Disconoscimento contratto energia elettrica: modulo editabile

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In questa scheda è disponibile un modulo di disconoscimento contratto energia elettrica. Lo stesso modello chiaramente può essere utilizzato anche nel caso in cui il contratto si riferisca alla fornitura di gas. Il fac simile reclamo per contratto non richiesto è dispobile nei formati WORD e PDF.

Contratto luce non richiesto: come avviene

Innanzitutto è bene che tu sappia riconoscere quali sono le situazioni “a rischio truffa”, ovvero quelle in cui è bene drizzare le orecchie e far attenzione a ciò che i venditori "promettono".

Solitamente le aziende fornitrici di energia elettrica e gas naturale si avvalgono di agenzie specializzate per la commercializzazione delle nuove offerte e per l’acquisizione di nuovi contratti luce e gas. Queste agenzie possono lavorare tramite l’invio di venditori porta a porta, oppure tramite call center.

La tecnica di taluni venditori è molto semplice: col fine di illustrare meglio una proposta commerciale strepitosa, unica e irripetibile, chiedono la visione dell'ultima bolletta con l'intento di verificare alcuni dati della tua fornitura. In realtà in questo modo non fanno altro che ricavare i dati relativi alla tua utenza, ossia i dati che identificano il titolare del contratto, l'indirizzo di fornitura, i dati che contraddistinguono il punto fisico in cui avviene la fornitura del gas (PDR) o dell'elettricità (POD), ecc.

A questo punto il "venditore scorretto" è in possesso di tutti gli elementi per il nuovo contratto luce e gas con firma vera oppure artefatta. Bene in questi casi i consigli sono tanti: non rispondere al citofono, declinare gentilmente l'invito oppure farsi lasciare del materiale informativo o un indirizzo internet allo scopo di approfondire i dettagli della proposta. La cosa che comunque non devi mai fare è far visionare le tue bollette a sconosciuti o venditori improvvisati.

Con i call center, invece, la questione si fa più spinosa e delicata. Sì, perché è impossibile prevedere quando chiameranno, da dove chiameranno (i prefissi telefonici cambiano in continuazione e non sempre sono immediatamente riconoscibili), ma soprattutto una volta risposto alla telefonata, è più facile essere influenzati da un esperto nella vendita di prodotti o servizi a distanza.

Quando il venditore non è chiaro nell’esposizione dell’offerta che pubblicizza, quando ripete meccanicamente un messaggio stereotipato, quando si dimostra reticente nel comunicare il nome dell'agenzia per cui lavora, ma soprattutto quando chiede insistentemente dati personali e codici presenti in bolletta, allora vuol dire che la sua intenzione è unicamente quella di registrare un nuovo contratto luce e gas, poco importa se chi sta dall’altra parte della cornetta ne sia cosciente o meno.

Contratti luce e gas: è necessario il consenso scritto

Negli ultimi anni, il fenomeno del contratto luce e gas sottoscritto all’insaputa del diretto interessato si è diffuso a tal punto da essere oggetto di diversi reclami, ben presto giunti all’attenzione dell’ARERA, ovvero l’Autorità che regola il mercato dell’energia elettrica, gas naturale e il sistema idrico. Questo ha anche portato ad una riforma del Codice del Consumo, che ora prevede degli obblighi aggiuntivi per i fornitori che utilizzano determinate strategie di vendita per la sottoscrizione di offerte/contratti luce e gas.

Più precisamente nel momento in cui sottoscrivi un contratto fuori dai locali commerciali, ad esempio nel luogo di lavoro, a casa o in una fiera-mercato, il venditore ha l’obbligo di consegnarti una copia del contratto firmato oppure una conferma del contratto su carta, via posta elettronica o su pendrive.

Se invece sottoscrivi un contratto per telefono (a distanza) è necessario perché l’adesione alla proposta possa considerarsi efficace e vincolante nei tuoi confronti, che alla telefonata il venditore faccia seguire un contratto scritto che riassuma in modo chiaro e dettagliato tutte le informazioni ricevute al telefono e relative alla proposta. Tale contratto avrà effetto solo quando l’avrai accettato e firmato per iscritto, eventualmente anche con firma elettronica. Ma attenzione: questo secondo passaggio - ossia quello del consenso scritto - potrà essere evitato dal venditore se la registrazione telefonica conterrà una tua espressa deroga e rinuncia al consenso scritto.

Ad ogni modo se il contratto è stato sottoscritto all’insaputa del consumatore, magari con una firma falsificata, quest’ultimo non deve pagare nulla. A ribadirlo è stato anche il Tribunale di Benevento, nella Sentenza del 17 marzo 2017. Cosa è successo? Te lo spieghiamo in due parole: il Giudice ha respinto l’appello che Enel Energia fece contro il Giudice di Pace, il quale aveva accolto il ricorso di un utente che lamentava l’attivazione di un contratto falso e ne contestava le relative bollette. A tal proposito, il Giudice ha stabilito che “il consumatore non è tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta e in ogni caso, l’assenza di risposta non implica il consenso”.

Recedere dal contratto entro i 14 giorni

Se ti fermano per strada o nei centri commerciali proponendoti un’offerta imperdibile, se ti chiamano o si presentano in negozo o in ufficio per comunicarti che sei uno dei fortunati ai quali si rivolge una tariffa speciale, ma che hai poche ore per sottoscriverla, fermati e ragiona. Il prezzo che ti stanno proponendo probabilmente è più basso di quello che paghi attualmente perché il venditore prende in considerazione solo il costo dell’energia che, come ben sai, non è l'unica voce di spesa di una bolletta luce e gas.

Tutto questo per dirti che è sempre meglio prendersi del tempo, constatare la reale convenienza della tariffa offerta su internet o recarsi in un punto vendita e lì sottoscrivere un nuovo contratto, piuttosto che lasciarsi intimorire da una scadenza perentoria e poi dover tornare sui propri passi, disdicendo il contratto sottoscritto.

Ad ogni modo, se sottoscrivi un contratto fuori dai locali commerciali, dunque per strada, negli stand pubblicitari, tramite agenti porta a porta, oppure lo sottoscrivi a distanza, ossia tramite internet o telefono, sappi che sei libero di cambiare idea entro i primi 14 giorni. I consumatori possono far valere il cosiddetto diritto di ripensamento, annullando il contratto luce e gas senza dare giustificazioni al fornitore, ma soprattutto senza pagare penali e costi di disattivazione.

Come si calcolano i 14 giorni? Di solito nei contratti firmati di persona, i 14 giorni decorrono dal momento della sottoscrizione, mentre nei contratti telefonici il termine decorre dalla data di ricevimento della proposta commerciale scritta.

Se, dunque, c’è qualcosa che non ti quadra e vuoi chiedere la disdetta contratto luce e gas, tutto quello che devi fare è scaricare questo

che puoi utilizzare per una o entrambe le forniture.

Dopo aver compilato con cura il modulo, puoi inoltrarlo al fornitore tramite posta raccomandata o PEC.

Disconoscimento contratto energia elettrica: come chiederlo

Se ricevi la copia di un contratto che non hai autorizzato o di cui addirittura non eri a conoscenza, magari con una tua firma falsa, non perdere tempo, ma tenta di far valere il diritto di ripensamento.

Se i 14 giorni risultano ormai decorsi, presenta un reclamo al fornitore. Puoi farlo in tutta autonomia, scaricando gratuitamente il fac simile disponibile in questa scheda oppure questo

In alternativa puoi rivolgerti ad una associazione dei consumatori o allo Sportello del Consumatore ARERA.

Se si tratta di una pratica commerciale scorretta, ossia di una attività ingannevole o aggressiva esercitata nei confronti del consumatore, sappi che puoi difenderti da simili condotte prima inviando una

all’agenzia o alla società fornitrice e poi eventualmente informando l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Questo il

Attivare contratti di fornitura a tua insaputa, estorcere informazioni personali mentendo sui propri intenti, indurti ad accettare offerte con l’inganno, dichiarare il falso oppure omettere informazioni importanti: tutte queste attività, finalizzate alla sottoscrizione di un contratto, configurano il reato di truffa. Ecco un 

Se il fornitore non accogliesse il reclamo, sarebbe suo preciso dovere darne comunicazione sia al consumatore, sia allo Sportello del Consumatore, che è un servizio attivato dall’Autorità per l'Energia e gestito in collaborazione con l’Acquirente Unico. Gli operatori dello Sportello dovranno esaminare la pratica e accertarsi che il rigetto sia fondato.

Qualora non lo sia, il consumatore potrebbe ottenere il ripristino del contratto precedente: in pratica torna tutto come prima, come se il contratto truffaldino non fosse mai stato attivato. La procedura è automatica e assolutamente gratuita, tuttavia è possibile effettuare il ripristino solo se il nuovo fornitore (ovvero quello che ha attivato il contratto all’insaputa del consumatore oppure, mediante una pratica commerciale scorretta) ha aderito alla procedura di ripristino disciplinata dall’Autorità.

A tal proposito, ti consigliamo di collegarti al sito ufficiale dell’ARERA e visionare l’elenco completo delle società che hanno accettato di offrire ai clienti questa eventuale opportunità.

Contratti luce e gas: diritto di recesso e ripristino della fornitura

La procedura di ripristino del precedente contratto luce e gas naturale può avvenire in due modi, a seconda dello stato in cui si trova l’attuale contratto (ovvero quello falso, attivato per sbaglio). Se il contratto non richiesto non è operativo al momento della richiesta di ripristino, allora il cambio del fornitore verrà semplicemente annullato, dunque la società che eroga energia potrà continuare a fornire il consumatore, come se nulla fosse successo.

Se, invece, il contratto fosse già stato attivato, il consumatore potrà pagare l’energia erogata dal nuovo fornitore con una tariffa agevolata, pari a quella proposta dall’ARERA per i clienti domestici nel mercato tutelato, ma con un ulteriore sconto.

Infine, un breve accenno al procedimento da svolgere nel caso in cui la società che ha attivato il contratto luce e gas falso, non avesse aderito alla procedura di ripristino. Per dirla in parole povere, il consumatore non potrebbe far altro che recedere dal contratto di fornitura di energia elettrica o gas, tornare alla tariffa prevista per gli utenti nel mercato tutelato dell’energia, per poi scegliere una nuova proposta commerciale o aderire a Tutela Simile, dunque attivare un contratto di luce e gas con una società che opera nel mercato libero.

Tags:  reclamo gas reclamo elettricità bolletta gas bolletta luce

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