Coronavirus: comunicazioni alla clientela

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Descrizione

In questa scheda offriamo alcuni modelli che negozi ed esercizi pubblici possono utilizzare per comunicazioni alla propria clientela. Molti modelli sono in formato editabile, dunque facilmente personalizzabili.

Sul nostro portale si possono scaricare anche vari documenti sul Coronavirus (locandine, opuscoli, guide, vademecum e consigli sui comportamenti da adottare e sulle regole da rispettare) e modelli di informativa su Covid 19 per studi professionali.

Quali esercizi restano chiusi e quali aperti

Ricordiamo che con il DPCM 11 Marzo 2020, al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, il Governo ha disposto la chiusura, sull’intero territorio nazionale, delle seguenti attività:

  • attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione;
  • attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
  • attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti).

Oltre alle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità restano invece aperti:

  • le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie;
  • le attività di commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • le attività di commercio al dettaglio di articoli per l'illuminazione
  • le attività di commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • le attività di ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto;
  • gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
  • i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
  • le lavanderie e tintorie;
  • i servizi di pompe funebri e attività connesse.

Per evitare il blocco di talune attività e far fronte all’emergenza Coronavirus, il Governo ha anche incoraggiato il ricorso al lavoro agile o smart working. In questa scheda troverai in particolare una sintesi delle disposizioni che sono state emanate.

Cartelli Coronavirus: modelli editabili

Come detto si tratta di modelli che negozi, esercizi, aziende e uffici possono utilizzare per:
  • informare l'utenza che l'attività rimane chiusa per tutelare la salute e contenere l'epidemia;
  • richiamare l'attenzione della clientela al mantenimento della distanza tra le persone di almeno un metro;
  • informare la clientela che l'attività resterà aperta solo su appuntamento, da fissare chiamando un certo numero; 
  • informare l'utenza che l'attività adotta tutte le misure e precauzioni per tutelarti dal rischio di contagio Coronavirus;
  • ecc.

 I testi possono essere eventualmente modificati e adattati in funzione di specifiche esigenze.

Autocertificazione per gli spostamenti

Vogliamo ricordare che da alcuni giorni su tutto il territorio italiano per spostarsi dalla propria abitazione occorre avere al seguito l'autocertificazione Coronavirus. Si tratta di un modulo su cui occorre riportare i propri dati anagrafici e specificare i motivi del proprio spostamento.

Ciò da quando i provvedimenti adottati dal Governo per limitare la diffusione del contagio da Covid-19, hanno introdotto forti limitazioni agli spostamenti. In pratica ci si può muovere, con un mezzo o a piedi, solo per "comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute".

Chi non ha il modulo potrà comunque compilare quello fornito al momento del fermo da parte delle forze dell’ordine.

La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato.

Tags:  coronavirus

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