Possibile rincaro dei conti correnti: ecco come tutelarsi

conti correnti, conti correnti 2016

Nei giorni scorsi la cattiva notizia ha raggiunto i primi correntisti di Unicredit, Banco Popolare e Ubibanca, i quali, nei prossimi mesi, vedranno lievitare i costi di mantenimento dei propri conti correnti. Il rincaro, stimato intorno al 6%, è frutto dell’esercizio dello “ius variandi”, ossia della facoltà attribuita a ciascuna banca di modificare unilateralmente certe condizioni, purché originariamente pattuita nel contratto.

Questa volta l’aumento delle commissioni bancarie è dovuto al recupero dei contributi versati al Fondo Nazionale di Risoluzione delle Crisi Bancarie che, detto in parole povere, è l’Istituto che ha permesso il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti nel novembre 2015.

Ai correntisti però è data la possibilità di scelta: possono accettare il rincaro e restare clienti della banca oppure trasferire il conto corrente a costo zero. Nei prossimi paragrafi vedremo come evitare l’aumento di tali costi bancari, quali sono i conti correnti migliori e come gestire eventuali problematiche con gli istituti riluttanti ad assecondare le nostre scelte.

Conti correnti bancari: come difendersi dai rincari

Un modo per evitare l’aumento delle cosiddette “Spese fisse di liquidazione” c’è ed è insito nel concetto stesso dello ius variandi: le banche, infatti, possono procedere alla modifica unilaterale dei contratti purché sussista un giustificato motivo e lo rendano noto ai propri correntisti, in forma scritta e con un anticipo di almeno 60 giorni. Entro questo lasso di tempo i correntisti hanno diritto di recedere dal contratto senza spese.

La comunicazione, infatti, deve contenere le adeguate indicazioni circa le modalità e le tempistiche entro le quali i clienti potranno trasferire i propri conti correnti in un’altra banca, senza pagare alcunché. I soggetti titolari di un conto corrente, dunque, se non accettano le maggiori spese imposte per la gestione del conto, possono recedere dal contratto sottoscritto con la banca e trasferire il proprio conto in un altro istituto senza pagare alcuna penale in virtù del diritto disciplinato nell’art.118 del D.lgs. 385/1993 e L.33/2015.

Dunque dal momento in cui si riceve la comunicazione scritta da parte della banca è meglio non perdere tempo se non si è intenzionati a pagare un solo euro in più, chiedendo l'immediata chiusura del conto e il trasferimento del contante presso un altro istituto.

A questo proposito è possibile recarsi personalmente allo sportello ed avviare la procedura oppure inviare questa lettera di chiusura conto corrente tramite posta raccomandata. Se il conto è cointestato a firme disgiunte basta la richiesta di un solo intestatario, mentre se è cointestato a firme congiunte ai fini della chiusura si rendono necessarie le firme di tutti gli intestatari del conto.

Chiaramente è consigliabile aprire un altro conto corrente, prima di richiedere la chiusura del precedente ed il trasferimento dei propri risparmi. Nell’articolo “Il trasferimento del conto corrente diventa veloce e gratuito” è possibile trovare tutte le indicazioni per eseguire il procedimento senza intoppi.

Dalla data di ricezione della richiesta di chiusura conto corrente, la banca ha 12 giorni lavorativi a disposizione per terminare la procedura di trasferimento. Qualora dovesse tardare, eludendo il termine appena descritto, dovrà corrispondere un indennizzo al cliente, la cui entità varia in proporzione ai giorni di ritardo e alla giacenza del conto da trasferire. Inoltre sempre in caso di ritardo, la banca potrebbe subire delle sanzioni che vanno da un minimo di 5.160 euro a un massimo di 64.555 euro.

Nel momento in cui si chiude un conto corrente, il cliente ha inoltre diritto al rimborso dei canoni annui pagati in relazione a certi servizi e riferiti al periodo successivo alla chiusura. Facciamo un esempio: se al cliente è stato addebitato in via anticipata l'importo di 20 euro per l'utilizzo del bancomat, ha diritto a ricevere dalla banca un rimborso di 10 euro nel momento in cui il conto venisse chiuso a Giugno.

Per sapere come scegliere un conto corrente, ti consigliamo di leggere questo articolo.

Conti correnti 2016: cosa accade ai servizi accessori

Nel momento in cui si chiude un conto corrente e se ne apre un altro è importante individuare anche quali sono i servizi attivi sul vecchio conto: titoli, Sepa Direct Debit (per intenderci i vecchi RID), bonifici continuativi, ecc. A tal proposito è possibile chiedere alla banca una lista di tutti i servizi regolati sul conto corrente. Per ciascuno di essi occorrerà eseguire un’apposita richiesta di trasferimento, dal momento che non migrano automaticamente ed unitamente al conto corrente. Anche in questo caso l’operazione non avrà alcun costo.

Se si ha anche un deposito titoli questo va chiuso e i titoli ivi depositati vanno trasferiti presso il conti titoli aperto presso la nuova banca.

Occorre infine restituire tutte le carte di pagamento tagliate in due e gli assegni non utilizzati.

Conti correnti: controlli della Banca d'Italia

Sui rincari applicati da Banca Popolare, Unicredit e Ubi, la Banca d’Italia rende noto che sono state attivate le procedure di controllo sugli istituti, al fine di verificare l’effettivo rispetto della normativa vigente. Ad ogni modo qualora si riscontrassero dei ritardi nella chiusura del conto o degli addebiti ingiustificati, è consigliabile segnalarlo tramite questo fac simile di reclamo generico verso la banca, oppure recarsi personalmente in filiale e parlare con gli operatori.

Nel caso in cui la risposta della banca non soddisfi le aspettative o non tuteli i diritti del correntista, allora suggeriamo di rivolgersi all’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF) mediante l’invio dell’apposito modulo di ricorso di cui è possibile consultare anche le relative istruzioni di compilazione allegate al modulo.

Pubblicato il 25/10/2016
Tags: banche
Documenti correlati
Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata