non delle black list aziendali, quelle che ogni compagnia redige e nella quale i dati rimangono registrati per molto più tempo. Gli utenti che hanno accumulato dei debiti nei confronti dell’azienda potrebbero subire delle conseguenze anche a medio-lungo termine. Cosicché anche dopo l’estinzione del debito, la compagnia potrebbe rifiutarsi di stipulare con te un nuovo contratto di fornitura.

Bollette telefoniche non pagate: quando e come reclamare

Se il mancato pagamento delle bollette telefoniche non è dovuto ad una banale dimenticanza o ad una temporanea difficoltà economica, bensì ad una tua precisa volontà di non saldare il debito accumulato, è chiaro che per evitare le conseguenze di cui ti abbiamo parlato devi necessariamente fare le tue rimostranze all'azienda. E possibilmente devi farle per iscritto e mai solo per telefono.

In pratica ti stiamo consigliando di redigere un reclamo, nel quale spiegare alla compagnia quali sono le motivazioni che stanno dietro al mancato pagamento della bolletta telefonica. adsl lenta, importi anomali, servizi telefonici non richiesti: la casistica è talmente vasta che abbiamo preferito redigere un articolo ad hoc: “Operatori telefonici: ecco quali sono le principali cause di reclamo”.

La stessa cosa potresti fare qualora la compagnia avesse adottato un comportamento discutibile e aggressivo nei tuoi confronti, imponendo il distacco della linea dopo pochissimo tempo oppure intimandoti bruscamente di sanare il debito.

Al contrario ti consigliamo di non presentare alcun reclamo nel caso in cui il debito sia stato causato involontariamente, per una dimenticanza, o per una momentanea assenza di liquidità. In questi casi l'unica soluzione è pagare la bolletta o le bollette e darne immediatamente conferma alla compagnia, di modo da non generare ulteriori conseguenze lesive nei tuoi confronti.

Tornando al reclamo che hai presentato all’azienda per segnalare eventuali disservizi, cosa accade se l’esito del reclamo non è quello sperato? In un caso del genere, prima di chiamare il proprio avvocato e portare tutto davanti al Giudice, è possibile o meglio è obbligatorio, ricorrere alla Conciliazione .

Con la conciliazione, l’accordo raggiunto tra le parti è vincolante alla pari di un giudizio emesso da un tribunale. Nel settore della telefonia è possibile far ricorso alla Conciliazione paritetica oppure rivolgersi al Co.Re.Com, seguendo le indicazioni che nel prossimo paragrafo ti forniremo. 

Bollette telefoniche non pagate: come fare ricorso al Co.Re.Com

Il Co.Re.Com (Comitato Regionale per le Comunicazioni) è un organo istituito dall’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, monitorare tutte le attività riguardanti il settore delle telecomunicazioni e garantire la piena applicazione della normativa vigente. Come potrai ben immaginare, ogni regione italiana è dotata di un Co.re.com, al quale è possibile rivolgersi in caso di anomalie o per intraprendere un tentativo di risoluzione stragiudiziale della controversia insorta con il tuo operatore telefonico.

Come funziona questa procedura? Iniziamo con lo scrivere che è attivabile solo dopo il classico reclamo, sia che venga inoltrato dall'azienda che dal  consumatore. La Conciliazione è un ottimo strumento per tentare di appianare la controversia senza intraprendere un vero e proprio procedimento giudiziario, con i tempi e i costi che esso comporta. In pratica, si tratta di una semplice udienza nella quale entrambe le parti possono presentarsi ed esporre le proprie ragioni alla presenza di un mediatore, che viene chiamato Responsabile del procedimento. Lo scopo è quello di raggiungere un compromesso che soddisfi le parti ma che soprattutto tuteli i diritti di tutti.

Nella maggior parte dei casi l’esito dell’udienza è positivo, il che significa che è possibile stipulare un verbale di accordo, sottoscritto dalle parti, con cui sostanzialmente si mette la parola fine al contenzioso con soddisfazione di tutti. Può accadere ad esempio che il mediatore riconoscendo talune pretese del consumatore (la velocità dichiarata in pubblicità e prevista dal contratto non era quella effettiva e certificata dallo stesso cliente), proponga all'azienda di concedere l'abbattimento di un terzo del proprio credito. Quest'ultima pur di evitare procedure più complesse e costose, potrebbe così decidere di accettare pur di chiudendo definitivamente la faccenda.

Intraprendere la procedura di conciliazione è semplicissimo: basta individuare la sede regionale a cui rivolgersi, dunque procedere alla compilazione e all’invio tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento del Formulario UG che è possibile scaricare gratuitamente anche da questo portale. Ricorda: è molto importante che il modulo contenga queste informazioni:

  • il nome e cognome dell’utente;
  • la residenza o domicilio dell'utente;
  • il numero dell’utenza telefonica;
  • la denominazione e la sede dell'operatore;
  • la causa della controversia tra le parti;
  • i tentativi di risoluzione della controversia già disposti dalle parti;
  • le richieste dell'istante.

Al modulo ricorda allegare la fotocopia di un documento d'identità in corso di validità e i documenti che provino quanto sostenuto dal ricorrente.

In mancanza il ricorso non potrà essere accolto. Per conoscere nel dettaglio tutti i passaggi del procedimento puoi leggere la guida “Corecom: cos’è e quando è possibile farvi ricorso” nella quale troverai anche tutti gli indirizzi dei Comitati Regionali a cui rivolgerti.

Bollette telefoniche non pagate: la conciliazione paritetica

Anche la Conciliazione paritetica, come il ricorso al Corecom, ti consente di evitare il ricorso al giudice nel caso tu abbia una controversia aperta con una compagnia telefonica. Si tratta di un servizio che consente soluzione rapida ed economica della questione ed è frutto di un accordo tra la singola compagnia telefonica e le principali Associazioni dei Consumatori.

Per attivarla basta rivolgersi ad una delle associazioni aderenti, sarà poi questa ad occuparsi di tutto. Al tavolo siederanno un rappresentante della compagnia telefonica e un rappresentante dell'Associazione Consumatori, con l’obiettivo di ottenere un accordo il più soddisfacente possibile. Chiaramente il consumatore è libero di accettare o rifiutare il contenuto dell'accordo. Nel primo caso l’accordo raggiunto sarà vincolante tra le parti al pari di una sentenza del Tribunale, nel secondo caso, invece, il consumatore potrà valutare se ricorrrere al Corecom (in questo caso la scelta non è obbligatoria avendo già esperito un tentativo di conciliazione) o se affidarsi al proprio legale di fiducia portando la compagnia davanti ad un Giudice.

Sulle caratteristiche e modalità di attivazione di questo particolare strumento, ti rimandiamo all'articolo "Cos'è e come funziona la Conciliazione Paritetica".

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