Recupero crediti per bolletta non pagata: i miti da sfatare

recupero crediti per bolletta non pagata

Cosa accade se non paghi una bolletta telefonica, dell'energia elettrica o del gas entro la data di scadenza prevista? Se il mancato pagato è imputabile ad una semplice dimenticanza, ti suggeriamo di pagare senza indugio la fattura. Se, invece, sussistono difficoltà di carattere economico che ti impediscono di far fronte al pagamento, nonostante i ripetuti solleciti, è molto probabile che la tua pratica finirà nella mani di una società che si occuperà del recupero crediti per bolletta non pagata.

Bolletta non pagata: quali le conseguenze

In una simile situazione riceverai in prima battuta dalla società un sollecito di pagamento o direttamente una lettera di messa in mora per mancato pagamento fatture. Sulla lettera sarà indicato un termine ultimo per il pagamento della bolletta, superato il quale la società si vedrà costretta a: 

  • sospendere l'erogazione del servizio e risolvere il contratto;
  • affidare la riscossione dell'importo ad una società di recupero crediti.
Ricordiamo che il tema lo abbiamo parzialmente trattato quando abbiamo parlato delle conseguenze derivanti da bollette telefoniche non pagate.

Bolletta luce e gas non pagata: sospensione della fornitura

C'è da dire che nel caso di luce e gas, la compagnia interviene dapprima con una riduzione di potenza e poi - previo preavviso – con la definitiva sospensione della fornitura.

C’è da dire comunque che sono salvaguardate le utenze vulnerabili, come le scuole, le case di cura, le famiglie che fanno uso di apparecchiature elettromedicali salvavita o che versano in stato di disagio economico e sociale. Nei loro confronti la fornitura non può mai essere sospesa.

Va detto, inoltre, che prima di procedere alla sospensione è necessario che 

  • la data scelta non cada di venerdì, sabato o nei giorni festivi e prefestivi;
  • l'utente sia stato avvisato a mezzo lettera raccomandata A/R (la semplice indicazione dello scoperto sulla bolletta non è sufficiente);
  • la bolletta non sia caduta in prescrizione;
  • il cliente non abbia formalizzato un reclamo per iscritto (ad esempio per malfunzionamento del contatore, per importi anomali, ecc.).

Bolletta acqua insoluta: quali regole

Per la fornitura di acqua vigono regole specifiche. In particolare l’ARERA, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha stabilito che alle singole utenze potrà essere sospesa la fornitura solo se le bollette non pagate hanno importi superiori  al valore del bonus idrico, ossia al valore della quantità minima di acqua necessaria per soddisfare i bisogni primari di una persona, pari a 50 litri al giorno.

In ogni caso il distacco può avvenire solo dopo aver limitato il flusso d’acqua al quantitativo minimo vitale, (50 litri d’acqua a persona al giorno) e solo dopo che l’utente - nonostante gli sia stato offerto un piano di rateizzazione - continua a non pagare le bollette riferite ai 24 mesi precedenti alla data di costituzione in mora. Il gestore non può far pagare penali per la sospensione e la riattivazione della fornitura.

Lo stesso trattamento non può applicarsi alle utenze condominiali, per cui in presenza di un inquilino moroso non è chiaramente possibile procedere ad una sospensione della fornitura idrica per l’intero edificio.

Recupero crediti per bolletta non pagata

Oltre a sospendere il servizio e a risolvere il contratto, la società in questi casi si affida ad una società di recupero crediti per ottenere il pagamento di quanto dovuto. Ciò accade in modo particolare nel settore della telefonia.

Il problema sta nel fatto che in taluni casi il servizio viene affidato a società di recupero crediti “senza scrupoli” che utilizzano pressioni di ogni tipo (l'arrivo dell'ufficiale giudiziario, il pignoramento dello stipendio o della pensione, ecc.) e toni minacciosi col solo fine di intimidire il cliente.

In taluni casi commettono dei veri e propri illeciti, come quando compiono visite a casa o sul luogo di lavoro, inviano comunicazioni a familiari o vicini di casa, mettono avvisi di mora in bella vista nella cassetta delle poste del condominio e via discorrendo.

Da questi abusi e comportamenti scorretti naturalmente ci si può difendere. In questo post abbiamo fornito consigli e strumenti su come combattere il recupero crediti.

Recupero crediti per bolletta non pagata: miti da sfatare

La diffida di pagamento trasmessa per posta prioritaria non ha alcun valore legale perché si può validamente diffidare una persona al pagamento solo con l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno o di una PEC.

Occhio al mittente, perché se le pretese di recupero crediti sono avanzate da un'agenzia, essa non può agire in via legale se non ha ricevuto un incarico da parte dei presunti creditori. Dunque se non ti è stata comunicata con raccomandata a/r la cessione del presunto credito dall’originario creditore all’agenzia di recupero crediti, le lettere che ricevi non hanno alcuna validità.

Nel caso in cui l'incaricato al recupero crediti si presenti a casa, ricorda che non essendo un pubblico ufficiale, né un ufficiale giudiziario, non può introdursi nell’abitazione senza il tuo consenso, dunque puoi legittimamente decidere di non aprire e di non comunicare con lui.

La società di recupero credito sostiene il falso se ti dice che 

  • riceverai una cartella esattoriale. In questo caso parliamo di crediti vantati da società private e non da Enti pubblici, dunque è da escludersi qualsiasi discorso sulle cartelle esattoriali;
  • passerà da te l'Ufficiale giudiziario per il pignoramento dell'auto, del televisore o altro. Con la semplice bolletta non pagata non si può procedere all'esecuzione forzata. Occorre prima disporre di un titolo esecutivo, richiedendo al Giudice l'emissione di un decreto ingiuntivo;
  • che l'Agenzia delle Entrate Riscossione provvederà al pignoramento dello stipendio o della pensione (il pagamento di una bolletta non rientra nella competenza dell'Agenzia).

Tieni presente, infine, che la società recupero crediti non può contattarti per nessuna ragione sul luogo di lavoro o tramite i vostri vicini di casa, o in generale con persone estranee al debito, inclusi parenti stretti, senza la tua espressa autorizzazione. Così come non può affiggere avvisi di mora sulla porta di casa, nell’androne del palazzo o sulla cassetta della posta, dal momento che ciò configurerebbe una palese violazione della tua privacy.

Quali alternative al recupero crediti per bolletta non pagata

La società creditrice se non intende affidarsi alla società di recupero crediti o se l'azione di quest'ultima si è mostrata infruttuosa, può cercare di riscuotere il proprio credito attraverso un decreto ingiuntivo o citando in giudizio la controparte.

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento emesso dal Giudice, sulla base di prove scritte fornite dal creditore (contratto, fattura, solleciti, ecc.), con cui sostanzialmente si intima al debitore il pagamento di una  somma di danaro o di cose fungibili in favore del suo creditore.

Naturalmente il debitore può opporsi al decreto ingiuntivo se agisce entro il termine di 40 giorni dalla sua notifica.

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40722 - Redazione
25/07/2015
Vito, le cose che ci racconta configurano una palese violazione della sua privacy che legittimano ampiamente una azione di tutela e risarcimento. Restano tutti i nostri interrogativi sul perchè in ben due occasioni lo studio legale si sia rivolto ad aziende che nulla avevano a che fare con la sua posizione. Le consigliamo di rivolgersi ad un avvocato di sua fiducia.

40690 - Vito Chiaviello
25/07/2015
Salve vorei esporre un episodio e chiedere se posso agire per le vie legali. A gennaio mi e' stata recapitato una ingiunzione di sfratto per morosità. A febbraio mi arriva lo sfratto e l'ingiunzione di pagamento; ad Aprile mi viene fatto un pignoramento presso terzi solo che l'azienda a cui hanno fatto il pignoramento non è l'azienda dove lavoro per cui hanno inviato ad una azienda estranea dati personali riservati.Ricevuta la comunicazione avvisavo lo studio legale della controparte che il sottoscritto non conosceva l'azienda in questione e tantomeno avevo dichiarato di lavorarci. Gli ho mandato una e-mail per tutelarmi da una eventuale denuncia di falso dichiarando quale era l'azienda dove lavoravo. Dopo due mesi mi arriva un altro atto di pignoramento presso terzi con la maggiorazione del capitale, anche questa volta hanno sbagliato azienda. Adesso chiedo possono questi signori mandare dati personali ad aziende con cui non ho mai avuto rapporti di lavoro? Posso denunciarli per violazione e diffusione di dati personali a persone estranee? Grazie.

39973 - Redazione
18/06/2015
Pietro, effettui un esposto al Corpo di Polizia Municipale o ai Vigili del Fuoco.

39971 - pietro
18/06/2015
Pericolo d'incendio derivante dal confinante di un terreno agricolo incolto.

38468 - massimo
23/04/2015
e sempre tutto molto interessante


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