Bonus partite IVA 2022: cos'è e come richiederlo

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Una guida che spiega nel dettaglio destinatari, requisiti, criteri di calcolo e modalità di presentazione della domanda di bonus ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) o bonus partite IVA, ossia di quel sussidio spettante ai lavoratori autonomi e ai professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps

Bonus ISCRO: cos'è

Il bonus ISCRO o bonus partite IVA è una indennità prevista dalla legge di bilancio (legge 178/2020) per il triennio 2021-2023 in favore degli iscritti alla Gestione Separata dell’INPS che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.

In pratica una sorta di ammortizzatore sociale, di cassa integrazione della durata di 6 mesi, a sostegno del lavoratore con partita IVA che ha subito perdite superiori al 50%. L'importo dell'indennità oscilla tra i 254,75 e gli 815,20 euro mensili, in funzione di determinati requisiti posseduti dal richiedente.

L'ISCRO è incompatibile con il Reddito di cittadinanza, così come con le indennità di disoccupazione NASpI e DISCOLL.

Bonus partite IVA: a chi spetta

Possono richiedere l'indennità ISCRO quei lavoratori iscritti alla Gestione separata che possono fare valere congiuntamente i seguenti requisiti:

  • non essere titolari di pensione e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie (ISCRO è compatibile e cumulabile con l'assegno ordinario di invalidità);
  • non essere beneficiari di Reddito di cittadinanza;
  • avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all'anno precedente alla presentazione della domanda;
  • avere dichiarato, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro (rivalutato annualmente in base all'Istat);
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all'iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

Ma vediamo di fare un esempio concreto. Se il professionista intende presentare domanda nel 2022, deve verificare che il reddito risultante dalla Dichiarazione dei redditi dell’anno 2021 (anno precedente alla presentazione della domanda), sia inferiore al 50% della media dei redditi prodotti negli anni 2018, 2019 e 2020 (i tre anni precedenti all’anno che precede la presentazione della domanda).

Così se il lavoratore ha prodotto un reddito rispettivamente di

  • 10.500 nel 2018
  • 17.500 nel 2019
  • 8.000 nel 2020

significa che la sua media è stata di 12.000 euro, per cui il 50% = 6.000,00.

Stante la situazione, egli potrà richiedere il sussidio se il reddito dell'anno 2021 è, ad esempio, pari a 5.800 o 5.000 euro - ossia sotto la soglia di 6.000 euro - mentre deve rinunciarci se ha dichiarato ad esempio un reddito di 6.100 euro.

Tutti i requisiti devono essere rispettati non solo al momento della presentazione della domanda, ma anche durante l’intero periodo di fruizione della ISCRO.

Bonus ISCRO partite iva: importo

Il bonus ISCRO è pari al 25%, su base semestrale, dell'ultimo reddito da lavoro autonomo certificato dall'Agenzia delle Entrate.

Tornando all'esempio fatto prima, se il reddito dichiarato nel 2021 è stato pari a 5.800 euro, al professionista spetterà una indennità pari a: 5.800 : 2 x 25% = 725 euro al mese per 6 mesi.

Come si vede nel caso specifico l'importo mensile del bonus ISCRO è compreso tra 254,75 euro e 815,20 euro, per cui al lavoratore sarà assegnato esattamente quella cifra.

Bonus ISCRO domanda: come farla

La domanda può essere presentata a partire dal 1° Maggio 2022 e fino al prossimo 31 Ottobre (la misura sarà attiva anche nel 2023), attraverso la piattaforma INPS accessibile all'indirizzo https://serviziweb2.inps.it/PassiWeb/jsp/login.jsp.

Ai fini della pratica occorre disporre di uno dei seguenti strumenti:

  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS).

In alternativa il lavoratore potrà farsi assistere da un Istituto di Patronato. Il bonus partite IVA può essere richiesto una sola volta nel triennio. 

Bonus gestione separata: quando si perde

Il professionista perde il diritto all'indennità quando:

  • comunica la cessazione della propria partita IVA;
  • diventa titolare di un trattamento pensionistico diretto;
  • si iscrive ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • diventa un percettore del Reddito di cittadinanza.

Tags:  sostegno al reddito prestazioni inps prestazioni assistenziali

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