Agcom penali per recesso anticipato: costi disattivazione, sconti e rate residue

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Oggi tutti i gestori telefonici impongono in caso di recesso dal contratto, il pagamento dei cosiddetti "costi di disattivazione" o "contributi di disattivazione". Negli anni le associazioni dei consumatori hanno condotto vere e proprie battaglie contro compagnie, autorità di vigilanza e governo con l'unico obiettivo di ottenere l'abolizione dei costi di disattivazione. Purtroppo questi sforzi non hanno prodotto risultati apprezzabili. Recentemente l'Agcom è intervenuta facendo un po' di chiarezza attraverso la definizione di apposite Linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell'utenza nei contratti per adesione.

Cosa sono i costi di disattivazione

Le legge Bersani (n° 40/2007) aveva introdotto la facoltà per il consumatore di recedere in qualsiasi momento dal contratto (era sufficiente un preavviso di 30 giorni) senza per questo essere tenuto al pagamento di costi o penali

La stessa legge, tuttavia, aveva previsto la possibilità per le compagnie di richiedere al cliente che aveva deciso per la disattivazione del servizio o il passaggio ad un altro operatore, un rimborso di quelle spese tecniche ed amministrative che loro stesse sopportavano per disattivare la linea o perfezionare il passaggio.

E' così che i gestori telefonici hanno imposto il pagamento dei cosiddetti "costi di disattivazione" o "contributi di disattivazione", una sorta di penali mascherate.

Nel frattempo sono intervenuti diversi provvedimenti in materia, l'ultimo proprio da parte dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Delibera n° 487/18/CONS) che con riferimento ai contratti per adesione per la fornitura di servizi di telefonia, televisive e di comunicazione elettronica ha stabilito che:

  • l'utente deve poter recedere dal contratto o richiedere il trasferimento presso altro operatore in qualsiasi momento con un preavviso che non può essere superiore a 30 giorni;
  • l'operatore telefonico ha a disposizione 30 giorni per portare a compimento tutti gli adempimenti necessari alla definizione della pratica;
  • le spese di recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi realmente sopportati dall’azienda per dismettere la linea telefonica o trasferire il servizio.

Agcom costi disattivazione: criteri per la determinazione

Si è detto che tali costi devono essere commisurati al valore del contratto e ai costi reali sopportati dall’azienda per portare a termine l'operazione richiesta.

Ma cosa si intende esattamente per valore del contratto? L'AgCom lo definisce come il prezzo che risulta dalla media dei canoni che il gestore telefonico conta di riscuotere mensilmente dal cliente che non recede dal contratto (almeno fino alla prima scadenza contrattuale che, ricordiamolo, non può eccedere i 24 mesi).

Chiaramente questo prezzo è strettamente correlato al tipo di proposta formulata dall’operatore e, dunque, strettamente connesso alla tecnologia utilizzata, ai servizi offerti, ecc.

Fatte queste premesse, l'AgCom stabilisce che le spese di recesso non possono eccedere

  • il valore minimo tra il prezzo dell’offerta, risultato appunto della media dei canoni, e
  • i costi realmente sostenuti dall’operatore, anche se giustificati.

Sul nostro portale sono presenti alcuni post specifici sugli importi fissati dalle diverse compagnie telefoniche. In particolare:

Delibera Agcom recesso anticipato: cos'altro può essere addebitato

L'Agcom nelle linee guida chiarisce anche che tra le spese di recesso devono essere ricomprese anche le altre categorie di costi che il gestore telefonico si riserva di addebitare al cliente e più precisamente: 

LA RESTITUZIONE DEGLI SCONTI

La restituzione totale o parziale degli sconti sui servizi e sui prodotti da parte del cliente deve essere equa e proporzionale al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta.

In particolare l'AgCom precisa che la restituzione dev'essere pari alla differenza tra la somma dei canoni che il gestore telefonico avrebbe riscosso qualora fosse stato applicato il canone medio e la somma dei canoni effettivamente riscossi dallo stesso fino al momento del recesso.

IL PAGAMENTO DELLE RATE RESIDUE

In merito al pagamento delle rate residue relative ai servizi (attivazione e configurazione della linea e/o dei dispositivi, assistenza tecnica, ecc.) e ai prodotti (telefono, tablet, smartphone, ecc.) offerti congiuntamente al servizio principale, l'AgCom ha stabilito che il gestore telefonico deve sempre concedere al proprio cliente che decide di recedere anticipatamente dal contratto, la facoltà di scegliere

  • se mantenere il piano di rateizzazione o
  • se pagare le rate residue in un’unica soluzione.

Solo in questo modo si può garantire una scelta libera e non condizioanata da parte del cliente.

Infine l'operatore che non ha addebitato al cliente i costi di attivazione, non può pensare di inserirli fra i costi richiesti per la disattivazione.

Costi di disattivazione: obblighi informativi e di comunicazione

Tutti i costi sopra espressi e relativi alla cessazione della linea o al trasferimento verso altro operatore devono essere rese note al cliente al momento della pubblicizzazione dell’offerta e in fase di sottoscrizione del contratto. 

Le stesse informazioni devono essere 

  • pubblicate nella pagina “trasparenza tariffaria” del sito ufficiale della compagnia;
  • contenute in una nota informativa da allegare al contratto
  • comunicate annualmente all’Autorità.

Agcom costi disattivazione telefonia: quando reclamare

Nel momento in cui 

  • gli importi applicati dalla compagnia in termini di costi di disattivazione risultassero diversi da quelli pubblicati sul sito ufficiale o contenuti nella nota informativa allegata al contratto;
  • l'importo relativo agli sconti non dovuti risultasse calcolato in maniera errata;
  • la compagnia non concedesse una alternativa al pagamento delle rate residue

il cliente avrebbe tutto il diritto di reclamare nei confronti del proprio fornitore. A tal fine potrebbe utilizzare questa lettera per richiedere lo storno dei costi di disattivazione.

Qualora non ottenesse alcuna risposta o questa non fosse ritenuta soddisfacente, il cliente dovrebbe - prima di appellarsi all'Autorità giudiziaria - tentare una risoluzione stragiudiziale della controversia. In tale ambito le opzioni sono sostanzialmente due:

Documenti correlati


52616 - Redazione
08/04/2019
Serena, se ha inoltrato la comunicazione di recesso nei tempi (30 gg.) e mediante raccomandata non deve pagare alcunché. Chiami innanzitutto il servizio clienti e si faccia spiegare il motivo di questi addebiti, se dalla conversazione con l'operatore nonne viene a capo inoltri un reclamo scritto.

52609 - Serena B.
05/04/2019
Buongiorno. A giugno 2018 con le modifiche contrattuali di Vodafone, ho deciso di cambiare compagnia e di passare a Tim. Ho inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno al servizio clienti, riproducendo la dicitura della loro lettera: Lei potrà esercitare il diritto di recesso o passare ad altro operatore senza penali né costi aggiuntivi di disattivazione". Ora mi vedo recapitare fatture con bollettini postali da pagare per addebiti di recesso... cosa devo fare? Grazie

52119 - Redazione
11/05/2018
Lello, l'articolo 13 delle Condizioni Generali di Contratto ("Modifica delle condizioni economiche e/o contrattuali") stabilisce che TIM ha facoltà di modificare unilateralmente le condizioni economiche, sia nella tipologia che nella misura e nella struttura dei corrispettivi e degli oneri a carico del Cliente comunque denominati, come anche di variare le condizioni contrattuali e di erogazione/fruizione dei servizi, dandone comunicazione al Cliente con almeno 30 giorni di anticipo e assicurando al Cliente, per tale periodo di tempo, il diritto di recesso senza penali né costi di disattivazione.

52104 - Lello
09/05/2018
Salve a seguito di recesso da Fibra Tim per variazioni contrattuali mi vedo addebitare costi di disattivazione per 99,00€...è corretto?

52063 - Redazione
03/05/2018
Lidia, nel caso in cui la sua richiesta preveda la riattivazione del servizio con Telecom Italia (rientro) o con un altro operatore (migrazione) i costi sono pari a 35,00 euro, mentre nel caso in cui la richiesta implichi la cessazione definitiva del servizio senza riattivazione con altri il costo è di 65,00 euro (e non 75) per servizio attivo sulla rete WIND. Purtroppo non può evitare di pagarli, in quanto stabiliti dall'art. 15 delle Condizioni Generali di Contratto.

52031 - Lidia
30/04/2018
Ho intenzione di dare disdetta a Infostrada per il telefono di casa. Oggi ho telefonato e mi hanno detto che dovrei spendere 75 euro, mi sembra davvero esagerato. Nel frattempo mi hanno aumentato di 3.50 + Iva al mese il canone, contratto fatto il 2/2016 ed era x sempre, ma così non è. C'è un modo x non pagare. O almeno pagare meno? Grazie

51799 - Giuseppe
24/03/2018
Salve, sono cliente H3G dal 2013 e sono intestatario di 3 sim, 2 le utilizzo negli smartphone mentre una sim viene utilizzata per i servizi di connessione tramite il Webcube H3G. Le attuali sim sono state attivate, con portabilità per non perdere il precedente numero, nel Settembre 2016. Mentre la sim relativa al Webcube è stata atttivata il 25/10/2016. L’offerta attiva sulle sim utilizzate è “All in 400” che prevedeva l’acquisto di uno smartphone con un anticipo di 90 € (per ciascuno smartphone) ed una quota rateale compresa nelle 5 € dell’abbonamento mensile. Mentre l’offerta attiva sulla sim utilizzata nel Webcube è “Casa 3”, che prevedeva una quota di 2,63 euro, a fronte delle 10 € mensili, per l’acquisto rateale dello stesso Webcube. Tutti e 3 i contratti hanno una durata di 30 mesi, pertanto hanno una scadenza tra Marzo ed Aprile 2019. Per vari anni non ho avuto problemi particolari di ricezione ma ormai da più di 3 mesi, esattamente da metà Dicembre 2017, la ricezione del segnale H3G è diminuita sensibilmente sia nella mia zona di domicilio (Frignano, provincia di Caserta), sia in altre zone della Campania, ma anche in altre regioni come Basilicata (provincia di Matera) dove mi sposto frequentemente per vari motivi. La mancata ricezione, naturalmente, comporta seri problemi di reperibilità telefonica ma anche di connessione internet. Il problema maggiore è causato dalla mancata ricezione del segnale tramite il Webcube che causa, naturalmente, un disservizio notevolissimo in quanto in casa non posso disporre di una connessione internet, che comunque pago! Pertanto vorrei chiedere la risoluzione dei contratti relativi a tutte e 3 le utenze per mancata fornitura del servizio da parte di H3G. In subordine chiederei la risoluzione almeno dell’utenza relativa al Webcube che non consente una adeguata connessione alla rete. Grazie per l’attenzione. In attesa di un vostro riscontro, porgo i miei saluti.

51767 - Pasquale
16/03/2018
Salve, da ottobre 2017 ho fatto diverse richieste di disdetta online della Vodafone Fibra + telefono fisso. A gennaio 2018 ricevo una telefonata da operatore Vodafone, chiedendomi il motivo della mia richiesta. Spiegato il motivo della disattivazione, balbetta farfuglia e mi dice che non era deputato a procedere, ma che dovevo fare richiesta online o con raccomandata a/r, che ahime' non ho fatto. Rifaccio la richiesta di disattivazione subito dopo... il 15 febbraio finalmente dopo tante richieste mi contatta un operatore, che senza spiegarmi a quali spese andavo incontro e molto velocemente procede alla disattivazione... 21/02/2018 ultima bolletta totale 187€ a fronte di 42€ di servizio effettivo. Tutti costi di attivazione e disattivazione. Un casino. Che devo fare?

51557 - Redazione
17/02/2018
Elena, invii un reclamo a Fastweb e se la compagnia prosegue nella sua condotta ricorra al Corecom.

51537 - Elena
13/02/2018
Fatto contratto Fastweb ADSL e numero cellulare nuovo. Dopo visita tecnico Fastweb per attivare linea, mai ricevuto modem con tanti solleciti... Dopo un mese non avendo nessun riscontro disdetta con raccomandata di a/r suggerito da un operatore Fastweb, rinunciando alla ADSL. Dopo un mese ricevo mail con costo 91€ più volte anticipo del mese successivo..... Altra raccomandata con A/r con stesso procedimento, premetto che ho cambiato operatore telefonico per cellulare 15 gg prima. La fattura poi risulta senza codice di migrazione e il tecnico Fastweb, quando avrei ricevuto il modem doveva allinearsi la ADSL. Mai chiamato il tecnico, mai ricevuto il modem, mai usufruito linea ADSL. Ricevuto per 3 gg. sollecito pagamento dalla Fastweb, ma ho bloccato il pagamento. Dove devo rivolgermi? Grazie


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