Carta REI: cos’è e come si richiede

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Anche se scatterà concretamente solo dal 2018, dal 1° Dicembre 2017 si potrà finalmente presentare domanda di accesso al beneficio. Stiamo parlando naturalmente del Reddito di Inclusione (ReI), un beneficio che aiuterà 400 mila famiglie in situazione di forte disagio economico. Ricordiamo che a Marzo 2017 era stato siglato un Memorandum d’intesa tra il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e l’Alleanza contro la povertà, che dal 2013 lavora per favorire lo sviluppo di provvedimenti dedicati alle categorie socialmente più svantaggiate. Tuttavia solo qualche mese dopo il Governo è stato in grado di annunciare l'approvazione definitiva del Decreto Legislativo 15 settembre 2017, n. 147, emanato in attuazione della legge-delega 15 marzo 2017. Grazie a questo nuovo provvedimento anche il nostro paese si è finalmente dotato di una misura strutturale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale.

Nel prosieguo dell'articolo ti illustreremo nel dettaglio questo nuovo strumento, il ReI - Reddito di inclusione appunto: a chi spetta, quali sono i requisiti di accesso e in che modo il beneficio sarà corrisposto agli aventi diritto.

Reddito di inclusione: cos’è

Il Reddito di Inclusione è uno strumento di contrasto alla povertà destinato a tutti i soggetti e alle famiglie che vivono in una situazione di forte disagio economico. Questo beneficio, che sostituisce il SIA - Sostegno per l’inclusione attiva e la relativa carta acquisti, sarà una forma di aiuto strutturale, dunque stabile e duratura, non più occasionale.

Come detto la misura scatterà dal 1° gennaio del 2018, ma le domande potranno essere presentate a partire dal 1° Dicembre 2017. Si tratta in buona sostanza di un assegno mensile massimo di 485 euro (equivalente a 5.824 euro l'anno, al pari dell'assegno sociale) per un periodo di 18 mesi. L'importo assegnato è correlato al numero dei componenti del nucleo familiare e tiene conto di eventuali trattamenti assistenziali e redditi in capo al nucleo stesso.

Attenzione perchè non si tratta di uno strumento meramente assistenzialistico, visto che il nucleo familiare che lo richiede deve partecipare attivamente ad un progetto personalizzato condiviso con i servizi territoriali che favorisca il suo reinserimento sociale e lavorativo e in definitiva il raggiungimento di una completa autonomia. Tanto che nel caso in cui il nucleo familiare dovesse per qualsiasi motivo abbandonare il proprio progetto perderebbe immediatamente l’assegno.

Stando ai dati Istat in Italia ci sarebbero 1,8 milioni di famiglie in condizioni di povertà assoluta, l'equivalente di 4,6 milioni di persone non in grado di acquistare quei beni e quei servizi sufficienti ad assicurare "uno standard di vita minimamente accettabile". Nel 2018 saranno disponibili 1.7 miliardi di euro (leggermente di più dal 2019) che - secondo le stime del Governo - potranno garantire un sostegno a circa 600.000 nuclei familiari. In una prima fase godranno di una corsia preferenziale i nuclei con almeno un figlio minorenne, quelli con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne), con una donna in stato di gravidanza, o con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione.

Reddito di inclusione: requisiti di accesso al beneficio

Chi desidera ricevere il beneficio, potrà fare domanda presso il proprio Comune di residenza dopo aver accertato il possesso di 2 requisiti fondamentali, che riguardano la situazione reddituale del nucleo familiare. Nello specifico, per accedere al Reddito di inclusione è necessario:

- avere un ISEE pari o inferiore a 6.000 euro. Si tratta di uno strumento che viene adottato col fine di assicurare le varie misure di sostegno pubblico solo a chi ne ha effettivamente bisogno, sulla base non solo del reddito, ma anche di altri fattori come le proprietà immobiliari, i depositi bancari o il numero di figli a carico. Si ricorre così all'ISEE per la concessione dell'assegno di maternità, il bonus bebè, gli ANF, ovvero gli assegni per il nucleo familiare, le prestazioni scolastiche e universitarie, le agevolazioni per le utenze domestiche, come bonus gas e bonus elettrico e così via. La novità è che dal 1° Settembre 2018 l'Isee potrà essere richiesto solo attraverso una DSU precompilata (si parla in proposito di Isee precompilato). L’ISEE deve essere rinnovato alla scadenza per evitare la sospensione del beneficio;

- avere un valore dell’ISRE (indicatore reddituale dell’Isee) a fini ReI non superiore a 3.000 euro.

Oltre all'ISEE e all'ISRE, sono fissate altre soglie per l'accesso al beneficio del Reddito di Inclusione, come:
- il valore del patrimonio immobiliare (con esclusione della casa di abitazione) che non deve superare il valore di 20.000 euro;
- il valore del patrimonio mobiliare (conti correnti, azioni, polizze, ecc.) non deve superare la soglia di 10.000 euro (ridotto a 8.000 per due persone e 6.000 per una sola persona).

Può godere del Reddito di Inclusione anche colui che svolge un’attività lavorativa (nel rispetto naturalmente dei requisiti reddituali), ma se perde il lavoro e percepisce la NASpI o altri ammortizzatori sociali decade dal beneficio. 

Chi richiede il ReI, infine, non può risultare proprietario di imbarcazioni, così come di auto e moto immatricolati nei 24 mesi precedenti la presentazione della domanda.

Come vedremo nel paragrafo dedicato all'importo dell'assegno, il fatto di soddisfare questi requisiti non significa necessariamente avere diritto al beneficio economico.

Reddito di inclusione: a chi spetta

Diciamo innanzitutto che può presentare istanza il cittadino italiano o quello europeo che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero il cittadino di un paese terzo in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria).

L'importante è che il richiedente possa vantare una residenza in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

L’obiettivo del Reddito di Inclusione è sostenere i nuclei familiari che vivono in condizioni di forte disagio, aiutandoli dal punto di vista economico e lavorativo, così da evitare il rischio di esclusione sociale, che significa povertà unita ad emarginazione sociale. Il beneficio, perciò, spetta a tutti coloro che dimostreranno di avere una situazione economica in linea con le soglie di accesso prima identificate.

Ciò premesso, l’attenzione delle istituzioni contro la povertà sarà rivolta in modo particolare ai nuclei familiari:

- con almeno un figlio minorenne
- con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne)
- con una donna in stato di gravidanza (in questo caso la domanda non può essere presentata prima di quattro mesi dalla data presunta del parto)
- con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione (a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, ecc.)

Il ReI è compatibile, entro determinati limiti, con lo svolgimento di attività lavorativa.

Reddito di inclusione: presentazione delle domande

Le domande per ottenere il Reddito di Inclusione (ReI) si possono presentare, a partire dal 1° Dicembre 2017, presso il Comune di residenza o gli altri punti di accesso, identificati dal comune stesso. Quest'ultimo si farà poi carico di trasmettere la richiesta all’Inps. La richiesta dovrà essere presentata attraverso questo specifico modello predisposto dall'Inps.

Coloro che, alla data del 1° dicembre 2017, stanno ancora percependo il SIA possono presentare da subito la domanda di REI oppure possono rimandare la presentazione al termine della percezione del SIA, senza che dalla scelta derivi alcun pregiudizio di carattere economico.

Coloro che presentano la domanda del ReI nel mese di dicembre 2017, e non sono già beneficiari del SIA, in caso di accoglimento della stessa, devono aggiornare l’ISEE entro il termine del primo trimestre 2018, per evitare la sospensione del beneficio.

Coloro che presentano invece la richiesta del ReI a far data dal primo gennaio 2018, devono essere comunque in possesso, all’atto della presentazione della domanda, dell’attestazione ISEE 2018.

Reddito di inclusione: importo dell'assegno

L’importo del beneficio non sarà uguale per tutti i richiedenti. Chiaramente i nuclei familiari più numerosi, quelli con disabili o minori a carico riceveranno un sussidio di importo maggiore. Come si è già detto l'importo dell'assegno potrà essere al massimo di 485 euro al mese. Il beneficio economico ha carattere assistenziale, per cui è esente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche

Ai fini della determinazione dell'importo spettante, ci sono da considerare gli eventuali trattamenti assistenziali (ad esclusione dell'indennità di accompagno) percepiti dal richiedente e se la sua condizione reddituale - rappresentata dall'ISR, Indicatore della Situazione Reddituale. L'ISR viene calcolato sottraendo ai redditi del nucleo familiare, così come risultano in dichiarazione, le eventuali spese per l’affitto (fino ad un massimo di 7.000 euro annui, incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo) e il 20% degli eventuali redditi annui da lavoro dipendente (fino ad un massimo di 3.000 euro). Dunque, l'ammontare del beneficio economico del ReI viene determinato sottraendo dalla soglia i trattamenti percepiti e l'ISR così determinato.

Ricordiamo che l'assegno sarà concesso per non più di 18 mesi. Superato questo periodo, il ReI può essere rinnovato, per non più di dodici mesi, ma è necessario che siano trascorsi almeno sei mesi dalla data di cessazione del godimento della prestazione.

Reddito di inclusione: come viene erogato il beneficio

L'assegno relativo al Reddito di Inclusione (ReI) viene corrisposto agli aventi diritto tramite una carta prepagata (Carta ReI) che viene emessa da Poste Italiane S.p.a. e ricaricata mensilmente. Questo significa che il richiedente nel momento in cui riceverà la comunicazione di ammissione al beneficio, dovrà recarsi presso uno degli Uffici Postali abilitati a rilasciare la Carta ReI, presentando il proprio documento di identità. Prima però di utilizzarla il titolare dovrà attendere la ricezione del PIN presso l’indirizzo di domicilio indicato in domanda.

Quello della carta è sicuramente uno dei più pratici, soprattutto perché chi possiede già la Carta Acquisti o riceve il Sostegno di Inclusione Attiva sa già come utilizzarla.  

Con la carta ReI, dunque, sarà possibile effettuare acquisti presso negozi, supermercati, farmacie e così via, al pari di quanto previsto dalla vecchia Carta acquisti, ma anche utilizzarla come Bancomat. In quest'ultimo caso potrà essere prelevato al massimo la metà dell'importo caricato mensilmente. 

Sarà altresì possibile fruire di sconti e agevolazioni presso gli esercizi commerciali convenzionati.

Reddito di inclusione: i servizi per l’inclusione

Come si è in parte accennato, la misura per la lotta alla povertà introdotta dal Governo non si limita ad assicurare un sostegno economico alle famiglie svantaggiate, ma offre anche una serie di servizi finalizzati al loro inserimento o reinserimento lavorativo e all'inclusione sociale. A tal fine, con l'ausilio dei Comuni, dei Centri sociali, dei Servizi Sanitari e dei Centri per l'Impiego, sarà predisposto per ciascun nucleo familiare un "progetto personalizzato" volto al superamento della condizione di povertà, che terrà conto del grado di istruzione, della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, della condizione abitativa di ogni suo componente. Tradotto questo significa che chi riceve il sussidio deve ad esempio impegnarsi in attività sociali, frequentare corsi di formazione, assicurare la frequenza scolastica dei figli, impegnarsi attivamente nella ricerca del lavoro ed accettare eventuali proposte e così via.

In assenza del progetto, debitamente sottoscritto dai componenti del nucleo familiare, il ReI non può essere erogato.

Per raggiungere questo obiettivo, una parte dei fondi disponibili sarà destinato ai Comuni, che dovranno impegnare il denaro pubblico nella creazione e nel miglioramento dei servizi di inclusione attiva.

Si precisa che i beneficiari del ReI possono accedere, nei limiti delle risorse disponibili, anche all’assegno di ricollocazione.

Attenzione perché sono previste delle sanzioni e in taluni casi anche la sospensione e decadenza dal ReI, qualora non si rispettino gli obblighi assunti con la sottoscrizione del Progetto personalizzato. In particolare sono previste delle conseguenze anche in caso di mancata presentazione alle convocazioni ovvero agli appuntamenti previsti dal progetto personalizzato, a meno che non sussista un giustificato motivo.

Queste le sanzioni previste:
- la decurtazione di un quarto di una mensilità del beneficio economico, in caso di prima mancata presentazione;
- la decurtazione di una mensilità del beneficio economico, in caso di seconda mancata presentazione;
- la decadenza dalla prestazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

Sanzioni anche nel caso in cui un solo componente del nucleo familiare beneficiario non partecipi alle iniziative di orientamento previste dal progetto:
- la decurtazione di una mensilità del beneficio economico, in caso di prima mancata presentazione;
- la decadenza dalla prestazione, nonché la decadenza dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

Sanzioni sono infine previste in caso di dichiarazioni mendaci in sede di DSU. Se si perde il beneficio, la nuova richiesta del ReI può essere presentata solo una volta decorsi 6 mesi dalla data del provvedimento di decadenza.  

Reddito di inclusione: come evitare la “trappola della povertà”

Nel Memorandum che abbiamo più volte citato, c’è un accenno a quelli che il Governo chiama “meccanismi per evitare la trappola della povertà”. Di cosa si tratta? La trappola della povertà è una situazione che si riscontra quando non vi è alcun incentivo per le persone che versano in una situazione di disagio economico a cercare un lavoro, in quanto ogni reddito addizionale sarebbe compensato da perdite di benefici sociali e aumenti delle imposte.

Per questo motivo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sostiene l'importanza di lavorare sulle cause che hanno determinato la situazione di povertà. Come? Attraverso - appunto - un "progetto personalizzato", con obiettivi e risultati attesi, che parta dalle condizioni e dai bisogni della famiglia e su di essi articoli una serie di interventi appropriati.

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50683 - Redazione
23/10/2017
Cesare, si è in attesa del decreto di attuazione del REI e dell'approvazione del relativo modulo domanda. E' strano che il suo comune non ne sia a conoscenza.

50660 - cesare f.
20/10/2017
Dove posso cercare il modulo per la richiesta del reddito di inclusione? Se le domande incominciano ad essere presentate nel mese di dicembre. Qui al comune di Carbonia non sanno ancora niente. Grazie Cesare

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