Videosorveglianza: informativa e diritti

L’adozione da parte di privati, imprese e pubbliche amministrazioni di sistemi di videosorveglianza è negli ultimi anni in costante crescita. Un fenomeno che ha assunto dimensioni enormi e che ha spinto il Garante della Privacy ad intervenire per individuare un punto di equilibrio tra esigenze di sicurezza, prevenzione e repressione dei reati, e rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all'identità personale.

Così nel 2000 prima e nel 2004 poi, ha adottato delle linee guida e un codice deontologico e di buona condotta allo scopo di fissare regole precise e garanzie riguardo alla raccolta, all’uso e alla conservazione delle immagini rilevate attraverso videosorveglianza.

In particolare il Provvedimento del 29 aprile 2004 stabilisce che gli interessati devono essere informati che stanno per accedere o che si trovano in una zona videosorvegliata e dell’eventuale registrazione; ciò anche nei casi di eventi e in occasione di spettacoli pubblici (concerti, manifestazioni sportive) o di attività pubblicitarie (attraverso web cam).

In linea con quanto stabilito dal Garante e in particolare dall’art. 13, comma 3 del Codice, abbiamo previsto un modello di informativa che può essere utilizzato in particolare in aree esterne. In presenza di più telecamere, in relazione alla vastità dell’area e alle modalità delle riprese, vanno installati più cartelli. In luoghi diversi dalle aree esterne il modello va integrato con almeno un avviso circostanziato che riporti gli elementi del predetto art. 13 con particolare riguardo alle finalità e all’eventuale conservazione. Il Garante ha precisato, inoltre, che è inammissibile l’utilizzo di apparecchiature di videosorveglianza per finalità di controllo a distanza dei lavoratori e, per i casi in cui il loro impiego risulti necessario per altre finalità (divulgativi o di comunicazione istituzionale o aziendale), ha prescritto alcune garanzie.

Diritto di accesso ai dati acquisiti mediante un impianto di videosorveglianza

Le immagini di una persona acquisite con un impianto di videosorveglianza costituiscono dati di carattere personale ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera c), della legge n. 675, con conseguente possibilità per l'interessato di proporre l'istanza di accesso nei confronti del titolare e del responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 13 della citata legge.

Se trascorsi 90 giorni non si riceve alcun riscontro potete presentare reclamo utilizzando questo fac-simile.

Documenti correlati



Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio