Anatocismo: da Ottobre in vigore nuove regole

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Quando si parla di anatocismo ci si riferisce a quel fenomeno per il quale gli interessi maturati sul capitale concesso in prestito vengono addebitati nel conto corrente, costituendo la base per il conteggio di ulteriori interessi. In pratica l’anatocismo può essere definito come l'applicazione degli interessi sugli interessi. Dal 1° ottobre 2016 sono entrate in vigore nuove norme sul tema dell’anatocismo bancario, andiamo a vedere dunque cosa cambia per il consumatore.

Anatocismo cos'è

Facciamo un esempio per capire meglio cosa accadeva in passato. Supponiamo che un correntista avesse uno scoperto di conto di 1.000 euro. Con un tasso di interesse passivo del 5%, la banca gli addebitava alla chiusura del primo trimestre (e non alla fine dell'anno) la somma di 50 euro, che andava a gravare subito sul capitale a debito. Con la conseguenza che nella successiva chiusura trimestrale, i nuovi interessi andavano calcolati non solo sul capitale prestato (1.000) ma anche sugli interessi precedentemente contabilizzati (50), dunque sulla somma complessiva di 1.050 euro. In definitiva si trattava di una metodologia di calcolo degli interessi che determinava una crescita esponenziale del debito a favore del creditore (la banca) e a danno del cliente.

Nonostante la pratica dell’anatocismo fosse stata dichiarata illegittima dalla Corte di Cassazione in più di una occasione, alcune banche hanno continuato negli anni ad applicare questa metodologia di calcolo degli interessi. In passato è intervenuta anche la Legge di Stabilità 2014 a regolare la meteria, ridefinendo sostanzialmente l'art. 120 del TUB (Testo Unico Bancario) e stabilendo in sostanza che gli interessi periodicamente capitalizzati (contabilizzati) non potessero produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sarebbero stati calcolati esclusivamente sulla sorte capitale.

A rafforzare quanto stabilito dalla legge di stabilità si registrano nel corso del 2015 anche due sentenze del Tribunale di Milano, che nel condannare alcuni istituti di credito hanno riaffermato il principio secondo cui gli interessi periodicamente capitalizzati non possono produrre interessi ulteriori.

Ma sembra che tutto questo non sia ancora sufficiente ad arginare definitivamente il fenomeno, complice l'inerzia delle istituzioni e degli organi di vigilanza di fronte alla mancata applicazione del nuovo art. 120 del T.U.B..

Anatocismo: cosa cambia oggi

Dal 1 Ottobre 2016, come detto, vigono nuove norme in tema di anatocismo (Decreto 343/2016), una pratica che come presto vedremo non scompare del tutto. Infatti ciò che cambia è il meccanismo di calcolo degli interessi sugli interessi, che non avverrà più con una periodicità trimestrale bensì annuale, così come accade per gli interessi creditori. Le novità riguarderà in particolare mutui, finanziamenti, scoperti di conto corrente, aperture di credito e perfino carte di credito revolving.

Dunque gli interessi attivi e passivi avranno la stessa periodicità di calcolo, ossia annuale. Non solo. Gli interessi calcolati alla fine dell'anno solare, ad esempio su uno scoperto di conto corrente, saranno esigibili non prima del 1°marzo dell'anno successivo. Entro questa data il correntista ha due possibilità:
a) pagare l'ammontare degli interessi passivi. In questo caso il problema dell'anatocismo non si pone e gli interessi si continuano a calcolare sul capitale originale;
b) decidere di non pagare gli interessi passivi ma di farseli addebitare sul conto corrente. In questo caso occorre che il correntista manifesti per iscritto questa sua volontà alla banca. A questo punto gli interessi passivi maturati fino al 31 Dicembre dell'anno precedente andranno ad aggiungersi al capitale e sulla somma risultante andranno ad essere calcolati nuovi interessi. Dunque ritorno dell'anatocismo.

Come si vede l'anatocismo uscito dalla parte è rientrato dalla finestra. Ciò che cambia è la periodicità di calcolo degli interessi (non più trimestrale ma annuale) e il fatto che lo stesso debba essere autorizzato espressamente dal cliente. E' per questo motivo che in queste settimane molte banche stanno inviando ai propri clienti delle lettere con cui chiedono espressamente l’autorizzazione per l’addebito in conto degli interessi passivi. Il cliente può chiaramente rifiutarsi oppure decidere di concedere la propria autorizzazione, consapevole anche del fatto che in quest'ultimo caso potrà in qualsiasi momento tornare sui propri passi e revocare l'autorizzazione. Tuttavia in questo caso consigliamo di effettuare la revoca prima dell’addebito degli interessi nei conti dei debitori, che generalmente avviene intorno a metà Gennaio.

Ricordiamo anche che la lettera con cui la banca comunica alla propria clientela l'adeguamento dei contratti in essere a partire dal 1° ottobre 2016, poichè si configura come una proposta di modifica unilaterale del contratto, concede al cliente il diritto di recedere senza spese entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione. In assenza di un espresso rifiuto da parte del cliente, la comunicazione della banca si intenderà accettata.

E se il cliente non rilascia la propria autorizzazione e contestualmente si rifiuta di pagare gli interessi passivi richiesti dalla banca? In questo caso la banca potrà richiedere al proprio cliente il pagamento degli interessi di mora, calcolati però dal 1° Marzo. Oggi gli interessi moratori si aggirano intorno all'8%, dunque decisamente alti.

Anatocismo: cosa fare in caso di violazioni

Come si è detto a partire dall'ultimo trimestre 2016 non dovrebbe essere più scattare la capitalizzazione degli interessi senza autorizzazione, con periodicità trimestrale e con addebito al 31 Dicembre. Consigliamo ad ogni modo di stare in guardia e verificare la la propria banca si attenga scrupolosamente alle prescrizioni dettate dal nuovo decreto.

Invece a coloro che dal 1° gennaio 2014 hanno in corso un fido o uno scoperto di conto (leggi "Conto corrente in rosso: quando reclamare") di richiedere la restituzione degli interessi anatocistici indebitamente corrisposti fino ad oggi.

Questo il modulo di richiesta di rimborso degli interessi anatocistici da presentare alla banca. Può essere utile in questi casi disporre di una copia del contratto originario sottoscritto con la banca, del contratto di apertura di credito, degli estratti conto e di ogni altro documento utile. Se questa documentazione non è più disponibile è possibile farne richiesta alla banca attraverso questo fac simile (leggi "Banche: come richiedere la documentazione"). Ricordiamo che possono inoltrare domanda tutti i correntisti, dunque sia persone fisiche che giuridiche.

Qualora la banca non dovesse rispondere entro 10 giorni o rispondere negativamente, il correntista può rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (leggi "L'Arbitro Bancario Finanziario: quando e come fare ricorso") o in alternativa al Giudice di Pace per importi sino a 5.000 euro (leggi "Come fare ricorso al Giudice di Pace").

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48253 - Redazione
01/02/2017
Pippo, può rifiutarsi di firmare, nel senso che di fronte ad una proposta unilaterale di modifica del contratto lei ha la facoltà di recedere (senza spese) entro 60 giorni, ma se non lo fa le modifiche proposte si intendono comunque accettate.

48251 - Pippo
01/02/2017
Ma è facoltativo da parte del correntista? O è obbligatorio firmare si?

48032 - Demetrio
13/01/2017
Buonasera, io ho due conti in rosso ed un fido. Ho pagato interessi ogni tre mesi. Potrei fare richiesta di rimborso degli interessi?

31059 - Redazione
05/07/2014
Federica, l'llegittimità della capitalizzazione degli interessi non si estende soltanto a quella trimestrale, ma riguarda ogni differente periodicità. Legga anche questo articolo.

31055 - FEDERICA
05/07/2014
salve, ho un fido di 15.000,00 euro sempre in rosso da più di 10 anni; la capitalizzazione degli interessi debitori è TRIMESTRALE, mentre (come si evince anche dal documento di sintesi) il "CALENDARIO PER IL CALCOLO INTERESSI è ANNO CIVILE.E' ANATOCISMO????

29616 - Redazione
08/04/2014
Alessandro, nel caso in cui il correntista va in rosso con il proprio conto corrente, la banca può far pagare al cliente la cd "commissione di istruttoria veloce" (Civ), il cui importo varia da istituto a istituto. La Civ non è dovuta per legge per sconfinamenti fino a 500 € a trimestre per un massimo di 7 giorni consecutivi. In questo caso l'esenzione può operare una sola volta per trimestre. Al contrario va pagata quando lo sconfino supera i 500 euro, oppure quando è d’importo minore, ma dura sette giorni o più. Per maggiori informazioni legga questo articolo.

29603 - alessandro
06/04/2014
Salve io sto sotto con la mia banca di 2000€ da circa 2 anni e ogni tre mesi mi viene addebitata una cifra che oscilla dai 45-60€ come competenze di chiusura. Posso chiedere il rimborso? Poi vorrei sapere se si puo' fare qualcosa anche sui finanziamenti, cessione del quinto, carte di credito... le spiego per tirare avanti faccio sempre prestiti ed estinguo i precedenti aumentando ovviamente il debito e il tempo e ho sempre pagato interessi altissimi da strozzini, vorrei sapere se la legge sull'anatocismo può essere applicata, purtroppo per SOPRAVVIVERE mi sono indebitato fino al collo e faccio salti mortali per tirare avanti per favore mi faccia sapere se posso fare qualcosa. Grazie

28103 - Redazione
23/12/2013
Federica, se la sua banca non le ha fornito alcuna risposta nei 30 giorni successivi oppure le ha fornito una risposta che lei ritiene non soddisfacente, può fare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario.

28089 - federica
22/12/2013
La banca, ricevuta la lettera (R/R) è obbligata a rispondere o no? Anche se il richiedente non ne avrebbe diritto? Si può mandare un altra lettera come "richiamo"?

17822 - Redazione
13/08/2012
Si Giuseppe, può chiedere il rimborso degli interessi.

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