Contratto luce e gas falso: come difendersi dalle truffe

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Nonostante la pratica sia stata più e più volte segnalata dall’Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dalle associazioni dei consumatori e da diverse testate giornalistiche, sembra proprio che alcuni fornitori di energia elettrica e gas naturale non abbiano perso il brutto vizio di attivare contratti luce e gas non richiesti. Anche Moduli.it qualche mese fa ha dedicato un post all’argomento, mettendo in guardia i consumatori che molto gentilmente rispondono ai venditori telefonici senza sapere che un solo e semplice "" può bastare per sottoscrivere un nuovo contratto luce e gas. L’articolo a cui facciamo riferimento è questo “Truffe telefoniche: quando un sì può costarti molto caro”. Nel testo che segue, invece, ti spiegheremo cosa è possibile fare per tutelarsi dai contratti truffa, ossia a quei contratti stipulati contro la tua effettiva volontà di aderire all'offerta, a chi è possibile rivolgersi, quali moduli possono essere utili e quali sono i termini da rispettare.

Contratti telefonici luce e gas: come avviene la stipula di un contratto truffaldino

Prima di illustrarti come difendere i tuoi diritti in quanto consumatore, è bene che tu sappia riconoscere quali sono le situazioni “a rischio truffa” ovvero quelle in cui è bene drizzare le orecchie e far attenzione a quello che dicono i venditori, ma soprattutto a ciò che si dice, in quanto può essere determinante e causarti non poche seccature.

Solitamente le aziende fornitrici di energia elettrica e gas naturale si avvalgono di agenzie specializzate per la pubblicizzazione delle nuove offerte e per l’acquisizione di nuovi clienti attraverso la sottoscrizione di contratti luce e gas. Queste agenzie possono lavorare tramite l’invio di venditori porta a porta, oppure tramite call center.

La tecnica di taluni venditori è molto semplice: col fine di illustrare meglio una proposta commerciale strepitosa e unica, chiedono la visione dell'ultima bolletta con l'intento di verificare alcuni dati della tua fornitura. In realtà in questo modo non fa altro che ricavare i dati relativi alla tua utenza, ossia i dati che identificano il titolare del contratto, l'indirizzo di fornitura, i dati che contraddistinguono il punto fisico in cui avviene la fornitura del gas (PDR) o dell'elettricità (POD), ecc. A questo punto il venditore scorretto è in possesso di tutti gli elementi per il nuovo contratto luce e gas con firma vera oppure artefatta. Bene in questi casi i consigli sono tanti: non rispondere al citofono, declinare gentilmente l'invito oppure farsi lasciare del materiale informativo o un indirizzo internet allo scopo di approfondire i dettagli della proposta. La cosa che comunque non devi mai fare è far visionare le tue bollette a sconosciuti o venditori improvvisati.

Con i call center, invece, la questione si fa più spinosa e delicata. Sì, perché è impossibile prevedere quando chiameranno, da dove chiameranno (i prefissi telefonici cambiano in continuazione e non sempre sono immediatamente riconoscibili), ma soprattutto una volta risposto alla telefonata, è più facile essere influenzati da un esperto nella vendita di prodotti o servizi a distanza. Leggi anche: “Stop alle telefonate indesiderate: ecco come fare”.

Quando il venditore non è chiaro nell’esposizione dell’offerta che pubblicizza, quando ripete a macchinetta un messaggio stereotipato, quando si dimostra reticente nel comunicare il nome della ditta che pubblicizza, ma soprattutto quando chiede insistentemente dati personali e codici presenti in bolletta, allora vuol dire che la sua intenzione è quella di registrare un nuovo contratto luce e gas, poco importa se chi sta dall’altra parte della cornetta ne sia cosciente o meno.

Purtroppo le tecniche di vendita dei call center si fanno sempre più aggressive e i venditori sempre meno corretti. Del resto, in questo momento di crisi, gli operatori faticano a trovare un’agenzia che offra loro una retribuzione fissa: ognuno guadagna a seconda dei contratti che conclude. Ecco perché talvolta la buona fede e la deontologia passano in secondo piano. Certo, questa non è una giustificazione. Non si può subire passivamente una pratica commerciale scorretta, al contrario è necessario reclamare e fare il possibile per far valere i propri diritti di consumatore.

Ci teniamo a specificare che è ritenuta una pratica commerciale scorretta una qualsiasi attività ingannevole o aggressiva esercitata nei confronti del consumatore. Sappi che ci si può difendere da simili condotte prima inviando una diffida per pratica commerciale scorretta all’agenzia o alla società fornitrice (questo il fac simile da utilizzare) e poi eventualmente informando l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (questo il modulo di segnalazione all’AGCM). Se desideri approfondire l’argomento puoi leggere l'articolo "Come denunciare pubblicità ingannevoli e aggressive".

Attivare contratti di fornitura a tua insaputa, estorcere informazioni personali mentendo sui propri intenti, indurti ad accettare offerte con l’inganno, dichiarare il falso oppure omettere informazioni importanti: tutte queste attività, finalizzate alla sottoscrizione di un contratto, configurano il reato di truffa. Ma niente paura: il contratto luce e gas stipulato a seguito di una pratica commerciale scorretta o comunque estorto da un venditore truffaldino può essere annullato. Ora ti spiegheremo come fare, ma ti anticipiamo che se sei interessato all'argomento, puoi leggere: “Come difendersi dai contratti truffa”.

Attivazione nuovo contratto luce e gas a tua insaputa: ecco come puoi difenderti

Se ti fermano per strada o nei centri commerciali, proponendoti un’offerta imperdibile, se ti chiamano o si presentano sotto casa per comunicarti che sei uno dei fortunati ai quali si rivolge una tariffa speciale ma che hai poche ore per sottoscriverla, fermati e ragiona. Il prezzo che ti stanno proponendo probabilmente è più basso di quello che paghi attualmente perché il venditore prende in considerazione solo il costo dell’energia e come ben sai non è quello a far salire l’importo della bolletta luce e gas. Tutto questo per dirti che è sempre meglio prendersi del tempo, constatare la reale convenienza della tariffa offerta su internet o recarsi in un punto vendita e lì sottoscrivere un nuovo contratto, piuttosto che lasciarsi intimorire da una scadenza perentoria e poi dover tornare sui propri passi, disdicendo il contratto sottoscritto.

Ad ogni modo, se sottoscrivi un contratto fuori dai locali commerciali, dunque per strada, negli stand pubblicitari, tramite agenti porta a porta, oppure lo sottoscrivi a distanza, tramite internet o il telefono, sappi che sei libero di cambiare idea entro i primi 14 giorni. I consumatori possono far valere il cosiddetto diritto di ripensamento, per annullare il contratto luce e gas senza dare giustificazioni al fornitore, ma soprattutto senza pagare penali e costi di disattivazione. Come si calcolano i 14 giorni? Puoi appurarlo leggendo le Condizioni Generali di Fornitura che per legge devono essere pubblicate sul sito internet della compagnia. Se non riesci a trovare il documento contatta il Servizio Clienti oppure recati in un punto vendita. Di solito nei contratti firmati di persona, i 14 giorni decorrono dal momento della sottoscrizione, mentre nei contratti telefonici il termine decorre dalla data di ricevimento della proposta commerciale scritta.

Se, dunque, c’è qualcosa che non ti quadra e vuoi chiedere la disdetta contratto luce e gas, tutto quello che devi fare è scaricare questo fac simile disdetta contratto luce e gas (che puoi utilizzare sia in caso di disdetta singola, sia per disdire entrambe le forniture). Dopo aver compilato con cura il modulo, puoi inoltrarlo al fornitore tramite posta raccomandata. Fa attenzione, perché la comunicazione di disdetta deve arrivare al destinatario entro lo scadere del 14 giorni, altrimenti non sarà possibile far valere il diritto di ripensamento. Se il tempo stringe, puoi inviare il modulo (che ti ricordiamo deve essere corredato da una copia del documento d’identità in corso di validità) tramite Raccomandata 1, che arriva uno o al massimo due giorni dopo essere stata spedita.

Contratto luce e gas: se sottoscritto a telefono è necessario il consenso scritto

Negli ultimi anni, il fenomeno del contratto luce e gas sottoscritto all’insaputa del diretto interessato si è diffuso a tal punto da essere oggetto di diversi reclami, ben presto giunti all’attenzione dell’AEEGSI, ovvero l’Autorità che regola il mercato dell’energia elettrica, gas naturale e il sistema idrico. Questo ha anche portato ad una riforma del Codice del Consumo, che ora prevede degli obblighi aggiuntivi per i fornitori che utilizzano determinate strategie di vendita per la sottoscrizione di offerte/contratti luce e gas.

Più precisamente nel momento in cui sottoscrivi un contratto fuori dai locali commerciali, ad esempio nel luogo di lavoro, a casa o in una fiera-mercato, il venditore ha l’obbligo di consegnarti una copia del contratto firmato oppure una conferma del contratto su carta, via posta elettronica o su pendrive.
Se invece sottoscrivi un contratto per telefono (a distanza) è necessario perché l’adesione alla proposta possa considerarsi efficace e vincolante nei tuoi confronti, che alla telefonata il venditore faccia seguire un contratto scritto che riassuma in modo chiaro e dettagliato tutte le informazioni ricevute al telefono e relative alla proposta. Tale contratto avrà effetto solo quando l’avrai accettato e firmato per iscritto, eventualmente anche con firma elettronica. Ma attenzione: questo secondo passaggio - ossia quello del consenso scritto - potrà essere evitato dal venditore se la registrazione telefonica conterrà una tua espressa deroga e rinuncia al consenso scritto.

Ad ogni modo se il contratto è stato sottoscritto all’insaputa del consumatore, quest’ultimo non deve pagare nulla. A ribadirlo è stato anche il Tribunale di Benevento, nella Sentenza del 17 marzo 2017. Cosa è successo? Te lo spieghiamo in due parole: il Giudice ha respinto l’appello che Enel Energia fece contro il Giudice di Pace, il quale aveva accolto il ricorso di un utente che lamentava l’attivazione di un contratto falso e ne contestava le relative bollette. A tal proposito, il Giudice ha stabilito che “il consumatore non è tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta e in ogni caso, l’assenza di risposta non implica il consenso”.

Contratto luce e gas falso o truffaldino: ecco come reclamare

Se ricevi la copia di un contratto che non hai autorizzato o di cui addirittura non eri a conoscenza, magari con una tua firma falsa, non perdere tempo, ma tenta di far valere il diritto di ripensamento oppure, se non sei più nei tempi, invia un reclamo al fornitore. Puoi farlo in tutta autonomia, scaricando gratuitamente questo modulo di reclamo (nel caso puoi personalizzare anche questo fac simile di richiesta di annullamento del contratto viziato da dolo) oppure rivolgendoti ad un’associazione dei consumatori, o allo Sportello del Consumatore di Energia.

Se intendi svolgere la procedura di reclamo utilizzando uno dei fac simile che ti abbiamo proposto, ti chiediamo di fare attenzione ad una solo aspetto: devi inoltrarlo al fornitore entro 30 giorni dalla data in cui sei venuto a conoscenza dell’attivazione. In pratica i 30 giorni decorreranno dal 10° giorno successivo alla conferma del contratto su supporto cartaceo o comunque su mezzo durevole, oppure - se il contratto non l'hai ricevuto - dalla data di scadenza del pagamento della prima bolletta.

Al modulo dovrai allegare una copia del documento d’identità e un qualsiasi altro documento che possa costituire un valido sostegno alla tua tesi. Una volta spedito il modulo di reclamo, non dovrai far altro che attendere la risposta da parte della società. Questa dovrà pervenire entro e non oltre 40 giorni e dovrà altresì rispettare tutte le disposizioni della normativa entrata in vigore dal 1 Gennaio 2017. Abbiamo trattato dettagliatamente l’argomento nell’articolo “Luce e gas: nuove modalità per i reclami”.

Qualora il fornitore non accogliesse il reclamo, sarebbe suo preciso dovere darne comunicazione sia al consumatore, sia allo Sportello del Consumatore, che è un servizio attivato dall’Autorità per l'Energia e gestito in collaborazione con l’Acquirente Unico. Gli operatori dello Sportello dovranno esaminare la pratica e accertarsi che il rigetto sia fondato. Qualora non lo sia, il consumatore potrebbe ottenere il ripristino del contratto precedente: in pratica torna tutto come prima, come se il contratto truffaldino non fosse mai stato attivato. La procedura è automatica e assolutamente gratuita, tuttavia è possibile effettuare il ripristino solo se il nuovo fornitore (ovvero quello che ha attivato il contratto all’insaputa del consumatore oppure, mediante una pratica commerciale scorretta) ha aderito alla procedura di ripristino disciplinata dall’Autorità. A tal proposito, ti consigliamo di collegarti al sito ufficiale dell’AEEGSI (www.autorita.energia.it/it/index.htm) e visionare l’elenco completo delle società che hanno accettato di offrire ai clienti questa eventuale opportunità.

Contratti luce e gas: diritto di recesso e ripristino della fornitura

La procedura di ripristino del precedente contratto luce e gas naturale può avvenire in due modi, a seconda dello stato in cui si trova l’attuale contratto (ovvero quello falso, attivato per sbaglio). Se il contratto non richiesto non è operativo al momento della richiesta di ripristino, allora il cambio del fornitore verrà semplicemente annullato, dunque la società che eroga energia potrà continuare a fornire il consumatore, come se nulla fosse successo.

Se, invece, il contratto fosse già stato attivato, il consumatore potrà pagare l’energia erogata dal nuovo fornitore con una tariffa agevolata, pari a quella proposta dall’AEEGSI per i clienti domestici nel mercato tutelato, ma con un ulteriore sconto.

Infine, un breve accenno al procedimento da svolgere nel caso in cui la società che ha attivato il contratto luce e gas falso, non avesse aderito alla procedura di ripristino. Per dirla in parole povere, il consumatore non potrebbe far altro che recedere dal contratto di fornitura di energia elettrica o gas, tornare alla tariffa prevista per gli utenti nel mercato tutelato dell’energia, per poi scegliere una nuova proposta commerciale o aderire a Tutela Simile, dunque attivare un contratto di luce e gas con una società che opera nel mercato libero.

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